Fondazione Pontirolo: Buccinasco sta a guardare e paga

Ieri si è assistito nel nostro Consiglio ad una sceneggiata triste e poco decorosa. Se mai ci fosse stato bisogno di certificare l’inadeguatezza di questa amministrazione, l’incapacità nel gestire e tutelare gli interessi della nostra Comunità, ecco: andate a sentire sullo streaming (quando sarà disponibile, in seguito a leggerlo) l’intervento del Sindaco (il Sindaco!) sulla Fondazione Pontirolo.

Un disastro di confusione e poca coerenza ove ha detto di tutto.  Citeremo a memoria ma garantiamo che la sostanza, quella è.  Negli interventi a seguire il Consiglio ha dato una rappresentazione “migliorabile”, in tutti gli intervenuti. Con l’eccezione della seria e precisa puntualizzazione del Consigliere Errante. Questa la pubblicheremo  appena disponibile. Torniamo al Sindaco e raccontiamo cosa ha detto (riferendosi al Luglio 2013):

Gli ultimi tre bilanci della fondazione erano in rosso e il bilancio 2012 in modo pesante

Già a Luglio 2013 la conferenza dei sindaci (Trezzano, Assago, Corsico, Cesano, Cusago) ha fatto emergere: eccessive assunzioni a tempo indeterminato con il sospetto che fossero di natura clientelare.

Erogazioni, prebende fuori controllo in capo all’apicale responsabile; la necessità di un intervento che modificasse o superasse la situazione.

Non conosciamo i processi mentali del nostro primo Cittadino, se quando lui afferma queste cose è cosciente del contenuto e della gravità che ne deriva.  Sta parlando il Sindaco e lo sta facendo nella sua funzione istituzionale, oltre che quale assessore alla partita.  Possiamo capire l’imbarazzo nel dover descrivere con un ritardo così abnorme vicende che ha  tenuto sotto il tappeto per nove mesi (precisiamo: ne ha parlato in commissione e chi voleva poteva andarci)  Nulla naturalmente in Consiglio,  comunicati pubblici o su Buccinasco Informazioni.

Il medesimo Sindaco che ha protestato perché il consigliere Cortiana di Coalizione  Civica, a fronte di documenti di dubbia provenienza che riguardano il vicesindaco non ha denunciato la sera stessa un comportamento che poteva avere rilievo penale.  Per averne invece parlato al fine di  trovare conferma ed un percorso legittimo da condividersi.  Sindaco che dopo nove mesi dalle notizie penalmente rilevanti e di sicuro danno per la Comunità di cui amministra i denari, ce ne racconta come fosse al bar, di assunzioni clientelari e compensi fuori misura.

È un Consiglio Comunale o cos’altro la sala in cui ha parlato il nostro primo Cittadino? È riuscito a parlare per mezz’ora affastellando mezze frasi confuse e poco chiare, senza dire: quanto costa a Buccinasco questa esemplare vicenda di uso privato e partitocratrico di fondi pubblici (poco importa se paga la Regione: ma non si è capito bene).  Neppure l’ombra di un giudizio politico, etico, civile, morale sulla gestione di cui, nella qualità di Sindaco, si trova corresponsabile (a sua insaputa, sembrerebbe).

Evangelico il Sindaco.  Sembra preferire la figura dell’imbelle, del fesso, pur di non denunciare vergognosi comportamenti altrui  (non si deve aspettare la sentenza definitiva della magistratura per prendere le distanze), che pure sono da ascriversi ad un coalizione politica alternativa a quella che lui conduce. Quando si tratta di denunce:  tutti insieme, di qualsiasi colore, si chiudono in trincea, tutti fanno difesa comune. Questa l’immagine che da.

