Paga e TASI!

Molto interessante l’analisi di Andrea. Precisa e minuta fino alla pignoleria (come è sempre  necessario fare quando dobbiamo confrontarci con le tasse). L’analisi comprende diverse cifre, che possono creare confusione. Consiglio per il lettore: prima di seguire l’analisi si vada a verificare il valore catastale della abitazione. Lo troverete sulla cartella IMU o in altri documenti catastali dell’immobile.

Permane l’altra anomalia macroscopica: essendo una tassa sui servizi svolti dal comune non dovrebbe colpire la proprietà ma la casa che si occupa anche se in affitto. Con la legge (qui il comune non c’entra) lo straricco che vive a Bucicnasco in una casa d’affitto,  praticamente si trova i servizi del Comune pagati da chi vive di un reddito da loro ed ha la sventura di essere proprietario della sua abitazione.

Tutte le cifre sottostanti fanno riferimento a questo valore per stabilire quanto pagate (e quanto pagavate con l’IMU).  Quel che ne segue, quale che sia la vostra situazione, mediamente pagherete di più. Non di poco, anche se le differenze della singola abitazione sembrano modeste. Un grazie ad Andrea da tutti i lettori (titolo della redazione, ndr)

 Aliquote e pagamenti che favoriscono la casa più grande

(Andrea Dalseno 28 Marzo 2014)  Come sappiamo (VEDI) i politici hanno la tendenza a mentire; a volte si limitano a presentare la realtà in modo che risulti a loro conveniente, altre mentono spudoratamente.

Oggi si vantano di aver ridotto le tasse (spudoratamente falso, la quota di entrate tributarie del comune è aumentata e quindi le tasse non sono certo diminuite) e si vantano di aver applicato un’aliquota TASI (2,2 per mille) inferiore al massimo consentito per cui, sostengono, chi non pagava l’IMU sulla prima casa non pagherà la TASI e chi la pagava pagherà uguale se non meno! E’vero?

In primo luogo occorre osservare che anche per l’IMU sulla prima casa la nostra aliquota (4,7 per mille) era inferiore al massimo! Le due imposte (patrimoniali) hanno la stessa base di calcolo, ma meccanismi diversi per le detrazioni. I calcoli, quindi, variano molto in funzione della composizione del nucleo familiare.

Anche in questo caso facciamo qualche esempio pratico (molto semplificato, cioè senza considerare pertinenze, casi particolari etc.) prendendo come modello tre nuclei familiari: una coppia, una coppia con un figlio e una famiglia con due figli. L’IMU prevedeva una detrazione di € 200 e un’ulteriore detrazione di € 50 per ogni figlio, la TASI una detrazione di € 100 (ma, come da regolamento specifico di Buccinasco, solo se la rendita catastale è inferiore a € 500) e nessuna detrazione per i figli. In compenso l’aliquota TASI (2,2) è più bassa di quella IMU (4,7).

Se siete una coppia senza figli non cambia nulla se la rendita catastale è inferiore a € 254: non pagavate l’IMU e non pagherete la TASI. Se la rendita supera tale cifra, comunque, pagherete meno di TASI che di IMU. Se avete la sfortuna di avere una rendita appena superiore ai 500 euro, la convenienza si ridurrà drasticamente: con una rendita di € 499 la TASI sarebbe pari a € 84, con 501 scatterebbe a € 185 (comunque meno dell’IMU che sarebbe stata di € 196)! Se poi avete la fortuna di vivere in una grossa abitazione con una rendita di € 1.000 pagherete molto meno di TASI (€ 370) che di IMU (€ 590). La TASI è fatta così, più conveniente per i benestanti, sempre!

Se siete una famiglia con un figlio le cose cambiano un pochino. Non pagherete la TASI e non pagavate l’IMU se la rendita è inferiore a € 272. Oltre quella soglia inizierete a pagare la TASI, mentre non pagavate l’IMU, fino a € 317 e continuerete a pagare di più fino a € 357. Da quel valore fino a € 499 pagherete meno di TASI che di IMU, oltre, invece, la TASI torna ad essere più cara fino a € 595 di rendita. Poi, come nel caso della coppia senza figli, la TASI diventa più conveniente. Insomma più è grossa la vostra abitazione meglio è per voi!

Vediamo la famiglia classica, una coppia con due figli: non vi cambierà nulla se la rendita, anche in questo caso, è inferiore agli € 272; non pagavate l’IMU e non pagherete la TASI. Oltre tale cifra inizierete a pagare la TASI che rimarrà più cara dell’IMU fino a una rendita di € 476. Poi diventerà più conveniente la TASI, ma solo fino alla soglia dei 500 euro. Oltre e fino a € 714 di rendita la TASI tornerà a essere più cara dell’IMU. Per finire, come sempre, più la vostra abitazione ha una rendita alta (oltre i 714 euro) e meno pagherete di TASI rispetto all’IMU.

Insomma, la TASI è un pasticcio e, per come è stata applicata a Buccinasco (se non ho commesso errori), non cambierà nulla se la Vs rendita è bassa (molto bassa!), ci guadagnerete, indipendentemente dalla composizione del nucleo familiare, se la vostra rendita è alta (e più è alta e più sarà conveniente), ma, se avete figli (e più ne avete peggio sarà per voi), pagherete più di TASI che di IMU se vi trovate nel mezzo!

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