Democrazia di numeri e democrazia di metodo

Da uno spunto, da un commento è venuta l’occasione per un tema di metodo per Buccinasco: come far politica, come rapportarsi oggi con le minoranze. Soprattutto con i Cittadini. Le regole che assegnano un automatico potere decisionale, riducono inevitabilmente la funzione delle minoranze elette: possono fare poco o nulla. Si sente spesso il discorso: le minoranze non fanno nulla. Non  casualmente utilizzato da chi oggi ci amministra.

In questo modo il dibattito democratico è compresso. Bisogna tenerne conto: se la maggioranza si appropria della gestione e non si confronta, non dialoga, non recepisce in un dibattito aperto; se applica il potere dei numeri e agisce  da satrapo mediorientale: la democrazia tradizionale si spegne.  La maggioranza pro tempore domina. Chi è fuori non conta. Occorre una maturità culturale e politica che a Buccinasco (ma la situazione è generale) è fortemente carente o manca del tutto.

Questo stra-potere “democratico” si riversa con gli stessi  metodi sulla Comunità, sui Cittadini. Il potere spesso da alla testa e questo sta succedendo (non solo a Buccinasco). Vicini a coloro che seguono l’onda, i politici vanificano le istanze che non collimano e “se ne fregano”. Così come il Consiglio da terreno di confronto produttivo di idee e contributi tende verso una rappresentazione inutile: passa sempre e comunque l’interesse della maggioranza. Fosse abolito, non se ne accorgerebbe nessuno.

La politica italiana su questo tema: la “democrazia maggioritaria” deve seriamente riflettere perché le conseguenze possono essere serie: l’estremizzazione, i movimenti estremi ed anti sistema trovano terreno favorevole. A livello locale non resta che la denuncia alle forze dell’ordine, alla magistratura.   Andrea denuncia questo stato di cose: chi nella maggioranza ha capacità di raziocinio è bene che rifletta ed elabori, che si confronti. (titolo della redazione)

FACCIAMO POLITICA DAVVERO – COINVOLGIAMO I CITTADINI 

(Andrea Dalseno 28 Maggio 2014) La verità? Che il nostro modo di affrontare le cose, nel merito delle questioni, li spiazza! Non sono preparati, non sanno come e cosa fare! Il dibattito politico è “teatrino”, è forma, uno show per il pubblico che si ferma in superficie e senza sostanza. Non è confronto nel merito delle questioni.

Per farlo, in questo caso occorre rispondere argomentando, sostenendo le proprie tesi, documentando. L’argomento, la risposta è: “Ma come si fa? No, non è così che si fa “politica”! Non lo è mai stato!” Sarà, ma così è come la facciamo noi!  Il confronto è l’unico modo per cambiare davvero le cose e per evitare i soliti balletti in cui tutto gira e gira, ma alla fine rimane sempre uguale!

Cosa pretende oggi la politica? I Cittadini devono votare e poi disinteressarsi di quel cha accade e accontentarsi delle rappresentazioni ufficiali della macchina propagandistica. Al momento di tornare al voto sceglieranno chi ha messo in piedi lo show migliore, con luci, fumi e colori. Ma la sostanza no!

Quella non si deve mettere in discussione: si fa così, si è sempre fatto così e si dovrà fare così anche in futuro. Ha funzionato fino a ieri (creando una sfacelo e oltre 2.100 miliardi di debito) e deve poter funzionare così anche domani!  Non conoscono altro modo, non lo hanno mai visto e non credono nemmeno che possa esistere! Cambiare le regole consolidate non è fair, non è leale per loro!

Ecco allora che Città Ideale (e con lei tutta Coalizione  Civica), che non accettando le “regole” non scritte del teatrino della politica, diventano il nemico numero uno, da abbattere, isolare, cancellare nell’oblio perché rompono degli schemi consolidati, che vanno avanti da tempo immemorabile e vengono tramandati da generazioni.

