Settimana antimafia: “Legalità 100%”. Cose di cui non si parla

Buccinasco è il paese cui si ispira Città Ideale; ove da vent’anni viviamo; paese nel quale l’antistato c’entra. Meglio c’è entrata non  poco in passato, stiamo discutendo ancora oggi in una commissione cosa c’è che non è andato, prendendo spunto dalla relazione della commissione parlamentare sulla gestione di rifiuti e movimento terra. Soprattutto cosa si intende fare, come procedere per contrastare l’antistato.

Sul tema antistato la nostra amministrazione al riguardo non sta zitta. Un giorno sì e l’altro pure rivendica la Legalità 100%. Tiene in mano il pallino e si impossessa della Legalità 100%.  Agisce come si ritenesse depositaria del tema. L’unica custode, e…. “face  ammuina”.

Ricorrenze, eventi, manifestazioni, e via recitando, riempiendo Buccinasco Informazioni delle iniziative proposte e vantate. Che lasciano freddi i Cittadini, i quali si domandano da cosa viene questa sovraesposizione sul nulla. L’unica cosa  concreta è stata, dopo venti mesi, una lettera ad un ministro (divenuto ex), scritta dal Sindaco dopo l’omissione, l’inerzia che Città Ideale ha denunciato (VEDI).

Il Sindaco al riguardo è stato convocato in prefettura, a lui sono state date spiegazioni, indirizzi, giustificazioni o che altro: noi Cittadini abbiamo saputo dell’incontro perché il medesimo ne ha dato una lettura distorta.  Non ne ha parlato, nulla ha comunicato ai Cittadini circa la reazione del ministero (che il Prefetto rappresenta sul territorio).  Ha illustrato che il Prefetto lo avrebbe sollecitato a fare il turn over delle P.O. (?!)

Del resto nulla: eppure qualcosa gli avrà detto il Prefetto. Il Sindaco è andato in compagnia di un deputato PD…. non è il caso di informarne i Cittadini?   Forse ci saremo persi qualcosa. Eppure tenere la cittadinanza informata sui fatti concreti che riguardano l’antistato sul nostro territorio è molto più coerente ed efficiente degli eventi Legalità 100%.

Perché la cosa riguarda in prima persona l’amministrazione. L’antistato occupa il territorio perché è coperto, perché ha sponde sul versante politico locale (e non). Ad esempio è pesante che nei confronti di un impresa, causa di un evento pesantemente dannoso provocato da ambienti fin troppo vicini all’antistato, dopo sei mesi di inattività,  l’amministrazione, si faccia viva con una ingiunzione giusto qualche giorno dopo che l’impresa ha presentato istanza di amministrazione controllata (per cui tutti i crediti sono già bloccati). Legalità 100%: nulla da dire?

Perché parlarne? Perché arriva una notizia non locale, dalla serietà assoluta e taciuta dal sistema dei media, non trova attenzione negli ambienti di casa ove la Legalità sarebbe 100%. La troviamo, guarda caso, sul blog di Grillo, del movimento M5S,  e riguarda nientemeno che il PM Nino Di Matteo. Quello, per intenderci, che ha chiesto l’audizione del Capo dello Stato sull’inchiesta denominata “trattativa Stato-mafia”.  Questione nazionale che con Buccinasco non ha a che vedere (VEDI sul personaggio).

Però, però… l’inchiesta mette a nudo la faccenda tremenda della commistione fra pezzi dello Stato e l’antistato. Succede adesso che il gentiluomo Totò Riina minaccia di morte  il PM e lo Stato; viene intercettato.  Il PM prosegue sereno (e protetto, com’è naturale).  Ma…personaggi come Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni; tutti ex ufficiali dei Ros, si sentono minacciati e (già nel 2012) denunciano una condizione di tensione che rende prudente trasferire il processo ad altra sede.  Con l’effetto di ricominciare da capo.

Che costoro si sentano minacciati è naturale, viste le indagini che li riguardano: minacciati dalle indagini e processo in corso. Che lo Stato adesso deve decidere (il 18 Aprile), a tamburo battente, con il rischio di sfilare l’inchiesta alla procura di Palermo, ci può forse anche stare.  Ma è evidente l’improprio potere che così fosse, viene dalle provvidenziali intercettazioni del mese scorso. Con l’effetto di liberarsi del giudice naturale (a Riina poco può importare, ma agli altri ricorrenti arriva a fagiolo).