Su questa descrizione ha aggiunto l’ovvietà: bisogna salvaguardare l’occupazione. Con fermezza e determinazione degna di medaglia d’oro della Patria, afferma che con l’acqua sporca non bisogna buttare il bambino. Forse ha intuito che questo argomento, su cui tutti sono naturalmente d’accordo,  avrebbe dato stura alla recita su chi difende di più i dipendenti che rischiano il posto. Tranne la ferma precisazione di Errante, quanto al resto sono discorsi da lasciar perdere.

La difesa dei posti (una faccenda pacifica) è giunta fino a far parlare un sindacalista nazionale di una formazione estremista.   A nome di tutti, con applausi finali.   Nessuno che ha chiesto i bilanci della fondazione; nessuno che ha chiesto come incidono queste perdite sul nostro bilancio appena approvato.  Non ne sappiamo nulla.  Chi pagherà i danni?  Noi li pagheremo! se appena ci sarà qualcosa da pagare: noi Cittadini.

Tralasciamo la faccenda dei dipendenti in eccesso (con sospetto preelettorale?): se si chiede la conferma di tutti, poi il maggior costo chi  paga?   Noi naturalmente, noi Cittadini!  Ci si rende conto che mettere in un bando vincoli sulla assunzione di costi comporta maggiori oneri nel servizio ?  Se ad una azienda del settore non si consentono le sinergie di scala dobbiamo pagare di più, con un servizio tutto da verificare essendo probabile la deficiente professionalità degli assunti raccomandati?

UNA AMMINISTRAZIONE LOCALE  DA DIMENTICARE

UN MONDO POLITICO, DA MANDARE A CASA

 CON QUESTI METODI STANNO DISTRUGGENDO IL PAESE

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 10 aprile 2014 09:03

    Dunque, tre bilanci in rosso di cui l’ultimo (2012) in maniera pesante per “sospette” assunzioni clientelari (eccessive) oltre a malversazioni varie imputabili al top management, questo è ciò che viene riportato.

    Ma quando?
    Nel 2010 o anche prima, nel 2011 o tutto improvvisamente e solo nel 2012?

    Nessuno si è accorto di nulla per tempo?

    Davvero di fronte a questo scempio, perché raccontato dal Sindaco in Consiglio comunale non può essere considerato un pettegolezzo, nessuno ha pensato di presentare denuncia?
    Sorprendente!

    Ho lo stesso dubbio di Saccavini: se, come dicono, il bilancio è sprofondato in un passivo pesante a causa di eccessive assunzioni a tempo indeterminato (cioè il personale è fortemente in esubero rispetto alle reali esigenze, che siano stati assunti in modo clientelare o meno non importa) e poi si dice che la soluzione deve salvaguardare l’occupazione, si deve concludere che, inevitabilmente, i prossimi bilanci saranno in grave passivo per un numero di dipendenti eccessivo rispetto alle esigenze e noi, poveri cittadini, saremo chiamati a ripianare le perdite!

    Perché o il personale in eccesso è la causa delle perdite (e allora occorre ristabilire il giusto equilibrio riducendo, purtroppo, il personale) oppure il personale è, tutto sommato, adeguato e il problema è di altra natura (ma allora non si dovrebbe parlare di eccessive assunzioni per di più definendole clientelari).

    Ridurre il personale? In un ente (para)pubblico? Giammai!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 10 aprile 2014 09:30

    Andrea, andiamo in parallelo….

    la questione tempo:
    sono portato a ragionare in base alle esperienze altre e alla teoria della “bozo explosion”: l’esplosione 2012 è quasi certamente avvenuta perché la situazione non era più contenibile… se si andrà indietro con una revisione fatta seriamente, si troveranno le origini.
    Chi non ha controllato (o lo ha fatto male) ?
    Chi ha firmato i bilanci?

    Perché costoro non sono chiamati a rispondere delle loro incapacità o connivenze?
    Perché la congrega dei sindaci non chiede direttamente la responsabilità civile ai responsabili?