Le rappresentanze civili dei Cittadini come noi hanno, parvenu della politica, il coraggio di gridare che il Re è nudo! Questo è inaudito! Nessuno aveva mai osato tanto. Si sa, è sotto gli occhi di tutti, ma non si deve dire!

Qualche volta i toni potranno essere non condivisibili, magari gli argomenti vengono presentati in modo migliorabile. Lungi dall’essere perfetti, ma, fateci caso, di risposte nel merito NON CE NE SONO MAI! Non rare, non poche, non sporadiche: MAI!!! ZERO!!! NIET!!! NULLA!!! Attacchi a iosa, richieste di prese di distanza, di zittire, di dissenso (con toni offesi e scandalizzati) e di polemica (sterile) ne hanno fatte a bizzeffe, di risposte puntuali nel merito delle obiezioni sollevate, mai nemmeno una!

La speranza (loro)? A mio avviso, quella di delegittimare, di far passare il concetto che Città Ideale e con lei tutta Coalizione Civica, sollevano solo polemiche, questioni banali, mosse dall’invidia e dal rancore, che l’opposizione non esiste (fate caso a quante volte hanno ripetuto questa frase),  opposizione becera e che non fa alto che spargere odio, contro l’amministrazione, contro le associazioni, contro i volontari, contro i Cittadini.

Tutto clamorosamente falso, ma non è questo il problema! Il problema è che quelle false affermazioni servono a riempire gli spazi, a colmare i vuoti, a coprire il silenzio assordante e desolante nei confronti delle tante questioni sollevate, alcune grandi altre, magari, più piccole, ma comunque significative (perché sottendono a questioni di metodo), che NON RICEVONO MAI ALCUNA RISPOSTA!

CITTA’ IDEALE E COALIZIONE CIVICA

 

PER AMMAZZARE IL GATTOPARDO

  1. #1 scritto da prima di parlare pensa il 28 maggio 2014 14:00

    al contrario, voi siete utilissimi e quasi indispensabili, grazie a voi gli attuali governanti di buccinasco governeranno tranquilli e a lungo, magari cambiando partito o schieramento, anzi sperano che voi non ve ne rendiate mai conto, così come il m5s non si è accorto della realtà popolare e umana e delle motivazioni che portano gli elettori a votare questo o quello

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 28 maggio 2014 15:30

    L’elementare reazione, anonima, del passa parola dei “governanti di Buccinasco”.
    Siamo al bar sport parlando di chi ha vinto e chi ha perso, ovviamente impadronitosi dei voti moderati in libertà.
    La paura boia che si vada adesso alle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione, a causa dell’ennesimo commissariamento, la scongiura con queste giaculatorie.
    Questa componente proprio non vuole entrare nel merito delle questioni che pone Andrea.
    Preferisce fare gli scongiuri, tipo woodoo: si percepisce la paura, la fifa che qualcuno della maggioranza ci rifletta.
    Per i rappresentati dall’anonimo passa parola, che si autodecreta tale di tutti i governanti di Buccinasco (una speranza la sua, evidentemente), non sono giorni felici….

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 28 maggio 2014 16:03

    Intervento preciso e puntuale nel merito della questione o la solita dissertazione da “teatrino” della politica, buona solo per sviare l’attenzione ed evitare di rispondere?
    I Cittadini sono in grado di distinguere la differenza?
    Lo vedremo al momento opportuno!

    PS
    Se il nostro anonimo pensasse davvero quello che scrive (ironia della sorte per uno che sceglie un tale alias), come spiegherebbe tutte le manovre – dalle invettive, alle iniziative politiche, alle richieste reiterate di presa di distanza, ai proclami contro di noi (spudoratamente contrari alla realtà dei fatti), alle querele (annunciate) – volte a cercare di zittirci e toglierci di mezzo?

    RE Q
  4. #4 scritto da Loris Cereda il 28 maggio 2014 18:18

    Però resta sempre il solito problema che affrontai quando venni candidato sindaco e che cercai di affrontare in fretta e furia (e inutilmente) appena tornato libero: unire.

