Chi fa cosa? Progetti a tutto gas!

(Andrea Dalseno 20 Febbraio 2014) Leggo in questi giorni che il vicesindaco, che per inciso non dovrebbe più avere la delega in materia, (ri)propone l’apertura di un distributore di gas (sia GPL sia metano) corredato di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

L’uso di carburanti alternativi, sia per le minori emissioni sia, soprattutto, per i minori costi di gestione e la convenienza economica (e il miglior trattamento fiscale e legislativo), sta effettivamente prendendo piede e il numero di veicoli con alimentazione a gas sta aumentando gradualmente.

 (decisamente più numerosi quelli a GPL, con una rete di distributori più ramificata. Più rari quelli a metano, ma con un minor numero di impianti;  ancora molto rari e costosi quelli elettrici). In sé, quindi, l’idea potrebbe anche essere giudicata positivamente, ma il problema riguarda come verrà messa in pratica.

Perché l’aprire una nuova stazione di servizio è una vera e propria sfida imprenditoriale: occorre determinare, ad esempio, se il numero di veicoli a gas della zona, il passaggio potenziale e la vicinanza con altri distributori (già in funzione e quelli di possibile realizzazione in un prossimo futuro) consentono di prevedere un volume d’affari.

Magari implementato coi ricavi di servizi alternativi, tale da giustificare l’investimento, in base alla marginalità dei prodotti/servizi venduti (che vuol dire coprire i costi di realizzazione, non banali, e quelli di gestione, quali affitto dell’area, costi per l’elettricità, il personale etc. etc.).

Si tratta di attività che richiedono competenze manageriali, conoscenze specifiche e che, comunque, prevedono, come tutti i progetti imprenditoriali, di doversi accollare il rischio d’impresa, perché le previsioni, per quanto accurate e fatte da personale qualificato e preparato, potrebbero rivelarsi distanti dalla realtà. Se va bene si guadagna, se va male si perde. D’altra parte l’imprenditore ci mette i soldi, suoi o di chi crede nel progetto e lo finanzia. Rischia in proprio ed è giusto e normale che sia così.

Se il Comune si proponesse come soggetto facilitatore, individuando un area potenzialmente idonea, predisponendo gli atti amministrativi per l’effettiva realizzazione del distributore, e poi indicendo una gara tra soggetti privati per la realizzazione dell’impianto, compreso l’affitto dell’area dal Comune, sarebbe un’idea potenzialmente positiva e condivisibile.

Sfortunatamente capita spesso che in quest’Italia sgangherata, impiegati, tecnici, contabili, autisti, tanto per citare qualche categoria a casaccio, senza alcuna competenza specifica in materia, dismessi i panni del dipendente e indossati gli sfavillanti panni dell’amministratore pubblico si trasformino in brillanti imprenditori.

Navigati manager, esperti capitani d’industria, capitani coraggiosi ovviamente, e che si lancino in progetti imprenditoriali senza capo né coda, con conseguenze tra il tragico e il grottesco, tanto non sono soldi loro!

Quale strada avrà deciso di intraprendere il nostro Comune? Agirà da ente facilitatore o si atteggerà a imprenditore? Dal momento che sul sito non si trova traccia di un documento che sia uno che descriva nel dettaglio in cosa consista il progetto non siamo in grado di dirlo (ricordate, trasparenti come un blocco di cemento?).

Faremo presentare dai Consiglieri di Coalizione Civica un’interpellanza urgente con riposta scritta per avere maggior dettagli su questo fantomatico progetto, ma viste le affermazioni del vicesindaco in campagna elettorale, da lui stesso richiamate nel recente articolo, temiamo il peggio!

Non c’è alcun motivo (e non sembra che sussistano i requisiti, mancando le competenze tecniche e quelle manageriali specifiche) per il quale il Comune debba lanciarsi in attività imprenditoriale coi soldi dei cittadini! Non sono soldi loro, sono soldi nostri!

Non appena avremo la risposta dettagliata, ritorneremo sull’argomento entrando nel merito della questione.

P.S.          Per evitare l’obiezione, banale quanto indice di ignoranza, che i costi di realizzazione dell’impianto sono sostenuti dalla società fornitrice, per cui sono pari a zero, sottolineo che se è vero che alcune società lo fanno (e lo fanno) e anche vero che non fanno beneficenza, fanno affari: i costi dell’impianto vengono ripagati, con gli interessi, con una minor percentuale sul venduto (la società si trattiene una fetta dei guadagni). 