    Siamo al “noyeau dur” del problema: il nocciolo che ha generato nei decenni lo spaventoso debito pubblico e di cui i pubblici amministratori hanno beneficiato e mai (nella generalità dei casi) sono stati chiamati a rispondere!
    Siamo in un gruppo di 5 comuni, neppure 100mila abitanti; un buco di 300mila aveva buttato lì il Sindaco (oltre i 600mila di finanziamento regionale), sperperati.
    Nessuno che paga
    .
    SAREBBERO TUTTI DA MANDARE ALLA COLONIA PENALE, AI LAVORI FORZATI FINCHE’ NON AVRANNO RESTITUITO TUTTO IL MALTOLTO.

    quanto al personale in esubero:
    in una struttura privata prima di pensare di lasciarli a casa si andrebbero a cercare le occasioni di occupazione alternative, le attività complementari che trovano un compenso economico, un rientro, una riduzione del danno.
    In questo caso vi sarebbe la possibilità di individuare attività o servizi di natura sociale, davvero socialmente utile.

    Ma noi abbiamo amministratori … chiamarli amministratori è offesa al vocabolario…. la cui unica soluzione, lì, bell’e pronta, continuare a pagarli come esuberi.
    A pagarli saremo noi Cittadini e loro, gli “amministratori” si portano a casa il consenso (facendo uso delle nostre tasse).
    Ecco il perché di un giudizio tristissimo sulla rappresentazione nel Consiglio di Martedì.

    Questo passa il convento e dalle rape questo il sangue che cola.

    RE Q
  3. #3 scritto da Giorgio Vismara il 10 aprile 2014 14:57

    Buon pomeriggio,

    Questo il suggerimento del Papa ai sindaci italiani….

    Chi ha orecchie per intendere…..

    http://www.anci.lombardia.it/notizie/Il-Pontefice-ai-sindaci—-Siate-mediatori-comunita-pronti-a-stancarvi-per-rispondere-bisogni-dei-cittadini–.asp

    giorgio vismara

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 10 aprile 2014 18:10

    Buon giorno Giorgio,

    in una parola: spirito di servizio; questo dice il Papa.
    Definizione dell’agire politico fin dai tempi dei tempi, con la democrazia greca.

    Interessante il comunicato dell’Anci (i comuni italiani), con il presidente Fassino che fa mostra di non aver capito la situazione nella quale si trova il paese e non perde l’occasione per dire davanti al Papa che i comuni ricevono meno soldi dallo Stato.

    Che Fassino non sappia dove si sta andando, che le regole europee impongono l’autonomia impositiva dei Comuni già da una quindicina d’anni, che altrettanti sono passati da che il principio è stato inserito nella Costituzione…..

    Fassino non è un nominato qualsiasi che casualmente si trova in qual posto senza sapere che ci sta a fare e cosa si muove in pentola…
    Allora, diciamo: ci fa…
    utilizza l’occasione per batter cassa al governo, per ottenere consenso dai sindaci d’Italia….

    AMMAZZIAMO IL GIAGUARO, caro Giorgio Vismara

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 10 aprile 2014 19:13

    Il problema è che a fronte di minori trasferimenti agli Enti Locali e al conseguente aumento della pressione fiscale periferica non si è accompagnata una riduzione della pressione fiscale centrale che è invece aumentata.

    Così non si può andare avanti! Per mio conto, però, i Comuni non dovrebbero più ricevere un euro che è uno dallo Stato eccezion fatta per le somme (esigue e limitate nel tempo) di un fondo di riequilibrio: onori e oneri!

    Per i politici, invece, è meglio la deresponsabilizzazione e continuare a pretendere soldi dallo Stato
    (che non piovono dal cielo, ma arrivano dritti dritti dalle nostre tasche!).

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 10 aprile 2014 19:32

    Sulla questione dell’autonomia impositiva, Andrea io non dimentico un bel manifesto di 44 sindaci PD che la rivendicavano, dopo una riunione Anci a Milano ove la maggiorana dei sindaci minacciava lo sciopero se dallo Stato non fossero venuti più soldi.

