Buccinasco, il Sindaco, il vicesindaco: cose note e ignote

 

Nel nostro benedetto Comune (auguriamoci che Qualcuno guardi giù) ne capitano di belle. Il problema di questo periodo, che si trascina da prima che la maggioranza venisse eletta, è togliersi dai piedi dell’Ufficio Tecnico la responsabile. Ondivago: il Sindaco  dopo quattro mesi di una lettera anonima con accuse risibili verso la persona in questione, dopo aver ordinato una inchiesta interna e altre amenità che non è il caso di ripetere. E’ arrivato, il Sindaco,  in consiglio a dichiarare la sua assoluta stima per capacità e serietà, ma prosegue nell’ondeggiare.

La situazione con la fine dell’anno è diventata urgentissima: il più grande problema di questa amministrazione. Non riuscendo a realizzare il cambiamento entro fine anno, hanno effettuato un rinnovo nella carica della durata di un mese. Giunti a fine Gennaio, ancora non riuscendo a quadrare come e qualmente realizzare il cambiamento, altro rinnovo di un mese. Si avvicina Febbraio e stanno entrando in fibrillazione. Tutti compresi i P.O. che hanno un incarico a termine.

Precisiamo una cosa, che è perfino banale. Se il Regolamento di gestione prevedesse il turn over di tutte le funzioni di responsabilità,  qualificando i passaggi, prevedendo la appropriata formazione (soprattutto nei primi passaggi), normando le procedure in modo da rendere scorrevole la turnazione. Infine definendo e programmando i passaggi in modo da evitare criticità. Tempo un paio d’anni e la qualificazione professionale sarebbe ottimale.

Tutti in grado di svolgere potenzialmente tutti i ruoli (magari escludendo le tecnicalità troppo spinte come il comandane di PL o il responsabile del sistema informativo).  Rispettando normative e naturalmente assegnando a tutti i giusti compensi legati all’incarico, ad evitare squilibri nel passaggio dall’una all’altra funzione. Forse qualche piccolo costo in più per avere una maggiore garanzia di  intercambiabilità, una competenza diffusa sulle mansioni svolte nel municipio. Basta un po’ di programmazione.

Un progetto del genere, preceduto dal coinvolgimento e motivazione degli interessati, perché siano chiare le finalità e gli obiettivi,  non sono forse capaci di farlo?   Non ci vuole molto; si può metterlo giù in poco tempo e farlo partire. L’obiettivo in questo caso avrebbe la adesione di molti, se non di tutti. Soprattutto se le turnazioni riguardassero e coinvolgessero anche altre funzioni intermedie. Il risultato sarebbe una bella squadra, preparata, in grado di coprire con sicurezza eventuali criticità per malattie, assenze, picchi di lavoro, ecc.

Ciò che i nostri pro tempore vogliono però è altra cosa: funzionari e dipendenti “fedeli” alle loro volontà. La crescita professionale generalizzata non va bene. Più il funzionario è sicuro del suo ruolo, diventa meno disponibile  a dipendere dal “favore” del pro tempore di turno. Quindi si inventano una norma in sé valida, per applicarla alla cavolo cappuccio avendo l’obiettivo del risultato che si attendono: avere al posto giusto ove si decide il funzionario giusto al quale è ventilata la crescita di ruolo e promozione, o pianificando un nuovo arrivo “di area”.

Ecco in questo frangente cosa succede: il Comune, non si  sa bene se convocato o su sua richiesta, sarebbe andato in prefettura ove avrebbe incontrato il Prefetto. Argomento: la lettera inviata dal Sindaco al Ministro (ormai ex) Cancellieri sulla presenza nel territorio di persone ai “servizi sociali” e non.  Il colloquio non è conosciuto, ovviamente. Questo però sarebbe l’argomento e non diversamente. Invece qualcuno dei pro tempore racconta che il Prefetto sarebbe intervenuto con il peso della sua autorità a sollecitare il turn over dei P.O. . 

Favola che trova pronta e risentita smentita: tempo un quarto d’ora.  Vanno però avanti a raccontarla la favola, calcando la mano, per convincere i recalcitranti. Ormai siamo a fine Febbraio e vogliono assolutamente mettere in atto le modifiche dal primo Marzo. Con i prevedibili problemi e contrasti, le richieste di spiegazioni dei P.O. coinvolti nel tourbillon. Questi si domandano come sia possibile realizzare cambiamenti di funzione senza esperienza, senza una preparazione.

Due riunioni di Giunta che non si risolvono per la contrarietà di alcuni dei componenti;  discussioni che non hanno trovato soluzione. Potremmo fare anche i nomi, ma non è il caso. E’ di adesso una terza convocazione urgente (oggi ore 19.00): per comunicazioni urgenti (ci faranno sapere…).  Perché non fare le cose per bene in modo positivo e propositivo verso tutti gli interessati ?  Da cosa mai sarà provocata questa fretta?  Ci verrebbe in mente qualcosa, ma lasciamo stare. La miseria di queste beghe amministrative e dei comportamenti è già di una gravità che crediamo non abbia precedenti.

 LA POLITICA STIA AL SUO POSTO

 LA GESTIONE SPETTA AI FUNZIONARI

 RISPETTO DEL RUOLO E DELLA DIGNITA’ DEL PERSONALE

  1. #1 scritto da Filippo il 25 febbraio 2014 17:23

    robe da non ci credere!!!!!!!!

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 25 febbraio 2014 17:39

    Normalmente qui su Città Ideale ci si sforza di entrare nel merito delle questioni, ma in questo caso, certamente non meno rilevante, non si tratta di merito bensì di metodo.

    Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.

    C’è una misura nelle cose; vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto. (Orazio, Satire)

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 25 febbraio 2014 17:40

    Il titolo potrebbe continuare con un

    cose note, ignote e favolette…..

    potrebbe anche aversi qualche sinonimo da bar sport: frottole, balle, fregnacce, o un bel lombardo: casciaball,
    ma lasciamo così: il contenuto consentirà ai lettori l’attribuzione che ciascuno ritiene più consona…

    RE Q

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