Suggerimenti per capire meglio, sbagliare meno

Grazie a Rinaldo Sorgenti che ce lo sottopone, disponiamo di un recente piccolo saggio di Roberto Vacca. Noto ingegnere e divulgatore scientifico del quale già ci siamo occupati; meglio ce ne siamo serviti (VEDI nel 2011 sugli effetti della riduzione del ceto medio e VEDI nel 2013 sulla priorità di elevare conoscenza e cultura nel terzo millennio). Uno splendido italiano che conserva una mente preziosa nei suoi 88 anni.

Il tema è semplice ed affascinante: individuare, analizzare le componenti che portano ad un nostro giudizio, ad una nostra valutazione (VEDI). Il piccolo saggio è un po’ lungo per la nostra Città Ideale, ne riporteremo alcune frasi che ci sembrano le più efficaci e interessanti, ma invitiamo a leggere, a gustare lentamente la esposizione dell’ingegnere.

Un grazie a Sorgenti da parte nostra ma verrà anche dai lettori, ne siamo sicuri. Con la crescita, l’allenamento del nostro capire, della conoscenza, andiamo a costruire la nostra Città Ideale.

 

INTUIZIONI DEGLI ESPERTI – SONO MIGLIORI?

 

(Roberto Vacca, 16/3/2014)  Alcuni di noi qualche volta intuiscono verità nuove o eventi futuri. In ogni campo, riesce meglio a farlo chi è più esperto. Riconosce situazioni che ha già visto. Individua effetti imminenti di certe cause. Per capire quello che accade intorno a noi e prevederne gli sviluppi è ragionevole chiedere agli esperti, purché  non siano solo sedicenti.

L’errore è sempre in agguato. Se spesso un certo evento ne precede un altro, tendiamo a concludere che il primo è la causa del secondo, anche se non è così. ….Secondo alcuni si dovrebbe proibire il calcolo delle correlazioni statistiche. La correlazione fra il numero di PC usati in Italia e il numero di morti per AIDS dal 1981 al 2004, era molto alta: ben 0,99. Infatti in quegli anni numeri crescenti di italiani compravano personal computer e, intanto, prima centinaia, poi migliaia di loro morivano di AIDS, ma i fenomeni non avevano relazione fra loro.

Sono rari gli esperti capaci di intuire i rapporti di causa ed effetto e di descrivere quello che succederà, se si parla di situazioni complicate. Ce ne rendiamo conto se proviamo a intuire il risultato di un problema semplice:. …Traggo l’esempio dal best seller di D Kahneman “Pensieri lenti e veloci”. È un libro interessante – e discutibile.

L’autore è lo psicologo che nel 2002 vinse il Nobel per l’economia: studiando i modi in cui saltiamo alle conclusioni. La nostra mente lo fa usando il Sistema 1 – la funzione rapida e intuitiva che ci serve di continuo per risolvere problemi facili e usuali. Il guaio è che spesso usiamo questo sistema anche per problemi più difficili, per i quali dovremmo usare invece il nostro Sistema 2, la funzione mentale metodica e razionale, che è in genere pigra e lenta, anche se ci siamo addestrati a perfezionarla. Anche gli esperti danno spesso giudizi frettolosi e sbagliati. .

Il nostro arbitrio non è tanto libero. Siamo soggetti agli stimoli esterni – e quasi ci viene da vergognarcene. Ragioniamo meglio se assumiamo un’espressione seria e concentrata. Meno bene se facciamo una faccia buffa. Diamo risposte più ottimiste, se tiriamo i muscoli delle guance come se sorridessimo.

Se ascoltiamo o leggiamo parole attinenti alla vecchiaia, poi tendiamo a camminare più lenti – “da vecchi”.  Molti giudici emettono verdetti più favorevoli agli imputati dopo aver fatto una buona colazione.  Le immagini e anche la sola menzione di eventi o situazioni drammatiche inducono molti a esagerarne l’importanza. I sondaggi dello psicologo P. Slovic mostrano che, in genere, il pubblico ritiene gli incidenti causa di tante morti quanto le malattie  (mentre ne causano 18 volte di meno). Stima che gli uragani uccidono più dell’asma (che è 20 volte più letale).

Io ho studiato ingegneria dei rischi e so a memoria le percentuali delle cause di morte in vari Paesi ed epoche. In particolare so che negli anni Settanta in Italia morivano in incidenti stradali 12.500 persone l’anno (con un quinto delle auto circolanti) circa il doppio di quelli che morivano per cadute accidentali mentre oggi le vittime di incidenti stradali sono meno di 4.000 e quelle per cadute sono salite a 10.000.

Certo il caso influisce su molti eventi. Quindi ogni previsione che facciamo è affetta da incertezza. Però gli esperti esistono, per fortuna, e molti di loro ricordano bene il passato e il presente. Quando hanno fortuna, riescono a prevedere anche l’avvenire meno immediato. Se prevedono i prezzi futuri di azioni, metalli preziosi, gas o petrolio, mietono profitti notevoli.