    Fra i firmatari anche il nostro Sindaco Maiorano; soprendentemente.

    Richiamati all’ordine da qualcuno che sta sopra, si sono allineati ed ora il presidente Fassino, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, in udienza dal Papa, va a rivendicare maggiori risorse dallo Stato…

    Ecco dove tira Fassino: meglio la deresponsabilizzazione e continuare a pretendere soldi dallo Stato…

    L’aspirazione di Maiorano, ammesso che la voglia mantenere, è destinata a rimanere tale (come un cristiano nelle catacombe, Caligola imperatore….

    buona serata

    RE Q
  7. #7 scritto da walter gelli sindacato cub il 29 aprile 2014 11:47

    ciao a tutti,
    alla fine di ogni discussione, il comune capofila di corsico, ovvero il suo rispettivo “tecnico” pagato profumatamente con i soldi dei cittadini, in questo caso dei vari territori e degli altri comuni partecipanti, ha deciso in modo -a nostro dire “vergognoso”- in nome di tutti, facendo rimangiare le precedenti delibere garantiste espresse dai consigli comunali di assago, buccinasco, trezzano sul naviglio e cesano boscone, e quindi approvando, scandalosamente alla unanimità, una nuova delibera complessiva che lascia mano libera alla azienda che potrebbe subentrare tramite gara di appalto alla pontirolo.
    il tecnico di corsico, si è persino spinto ad affermare a microfoni spenti, che chi vince, semmai avesse già il proprio personale, “non deve ovviamente mica essere obbligato ad assumere il precedente”.
    questa affermazione nega i principi di legge comunitari previsti dalle norme sugli appalti, che prevedono il diritto di ogni comune sul proprio territorio, di mettere a gara un servizio ma nel contempo di scrivere nel bando formule finalizzate a salvaguardare la piena “continuità assitenziale” e “occupazionale”, quale diritto dei cittadini territoriale.
    ciò è stato negato.
    quindi alla fine chi pagherà, pare, saranno le sole 27 lavoratrici, a loro volta cittadine.
    per tale ragione.
    è nostra intenzione, non lasciare nulla di intentato per ristabilire GIUSTIZIA a tutto campo, quindi chi ha compreso, chi parla la nostra medesima lingua, chi intende darci una mano, ci contatti con urgenza e con sollecitudine.
    grazie
    walter 3407828290.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 29 aprile 2014 18:21

    Buon giorno Walter Gelli e grazie per il suo contributo sul tema.

    Città Ideale non dispone di dati oggettivi sulla struttura, sugli organici e sui parametri di efficienza perché funzioni bene, generando un servizio efficace in termini economici equilibrati.
    Non siamo quindi in grado di dire se 27 lavoratrici rappresentano un dato di equibrio, oppure eccessivo e non compatibile od addirittura carente.

    Usciamo da una gestione della Fondazione Pontirolo che, stando a quanto il Sindaco di Buccinasco ha dichiarato, si può tranquillamente definire sprecona e clientelare.

    I Sindacati non sappiamo se su questa gestione si siano pronunciati, abbiano fatto segnalazioni alle autorità competenti, agli amministratori locali.
    Se ciò hanno fatto, non sembrano aver avuto effetto.

    Comprendiamo che ora per qualsiasi rappresentante sindacale il compito principale sia salvaguardare l’occupazione.
    Sbaglierebbe però se puntasse solo alla scelta obbligata di assumere tutti a qualsiasi costo e condizione.

    La responsabilità non può che essere dei Sindaci che la Fondazione hanno costituito e gestito, dei membri del Consiglio della Fondazione.

    Hanno un compito complesso, oggi: devono in prima battuta garantire la continuità e l’efficienza del servizio. Quindi individuare un ente che anche con le sinergie di scala necessarie, riporti la gestione in equilibrio.