    Prevalsero i particolarismi gli “io sono meglio di te”, neanche all’interno delle coalizioni (parlo per la disgraziata candidatura Cortinovi) si riusciva a remare tutti assieme.

    Anche molti frequentatori di questo blog dicono cose giustissime, ma poi, al momento di costruire un progetto vanno ognuno per conto suo, quindi, per la coalizione che a Buccinasco ruota attorno all’attuale maggioranza vincere diventa facile.

    Si possono avere le migliori idee del mondo, ma se ci si arrampica sul proprio “credo” senza cercare una sintesi che faccia aderire altri “credi”, in politica, si andrà sempre incontro alla sconfitta.

    La politica deve essere sintesi e capacità di mediazione

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 28 maggio 2014 19:43

    La politica deve essere sintesi e capaci mediazione.

    Vero Cereda, dopo le elezioni.
    Ma bisogna capire mediazioni su cosa; non è banale.

    Qui il tema che affrontiamo è affine ma si distingue:
    la maggioranza automatica che consente tutto, se gestita in chiave totalitaria, diventa appunto una democrazia totalitaria: un assurdo nei termini.

    L’atteggiamento deve essere aperto all’ascolto: disposti ad aggregare e ad essere coinvolti.
    Dovrebbe essere così in una Comunità, anche senza premi di maggioranza.
    Troppo diffuse le lotte strumentali, le opposizioni a prescindere, tanto da richiedere il premio di maggioranza per consentire una gestione relativamente lineare.

    Con la maggioranza blindata la gestione possessoria del potere è mantenuta od addirittura accresciuta.
    Ha vanificato le istituzioni delegate e le funzioni della minoranza.

    Sarà un caso che sono aumentate le giunte che cadono per intervento della magistratura?
    Che le denunce dei Cittadini, le segnalazioni alle forze dell’ordine aumentano?

    fra i motivi possiamo scegliere fra
    > una politica sempre più totalmente corrotta o
    > una lotta politica che dai consigli e dibattiti resi possibili dalla ripartizione proporzionale si è trasferita alle forze dell’ordine e ai magistrati;

    non è una bella alternativa, ma una riflessione deve farsi, da parte di chi un po’ di cervice conserva, per ragionare liberamente.
    anche nell’interesse della sua parte, se si mantiene in un’area di legittimità…

    Sarà difficile, vista la capacità di attack che un “facente funzioni” adotta, che i compari non riescono a staccare.

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 28 maggio 2014 21:37

    Tutto vero, Loris, il problema è che devono sussistere i presupposti per poter unire.
    Non si possono mettere insieme il diavolo e l’acqua santa, la capra e i cavoli.

    In determinate situazioni uno dovrebbe anche avere la disponibilità a fare un passo indietro per consentire agli altri di fare un passo avanti e questo, purtroppo, non sempre avviene.

    Dopo lo tsunami giudiziario che ha travolto te e la tua Giunta come un fiume in piena, la nostra visione era che fosse necessario un forte segnale di discontinuità, in mancanza del quale le elezioni sarebbero state segnate.

    Il resto è storia, compresi errori di posizionamento, liste di disturbo, campagne denigratorie, ricerca di sponsorizzazioni, alleanze e appoggi in quello che per noi era lo stile della vecchia politica da superare.

    Fa parte del gioco, ma non si possono accettare compromessi su certe cose: non ci sarebbe più stata differenza tra noi e loro.

    Aggiungici il fatto che siamo partiti tardi, con poca esperienza, con pochi mezzi, alla garibaldina e, a mio avviso, abbiamo fatto un buon risultato.
    Non è bastato.
    Però siamo ancora qui e teniamo duro. Il resto si vedrà.

