ACQUA SPRECATA: Buccinasco lo mette in Statuto

Il nostro Statuto certifica che a Buccinasco l’acqua è pubblica. Come se qualcuno avesse mai proposto di privatizzarla (risalendo fino a Noè, quando il diluvio ne aveva data davvero troppa). Anche l’acqua prelevata dalle “sorgenti” o dalla seconda falda (a 100 metri, è la stessa minerale) e venduta in bottiglia è pubblica. Ciò che viene pagato dal consumatore non è l’acqua ma il confezionamento, trasporto e pubblicità.

Per lo sfruttamento di quest’acqua le imprese pagano un quid, una piccola frazione di ciò che paga il Cittadino per il suo consumo a domicilio. Nel totale del prezzo, l’acqua minerale acquistata al supermercato se va bene costa il 5% dell’importo (VEDI). E’ stato fatto un referendum inutile per stabilire che l’acqua è pubblica (cioè, nel senso dei promotori, monopolio statale).

Lo era già pubblica e non era minacciata da alcuna legge la proprietà dell’acqua. Ciò che aveva provocato la raccolta di firme  è stato un disegno di legge che consentiva la gestione in concessione della sua distribuzione, in regime di libera competizione fra aziende pubbliche (per lo più municipalizzate) e aziende private. La legge avrebbe aperto al mercato, generando una competizione. Creando efficienza.

Il referendum al quale hanno partecipato molti Cittadini in buona fede, ha avuto l’effetto di azzerare la proposta di legge. Gli enti municipalizzati hanno respinto il pericolo di una competizione pubblico – privato: possono tranquilli andare avanti a sprecare acqua, a costare troppo sul piano organizzativo (media costo annuo dipendente 45mila euro in Lombardia; cito a memoria 2010).

Continueremo a pagare politici o ex politici per girare i pollici nei consigli di amministrazione; a erogare posti e consulenze dal ritorno in consenso (quando va bene) o in utilità diverse (ed è peggio). I bilanci chiudono in pareggio; come mai? Tranquilli: basta ritoccare le tariffe. Ma il costo è comunque di un 30% inferiore rispetto all’Europa. Bene: vuol dire che i nostri enti municipalizzati sono ottimamente gestiti. Non capiamo perché non vadano in Germania, Francia o Benelux a gestire gli impianti: con uno sconto del 30%.li prenderebbero a braccia aperte

Nessuno riflette che i costi possono essere inferiori perché abbiamo impianti di distribuzione mal tenuti che buttano quantità enormi di acqua estratta da falde profonde, sprecando un patrimonio preziosissimo negli anni a venire. Creando le premesse per le difficoltà che, anche qui, i nostri figli e nipoti dovranno affrontare e conviverci. Però oggi paghiamo meno, sprecando e non avendo gestioni che si confrontano sul mercato.

Tornando al nostro Statuto, nella sua categorica affermazione dell’acqua pubblica (chissà perché non hanno tutelato l’aria e le nuvole, che in acqua poi si trasformano), abbiamo anche la verità rivelata, ribadita in commissione Statuto: La distribuzione dell’acqua nel comune di Buccinasco è pubblica.

Art 8. comma 15 Il Comune afferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato…. da utilizzare secondo criteri di solidarietà…..

Ciò vuol dire che nessuno a Buccinasco potrà costituire una azienda di distribuzione dell’acqua. Potrà farlo solo il Comune. Va bene… un imprenditore che si metta a produrre acqua in bottiglia non sembra essere alle porte. Ma anche l’acqua di prima falda, quella che il Comune oggi non utilizza e potrebbe coprire forse più della metà dell’uso (quello non alimentare), non potrà essere sfruttata e rimane lì, sprecata.

Noi continueremo a innaffiare il nostro verde prelevando l’acqua da 100 e più metri (ci mette mille anni, mille anni!, per ritornarvi minerale). Lo stesso per l’uso agricolo quando l’acqua di superficie nel periodo estivo scarseggia. Quanto saranno stupidi i tedeschi, i francesi, gli olandesi, che vietano l’uso di acqua minerale per impiego non alimentare. Sono arretrati loro, mica come i progressisti che ci governano a Buccinasco.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 2 aprile 2014 09:33

    La questione, nella sostanza, era già chiusa senza bisogno di mettere nulla in Statuto (che rivendica dei principi demagogici, populisti e profondamente sbagliati).

    La Provincia di Milano, subito prima dell’avvento della Città Metropolitana, ha sottoscritto un accordo ventennale per la gestione idrica!
    Partita chiusa, ci penserà la prossima generazione!

    Vent’anni, non uno, due, cinque, vent’anni di accordo monopolistico sottoscritto da persone con la valigia in mano!
    Solo nel pubblico possono succedere cose di questo genere!