    Vi saranno potenziali esuberi?
    I Sindaci non possono fare i Ponzio Pilato e lavarsene le mani: si diano da fare e mettano riparo al meglio alle scelte della Fondazione rivelatesi eccessive e sbagliate: lo facciano individuando soluzioni opportune, senza mettere un euro dei danari dei Cittadini.

    Dobbiamo dire che se ci riuscissero, sarebbe un miracolo: nel loro complesso sono portati a scialacquare i nostri danari.

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 29 aprile 2014 22:30

    Francamente, visto quanto affermato nel Consiglio Comunale di Buccinasco, pensare di salvaguardare in toto l’occupazione potrebbe apparire utopistico e difficilmete realizzabile; da lì al “tutti a casa”, però, di acqua ce ne passa!

    Sarei curioso di leggere il testo di quella delibera (proverò a cercarla; magari il Sig. Gelli ci può dare il link o inviare il documento), perché fatico a credere che non ci sia stata la benché minima preoccupazione per salvaguardare, nei limiti del possibile, i lavoratori e i livelli occupazionali (anche perché si tratta di servizi ad alta intensità di manodopera).

    RE Q
  10. #10 scritto da walter gelli sindacato cub il 30 aprile 2014 11:05

    grazie dell’avvio di questa ben accolta discussione.
    rispondo in sintesi, poichè la mia precedente anticipazione introduttiva, si limitava solo a una critica, senza entrare nel merito dei dati relativi ai lavoratori lasciando quindi inevaso il quesito posto.

    le 27 lavoratrici, sin da settembre del 2013 si erano rese disponibili a modificare riducendolo in percentuale il proprio orario di lavoro ed il corrispettivo salario, sino a giungere al monte ore complessivo dei bisogni, delle necessità e delle commesse comunali.
    tutto è rimasto all’epoca inascoltato.

    dal febbraio 2014, ovvero con l’affacciarsi sulla scena del sindacato che rappresento, la cub sanità, il tema è stato riproposto, rendendoci disponibili sia per quanto appena sopra che a sottoscrivere immediatamente un contratto di solidarietà, infine sottoscritto … chiedendo quale “garanzia” da parte dei comuni committenti, che venisse inserita una “legittima” clausola sia di salvaguardia occupazionale che di continuità assistenziale, per altro prevista dalle norme comuntarie in materia di appalti pubblici.

    in realtà questa nostra richiesta, approvata via via da tutti i comuni che si erano riuniti in consiglio prima del consiglio comunale definitivo di Corsico (capofila, è stata “affondata” all’ultimo istante dall’ ufficio tecnico di Corsico, con motivazioni (lette in consiglio) del tutto strumentali, fuorvianti, inaccettabili.

    i giochini politici interni di minoranza e maggioranza hanno completato il teatrino di quel momento, nel mentre dal fondo dell’aula le lavoratrici, a cui è stato impedito di intervenire a chiarimento, innalzavano un cartello con su scritto “vergogna”.

    RE Q
  11. #11 scritto da walter gelli sindacato cub il 30 aprile 2014 11:26

    per concludere e in sostanza.
    si poteva e si potrebbe ancora “salvare capra e cavoli” solo se vi fosse una volontà politica utile e positiva, o se, non vi fosse, come abbiamo potuto assistere -ma in altri e diversi casi analoghi- una vera contrarietà di interessi, mirata a favorire “qualcuno” a scapito di altri, poichè il costo del servizio, a parità di numero lavoratrici oggi assunte resesi disponibili a suddividere il monte ore complessivo da capitolato …

    sarebbe e resterebbe invariato, per tramite della sottoscrizione di uno specifico accordo sindacale, da scriversi in occasione del passaggio dalla Pontirolo a chi vincerà la gara.
    che dire ?

    il danno alla comunità di lavoratori e utenti, rischia di concretizzarsi poichè le “clausole di salvaguardia sociale” che ormai prevedibilmente, ovvero in assenza di precisi vincoli posti dalla stazione appaltante, sono come avevamo anticipatamente denunciato … a maglie larghe e quindi insufficienti.

