Genitori privi di genere: una risata li seppellirà

La questione sembra diffondersi anche nella politica milanese; gli odierni epigoni dei colti illuministi del Settecento: Verri, Beccarla, Manzoni, ecc. oggi propugnano l’abolizione del genere nei documenti del Comune, in omaggio al “progresso” del gambero. Quanto siamo caduti in basso nel laicismo del terzo millennio!

Meno male che c’è l’ area religiosa, tanto vituperata,  che ricorda la natura, i diritti della natura. E’ da qui che vengono le notizie su questa “nouvelle vague” dei genitori senza genere. Devono averne qualche ritegno i nostri “progressisti del gambero” , visto lo strisciante procedere verso l’abolizione dei termini “padre” e “madre”.

Dimentichi che genitore sta a significare colui che ha generato ed è per via naturale e pacifica che nel caso non si tratti di padre e madre, genitore almeno uno dei due non è, ove si tratti di una delle variabili non naturali di unione. Calpestano perfino la lingua, l’origine etimologica. Bene fa Andrea, con questo gradevole ed irridente suo contributo (titolo della redazione, ndr).

ABBASSO MAMMA E PAPA’ – VOGLIONO GENITORI GEOMETRICI

 

(Andrea Dalseno 25 Febbraio 2014) Non posso esimermi dal dare il mio contributo a questo progresso (sinistro, nel senso di progressista, non fraintendete), a questa evoluzione (positiva chiaramente) della famiglia, del concetto di famiglia e genitorialità nella nostra società, così antiquata, arcaica, bigotta e tradizionalista.

Temo, però, che tra poco partiranno le polemiche sul perché genitore 1 e genitore 2 che possono indicare un ordine di importanza, di sudditanza, uno che viene prima e uno che viene dopo. Meglio genitore A e genitore B, anzi no, anche lì c’è un ordine prestabilito e non va bene, poi qualcuno potrebbe sostenere che, meschinamente e subdolamente, qualche religioso (ma quante ne sanno?), ha preteso A come Adamo, il primo uomo, e questo è contrario allo spirito della norma, no, no anche così non va bene!

Facciamo allora con le forme geometriche, ma che siano tutte con lo stesso numero di lati, un triangolo e un quadrato non andrebbero bene. No, meglio quadrato e parallelepipedo oppure rombo o trapezio o romboide … sì, sì direi che ci siamo. Anche perché non si capisce perché dei moduli ufficiali debbano prevedere solo il genitore 1 e 2, penalizzando, discriminando e minando alla base la serenità e lo sviluppo emotivo di quei bambini figli di coppie separate.

Ce ne sono tanti, che di genitori ne hanno quattro o magari anche sei o otto: in fondo genitore è un termine astratto, no?, e quindi, in un modo o nell’altro, quelli sono tutti genitori. Non possiamo fermare il progresso! Chi può arrogarsi il diritto di stabilire cosa sia “normale” e cosa non lo sia. Anzi il concetto stesso di norma, cioè “Regola di comportamento, modello a cui attenersi nei vari ambiti (morale, giuridico, sociale, tecnico)” è di per sé contrario al progresso e alla libertà di espressione.

Dovremmo abolirle tutte e lasciare che ognuno esprima liberamente e senza costrizione alcuna il proprio “io”, la propria natura interiore, senza condizionamenti esterni di sorta che impongano questo o quel modello di comportamento, tutti arbitrari e quindi ingiusti.

E allora genitore quadrato, genitore rombo, genitore rettangolo, genitore trapezio e via così con almeno 6/8 caselle. Qualcuno particolarmente fortunato che magari di genitori ne ha dieci si potrà sentire discriminato, ma in fondo non sarebbe grave: ha già dieci genitori quando gli altri ne hanno solo due, non rompa più di tanto.

PS Non ci avevo mai pensato prima, ma i realtà le favole sono stracolme di questo straziante dolore per una sessualità (e omosessualità) repressa, ben celato e mascherato, ma comunque presente: la principessa sul pisello è chiaramente una metafora dell’amore saffico, perché quella povera fanciulla proprio non lo sopportava quell’orribile e fastidiosissimo pisello, voleva sentirsi libera di esprimere le proprie inclinazioni in una cultura oppressiva e conformista.

