Bilancio 2014: parliamo delle entrate ordinarie

In una famiglia che vive di lavoro le entrate ordinarie corrispondono a stipendi e pensioni. Se si ha una seconda casa data in affitto, anche di questa entrata. L’analisi quindi riguarda quanto introita il Comune per la sua gestione ordinaria, non comprendendo investimenti ed entrate di natura straordinaria.

Interessante l’analisi perché in termini generali se ne parla poco sui media: non vengono descritte le entrate nella loro composizione. Elemento che consentirebbe ai Cittadini di farsi un’idea chiara di come funzione e come si impiega: di partecipare e vivere la Comunità. In generale si preferisce che di questo non si parli, che la Comunità sia poco informata.

Città Ideale, ricevuta la bozza del bilancio preventivo ha già analizzato sei diversi aspetti dei suoi contenuti, facendo emergere sorprese: per noi come presumiamo anche per i lettori. Crediamo si capisca quanto sia rilevante la materia e quanto sarebbe necessaria una disanima in Consiglio approfondita sui numerosi aspetti non chiari o migliorabili. Ci auguriamo che così si faccia e si dedichi all’esame della attività annuale il tempo opportuno.

Parliamo allora delle entrate ordinarie (VEDI). Queste si dividono in tre componenti fondamentali. Parliamo delle entrate proprie: delle risorse che vengono direttamente raccolte dai Cittadini. Le entrate che vengono in senso generale da imposte o tasse. Dalle questa voce vengono oggi oltre la metà delle entrate: il 52 e passa per cento.

Queste poi si possono dividere in due componenti: una addizionale IRPEF, che è tassa sul reddito; quasi interamente allo stato; nella media dovremmo essere sul 0,5% che il Comune chiede in più, rispetto al reddito tassato dallo Stato. A Buccinasco l’importo complessivo è di 2,4 milioni. Ciò sta a significare che, solo per l’IRPEF, Buccinasco versa allo Stato (a Roma) circa 500 milioni. Oltre alle numerose altre tasse e imposte.

L’IRPEF, come sappiamo, è tassa progressiva sul reddito, secondo criteri di progressività presenti in Costituzione e definiti da una legge del Ministero delle finanze. L’addizionale del Comune viene applicata con una ulteriore dose di progressività, esentando i redditi dichiarati minori, aumentando quelli “normali” e maggiori. Con un criterio complessivo che premia due volte l’evasione e tartassa chi vive di reddito da lavoro. Questa addizionale ci auguriamo venga abolita al più presto, incorporandola in una tassazione Unica Comunale.

Come può vedersi dal prospetto, quasi il 30% delle entrate  viene da servizi a  pagamento che il Comune eroga ai Cittadini. Nessuno di questi servizi si paga: costa cioè al Comune di più di quanto il Comune introita, come abbiamo visto nei bilanci di settore finora analizzati. Una disanima accurata dei singoli servizi e della contribuzione che il Comune richiede, del perché  chiede quell’importo e fa pagare il delta a tutti i Cittadini, caso per caso valutando la situazione, è fondamentale.

Si deve giungere a piena coscienza e consapevolezza, per ogni servizio, quanto la Comunità integra con le proprie tasse; quanto paga e quanto è il costo complessivo. Avere coscienza di ciò che si paga, di ciò che la Comunità integra, da parte di tutti,  aiuta chi amministra a lavorare al meglio perché i costi siano ricondotti all’equilibrio o comunque esaminati con la più rigorosa attenzione. Anche questi costi, vengono in gran parte modulati in funzione del reddito, con una ulteriore progressività; tartassando ulteriormente chi vive di lavoro per favorire evasori potenziali nascosti fra indigenti più o meno reali.

Completano le entrate, in una quota ormai ridotta e destinata  nel tempo ad annullarsi, i contributi dallo Stato, ormai meno del 20%, sul totale delle entrate. Con un calo del 5% sul 2013. Un va e vieni dalle nostre tasche a Roma e da qui a Buccinasco, che speriamo al più presto finisca del tutto. Sulla completezza ed esattezza del calcolo sono da fare alcune riserve per la situazione ancora incompleta che abbiamo a disposizione e per accorpamenti effettuati con attenzione ma non tutti chiaramente interpretabili, finché non si arriverà al bilancio approvato.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 26 febbraio 2014 09:25

    In effetti a Buccinasco l’addizionale IRPEF, nonostante si tratti, appunto, di un’addizionale e quindi la progressività sia garantita dall’aliquota di base (progressiva), è stata applicata a scaglioni, passando dall’esenzione per il primo scaglione e via via appesantendosi; obiettivo dichiarato fare equità aumentando la progressività dell’imposta.

    In realtà il sistema zoppica, proprio perché l’addizionale IRPEF non era pensata fin dall’origine per essere progressiva; tale possibilità è stata concessa in fasi successive con modifiche posticce che hanno prodotto delle vere e proprie aberrazioni.
    Un esempio?

    Non è possibile creare una no tax area, cioè sottrarre a tassazione, a titolo puramente esemplificativo, i primi 10.000 euro.
    No! Questo non si può fare.

    Si può decidere che il primo scaglione non paga l’imposta, mentre il successivo sì, per cui se il primo scaglione arrivasse fino a 14.999 e fosse esente, mentre il secondo partisse da 15.000 con un’aliquota dello 0,4%, un cittadino con esattamente 14.999 euro di reddito annuo non pagherebbe un centesimo di addizionale, un altro con solo un euro in più di reddito, cioè 15.000, pagherebbe 60 euro di addizionale creando una situazione abominevole: un solo euro in più di reddito lordo mi porta ad avere un reddito netto più basso (inconcepibile e assurdo).
    Non è un problema specifico di Buccinasco, è la norma che è concepita male.
    L’imposta, inoltre, come tutta l’IRPEF del resto, colpisce l’individuo e non la famiglia creando situazioni di ulteriore disparità.

    Una precisazione per correggere un refuso: lo 0,5% è con buona approssimazione, l’aliquota media dell’addizionale. L’aliquota media per l’IRPEF, sempre con un’approssimazione grossolana, solo per avere degli ordini di grandezza, possiamo stimarla intorno al 30%.

    L’IRPEF totale che i cittadini versano allo Stato, quindi, si aggirerà intorno ai 140 milioni di euro (non 500).

    Se a quel valore ci aggiungiamo tutte le altre imposte statali, le accise e l’IVA il valore complessivo delle tasse date allo Stato centrale (dai cittadini di Buccinasco, ndr) si aggirerà, con una certa approssimazione, sui 200 milioni di euro.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 26 febbraio 2014 10:14

    Grazie ad Andrea per la precisazione,

    in effetti il 5 per mille di addizionale è quota sul totale dell’imponibile non sul totale IRPEF.
    I lettori ci scuseranno.

    Ad una impressione generica credo però che il totale della tassazione centrale sui Cittadini di Buccinasco debba essere superiore a 200milioni (compreso imposte indirette, naturalmente); proviamo a fare delle verifiche…

    buona giornata

    RE Q

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