Le previsioni accurate le sanno fare i fisici quando si occupano di eventi misurabili e individuano cause ed effetti. Quando ci occupiamo di situazioni socio-economiche, di azioni umane intraprese da grandi numeri di persone, le cause sono numerosissime e molte di esse non si possono misurare con precisione.

Economisti e psicologi riescono a individuare regolarità e rapporti fra grandezze e parametri. Ne possono dedurre anche formule e modelli matematici che, però, non hanno validità assoluta e non permettono di sapere che accadrà fra anni, decenni, secoli. Invece alcuni pretesi esperti si azzardano a extrapolare tendenze al cambiamento dal breve periodo a intervalli di tempo molto più lunghi.

Si possono costruire anche modelli matematici di grandi fenomeni complessi: l’economia mondiale (o nazionale o aziendale), il clima, le vicende politiche. La capacità previsionale di questi strumenti è molto minore di quella  dei modelli prodotti dai fisici. Spesso si rivela nulla dopo pochi mesi o anni.

I modelli razionali e quantitativi sono prodotti dal citato Sistema 2, che è uno strumento meraviglioso, sofisticato – e ancora misterioso. Il nostro cervello  è ben più  complesso della dicotomia di Kahneman e anche della tripartizione di Freud  fra id, io, super-io. Mentre i neurofisiologi continuano a capirlo sempre meglio, noi – utenti finali – possiamo usarlo empiricamente e addestrarci  a intuire regolarità e tendenze. Dobbiamo essere pronti a riconoscere l’errore, sempre in agguato, e rassegnarci a cercare ignotum per ignotius (l’oscuro sconosciuto entro il buio pesto).

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  1. #1 scritto da Flavio T. il 30 marzo 2014 22:57

    Per me Rinaldo è un amico: in tante occasioni ci siamo trovati seduti a fianco.

    Io sono portato a fare molta Accademia
    ma ho chiaro un Principio:
    pensate soluzioni che devono essere più semplici dei problemi !

    Sulle previsioni di Analisi Tecnica ho i miei modelli,
    che non scambio con Nessuno,
    fatti di analogie con la Fisica,
    - accenno soltanto – si pensi ai fenomeni di Sovrapposizione ed Interferenza delle Onde ed alla Polarizzazione della Luce.

    Le ipotesi dei Fisici sono più eleganti dei Modelli Matematici,
    perchè i Fisici Sperimentali hanno come obiettivo la Misurazione,
    non la Modellizzazione !

    Un Esperimento è ben riuscito se riporta i dati e le condizioni di misurazione,
    se è riproducibile
    e se la Misura è trattata “con accuratezza”,
    se cioè alla singola misura è associato l’Errore dello Strumento (Sistematico od Occasionale).

    Mettete sempre alla prova le vostre ipotesi ed idee
    per verificare se sono ancora valide,
    o se la complessità ne necessita di nuove.

    Ma le migliori idee vengono “dall’osservazione”,
    dalla Natura semplice e dall’Etologia complessa !

    * Lascio queste note su Città Ideale, come su un brogliaccio.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 31 marzo 2014 09:40

    Che belle osservazioni Flavio, le sottoscriviamo.

    L’accuratezza e la certezza sono condizioni nel Tempo dato, soggette evolutivamente a perfezione o a svolte decise.
    Se questo è vero per le Scienze cosidette esatte (Matematica su tutte), ci si può immaginare quanto debbano essere prese in considerazione se trrattiamo di previsioni in fenomeni complessi.

    Estrapolazioni che noi, il nostro cervello, deve comunque compiere: dobbiamo essere coscienti del potenziale tasso di errore ed aperti a correggerci.

    Il contrario dell’agire, dell’interpretare la realtà e la politica in chiave ideologica…. (mondo semplice che da tutte le risposte belle e confezionate…. che paura!)

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 31 marzo 2014 09:49

    Sottolineo un ulteriore passaggio del testo che merita un’attenta riflessione:

    Si possono costruire anche modelli matematici di grandi fenomeni complessi: l’economia mondiale (o nazionale o aziendale), il clima, le vicende politiche. La capacità previsionale di questi strumenti è molto minore di quella dei modelli prodotti dai fisici. Spesso si rivela nulla dopo pochi mesi o anni.

    Se è vero, e lo è, che la capacità previsionale di questi modelli è modesta e l’orizzonte temporale, giocoforza, limitato, sulla base di cosa si affida alla politica (mediocre per definizione) l’onere e l’onore di orientare le scelte future?
    Ci rendiamo conto che è una fesseria?

    Non potendo fare previsioni accurate, possono solo tirare a indovinare! E allora perché la mia vita, la nostra vita, dovrebbe essere condizionata da gente che gioca a dadi col nostro futuro?

    Il mercato si auto-regola!
    Certo può succedere che il processo non sia lineare e che prima di giungere all’equilibrio ci siano grossi scossoni i quali, in teoria, potrebbero essere evitati da politiche “lungimiranti” che contribuiscono a smussare i picchi.