    RE Q
  7. #7 scritto da Loris Cereda il 28 maggio 2014 22:12

    Stavolta non sono d’accordo; con il sistema elettorale vigente è indispensabile fare sintesi fin dall’inizio, stabilire principi cardine per gestire, pur nelle diverse vedute sul “particolare”, il generale.
    Lasciamo perdere la Magistratura perchè si aprirebbe un’altra discussione.
    Allora facciamo un decalogo?
    Per esempio, sono disposto a costruire una coalizione con chi:

    1- Si impegna a considerare il bilancio del comune e la sua efficiente gestione come il punto cardine dell’amministrare: obiettivi precisi, riduzione del debito dell’ente, riduzione delle spese attraverso l’applicazione del principio dei costi standard (nessun Comune lombardo potrà pagare meno di Buccinasco per un servizio equivalente), utilizzo pieno delle competenze del personale Comunale e gestione efficiente delle risorse.
    2- Massima trasparenza degli atti amministrativi, trasmissione in streaming anche delle sedute di Giunta, pubblicazione costante di tutto ciò che costituisce la formazione dell’atto amministrativo.
    3- Partecipazione: utilizzo delle Commissioni consiliari non come mero passaggio procedurale ma come efficace raccolta delle istanze anche dei cittadini non rappresentati in Consiglio Comunale.
    4- Utilizzo della piattaforma web per costanti consultazioni (pareri consultivi ma pesanti) ai cittadini rispetto alle scelte di interesse generale.
    5- Eliminazione della burocrazia dagli atti laddove la legge lo consente o, perchè no, sfidando la legge laddove palesemente inefficace.
    6- Disponibilità costante degli amministratori al contatto diretto con i cittadini, Sindaco ed Assessori si impegnano a rispondere ai cittadini in modo pubblico (laddove non si tratti di argomenti privati, ovviamente) ad esempio su un gruppo apposito aperto.
    7- Pari trattamento per ogni cittadino, nessun vantaggio per i “gruppi organizzati” sia che siano assolutamente legittimi sia che siano “lobbine” chiassose.
    8- Priorità operative su: manutenzione strade e marciapiedi, verde pubblico trasporti.
    9- Attività costante di marketing territoriale per far crescere il valore di Buccinasco, attrarre investimenti e/o aumentare il valore delle risorse già investite.
    10- Principio della “maggioranza della maggioranza”: I consiglieri eletti si impegnano (in forma scritta e prima del voto) ad accettare le decisioni della maggioranza della loro coalizione qualora non fossero d’accordo con un determinato provvedimento. Nel caso non lo facessero (o usassero il trucchetto di non presentarsi in Consiglio per far mancare il numero legale) la lettera di impegno firmata in precedenza e custodita da un notaio potrà essere usata per sancire il loro decadimento da Consigliere.

    Ecco, 10 punti semplici, piacciono o non piacciono, se piacciono si costruisce un’alternativa che parte da questo, chi c’è c’è e comincia a lavorare.

    RE Q
  8. #8 scritto da Flavio T. il 28 maggio 2014 22:16

    Loris, ciao !

    “Nella scienza hai bisogno di capire il mondo; negli affari hai bisogno che altri non lo capiscano !”
    - è sempre l’intelligenza di N. Taleb che cito -
    sugli opposti, il Bianco/Nero, il conosciuto/vago …

    Fino a 2 mesi fa, l’Amm. Maiorano mi andava bene, ero un cittadino ascoltato, seguivo i Consigli …
    Ora non più.
    Non dico altro, ma “negli affari hai bisogno che altri non lo capiscano !”.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 28 maggio 2014 23:07

    Il decalogo di Cereda ha aspetti interessanti, diversi dei quali qui in Città Ideale sono stati affrontati e dibattuti, sia in sede specifica di esame di qualceh aspetto o criticità affortnata, sia nelle proposte (55…) di modifica della bozza di Statuto, di cui apprenderemo i risultati (con scarse speranze).

    Alcuni punti rispondono specificatamente a situazioni problematiche della gestione Cereda.
    Comprensibile e qualche validità procedurale.