    RE Q
  12. #12 scritto da walter gelli sindacato cub il 30 aprile 2014 11:31

    aggiungo, che come cub, assieme alle lavoratrici, abbiamo partecipato per 3 mesi a tutti i consigli comunali dei 5 comuni, spiegando, chiedendo, chiarendo, e che 4 su 5 di quei comuni avevano recepito e deliberato nella giusta direzione ….

    infine il blitz dei “tecnici” nel definitvo consiglio comunale di Corsico … che pare aver cancellato ogni riposta speranza.

    i dati sono tutti li da leggere, poichè atti pubblici.

    ma non rinunciamo alla partita e alla giustizia dovuta.

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 30 aprile 2014 13:41

    Buon giorno Walter Gelli,

    noi di Città Ideale siamo coinvolti per la componente che riguarda Buccinasco.
    Non conosciamo parecchie delle variabili che riguardano questa vicenda e non siamo in gradi di esprimere un giudizio.
    Ce ne informeremo; vista la situazione cercheremo di esprimere una valutazione manageriale seria, dando al problema della occupazione l’attenzione che merita.
    Per ora possiamo ripetere che ci sembra difficile la conferma integrale degli occupati dalla Fondazione, per quanto allegra fosse questa gestione.
    La responsabilità è politica: dei comuni coinvolti nella Fondazione e dei loro membri del Consiglio (tutti politici locali): lo ripetiamo e con forza: la responsabilità è loro e loro devono metterci la pezza, individuando la continuità occupazionale!

    le soluzioni prospettate:
    Il contratto di solidarietà: riduzione del lavoro da parte di tutti con l’obiettivo di ridimensionare i costi del lavoro al livello di equilibrio.
    Un decisione temporanea che deve essere accompagnata da un piano di crescita che riporti alla piena occupazione.
    E’ possibile? Bisogna conoscere il piano della nuova gestione.

    Ai Comuni, ai politici locali, dichiararsi favorevoli alla piena occupazione ha un ritorno in consenso e lo fanno tutti, lo fanno facilmente.
    Quando poi devono destinare le risorse che questa soluzione richiede, allora è possibile che si tirino indietro, come è successo a Corsico.

    Far fallire la Fondazione è stata responsabilità dei Comuni (o meglio di amministrazioni comunali) complessivamente incapaci di capire e affrontare il problema per tempo.

    Non vogliono (o meglio, oggi non possono) costituire una società municipalizzata che si incarichi di coprire tutte le spese: in questo frangente si trovano i lavoratori, che ne subiscono le conseguenze, pur non essendo interamente tutti parte del gioco.

    Ci vorrebbero amministrazioni libere da presupposti ideologici diversi: obbligati a svolgere la loro funzione di servizio rispondendo alle rispettive Comunità e nel contempo dotati di staff manageriali all’altezza.
    Non sembra che ne dispongano, purtroppo.

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 30 aprile 2014 13:49

    Caro Walter Gelli,

    Circa le modalità con cui vengono pilotate le gare (cosa ahimé troppo frequente, anche nel Sud Milano).
    Crediamo che sia questo uno degli aspetti importanti che il Sindacato deve controllare e seguire, responsabilizzando le forze politiche e sociali.
    Non depone bene ciò che sembra (almeno a Corsico): la chiusura di un coinvolgimento dei sindacati e loro rappresentanti in una gestione che coinvolga tutti: il capitolato di gara può vedere un percorso condiviso e dovrebbe lasciare spazi appropriati ai rappresentanti dei lavoratori, vista questa situazione.
    Non abbiamo elementi per capire se sia stato fatto, se qualcuna delle parti abbia commesso sbagli e quali.

