Il Consiglio del dieci Febbraio: la lettura di Andrea

Interessanti le note di Andrea, come sempre. Era sfuggita la minaccia o la dichiarazione di aver proceduto, ripetuta in Consiglio  da maggioranza e giunta: dovremmo spaventarci, secondo loro. stravolgono l’assunto dei fatti e danno le colpe a chi li rende pubblici, arrivando a falsificare i testi di Città Ideale

Il Sindaco chiama questo agire: calci negli stinchi. Che (per lui) in politica sono normali, che li fanno tutti, che non ci sono vergini). Si sbaglia: i Cittadini sono mille volte migliori del loro far politica. Città Ideale è altra cosa che con costoro non si mischierà mai. Poi hanno la forza di lamentarsi del mancato rispetto loro dovuto. Visti i comportamenti, basta descriverli: sono loro a non avere limiti, a non rispettare se stessi e soprattutto il loro ruolo. Ecco l’interessante contributo di Andrea (titolo della redazione, ndr)

 

Il problema di Buccinasco?  Città Ideale!

(Andrea Dalseno, 03 Marzo 2014) I fatti sono molto più semplici (e molto, ma molto più scomodi) per cui occorre deviare l’attenzione, distrarre l’opinione pubblica con meschini stratagemmi per far sì che il messaggio propagandistico rimanga il più possibile intatto: noi siamo i giusti, i buoni e gli onesti! Anche quando la realtà si rivela, per loro stessa ammissione, molto distante, ma solo per ignoranza, distrazione (i troppi impegni), superficialità o chissà cos’altro!?!

Hanno sbandierato sui blog e sui giornali la frase ad effetto: sopralluogo effettuato nulla da segnalare, mentre la verità è che dal sopralluogo sono emerse irregolarità che hanno portato a una sanzione, non contestata dall’interessato. Roba vecchia si dice, che, casualmente, perché la fortuna e cieca, ma la sfiga ci vede benissimo, non era stata riportata correttamente nelle planimetrie consegnate (difformità reiterata tre volte da tre diversi professionisti)! E’ vero o non è vero? Certo che è vero, è tutto nero su bianco, anzi, c’è anche la conferma che nell’ultimo caso non si è trattato di una svista, ma di un fatto deliberato “tanto Pruiti la scala la vuole cambiare”!

Ancor più originale (e grave) il fatto che la pratica edilizia riguardasse opere destinate a dividere una cantina in tre diverse cantine (senza la permanenza di persone) e che candidamente, sempre sui blog e, addirittura sui giornali, si dichiarasse pubblicamente che l’intenzione era quella di ricavare un ufficio per poter lavorare da casa! Tale intento non era affatto dichiarato nella pratica presentata (che parla solo di cantine) e non risulta compatibile con tale pratica (richiederebbe un diverso iter e un cambio di destinazione d’uso, con conseguente aumento di volumetria, la cui fattibilità sarebbe tutt’altro che scontata)! L’Ufficio competente, nel verbale del 16 dicembre 2013, segnala in maniera chiara e inequivocabile, mettendo tale dichiarazione in grassetto, che in tal caso si tratterebbe di un abuso!

Qualsiasi uso diverso da quello per il quale tale locale è stato concessionato, se non autorizzato/assentito con regolare pratica edilizia, risulta soggetto alle sanzioni amministrative e/o penali previste dal D.P.R. 380/2001 e s.m.i

Davvero per il consigliere Arboit, il Sindaco e tutta la maggioranza, che il vicesindaco presenti una pratica e poi dichiari pubblicamente di voler fare tutt’altro (atteggiamento diciamo così, molto italiano. Ma dove siamo: ai furbetti del quartierino?), per inciso opere non consentite che costituirebbero un “abuso” (ILLEGALE), è un dettaglio trascurabile, una ragazzata? I problemi sono ben altri (davvero?), e si vanno a scovare letture fantasiose (ma forse appaiono fantasiose a noi, loro che hanno informazioni migliori le giudicano diversamente) di testi che hanno avuto il pregio di puntare i riflettori su questi eventi! Altro che legalità 1.00%! (uno per cento..)

Vogliamo dare per scontata la “bona fede” e ritenere che il presentare una pratica per dividere una cantina (con l’intenzione, in realtà, di trasformarla in un ufficio) sia stato frutto di semplice ignoranza? E a una persona così il Sindaco ha dato la delega ai lavori pubblici? Bravo, non c’è che dire! Contento lui … scontenti tutti gli altri! Ma in fondo loro sono gli “eletti” e noi .. noi non siamo un c…!

A fronte di tutto questo, che non mi sembra poco, c’è un vicesindaco che si atteggia a vittima (lui?), racconta di complotti (ai suoi danni), narra di querele, per usare un eufemismo, a dir poco fantasiose (associazione a delinquere??? che magari ci sarà anche, di certo non contro di lui!) e dichiara formalmente di voler procedere per danni contro la sua stessa amministrazione: “questi i consigli dei miei due avvocati, e questo farò”. Se crede faccia pure, ma non può sedere da ambo le parti del tavolo: si dimetta o lo mettano fuori!

PS Per capire la portata di alcune dichiarazioni, perché è giusto che le persone capiscano con chi abbiamo a che fare, riporto alcuni estratti da wikipedia su cosa sia e cosa voglia dire “associazione a delinquere”, termine ripetuto più e più volte (VEDI):

I tratti caratteristici di questa fattispecie di reato sono:
– la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente;

– l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame.

Parte della dottrina e della giurisprudenza richiede inoltre l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che l’associazione sia dotata di una “organizzazione”, anche minima, ma adeguata rispetto al fine da raggiungere. Sul punto però non v’è uniformità di vedute: secondo taluno in dottrina non è necessaria alcuna organizzazione; secondo altri, invece, è indispensabile una struttura ben delineata “gerarchicamente” organizzata. Infine, soprattutto in giurisprudenza, si è sostenuto talvolta che è sufficiente una struttura “rudimentale”.
[...]
Secondo la dottrina e la giurisprudenza prevalenti, il bene protetto è costituito dall’ordine pubblico, che risulterebbe minacciato dalla sola esistenza dell’associazione per delinquere: gli associati, infatti, vengono “…per ciò solo…” puniti, cioè per il solo fatto di appartenere all’associazione, indipendentemente dalla commissione o meno dei delitti contemplati dal programma di delinquenza. Questo perché il semplice fatto di essere a conoscenza dell’esistenza di un’associazione per delinquere genera inevitabilmente “allarme sociale” ovverosia mette in pericolo la tranquillità e la pace pubblica.

Il problema a Buccinasco non è la ‘ndrangheta è Città Ideale!
Che dire? Paranoia (VEDI)? E, soprattutto, che fare? TSO (VEDI)?

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