    Le gestioni in genere si reggono sulla autorevolezza e la capacità del nucleo duro della maggioranza, al cui interno le diverse visioni devono trovare l’equilibrio e la risposta.
    Più si allarga il campo, maggiori sono i problemi nella gestione (l’attuale sembra compatta per il Cittadino comune ma voci e situazioni reiterate di liti accanite vengono diffuse: non sono certe, secondo il parametro di Paolo Caimi, ma hanno sufficiente attendibilità e si ritiene utile che se ne parli).

    Comunque grazie per il contributo: che sicuramente aiuterà a costruire un profilo di programma anche in Città Ideale e nella sua coalizione.

    buona serata

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 28 maggio 2014 23:10

    Buona sera Flavio,

    bello il pensiero loico (alla Machiavelli) di Taleb.
    La linearità dell’affermazione sembra paradossale, ma non lo è: il mercato e i suoi scambi che si susseguono elevano la capacità media di comprensione dei soggetti e ciò fa crescere l’efficienza e la capacità del sistema..

    Bisogna che mi faccia una cultura sul personaggio; grazie per lo stimolo.

    buona serata

    RE Q
  11. #11 scritto da Loris Cereda il 28 maggio 2014 23:13

    Andrea, acqua passata non macina farina, questi però se non si costruisce un’alternativa liberale, anti-burocratica, efficiente e unita non li schiodi più dal governo della città.

    Partono da un 30% di voto storico/politico che non gli togli, gestiscono bene le clientele, mettigli una falsa lista civica e sono al 45%, vuoi batterli?

    Lo si fa assieme; i 10 punti che ho scritto non possono andar bene per il Diavolo se vanno bene per l’ Acqua santa, o si è di qua o si è di là.

    Ovvio che i punti sono un mio modo di vedere le cose, disponibilissimo a toglierne o ad aggiungerne, a patto che si stia sul binario e che si lavori per vincere le elezioni; se scriviamo qui perchè culturalmente ci stimola, ok, possiamo andare avanti e ci divertiamo lo stesso, ma se vogliamo davvero cambiare le cose il passo, a mio modesto avviso, deve esser quello che ho indicato.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 28 maggio 2014 23:27

    Cereda nei suoi intenti esprime cose logiche, facendo però astrazione del fattore tempo.

    Questo è il periodo in cui condividere valori e processi, garanzie, trasparenze, coinvolgimenti, ecc.

    Città Ideale è una palestra ed è aperta a tutti i contributi, agli incontri e discussioni.
    Contributi e discusisoni che s iriferiscono in senso geneale (senza esclusioni) alla Comunità e alle sue formazioni, maggioranza compresa.
    Non ci preoccupiamo se una proposta viene considerata positivamente e si rivela un fattore positivo per la maggioranza attuale.
    Ciò che conta è l’utilità per la Comunità nel suo insieme: contano i Cittadini e i vari stakeholders più o meno importanti, nessuno escluso.

    Stiamo crescendo, noi Città Ideale e, riteniamo, la Comunità nel suo insieme.
    Verranno i tempi dei fiori e delle ciliegie, per proporre ai Cittadini, discutere e informare progetti e impegni (che devono essere davvero seri, non come la trasparenza di chi oggi con questa immagine è stato eletto a governare).

    ce la faremo: ne siamo fiduciosi perché Buccinasco è fatta di Cittadini sani e per bene.

    RE Q
  13. #13 scritto da Loris Cereda il 29 maggio 2014 00:03

    Taleb è bravo (anche nel riuscire a pubblicare 1.000 pagine per esprimere concetti che potevano stare in 100) però il suo pensiero ci può aiutare ad astrarre dal quotidiano della nostra vita (come Severino o come in altro modo Chopra)

    Io però faccio fatica, nella pratica quotidiana, ad usarlo come aiuto nelle situazioni di dubbio o di difficoltà: devo compiere una scelta, penso a cosa mi ha insegnato Taleb e non riesco a trovare altro che dire, va beh, tanto una vale l’altra.

    Certo Saccavini, condivido, in politica non esistono tattiche giuste e tattiche sbagliate, esistono tattiche tempestive e tattiche intempestive, Città Ideale svolge appieno il suo ruolo e io partecipo divertendomi.