    Interessante, poi, capire cosa concretamente comporterà l’affermare in Statuto

    Il Comune riconosce l’accesso all’acqua come diritto universale, indivisibile e inalienabile e lo status dell’acqua come bene pubblico.

    Diritto di chi?
    Visto che parla di diritto universale direi senza dubbio dei Cittadini; quindi chiunque mi chiedesse un corrispettivo per l’accesso all’acqua starebbe violando lo Statuto e dovrei rivolgermi al Comune affinché garantisca l’esercizio del mio diritto, indivisibile e inalienabile, all’accesso a quel bene pubblico!
    Perché se l’accesso fosse condizionato al pagamento di qualsivoglia corrispettivo, allora il diritto non sarebbe più universale, o no? Non c’è il diritto universale al Rolex, basta scucire 10.000 euro! Quello sarebbe mercato, con prezzi, domanda e offerta, non un diritto universale!

    La parte, poi, della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico è una perla di comunismo reale da antologia; visto che c’erano potevano estendere questa visione paradisiaca della società a tutti i settori (Hoxha docet): non capisco perché posso avere accesso all’acqua e non al pane (o al cibo).

    Non devo morire di sete, ma posso morire di fame?
    Affermiamo la proprietà e la gestione pubblica delle aziende alimentari e della terra! Welcome back 1917!
    Per inciso tale previsione (nefasta) a mio avviso risulta in contrasto con le norme europee e andrà necessariamente impugnata (come detto, più per una questione teorica che pratica, visto che siamo comunque “blindati” da un accordo monopolistico ventennale)!
    Purtroppo scripta manent!

    Non parliamo, per carità di patria, della chicca dell’utilizzo (del bene pubblico) con criteri di solidarietà, altra perla (che in realtà potrebbe voler dire tutto o niente), che va a braccetto con l’accesso universale.

    A chi volesse approfondire e capire perché è stato preso per i fondelli da una campagna referendaria basata su falsi slogan, consiglio di leggere un interessante articolo su Leoni Blog:
    http://www.leoniblog.it/2014/03/29/la-tariffa-idrica-dopo-il-referendum/

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 2 aprile 2014 10:18

    Andrea, stiamo diventando in Città Ideale degli sfrenati liberisti che aborrono l’uso “solidale” dell’acqua.

    Viene in mente la bibbia: prima di una difficile battaglia (credo a Gerico), il Signore disse al comandante (che aveva già pochi soldati), di selezionarli ulteriormente facendo loro bere acqua da una fontana.
    Vennero mantenuti fra i combattenti solo coloro che se ne servirono facendo coppa con le mani unite. Scartati gli ingordi che direttamente si attaccarono all’uscita con la bocca.
    L’esercito del popolo prescelto naturalmente riportò una vittoria esemplare.

    Sembrerebbe che l’uso solidale lo abbiano applicato i primi, quelli con le mani unite a formare una coppa.
    Forse a questa immagine si riferiscono i nostri “progressisti” del gambero nel pensare a questa intrusione “solidale” nel comma sull’acqua.
    Ma si sa, termini come “sociale”, “solidale”, “egualitario”, ecc. in questo statuto sono distribuiti sopra e sotto, a destra e manca, come il sale nell’insalata.
    Ciò che importa è l’effetto: il consenso che si spera di ottenere,… che poi l’uso sia più o meno accurato, appropriato, conta meno…

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 2 aprile 2014 11:02

    Ancora una questioncella sulla Provincia che ha stipulato il contratto ventennale con CAP HOLDING (o chi per esso, ma sempre struttura pubblica locale è): con che delega la Provincia ha deciso anche a nome di Buccinasco?…
    Se non vado errato si è avuta una ratifica in giunta, successiva.

    ne parliamo in questo articolo:
    http://buccinasco.cittaideale.cerca.com/14623/acqua-di-tutti-in-lombardia-e-a-buccinasco-sorprese-di-fine-anno/

    Nel rifacimento dello Statuto, una delle faccende che dovremo esaminare è l’uscita dal consorzio per una gestione autonoma: come fa Gaggiano. Acqua nostra per la nostra Comunità, spendento sicuramente meno e dando più lavoro ai nostri concittadini.
    Non è un automatismo, vi saranno vincoli e cercheranno di metterci i bastoni fra le ruote: noi siamo liste civiche e non dobbiamo rispondere ad altri che ai nostri Cittadini.
    La politica provinciale, regionale, nazionale non ci interessa.
    Non pagheremo consigli di amministrazione e ci gestiremo l’acqua pubblica nostra, a nostro beneficio.
    Se poi CAP avesse bisogno della nostra acqua: ce la paghi…

    Semplice l’obiettivo: sarà complicato arrivarci, ma ce la faremo.

    Questi soprammobili di marmo della gestione pubblica, è ora che si sciolgano e mandino a casa tutti gli occupanti di sedie a sbafo.

    RE Q

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