Non si tratta di sospetti ma una decisione favorevole sarebbe gravissima. Lo Stato deve tutelare la regolarità processuale. E’ improprio che ex ufficiali coinvolti in questa o in inchieste parallele possano intervenire con un atto che incentiva dubbi di “relazioni improprie” fra Stato e antistato. Lo Stato prima di tutto, nella guerra con l’antistato. Righ or wrong: my country.

Prima di tutto viene il Paese; viene lo Stato.

Una vicenda che, per la delicatezza che ha, assume un rilievo straordinario e sulla quale tutti stanno zitti! Tutti i media, tutta la stampa e le tv. Fra dieci giorni l’organismo giudiziario deciderà sul trasferimento (VEDI: l’articolo, il video e l’audio nella quale un pacifico e serissimo Di Matteo, da vero servitore dello Stato, ci informa degli accadimenti).

Ecco ci piacerebbe che a Buccinasco, la “Legalità 100%”  in casi del genere che sembrano frammischiare Stato e antistato, prendesse ferma posizione: tenesse alta la guardia.   Aiuterebbe di più la costruzione di una società civile e più libera (magari non al 100% ma in un contesto ove la funzione di contrasto è concreta e evidente).  Lo facciamo noi di Città Ideale, ringraziando per il suo ruolo il M5S: insostituibile oggi.

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  1. #1 scritto da Roberto il 12 aprile 2014 14:47

    Dal blog di Beppe Grillo…..che mi piace sempre di più ogni giorno che passa….

    “Per 20 anni sinistra e destra l’hanno menata con l’antimafia. Da una parte i “buoni” – Violante e compagnia bella. Dall’altra i “cattivi”: Berlusconi e i suoi compari Dell’Utri e Cosentino.
    Come al solito ci fottevano con le parole, era tutta una recita. Perché poi quando era il momento si accordavano sempre. Prendi il caso del 416ter, la legge che punisce lo scambio politico-elettorale con la mafia.

    Falcone sapeva che le organizzazioni criminali non vendono i loro voti in cambio di soldi, quelli li fanno in altro modo. Ma Falcone morì mentre Violante fu uno degli artefici del 416ter, una delle legge più inutili che infatti non è mai stata applicata: il politico va punito se in cambio di voti da soldi ai boss. Un genio.

    Se quella legge fosse stata scritta come oggi chiede il M5S il latitante dell’Utri sarebbe stato processato e condannato non per concorso esterno – avvenuto fino al 1992 – ma per lo scambio elettorale con la mafia e con una pena più alta, un reato che Dell’Utri ha commesso – secondo le indagini – fino all’altro ieri.
    Mentre la sinistra faceva i convegni antimafia – pagati con i soldi pubblici – chiudeva gli occhi sull’invasione delle cosche nelle regioni che amministrava.

    Fino ad arrivare ad appoggiare il TAV definito dal Movimento il tunnel della mafia. Per vent’anni la sinistra ha parlato di Falcone e Borsellino mentre li tradiva, per vent’anni la destra difendeva l’eroe Mangano per difendere il boss di Arcore.

    E in mezzo c’eravamo noi: quelli che la legalità di uno Stato criminale – quello di Equitalia, quello delle Grandi opere – provavamo a rispettarla, con le immagini di Capaci e Via d’Amelio a bruciarci ancora il cuore e gli occhi.
    L’antimafia dei “buoni” vi chiedeva il voto contro Dell’Utri e poi contrattava con il suo padrone, vi chiedeva il voto contro la mafia e non ci pensavano nemmeno a fare una legge anti-corruzione.

    Vi chiedevano il voto in nome di Falcone e Borsellino e poi quando il Quirinale prova a far saltare l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, in attesa magari che il pm Nino Di Matteo salti in aria per mano del Riina di turno, nessuno a sinistra apre bocca.