    RE Q
  14. #14 scritto da Andrea D. il 29 maggio 2014 09:33

    Loris, i 10 punti che hai elencato potrebbero costituire un ottimo programma per unire. Solo che quando, ad esempio, dici, e lo condivido in pieno,

    7- Pari trattamento per ogni cittadino, nessun vantaggio per i “gruppi organizzati” sia che siano assolutamente legittimi sia che siano “lobbine” chiassose.

    metti fuori gioco e rendi impossibile un’alleanza con chi – adottando i metodi e lo stile della “vecchia” politica (che ancora oggi funziona benissimo per vincere, molto meno per amministrare, a mio avviso) – fa di quegli elementi un punto cardine!
    L’attività di lobbing, che da noi assume generalmente un concetto negativo, può essere assolutamente legittima (e doverosa) oppure clientelare. Noi tendiamo a giudicarla negativamente perché troppo spesso degenera nella clientela e in una sorta di voto di scambio (ti sostengo, ma poi tu mi tratti coi guanti di velluto). Il confine è labile e sfumato e la “vecchia” politica su quello ci ha marciato alla grande così come, su quelle basi, sono cresciuti e si sono consolidati determinati meccanismi nei vari gruppi di pressione i quali, comprensibilmente, non hanno alcuna intenzione di abbandonare le scorciatoie utili a portare acqua al proprio mulino.

    RE Q
  15. #15 scritto da Loris Cereda il 30 maggio 2014 00:21

    Andrea, hai posto l’accento su uno dei punti prettamente politici (il 7 e il 10).

    Guarda, io penso che sia facile trovare l’accordo su entrambi se l’alternativa è perdere le elezioni; per questo ritengo che si debba iniziare fin da ora a lavorare per i punti che uniscono, più forze aderiranno più sarà difficile chiamarsi fuori.

    Detto ciò, riguardo allo specifico da te evidenziato, facciamo una differenza chiara tra le responsabilità di Sindaco e Giunta (legati al punto 7) e quelle dei Consiglieri (punto 10).

    I consiglieri, giustamente, hanno il dovere di prendere atto dei problemi specifici del loro elettorato (anche delle lobbine) il che significa avere il dovere di portare a Sindaco e Giunta le istanze specifiche di chi gli ha dato il voto, Sindaco e Giunta, poi, hanno il dovere di verificare queste esigenze considerando l’interesse generale e, in questo contesto, decidere se sono accettabili o meno.
    I Consiglieri possono “ricattare” solo nel momento in cui si arriva al Consiglio, dove 4 consiglieri possono condizionare il Sindaco e gli altri 8 consiglieri di maggioranza minacciando di far mancare il numero legale; ecco perchè il punto 10 diventa necessario.
    Poi diventano altrettanto importanti i punti 3,4 e 6 perchè è solo favorendo l’emergere delle istanze di tutti che si depotenziano le istanze dei gruppi organizzati

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 30 maggio 2014 08:26

    L’impressione che se ne può ricavare, Cereda è quella di riflessioni che entrano in dettagli operativi sul presupposto di schieramenti che si ritagliano non tanto ripartizione della rappresentanza quanto spazi di potere.

    Aspetto molto delicato. stiamo assistendo ad un mandato tanto squilibrato da apparire sgangherato, con il Sindaco che sembra davvero un travicello ed il vicesindaco che deborda, che dà l’impressione (e non solo quella) di agire in totale libertà, anche con qualche provocazione.
    Situazione che può essere anche conseguente ad una personalità del Sindaco non proprio autorevole ma nella quale pesano gli accordi e il ritaglio di spazi deliberato a priori.

    Faccende che meritano riflessione approfondita; un insieme di visioni e di indirizzi deve ben delimitare questi aspetti, salvaguardando compattezza e chiarezza assoluta sul programma.
    L’accordo sideve fare sul programma, non sui poteri di Tizio o Caio….

    Personalismi eccessivi vanno respinti con decisione: meglio tornare alle urne con una visione chiara chiedendo agli elettori di scegliere, che subire compromessi.

