Bilancio preventivo 2014: nessun risparmio e tasse in aumento

 

Andrea Dalseno ha la preziosa qualità di entrare nel merito e cogliere nello specifico le magagne, le contraddizioni dei comunicati autocelebrativi di questa coalizione Maiorano. Riesce sempre a individuare l’aspetto che dimostra quanto il re sia nudo. Arriva anche in questa occasione all’obiettivo, con una semplice equazione (sempre vera): se non riduci la spesa le tasse aumentano.

Vero su scala nazionale: si susseguono governi incapaci di tagliare la spesa, di razionalizzare e migliorare i servizi mettendo il paese nella condizione di ripartire. Incapaci! Denuncia benevola perché se si sostiene che lo facciano a ragione veduta si dovrebbe dire “profittatori” del danaro pubblico, dei nostri soldi. Renzi ci sta appena provando: ha solo alzato il coperchio e tutti strillano. Facciamo a lui gli auguri, ma sarà davvero dura, quando il bisturi dovrà incidere davvero.

Buccinasco, la nostra Comunità, non è cosa diversa. Si deve razionalizzare e  ridurre la spesa locale per ridurre le tasse (l’aiuto di gran lunga più importante, più sociale, che si possa dare davvero ai Cittadini, alla Comunità). Non vi sono scappatoie e soprattutto non si facciano debiti per spese correnti!! Cosa vuol dire un mutuo se non vi sono investimenti? È un falso in atti! Le spese straordinarie per manutenzioni di immobili o strade sono spese correnti: che frottole raccontano costoro? Leggiamoci l’interessante contributo di Andrea. Titolo della redazione, ndr)

MENO SPESE PER RIDURRE LE TASSE!

(Andrea Dalseno 24 marzo 2014) Se si confrontano il bilancio di previsione 2013, fatto a gennaio dello scorso anno, prima dello tsunami sull’IMU, e quello 2014 in fase di approvazione, si nota che le spese correnti rimangono pressoché invariate (c’è un modesto aumento rispetto al bilancio previsionale 2013 e un ulteriore aumento, di circa 220.000 euro, rispetto al piano triennale che prevedeva, per il 2014, un valore di 20,324 milioni).

Le entrate tributarie subiscono un aumento di circa 500.000 euro e quelle extra-tributarie scendono all’incirca di pari importo. Aumenta la componente investimenti e spunta fuori il ricorso all’indebitamento per un milione e mezzo di euro essendo minori le entrate straordinarie. Questi i numeri in sintesi;

quanto si tassa dipende da quanto si spende

Senza tagli alla spesa non ci possono essere tagli alle imposte o alle tasse, benché genericamente promessi anche in Consiglio Comunale. Nessun risparmio sulla TARES, che invece aumenta, anche se non di molto, nessuna riduzione sull’IMU e una TASI che incasserà di più (circa il 15% se non erro) rispetto all’IMU prima casa che ha sostituto (più o meno 100.000 euro in più di TARES e circa 350.000 euro in più di TASI coprono quasi per intero l’aumento delle entrate tributarie).

Ci sono sprechi e spese che potrebbero essere ottimizzate all’interno del bilancio? Ci saranno sicuramente, ma nessuno può elencarli o cercare di evidenziarli in base ai documenti presentati. Come già detto, si possono solo fare tagli lineari (o trasferimenti da un settore all’altro) che non danno nessuna garanzia di ottimizzare e rendere più efficace ed efficiente la spesa.

Lunghi elenchi di investimenti e di interventi in questo o quel settore, perché al politico interessa spendere e far vedere che ha speso, non investire e dar prova di essere un buon gestore: a quando un’anagrafe dei beni comunali con la cronistoria degli interventi effettuati e delle spese sostenute? Devo sapere se i soldi che vengono spesi, tanti o pochi che siano, sono stati spesi bene o si rivelano degli sperperi di denaro pubblico!

Prendiamo ad esempio la manutenzione delle strade: si stanzia un tot, bene, ma qual’è la previsione di durata degli interventi effettuati? Quando sono stati fatti l’ultima volta e quanto si prevedeva che sarebbero durati? Solo così si può ottimizzare la spesa e ridurre le tasse!

Di tutto questo non c’è traccia e il giudizio, al di là dei solito proclami auto-celebrativi, non può essere positivo!

PS La TASI è, a mio avviso, un abominio: si definisce tassa sui servizi indivisibili, ma viene calcolata sulla rendita catastale, divenendo quindi un’ulteriore patrimoniale che si aggiunge all’IMU, alle imposte di bollo sui conti correnti e conti titoli e alle varie altre tasse sul risparmio che non sono affatto tasse sulla rendita.

Nei fatti e in larga misura, si tratta di tasse sul patrimonio. Inoltre, cosa ancora più grave, ricade in larghissima misura sui proprietari e non sui conduttori, benché i servizi siano usufruiti da questi ultimi! In quest’ottica la tassa è sbagliata all’origine, ma l’Amministrazione non ha cercato di stemperare l’errore e ha preferito, demagogicamente, cavalcarlo legando le detrazioni al conduttore che paga solo una piccola frazione della tassa. Due errori non fanno una cosa giusta.

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