    Sarebbe da auspicarsi un rapporto che non sia di chiusura, …

    RE Q
  15. #15 scritto da walter gelli sindacato cub il 30 aprile 2014 16:27

    rispondo sempre in sintesi: l’apparente coinvolgimento c’è stato,

    in realtà abbiamo dovuto assitere infine a un “imperativo” e inequivocabile dietro front della politica all’ultimo minuto.

    Quanto alla compatibilità tra il numero di assunti e il monte ore, inutile ripetere che le lavoratrici erano e sono state disposte a ridursi ore di lavoro e salario, commisurandoli alle commesse comunali.
    Tutto ciò non è bastato.
    Pare possibile ?

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 30 aprile 2014 18:03

    Interpretazione, deduzione di Città Ideale:

    1. la politica nel suo insieme (o quella delegata dagli altri, il che poi è la stessa cosa), avrà valutato le variabili: UNO un gestione in proprio con tutti i dipendenti, sia pure in forma di orario ripartito ridotto; DUE: la ricerca di una gestione affidata a terzi.

    2. l’impegno formale di garantire l’occupazione (che avranno tutti, come Buccinasco, gantito sopra ogni cosa); si decide di archiviarlo facendo i furbetti: la gestione viene messa a bando di gara e sarà un problema di chi dovrà gestire.

    3. Con i dipendenti, i sindacati, il discorso è finito. Si spige il sindacato a trattere con chi vincerà e i politici, dopo aver accondisceso ad una gestione rivelatasi fallimentare, si lavano le mani lasciando la responsabilità a chi dovrà gestire. Ponzi Pilati senza neppure l’uso del sapone.
    Sperano di farla franca, che i sindacati litighino con chi gestisce. I politici, responsabili delle assunzioni indetemrinate a go go, ritengono di non essere gli interlocutori e si chiamano fuori.

    4. I dipendenti, i sindacati: a parere di Città Ideale non devono cadere nella trappola ed aprire la vertenza coinvolgendo tutti i Comuni coinvolti: da loro devono pretendere la continuità occupazionale, pro quota, e in funzione delle responsabilità, dei pesi.

    5. Facciamo fatica ad immaginare OO.SS. che si stracciano le vesti andando a denunciare forze politiche con cui frequentemente trescano e ripartiscono lavoro, potere, appalti e risorse….
    I dipendenti dovranno sapersela cavare da soli

    RE Q
  17. #17 scritto da walter gelli sindacato cub il 30 aprile 2014 18:25

    spiacente, ma se condivido gran parte della analisi, non condivido invece il “finale”, almeno per quanto riguarda lo scrivente sindacato di base, la cub, che nulla ha a che fare, e che viceversa da sempre osteggia, tresche e manfrine sindacal-politiche-padronali.

    E’ però difficile contrastare -anche per noi- un “sistema-paese” nel quale -a solo titolo di esempio la cgil,la lega delle cooperative e il pd vanno a-bbraccetto da tempo dopo aver architettato di comune accordo, anche con altri sindacati conferderali e forze politiche sia l’affidamento del welfare al cosiddetto 3 settore di cosiddette onlus, che la conseguente lottizazione di interessi, di potere a qualsivoglia livello che economici.

    In questo caso, i dipendenti comunque non “dovranno sapersela cavare da soli”, e sono quindi ben accetti -in via ovviamente riservata e quindi non su questo sito ma al mio indirizzo mail o telefonico- suggerimenti da chiunque abbia notizie o argomentazioni certe, elementi di prova, utili a mettere il “sale sulla coda” di quanti e chi ha o hanno avuto concrete responsabilità politice ed economiche nel mettere a declino la fondazione pontirolo, nella sua ipotetica messa a rischio di chiusura e nel conseguente ed eventuale danno in capo a utenti e lavoratori.