I sette nani erano, come ho fatto a non pensarci prima, ovviamente omosessuali (quando mai avete visto in una favola le sette nane?). Il principe azzurro di cenerentola altro non era che un feticista amante dei piedi, il fagiolo magico un inno al priapismo, il gatto con gli stivali una metafora per le peripatetiche.

Robinson Crusoe e Venerdì, con quel nome così neutro, è ovvio e lampante …, e via discorrendo. Propongo una revisione in stile freudiano di tutta la narrativa per bambini e della saggistica per ragazzi, magari con la prefazione di Rocco Siffredi e Cicciolina (per parità di genere, scusate retaggio di una forma mentis antiquata, forse, dovrei aggiungere anche Luxuria e Vendola, Cecchi Paone e Lady Gaga, mah?).

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  1. #1 scritto da Roberto il 25 febbraio 2014 14:10

    …il problema è sentir cantare “quanto è bello il mio papà”……..ah, ah, ah……!!

    http://www.tempi.it/abolita-la-festa-del-papa-per-non-turbare-lalunno-con-due-mamme#.UwyVIpWYa1s

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 25 febbraio 2014 15:17

    C’è solo da aspettarsi l’interrogazione urgente della nostra amministrazione Maiorano: richiesta all’odg…

    ABOLIZIONE DEL GENERE….

    diventa probabile che ad evitare che i bimbi possano sbagliare, arrivi l’ordine di togliere dai dizionari scolastici le brutte parole degli omofobi:
    PAPA’
    MAMMA
    PADRE
    MADRE

    voteremo tutti a favore.
    Purché non arrivino a decidere per decreto l’eliminazione fisica dei soggetti così nominabili….

    buona giornata Roberto

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 25 febbraio 2014 15:39

    E’ il progresso, bellezza!

    RE Q
  4. #4 scritto da manolete il 25 febbraio 2014 17:06

    Saccavini,
    anchio non posso esimermi nel dare un contributo a questo progresso. Progressista?
    Mah!!
    Io sono il più “avanti” di tutti.
    Sono nato in una “Comune” dove non c’era il concetto di famiglia (nel termine stretto) ma bensì la Comunità era la Famiglia.

    Non ho mai conosciuto il mio vero padre (di sangue, era ed è irrilevante) perché tutti erano mio padre.
    Mia madre si. Anche se tutte le altre mi facevano da Madre.

    Non esisteva la propietà privata, tutti lavoravano nel “kibbutz” ed ognuno prendeva in funzione della sua bisogna.

    E’ stato il periodo più bello della mia vita.
    Poi l’EGOISMO umano ha rovinato tutto.
    Non mi dilungherò oltre, per non tediare ninguno.
    ………………………………………………………………………………..ooOoo………………………………………………………………
    Saccavini me lo lasci dire:

    “Fine Dicitore” che bella lezione di geometria. Ma …”IL Triangolo” NOO! Non l’abbiamo considerato… Ahi—ihai.. ahi..E si che ero bravo in geometria.
    Ma qui non c’ho capito una benemerita MAZZA!!

    Certo che se uno vede solo sesso nelle “Favole deve aver avuto delle grosse turbe da bambino.Porello.
    Fine dicitore!! A quando” L’Outing”
    Ma questa è un’altra”Storia”
    Conpermesso (e licenza parlando)

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 25 febbraio 2014 17:32

    In effetti manolete l’ammazzasette di verde vestito, sebbene in maniera del tutto involontaria e inconsapevole, su una cosa ha ragione: il termine genitore ha come radice il verbo generare è questo potrebbe risultare nocivo alle giovani menti!

    Molto meglio sostituirlo con “referente”, più asettico e neutro.