    Forse perché i giudici antimafia buoni, a sinistra, sono solo quelli morti. Quelli su cui fare campagna elettorale. Ma quando poi si arriva in Parlamento i “mafiosi”, i cattivi, come Dell’Utri diventano interlocutore per le riforme o per l’elezione di D’Alema al Quirinale e per mille altri patti.
    Oggi hanno gettato la maschera, oggi è finita la recita della sinistra antimafia, dei buoni contro i cattivi.
    Li abbiamo visti questi soloni – loro sì veri professionisti dell’antimafia – come hanno votato per il Tav a cui non si applicherà la normativa antimafia, li abbiamo visti votare per un 416ter depotenziato, li abbiamo visti come da una parte si facevano vergini strillando contro il Cosentino di turno e dall’altra battevano le strade per vendersi l’ultimo appalto.
    Ecco un’altra vittoria del M5S, l’antimafia parolaia, imbelle e complice è finita.
    Vinciamo noi!”
    Nicola Biondo

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 12 aprile 2014 15:53

    Grazie Roberto,
    Il discorso di Nicola Biondo (responsabile comunicazione di M5S, salvo errore ex giornalista a l’Unità) è sostanzialmente da condividere.
    Nessuno può dire quanto sia stato profondo e organico il rapporto, la commistione, fra partiti e antistato.
    E’ però certissimo che, senza l’area di reciproca condivisione nello scambio voti/affari, l’antistato sarebbe ben meno tentacolare e intricato nella pubblica amministrazione.
    Se ne era accorto e aveva dato l’allarme Leonardo Sciascia già 40 anni fa.

    M5S caro Roberto: è l’unica formazione che finora si contrappone al sistema partitocratico.
    Meno credibile la faccenda della mafia e TAV: le imprese che lavorano in Francia rispettano le leggi di quel Paese. Lì è più difficile che possano vincere appalti proponendo a imprese francesi pacchetti di voto (che in Francia non hanno).

    Intanto su Nino Di Matteo il silenzio continua imperterrito da tutti i media, tv comprese.
    Intanto l’ente giudiziario delibera sul trasferimento del processo Stato-mafia da Palermo…. e siamo a meno 5 giorni.

    A Buccinasco prosegue, fra le processioni diverse, il salmodiare dei nostri amministratori…. Nino di Matteo non ci riguarda.
    La trattativa stato-mafia è faccenda esterna alla Legalità 100%…

    RE Q
  3. #3 scritto da saccavini il 17 aprile 2014 22:13

    Domani 18 Aprile arriva la sentenza di Cassazione che determina la condizione in cui si svolge il processo sulla trattativa Stato-mafia:

    il quesito a spanna è il seguente:
    Posto che
    a) il pluri ergastolano Riina al telefono ha minacciato di morte i giudici e tutti quelli che stanno loro intorno,

    b) i funzionari dei Ros (citati nell’articolo) si sono spaventati e temono per la loro incolumità ed hanno chiesto alla Cassazione il trasferimento in altro tribunale;

    la Cassazione deve decidere se il processo:

    1. Resta a Palermo e in poco tempo giunge a sentenza essendo la fase delle udienze ormai avanzata;

    2. Sia trasferito in altro tribunale, ad altri giudici, ricominciando da capo…

    Domani la Cassazione deciderà sulla credibilità delle minacce telefoniche che Riina dal suo ergastolo ha detto al telefono, registrate ovviamente dagli inquirenti,

    essendo Riina un cretino al punto di non saperlo
    (oppure lo ha fatto proprio perché voleva farlo sapere, con l’obiettivo di favorire gli imputati a processo?);

    Questa è Legalità 100%: che fa protestare il giudice Gratteri o Don Ciotti,

    lascia indifferenti i nostri antistato 100% di Buccinasco.
    legalità fatta con le biciclette 100%….

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 18 aprile 2014 17:22

    Sentenza pervenuta e per una volta l’antistato non è stato favorito.

    La richiesta degli ufficiali del ROS (imputati al processo Stato-mafia) di trasferire il processo a Caltanissetta, è stata rigettata (che sono fra gli imputati al processo stato-mafia).
    Ce ne da notizia ilFattoQuotidiano:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/18/trattativa-stato-mafia-cassazione-processo-resti-a-palermo/956694/

    Il processo si farà a Palermo…. probabile che i “padrini” politici degli ufficiali dei “Ros” abbiano ritenuto di non spingere troppo a causa delle reazioni possibili sul piano sociale.

    Le dietrologie non servono, comunque.
    Un potenziale rischio che venisse vanificato il processo, è stato superato…
    Bene così, un buon regalo pasquale.

    RE Q

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