M5S: la sua funzione, la lotta politica, l’apertura sulle cose

Abbiamo già più volte sottolineato che il Movimento Cinque Stelle è forse l’unica possibilità che ha il nostro paese per mandare in pensione il sistema partitocratrico che sta soffocando il Paese. Quello che per trent’anni è stata la quinta o sesta economia mondiale del pianeta, che sta declinando ininterrottamente, che la partitocrazia non vuole rimettere in sesto.

L’alternativa potenziale di questa breve stagione può essere Renzi: diciamo Renzi, non il PD o qualche altra formazione o coalizione.  Carta che il giovane aspirante statista può giocare perché tutto il sistema della casta è cosciente che siamo  all’ultimo giro prima della fine: fine del Paese. Su questa ipotesi il sistema Gattopardo (cambiare qualcosa che lasci  il sistema come prima) la sta coltivando con Renzi.

Messo lì, votato dai suoi nemici mortali, con un gioco delle parti. Renzi, se vuole essere ciò che dichiara deve far saltare il banco e creare una alternativa al sistema. Il Gattopardo è lì per dare la dimostrazione che c’è una volontà di cambiamento, nel contempo segando le gambe sotto le sedie e i tavoli, condizionandolo fino al limite, senza oltrepassarlo. Fargli fare la funzione di Letta, girandolo sulla graticola, con qualche cambiamento che non fa male, per modo da lasciare le cose come stanno.

L’alternativa incontrollabile è quindi M5S e solo loro. Fino ad ora è riuscito ad evitare compromissioni  anche minime. Non compreso perfino da alcuni dei suoi eletti. Non ha alternative deve procedere così. Sul piano nazionale non si può che fare in questo modo: il giorno in cui dovesse sedersi per ottenere qualcosa, sarebbe fritto. Dovrebbe trattare il con cambio: cedere da qualche altra parte e in breve diventerebbe uno degli altri partiti.

Non rappresenterebbe più l’alternativa: fine della rivoluzione della democrazia diretta, della web democracy. Fine della politica di servizio. Queste sono le condizioni in cui opera M5S; ne è cosciente e deve aspettarsi aggressioni e sgambetti di tutti i tipi, in tutti i modi possibili. Tanto più che sta diventando possibile che alle elezioni arrivi come secondo partito superando Forza Italia, se non addirittura il primo (elezioni per l’Europa; non avrebbe effetti in parlamento, ma la scossa sarebbe tremenda).

Una ipotesi che il solo paventarla fa venire la febbre a tutte le componenti politiche e “consorteriali” che formano il Gattopardo. Il Gattopardo è composto nel suo insieme di un coacervo di interessi tuttora rilevanti. Non  è e non sarà  disposto a passare la mano, a suicidarsi. Sa benissimo che il giorno in cui fosse messo fuori sarebbe un addio, senza ritorno possibile.

Questo mese elettorale sarà durissimo e verranno posti in essere tutti i tentativi possibili, facendo uso della comunicazione ma anche creando trappole virtuali, inventate. Anche vere i qualche caso, cercando di mettere in ogni modo in difficoltà presso l’opinione pubblica il movimento e i suoi esponenti. Cercheranno in ogni modo di spaccare, di dividere.

Qualche colpo lo riceveranno, è inevitabile. Bisogna però che sappiano affrontare questo periodo con la calma e la determinazione reattiva, con la lucidità che la sfida in essere richiede. Si tratta di una specie di disfida di Barletta, che non risulterà pari. Devono attrarre tutti i possibili elettori, i Cittadini, facendo capire il senso di questa disfida.

Per le elezioni d’Europa non sarà una disfida mortale. Ciò che fa la forza di M5S è il suo essere la soluzione alternativa, ma qui la possibilità dell’alternativa è reale. O vince il Gattopardo oppure il Movimento Cinque Stelle.  

I lettori ed i Cittadini si ricordino sempre che M5S finora è il movimento che si è autofinanziato, che non è costato nulla e che anzi ha restituito quanto ricevuto. Che si muove e promuove con l’impegno di migliaia di Cittadini come noi, impegnati per il cambiamento. Per ammazzare davvero il Gattopardo. Per rigenerare e far ripartire il paese.

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