    Certe vecchie abitudini sono proprio dure a morire, ma con un po’ di impegno riusciremo a portare il vero progresso in questa stanca società.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 25 febbraio 2014 17:34

    manolete vada a leggersi gli allegati: è lì, nei manuali per docenti distribuiti da un ente che dichiara farlo perché ordinato da Bruxelles.
    La quale invece si chiama fuori e non si trova chi ne sia il responsabile della stampa (o dell’ordine)…

    Questi manuali sì, proprio loro, propongono letture correttive in chiave di non genere, dal marcato senso bi-partisan (o tri- o quanti altri voglia) nella definizione di genere dei protagonisti….

    Andrea giustamente ne fa una descrizione che muove al sorriso.

    Prendere seriamente queste iniziative potrebbe causare una reazione con bastoni o peggio..
    Cose da evitare assolutamente, ma una presa di posizione di questa amministrazione non sarebbe fuori luogo, anzi…

    A meno che non si accodi…. ai progressisti laicisti passatisti di Milano

    RE Q
  7. #7 scritto da Roberto il 26 febbraio 2014 14:54

    A proposito di Genitori si diventa….

    Thomas Barwuah e Mario Barwuah Balotelli sono due papà.
    Il primo ha dato in affido il proprio figlio Mario ancora in fasce, perché a suo dire, era troppo povero per poterlo “allevare”.

    Il secondo papà, Mario B. B. ha invece riconosciuto da poco la propria figlia Pia, solo dopo l’esame del DNA , pur essendo molto ricco.

    A Napoli, recentemente, dopo una banalissima partita di calcio, le lacrime del giovane padre cacliatore ricchissimo sono scese sul suo viso perché ha finalmente capito di aver commesso lo stesso errore del proprio padre, ma con l’aggravante del lauto conto in banca.

    L’abbandono in fasce da parte dei propri genitori è una cosa che tormenta da sempre il calciatore professionista Mario B. B. e speriamo che adesso con lo sfogo pieno di umanità che gli è venuto da dentro il cuore e terminato con le lacrime…sia incominciato il suo cammino per diventare un vero Genitore e un buon papà e che al più presto la sua Pia gli canti in versi una bella canzoncina che inizia così…. “Quanto è bello il mio papà”……..

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 26 febbraio 2014 15:12

    Buon giorno Roberto,

    Vicenda tenera che tutti ci auguriamo continui e finisca bene.

    Pensiamo un po’ adesso come verranno a trascrivere i dati della figlia: quando il padre sarà definito Genitore 1 o Genitore 2 ……… ecc.

    La grande generosità delle tante famiglie che adottano e fanno crescere bambini come propri veri figli, in nulla diversi dal figlio naturale, credo debba sempre essere riconosciuta e considerata con ammirazione…

    buona giornata

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 5 marzo 2014 15:39

    Madri e Padri reagiscano e facciano rispettare la natura, anche a Buccinasco.
    A Milano, che ha rifatto i moduli indicando la definizione genitore 1 – genitore 2 una civile risposta da imitare e diffondere:

    Lunedì 3 Marzo 2014
    MILANO – Altro che genitore 1 e 2. La protesta di una mamma, Barbara Bianchi, che su Facebook ha postato la sua firma su un modulo con la scritta ‘mamma’ al posto del più freddo ‘genitore 1′, ha già fatto il giro del web. “Io sono la mamma non il genitore uno. Capito sindaco #Pisapia?”, ha scritto Barbara, il cui post è stato ripreso e condiviso da decine di pagine Facebook e centinaia di utenti. “Pensavo di raccogliere solo un po’ di mi piace dei soliti amici – ha spiegato al Giornale – cosa ho provato? Un grande fastidio. Prima ho cancellato quel ‘genitore 1′, poi ho scritto mamma e scattato la foto”. Barbara, 40enne mamma di due gemelli di otto anni, non ci stava a passare sopra a quello che ha visto come uno sfregio, anche se…

    CANCELLIAMO SUI MODULI LA DEFINZIONE CRETINA

    FIRMIAMO SOLO DOPO AVER SCRITTO:
    Madre (o Padre)

    una risata li seppellirà

    RE Q

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