    Detto e chiarito ciò, attendo e sentitamente ringrazio per lo spazio concesso a questa giusta e legittima causa.

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 30 aprile 2014 19:22

    Questo scambio di notizie e riflessioni fra Città ideale e un sindacalista dei CUB è sorprendente e illuminante.

    Come è possiible che inveterati sostenitori del libero mercato trovino ascolto e apprezzamento da parte di un sindacalista?

    Ne daremo una risposta di metodo, che aiuta a capire la situazione con l’articolo che, opportunamente esce domani:

    Fondazione Pontirolo, politicanti locali e Primo Maggio. Chi sta difendendo i lavoratori?

    RE Q
  19. #19 scritto da walter gelli sindacato cub il 30 aprile 2014 19:35

    bella domanda sig. Saccavini, una bella domanda alla quale io aggiungo inoltre:

    chi sta difendendo il diritto alla continuità assistenziale degli utenti-cittadini ma anche il diritto previsto dalle norme europee sugli appalti pubblici, alla cosiddetta continuità occupazionale, del lavoro e del reddito che apparterrebbe sempre a quelle ben 27 famiglie di persone-lavoratrici-cittadini ???

    RE Q
  20. #20 scritto da walter gelli sindacato cub il 30 aprile 2014 19:39

    noi come cub domani 1 maggio siamo tra gli organizzatori della may day, la parade di cittadini ormai precari e di un lavoro ormai precarizzato, con la piena benedizione sia di organizzazioni sindacali affaccendate da tempo in ben altri interessi che di una politica -anzitutto di sinistra- che ha ben perso il proprio orizzonte …

    RE Q
  21. #21 scritto da Andrea D. il 30 aprile 2014 21:10

    Non c’è nulla da fare: se si vuol progredire e avere servizi più efficienti e meno cari occorre un netto cambio di mentalità!

    Basta con i “politici” che decidono a tavolino a chi e come affidare i servizi, con inevitabili commistioni di interesse, scambi di favori e premi di amicizia e/o vicinanza, con buona pace degli appalti che sono tutto fuorché una garanzia di imparzialità (lo abbiamo sperimentato più volte anche noi nella nostra Buccinasco; basta poco per assegnare, nel rispetto formale dei codici, l’appalto al “giusto” predestinato).

    Occorre rendere i cittadini liberi di scegliere da chi ottenere il servizio, in una logica di competizione e di mercato!

    Così facendo, però, si toglie potere al “politico” di turno che, ovviamente, non ne vuol sapere di mollare l’osso: li vuole tutti davanti al suo ufficio col cappello in mano!

    Non è questione di servizi gestiti direttamente o affidati al terzo settore; è un problema di potere e di sudditanza.

    RE Q
  22. #22 scritto da Saccavini il 30 aprile 2014 22:26

    Buona sera Walter Gelli,

    Nel suo modo d ivedere la situazione devo dire che c’è qualcosa di importante che deve cambiare.
    Il lavoro che dura tutta una vita, a tempo indeterminato per tutti e in tutte le condizioni non esiste più: in Italia, nrell’Occidente e nei paesi in via di sviluppo.
    Occorre che chi di lavoro vive venga messo nelle condizioni di comprenderlo, che sia portato a costruirsi i meccanismi per conviverci, che la legislazione e il welfare prevedano meccanismi e bilanciamenti tali perché il lavoro che cambia non sia mai precario.
    Una sfida di tutti gli operatori nell’area del sociale che tutti insieme devono condurre nell’interesse del lavoro e della dignità umana.
    Che la nostra partitocrazia non è portata a vedere con favore: se conferisci al mondo del lavoro gli strumenti che lo rende autonomo poi non è facile portarli appresso con quattro baggianate.

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 30 aprile 2014 22:28

    Le sottlineature sono di Saccavini…

    Le affermazioni di Andrea sono il che fare, il to do, della nostra società oggi.

    buona serata

    RE Q

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