    Questione da ritenere rilevante, anche se forse non proprio centrale sul tema.

    RE Q
  17. #17 scritto da Andrea D. il 30 maggio 2014 09:35

    Ciao Loris, ho posto l’accento su uno dei punti che più condiziona la possibilità di alleanze, ma anche la realizzazione degli altri punti che lo precedono.

    I primi quattro punti da te elencati, ad esempio, si possono perseguire realmente solo se si è liberi da condizionamenti di vario genere, frutto degli accordi della “vecchia” politica.

    Altrimenti,
    (1) sei costretto ad avere un bilancio che si possa adattare a determinate richieste
    (2) non puoi essere trasparente fino in fondo, anzi meno lo sei meglio è perché certi accordi che devi onorare non si possono dire apertamente e anche così, con un sistema opaco, ti costringono a penose arrampicate sugli specchi,
    (3) non puoi essere aperto alla discussione perché devi poterla pilotare in base alle promesse fatte ,
    (4) non puoi consultare nessuno perché il tuo percorso è obbligato, sempre per gli accordi da “vecchia” politica che hai stretto per ottenere la cadrega, e quindi non puoi rischiare di essere smentito da una consultazione .
    Inoltre, (5) la burocrazia ti serve! Più le cose sono complicate, intricate, tortuose, impervie e, soprattutto, lunghe e dagli esiti imperscrutabili e più il tuo ruolo richiede la presenza di chi può dare una mano per non perdersi nella giungla, diciamo così.
    Diventa fondamentale e insostituibile e questo accresce il tuo potere e rinsalda la dipendenza mutualmente funzionale con le lobbies.

    Tu politico hai bisogno di me, lobby, per essere eletto e io, lobby, ho bisogno di te politico per perseguire i miei interessi. E’ un meccanismo teoricamente legittimo, ma che può degenerare (e troppo spesso degenera) con una facilità estrema!

    E a quel punto il sistema è compromesso all’origine: hai bisogno che nulla cambi e tutto rimanga com’è! Salvo operazioni di facciata, senza sostanza, e becera propaganda. Quelle a più non posso, indispensabili “armi di distrazione di massa!”

    Insomma, i compromessi ci possono essere ed è normale che ci siano, ma certi principi di base non possono essere soggetti a negoziazione. Un certo modo di ottenere il potere dipende e allo stesso modo genera un certo modo di considerare l’amministrazione pubblica: è il consociativismo che abbiamo vissuto da decenni a questa parte. Cambiano le ballerine, ma non cambia lo spettacolo!

    Se vuoi poter cambiare le cose devi decidere di non giocare secondo quelle regole, quelle della “vecchia” politica, quelle seguite da tutti!
    E quindi diventa difficile trovare “compagni di giochi”.

    E’ il tuo decalogo che mette fuori gioco gli altri, non noi!

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 30 maggio 2014 12:03

    Insomma, Andrea e Loris:
    affrontare i temi di una coalizione che chiarisca i contenuti, in una visione liberal del far politica, fa emergere un concetto di fondo che, forse per la prima volta volta in Italia è stato proclamato da un ministro in carica in una assemblea di Confindustria:

    fare impresa, fare affari, impostare le cose da fare coinvolgendo l’impresa è un dovere.
    Bisogna smetterla di considerarla una cosa poco pulita o poco per bene: va all’impresa e agli affri riconosciuto il ruolo fondamentale che ha nel paese, soprattutto in questo periodo.

    Creare margini, essere profittevoli, investire, creare lavoro, esportare, pagare il debito pubblico.

    Gli interessi vanno discussi e coordinati in modo aperto e corale: devono essere interessi di tutti, senza preferenze e senza penalizzaizoni, con progetti che hanno lo scopo di far bene alla Comunità (non di sprecare danaro pubblico).
    Interesse privato e interesse collettivo devono essere totalmente coincidenti: questo il ruolo di una sana amministrazione.

    buona giornata

    RE Q

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