Sindaco e vicesindaco indagati: conferma sul PGT. Anche nel verde?

Nessun comunicato. Un articolo a ilGiorno,  dalla ricostruzione di comodo ove “rispondono” e dicono quello che vogliono, senza alcuna responsabilità, perché l’eventuale inesattezza o particolare nascosto sarà colpa del giornalista. Non ci si è capiti, ecc. ecc. Il Sindaco e il suo vicesindaco non dicono nulla di ufficiale, con dispregio grande della funzione ricoperta e della istituzione;  sprezzo del comune buon senso.

L’articolo di Francesca Santolini contiene allo stesso tempo chiarezze e velature (non sembra venuto limpidamente, forse seguendo le esigenze degli intervistati?) (VEDI). Notizie comunque importanti, quasi fra le righe. Ricordano i lettori gli avvisi di garanzia che non erano avvisi ma proroghe e altre amenità?

Adesso l’articolo dice chiaro e tondo che Sindaco e vicesindaco sono indagati per la vicenda del PGT. Che si tratta nell’ipotesi di corruzione, che le indagini sono prorogate ulteriormente di sei mesi:

….. secondo indiscrezioni dell’epoca l’inchiesta verteva sul PGT e il reato era quello di corruzione.

….. replica il vicesindaco Rino Pruiti: ……….. per quanto riguarda l’indagine che ha chiamato i causa il Sindaco e me a Dicembre, visto che è stata concessa una ulteriore proroga di sei mesi, abbiamo chiesto al giudice di essere sentiti.

Scrive il giornalista riportando parole del vicesindaco: “questo a garanzia della massima trasparenza che ha sempre contraddistinto  ogni nostra scelta, ogni nostro atto” . Affermazione del tutto gratuita e priva di logica. Se una inchiesta partita nel 2012, prorogata, dal tribunale, ottiene una seconda proroga di altri sei mesi (che non decidono gli inquirenti ma il tribunale su loro richiesta), forse qualcosa non proprio di “massima trasparenza” la procedura del PGT la deve avere.

Come in ogni inchiesta penale, prima della chiusura delle indagini e del rinvio a giudizio, è buona norma investigativa lasciare tranquilli gli indagati e scavare sugli aspetti di presunte criticità, senza che questi siano informati, senza che a loro siano posti quesiti e richieste spiegazioni che  potrebbero portare all’inquinamento delle prove. Lo sa la giornalista, lo sanno il Sindaco e il vicesindaco. Perché allora titolare l’articolo:

Sindaco E VICESINDACO BUSSANO AI PM

(Maiorano e Pruiti indagati a Buccinasco: ora ascoltateci)

 Si noti ancora che l’articolo con vene di “redazionale” mischia due distinte e diverse questioni: l’inchiesta sul PGT partita al Dicembre 2013 e la  denuncia penale sulla conclusione della gara del verde, avvenuta in Aprile 2014. Il titolo si riferisce alla più diretta e “vecchia”… circa la nuova (il verde) non viene posta alcuna questione, alcun chiarimento.

Quanto alla denuncia penale sulla gara del verde e sulle carte della commissione Sindaco e vicesindaco non hanno nulla da dire… Non sanno nulla, tutto segretato. Continua il silenzio tombale, anche rispetto a irregolarità formali: pure, se  il comune è venuto a conoscenza della denuncia penale (contro ignoti?) deve aver per forza:

a)      ricevuto i dettagli e gli articoli del codice richiamati;

b)      aver interpellato i funzionari coinvolti e il segretario generale, sui dettagli e presunte criticità;

c)      devono per forza aver dedotto gli aspetti critici dalla prolungata e sistematica indagine che al riguardo la GDF ha effettuato negli uffici;

Dire: non ne sappiamo niente, è tutto segregato, possono raccontarlo ai loro sodali, disposti a dar loro ancora credito, al giornalista “benevolo”.  Dopo che sono indagati in ipotesi di corruzione e adesso di sostanziale incapacità a condurre con linearità e metodo una gara d’appalto.  Magari alla conclusione delle indagini non si vedranno imputati, ma l’insieme delle vicende di questa gara, sono simili a barzellette da dilettanti allo sbaraglio. Tragiche, non tragicomiche.

TRASPARENZA O TUTTI A CASA

PARTECIPAZIONE INFORMATA DEI CITTADINI

  1. #1 scritto da Camilla il 25 maggio 2014 07:42

    Giusto. Potrebbero essere “sentiti” durante un’udienza!

    Chiedono solo velocità, celerità nell’eventuale rinvio a giudizio, almeno così mi pare.

    Logico. No?

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 25 maggio 2014 07:58

    Non credo Camilla,

    l’effetto dell’articolo è dare una indicazione di disponibilità a confrontarsi (quando questa invece non è una disponibilità ma un obbligo: poi davanti agli inquirenti potranno esercitare la facoltà di non rispondere).

    Disponibilità che in termini di comunicazione ritengono essere per loro positiva ma, ad essere interogati e quando, nella condizione di indagati, è il giudice che lo decide.
    Quanto lo ritiene opportuno, conclusi tutti i possibili accertamenti.
    Il momento arriverà, e potrà anche essere solo in sede di giudizio.