    Il problema è che questo è vero solo a livello teorico.
    A livello pratico si verifica esattamente il contrario e i politici, che sono tutto fuorché lungimiranti (e sono uomini e non santi), tendono a cavalcare la tigre nei periodi positivi: nessuno frena la crescita (non sarebbe rieletto) e spesso contribuiscono a drogare ulteriormente il mercato, favorendo le bolle speculative.

    In fase di recessione, invece, l’ottica del politico non è quella di fare le scelte migliori nel lungo periodo, ma quella di garantirsi la rielezione nel breve, per cui le scelte saranno, nella migliore delle ipotesi, sub-ottimali, quando non dannose!

    Per il politico è più vantaggioso accontentare il proprio pubblico di riferimento che fare le scelte giuste!

    Insomma, meno potere si affida alla politica meglio è per tutti!

    Con buona pace dei sostenitori dello statalismo imperante, del primato della politica, dell’interventismo keynesiano fatto di spesa pubblica (a debito), che non ha mai prodotto risultati apprezzabili in nessun tempo e in nessun luogo!

    RE Q
  4. #4 scritto da Flavio T. il 16 aprile 2014 00:21

    Vorrei si rifflettesse
    sulla differenza tra l’Uomo e la Macchina !

    Che differenza c’è tra

    - l’esperienza di un ex Presid FED, Alan Greenspan, “fragilista”, che davanti al Congresso
    “si era giustificato”
    con il classico: “Non era mai succersso prima !”

    - ed il catastrofico collasso del reattore di Fukushima 2011, che
    “era stato progettato”
    per resistere all’impatto del peggior terremoto mai registrato in passato ?

    Può accader qualcosa di ancora più distruttivo !

    Ebbene, risponde Taleb, il nostro ormai confidenziale maestro di Beirut,
    al contrario di Greenspan il fragilista,
    “la Natura è preparata a ciò che non si è mai verificato !”

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 16 aprile 2014 10:11

    Buona giornata Flavio,

    l’Uomo, non nato a viver come bruto, ma per seguir virtute e conoscenza,

    sempre cerca e cercherà di alzare l’asticella,

    sbaglierà e riproverà,
    studierà l’errore,
    progetterà come far meglio,
    migliorerà pian piano,
    poi studierà e migliorerà ancora

    l’Uomo non può, non potrà mai fare a meno del nuovo. è nella sua natura.

    Dobbiamo riconoscere che per natura siamo soggetti ad errori, dobbiamo cercare di evitarloi ma ciononostante andare avanti sapendo che un tasso di errore c’è sempre, cosi come la possibilità di migliorarci.

    buona giornata

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 16 aprile 2014 12:59

    Ci sono alcuni eventi improbabili, ma non impossibili, verso i quali i modelli pseudo-matematici su cui si basano gli studi per la prevenzione dei rischi non risultano adeguati, poi ci sono delle combinazioni eccezionali alle quali si sommano gli errori umani (gravi) come nel caso di Fukushima.
    Alla fine di tutto c’è sempre la fragilità dell’esistenza: possiamo essere spazzati tutti via in un attimo! E’ già successo altre volte e potrebbe succedere ancora. Fino ad allora viviamo confidando che ci sarà un domani e che, nonostante tutto, sopravviveremo. ;-)

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 16 aprile 2014 13:09

    Andrea, sarà forse per un residuo di positivismo, di fiducia nello sviluppo, il bicchiere lo vedo mezzo pieno.

    Noi continueremo a crescere, obbligati a risolvere nuovi e più complessi problemi man mano che gli eventi del nuovo sono lì a renderci più avanzata ma più complessa la vita…

    Quando dovrà finire il Sole, fra circa 4 miliardi di anni, la Terra sarà stata abbandonata e l’uomo si starà diffondendo nella galassia….

    RE Q
  8. #8 scritto da manolete il 16 aprile 2014 19:10

    Saccavini,
    Ah! Ecco cosa c’è andato a fare Dell’Utri in Libano: A trovare
    il vostro ormai confidenziale maestro Taleb.

    Dell’Utri Come Mr T. è senza dubbio un uomo “Colto”..… sul fatto naturalmente
    Conpermesso

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 16 aprile 2014 20:26

    che dire, manolete….

    un tentativo di parlar d’altro quando undici funzionari della Guardia di Finanza, da 12 ore, sono al terzo piano a raccogliere montagne di copie e documenti….

    Quanto a Dell’Utri: che ci vogliano vent’anni per giungere a eseguire una sentenza, fa parte del sistema del Gattopardo.

    Leggi finte che non funzionano; severissime ma inapplicabili… cambiare (per finta) allo scopo che tutto resti come prima.

    Leggi fatte da tutto il parlamento, tutto…

    Come la riduzione della minima sul voto di scambio: da sette anni ridotto a quattro.
    Nessuna TV che lo dice: con quattro anni di sentenza non si va in galera!!!

    Se questo non è un accordo per poter continuare con il voto di scambio:… Legalità 100%…
    “ciento pé ciento”

    “cun permèss, cun permèss che me vegn fastidi” (Carlo Emilio Gadda – l’Adalgisa)

    RE Q

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