Cultura e pre-giudizi anticapitalisti: Corrado Augias

 

Il personaggio televisivo e scrittore di successo, di saggistica che sceglie argomenti “che tirano” sarà conosciuto da tutti i lettori. Persona pacata, che invita a ragionare, non molto disponibile al confronto; preferisce condurre la danza ed essere lui a definire i temi, esporre le tesi. Lo fa in modo apparentemente non chiuso, ma laicamente  ferreo. Da laico quale si dichiara.

Ospite e conduttore, espone considerazioni non banali, apparentemente non partigiane. Solo apparentemente però, perché l’ascoltatore attento e informato quando ha il titolo dell’argomento sa già dove andrà a parare. In positivo va sottolineato un linguaggio lineare, di buon italiano, che rifugge toni grevi o da bar, propri della sotto-cultura tv (e non solo).

Quando parla attira l’attenzione perché nonostante gli argomenti a tema appunto non è banale. Aiuta ad esercitare il cervello. Capita raramente che esprima castronate: personalmente non lo ho mai notato, pur con la sua partigianeria. Per questo ha sorpreso non poco una affermazione schematica e superficiale: conferisce  al suo discorso una caduta di stile e di intelligenza.

Succede Mercoledì 19  alla trasmissione sulla 7, condotta da Daria Bignardi; giornalista schierata, più volte autrice in giochetti e trappole della comunicazione. In questo caso non ha colpe, anzi. In un rimbalzo che appare costruito, fa lei la parte di chi attenua le accuse di Augias a Berlusconi, per consentire all’interlocutore di proseguire nelle sue note tesi (non del tutto a vuoto; purtroppo per il Paese).

In questo contesto: il lancio del nuovo programma di Augias ove questi sostiene come sorpresa (?) che Marx non è solo un fallito, ma lo può essere “si e no”.  Bella scoperta su un economista che ha lasciato un segno importante nella teoria economica. Ripreso malamente e strumentalmente adottato per costruire quel mostro che dal 1917 ha fatto da base all’URSS, con quel che ne è seguito.

In questo piacevole conversare butta lì che Berlusconi è stato un grande imprenditore che ha fatto uso di “mezzi fraudolenti” per affermarsi. Fin qui siamo ad una valutazione su un caso specifico, apodittica ma che si potrà discutere. Alla ridente obiezione attenuante della Bignardi, il Corrado Augias ribadisce: non c’è nulla da dire, è normale.

Sono tutti così: “l’accumulazione primaria del capitale è accompagnata da qualche gesto fuori dalle regole”.

Restiamo  sorpresi della sua uscita:  una teoria da l’Unità degli anni cinquanta; che si sia capito male? Si va a trascrivere la frase dal sito (VEDI). E’ così. Per ribadire la totalità della legge, cita la famiglia Kennedy: icona democratica italiana e mondiale, che avrebbe fatto capitali commerciando alcool nel periodo proibizionista. Questo gli basta per una affermazione così assoluta e generale: tutti così, perfino Kennedy.

Se vuole, il “colto” Corrado, non abbiamo difficoltà ad  allungare la lista mettendo non pochi “imprenditori” contigui alla politica italiana degli ultimi sessant’anni. Il nostro capitalismo è stato spesso sostenuto, ha costruito l’accumulazione primaria con leggi di favore, con finanziamenti impossibili a danno delle banche. Operazioni che con il mercato non hanno nulla a che fare mentre molto  devono alla commistione politica che, grati o per pattuizione, hanno foraggiato. A destra come a sinistra: per ordine alfabetico, non di importanza.

Quando parla del fare impresa in Italia, dei milioni di piccoli e medi imprenditori,  l’esimio scrittore e conduttore faccia opera di umiltà, o quanto meno stia zitto, piuttosto che diffondere dall’alto della supposta autorevolezza sentenze che offendono tutti gli imprenditori che hanno tirato e tirano la carretta, che si sono fatti costruendo lavoro e ricchezza per il Paese.

Imprenditori che hanno pagato le tasse, che hanno anche rinunciato a margini e immesso danari per mantenere il lavoro ai dipendenti. Chi ha costruito questo paese sono gli imprenditori, il fare impresa rischiando in proprio e finanziando questo stato sprecone di cui lui è stato partecipe prenditore, per la sua attività. Chieda scusa, Corrado Augias e faccia ammenda.  Pubblica, come lo è stata la superficiale offesa.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 25 marzo 2014 08:44

    Non c’è da stupirsi: è la goccia che scava la pietra.
    Falsi miti ripetuti e conditi in tutte le salse e riproposti in ogni occasione finché non diventano veri o per lo meno verosimili.
    In realtà funziona!

    Come l’altro falso mito del “ventennio di politiche liberiste che hanno causato la crisi e la rovina delle nazioni”: in Italia negli ultimi 20 anni il peso dello Stato nell’economia è cresciuto!

    Dove sarebbero allora le politiche liberiste?

    Tutte frottole che, ripetute fino alla nausea, si spera facciano presa se non a livello conscio, almeno nel subconscio dei cittadini.

    Quanto più il sistema dei media è omologato e tanto più efficace risulta la propaganda: basta una voce fuori dal coro, una sola nota stonata, per inficiare il lavoro di molti.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 25 marzo 2014 08:57

    Negli ultimi vent’anni il peso dello Stato nell’economia è cresciuto!!

    Verissimo Andrea, per contro quote crescenti di libera impresa sono andate all’estero:
    > si sono globalizzate,
    > si sono rivolte a mercati nuovi per prodotti di nicchia o alta gamma,
    > se ne sono andate perché il costo del lavoro è meno asfissiante;
    > sono andate in Austria, Svizzera, Francia, Germania perché la burocrazia è efficiente ed è più produttivo fare impresa anche se il costo del lavoro è maggiore

    Ciò che è rimasto è lo Stato, con l’attività pubblica….

    Da noi si sentono castronate prive di senso mentre stiamo diventando sempre più un paese statalista; lento se non immobile, che regge sempre più a fatica su un filo che sta sopra l’abisso del debito pubblico, incapaci di intaccarlo.

    Anzi. tutti a spingere perché si possa sforare il deficit, perché il debito aumenti ancora.

    Aiutare le imprese, predisporre le condizioni efficaci del loro sviluppo, della loro competitività, è cosa di cui non si parla nemmeno.

    Nel nostro piccolo basta vedere cosa fa Buccinasco, cosa ha previsto per quest’anno: NULLA.

    Gli “investimenti ” (li chiamano così!) sono nella manutenzione strade e scuole…. Siamo nel paese più sovietico del pianeta (ci fa concorrrenza solo la Corea del Nord)

    buona giornata

    RE Q

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