    Pur non augurandolo, questa situazione li pone in uno stato di precarietà nell’esercitare il ruolo: data la loro sensibilità giuridica e legale forse sarebbe più apprezzabile se facesso un passo indietro, soprattutto dopo il più recente infortunio amministrativo (dal quale non possono dirsi estranei).

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 26 maggio 2014 10:15

    Sanno di essere indagati per corruzione da oltre sei mesi e (solo) ora decidono, o meglio dichiarano, che chiederanno di essere sentiti? Certo una seconda richiesta di proroga indica che le indagini continuano e che la loro posizione non è ancora chiarita, ma non avrebbero dovuto chiedere di essere sentiti anche prima? Misteri della strategia difensiva.

    Dispositivo dell’art. 374 Codice di Procedura Penale
    Fonti → Codice di Procedura Penale → LIBRO QUINTO – Indagini preliminari e udienza preliminare → Titolo V – Attività del Pubblico Ministero (Artt. 358-378)
    1. Chi ha notizia che nei suoi confronti sono svolte indagini, ha facoltà di presentarsi al pubblico ministero e di rilasciare dichiarazioni.
    2. Quando il fatto per cui si procede è contestato a chi si presenta spontaneamente e questi è ammesso a esporre le sue discolpe, l’atto così compiuto equivale per ogni effetto all’interrogatorio[453 1]. In tale ipotesi, si applicano le disposizioni previste dagli articoli 64, 65 e 364.
    3. La presentazione spontanea non pregiudica l’applicazione di misure cautelari [272-325] (1).

    Note
    (1) Tutti coloro che hanno notizia che nei loro confronti si stanno svolgendo indagini hanno facoltà di presentarsi al P.M. e di rilasciare dichiarazioni.
    Il P.M., pur avendo l’obbligo, compatibilmente ai suoi impegni di servizio, di ascoltarlo non è tenuto a contestare specificamente a colui che si presenta i fatti addebitati e le fonti di prova. Qualora lo faccia, peraltro, la presentazione spontanea finisce per avere lo stesso contenuto dell’interrogatorio al quale, infatti, viene pienamente equiparata.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 26 maggio 2014 10:28

    Ceralacca e timbro, Andrea…

    Davvero la comunicazione su ilgiorno è un mezzo infortunio: della amministrazione innanzi tutto.

    buona giornata

    RE Q
  5. #5 scritto da Islero Miura il 26 maggio 2014 13:56

    I reati sono di tipo personale..
    quindi non può essere il comune l’indirizzario dell’addebito.. ma solo delle persone.

    Dato l’incarico della giunta, presumibilmente (gli addebiti, ndr) nelle figure del sindaco e de vice…,

    quindi non è corretto che sia il Comune e quindi i Cittadini.. a farsene carico.

    Lo prevede la legge che debbano pagarselo loro come accadrebbe ai funzionari se fossero indirizzatari del medesimo atto..

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 26 maggio 2014 14:42

    Ha perfettamente ragione Islero,

    proprio così.
    Per ora nulla dicono. Fanno spendere il Comune.
    Speriamo che non si debba attendere un articoletto fra sei mesi per sapere indagati e responsabili….

    Poi si chiederà conto ai responsabili (se ve ne saranno in via definitiva)

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 26 maggio 2014 14:58

    Chiariamo l’equivoco: l’avvocato, una professionista di chiara fama, è stato nominato dal Comune per tutelare gli interessi del Comune!

    Non è l’avvocato difensore di qualche imputato!

    Trovo paradossale l’affermazione del vicesindaco in merito all’ispezione della Guardia di Finanza sull’appalto del verde:

    Forse in questo modo si metterà fine a una questione che prosegue da dieci anni ed eventualmente smascherare il disegno criminale studiato a tavolino da alcuni che io denuncio da tempo.

    Denuncia chi?

    L’indagine riguarda una gara fatta mentre è lui che ha la delega a quell’assessorato specifico!

    Se ci sono problemi tali da indurlo a fare denunce (quali?!?) il suo compito principale dovrebbe essere quello di rimuovere gli ostacoli, dei quali è chiaramente a conoscenza avendoli denunciati da tempo, che si frappongo a una corretta ed efficace azione amministrativa, o no?

    PS
    Se prosegue da 10 anni vuol dire che c’era al tempo del suo primo mandato (2004), è continuata dopo e lui ha pacificamente tollerato che continuasse anche sotto il suo secondo mandato! Bravo!

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 26 maggio 2014 15:25

    Già Andrea, è vero: la denuncia penale fatta alla amministrazione Maiorano (e al suo facente funzioni pro tempore) vuoi vedere che riguarda appalti precedenti deliberati dal commissario prefettizio o ancora antecedenti?
    Che la motivazione indicata a giustificare l’incarico legale è sbagliata, che non riguarda la gara d’appalto dell’amministrazione Maiorano?

    Errare humanum est…. anche per il vicesindaco… nel motivare la sua estraneità agli atti: i colpevoli sono altri e lui è dieci anni che lotta per metterli fuori.
    Forse li aveva in casa e non se ne è accorto?

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth