Buccinasco e Legalità 100%: danni pubblici, vantaggi privati

La faccenda è da far risalire al PGT e riguarda un’area destinata a una breve bretella di collegamento fra una strada e l’altra.  Collegamento viabilistico giudicato funzionale (fra parentesi: si può far di meglio. Un altro discorso che in questo contesto non affrontiamo).  Una legge europea ha normalizzato una precedente facoltà di pagare il valore al minimo circa terreni espropriati per utilità pubblica.

La legge è naturalmente giustificata: non si può penalizzare economicamente il proprietario di un terreno (o di una casa) che per interesse pubblico debba essere espropriato. Tuttavia il presupposto sta in chi amministra la cosa pubblica (cosa che è di noi Cittadini, ricordiamolo sempre), che deve fare l’interesse dei Cittadini, non utilizzare il suo potere per favorire interessi privati (danneggiando i Cittadini).

Nel caso che stiamo esaminando si sta parlando di una superficie agricola di 1.800 mq. Il valore di esproprio è di circa 20 euro al mq: 36mila euro.   Però,… però: entro il PGT viene accolta una richiesta di variazione che propone un concambio: cedo il terreno e, anziché l’importo, il Comune mi rende a edificabilità industriale un’area vicina. Circa 11mila mq.

Evidente che un concambio può prendersi in esame: facilitare la proprietà e ridurre gli esborsi per il Comune, se si può fare, è meglio.  Diciamo che partendo dall’esborso prevedibile, il vantaggio da riconoscersi può essere anche un po’ maggiore perché non è che la proprietà il vantaggio lo realizza il giorno dopo.  Diciamo 50mila?   Facciamo il doppio: 75mila? Si potrebbe.

Si potrebbe ma il proprietario espropriato chiede di rendere industriale tutta l’area, con un valore mq che passa da 20 euro a 200 euro il mq (dieci volte!). In soldoni  due milioni (180×11.000= 1.980.000). questo non è più un concambio ma ad un regalo.. In cambio però la proprietà assume a suo carico la costruzione della strada sulla sua superficie (valore: 50 euro al mq circa = 90mila euro ).

Un grande regalo; un favore che per il suo contenuto dovrebbe essere oggetto di una trattativa diversa. Con una edificabilità pari a 0,8, si arriva ad una cubatura di quasi 9.000 metri. Valore del terreno, per la sola modifica di destinazione. Non consideriamo qui l’eventuale utilità dall’investimento; se no, le cifre si moltiplicano.

Il PGT è andato così: approvato. Il tempo per opporsi i Cittadini lo hanno avuto: molto teoricamente. Dovevano andarsi, i Cittadini, a controllare gli incartamenti, a misurare e farsi valutare i terreni. Il principio di trasparenza vorrebbe che ai Cittadini le cose fossero chiare come Città Ideale, adesso, sta descrivendo.

La pubblicazione non reca alcuna misura, alcun valore (VEDI pag 20). Praticamente nessuno è in grado di valutare, tranne gli addetti ai lavori. Forse i moduli approvati si doveva compilarli con tutti i dati, aggiungendo le cifre. Con la TRASPARENZA (che Maiorano-Pruiti si sono impegnati a introdurre ma evitano) la faccenda sarebbe andata diversamente.

Ma non è finita qui la faccenda. Mangiando viene l’appetito: il proprietario lamenta con la realizzazione della strada una condizione….. per lui penalizzante e non sostenibile e presenta una proposta di variazione “migliorativa” (per lui, naturalmente). Con l’appoggio convinto, sembrerebbe, del vicesindaco (il condizionale è d’obbligo perché le bocche sono cucite: sempe in omaggio alla trasparenza).

Questa la proposta: invece di costruire la strada  mi cedi, in cambio del terreno destinato a strada, un diritto a costruzione industriale per pari superficie: altri 300mila euro.  Non solo ma mi concambi una tua pari area forestata (già forestata dal Comune). Dopodiché, siccome sul costruito industriale che farò si richiede il riconoscimento di uno “standard” al Comune, ecco che io restituisco l’area forestata (che mi hai dato prima).

Questa ulteriore  variazione al PGT è in discussione al Comune. Ha ottenuto il parere negativo del PIM (parere che noi paghiamo) e dell’Ufficio Tecnico.  Su questa richiesta una riunione di maggioranza (senza il vicesindaco) esprime la sua non accoglibilità in assenza di un forte interesse pubblico. Quindi poi la commissione si è espressa in questo modo. Ecco la questione su cui sembra che nel nostro municipio ci si stia scannando (finora solo a parole, per fortuna).

Combattono i politici naturalmente, perché i non politici osservano e assistono basiti: aspettandosi che salti fuori prima o poi qualcuno della congrega a tranquillizzare tutti: “siamo su scherzi a parte”.    Ma purtroppo non è questione sulla quale si possa scherzare troppo.    Sono i nostri interessi, i nostri denari che per legge siamo costretti a versare a loro per una attività così … diciamo “poco capace”.  Sappiamo tutti cosa pensare.

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  1. #1 scritto da Flavio T. il 24 aprile 2014 08:01

    Se sapessero i Cittadini !
    Dietro la parola Banca c’è il concetto (Raccolta, Impiego).
    Dietro i politici: raccolta di voti ?

    Saccavini, scusi tanto,
    visto che sono in riva al mare,
    le spiacerebbe modellizzare anche un conto:
    “Quanto vale un voto a Buccinasco in campagna elettorale
    in €
    o se preferisce in mq agricoli
    o alternativamente in mq “trasformati industriali”
    (vige il rapporto 9:1 cioè 180:20)” ?

    Sa, ho portato con me solo un libro di Storia, sulla Guerra Civile ’43-’46 !

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 24 aprile 2014 09:32

    Buon giorno Flavio e buon riposo: fra poco toccherà anche a noi staccare un po’ la spina.

    la sua è una domanda che ha del provocatorio (giustamente), ma su cui qualche riflessione va fatta.

    Se un voto vale 180 (euro), nel caso in esame saremmo a quasi 10mila voti: credo sia eccessivo, del tutto fuori logica. Nessuno può garantire quelal massa di voti a Buccinasco.
    Nessuno dei nostri politici d’oggi che quel regalo hanno consentito, è disposto a crederci.

    Quindi?
    La considerazione che il termine “voto di scambio” ha un paniere di modalità ampio e diversificato….

    buona giornata

    RE Q

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