Normalmente, con la previsione di un volume di acquisti minimo annuo (che, unitamente ai costi di gestione, in larga misura fissi, potrebbe tradursi in un salasso se le previsioni di vendita non dovessero rivelarsi azzeccate, soprattutto nelle dinamiche future, perché l’investimento si ripaga in diversi anni).

I soldi facili, in un mercato concorrenziale, non esistono, non nel lungo periodo. Se ci dovesse essere un settore che rende bene in un certo momento (eccesso di domanda), numerosi operatori si lanceranno ad aprire punti vendita in quel ramo (tutti vogliono guadagnare, soprattutto se le barriere all’entrata sono basse), il mercato si saturerà (anzi, spesso, si assisterà a un eccesso di offerta).

I ricavi (e, di conseguenza, i guadagni, in misura molto più drammatica, data la presenza di sostanziali costi fissi) si assottiglieranno fino a portare in perdita un certo numero di società che dovranno chiudere i battenti, ristabilendo l’equilibrio tra domanda e offerta.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 21 febbraio 2014 08:52

    Che bella analisi Andrea.

    Una descrizione, a volo d’uccello, delle analisi che vengono prima di spendere, di investire un euro in una iniziativa.

    Molto istruttiva per i lettori ma anche e direi soprattutto per i nostri amministratori: che spero capiscano le qualità necessarie, di sicurezza interiore, di fiducia in se stessi, di capacità nel buttarsi in una iniziativa convinti di potercela fare.
    Che belle persone rivogliono perché una impresa cominci nel suo primo vagito.

    Così viene al mondo l’impresa, con il suo carico di rischi e le speranze di coloro che amano l’avventura del rischio calcolato e fanno ricchezza, fanno lavoro.
    Dobbiamo rispettare e voler bene agli imprenditori: sono l’ingranaggio della macchina che, in un sistema economico produttivo, generano lo sviluppo di una Comunità.
    Rischiando in proprio….

    Nb
    E’ da ritenere che il vicesindaco o qualcuno che gli sta intorno nella sua proposta sia stato per così dire indirizzato da qualche ipotesi di qualcuno disposto nella avventura di un distributore a metano (o GPL), magari mettendo a frutto esperienze di lavoro nel ramo.
    Non fosse così, consigliamo pure di lasciar perdere….

    Buona giornata

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 21 febbraio 2014 09:41

    L’aspetto più importante è il rischio: l’imprenditore ci mette del suo, se va male perde i propri soldi e i propri averi, e quindi valuta con molta attenzione il progetto e i rischi conseguenti (che si sforza di minimizzare, ma che non può annullare).
    L’amministratore pubblico usa i soldi degli altri!
    La sua percezione del rischio è distorta.
    E, di solito, non fa grandi affari: il 50% delle municipalizzate è in perdita (VEDI).

    Non si trova da nessuna parte un business plan degno di questo nome che possa essere usato per supportare l’iniziativa, ma anche se ci fosse (e ne dubito, così come dubito che chiunque possa essere in grado di comprenderlo appieno), il Comune non dovrebbe avventurarsi su quel terreno.
    Faccia l’ente pubblico, dia gli indirizzi, favorisca quello che vuole favorire con gli atti amministrativi idonei e necessari, ma non si butti a fare impresa!

    Se qualcuno fosse davvero convinto che quel distributore è un vero affare, un’occasione irripetibile da non lasciarsi scappare, lo faccia, ma da privato!
    Ci si butti anima e corpo, rischiando di suo, non i soldi degli altri!
    In tal caso, tanti auguri. Se non lo fa (o non si trova, ndr), evidentemente, è perché sa bene che non è quell’affare colossale di cui vaneggia!

    E allora lasci perdere, non sono soldi suoi!

    (l’Amministratore, ndr) Non ha alcun diritto di buttare i nostri soldi dalla finestra per finanziare progetti strampalati in cui nemmeno lui crede davvero.

    Non mi interessa quale sia il motivo o quali ragionamenti faccia il vicesindaco: se sente la spinta irrefrenabile di fare l’imprenditore si butti, siamo in un paese libero (tanto più che non dovrà tirar fuori nulla, paga tutto la ditta fornitrice!?! ), ma senza la rete!

    E’ già perché è troppo facile farsi belli coi soldi degli altri.
    Oppure faccia l’amministratore pubblico e lasci stare le iniziative imprenditoriali.

    D’altra parte qual’è l’obiettivo? Avere un distributore di gas a Buccinasco o giocare a fare il supermanager?

    Se il mercato, i vari, numerosi e diversificati operatori presenti sul mercato, dovesse disattendere le attese e considerare non fattibile l’iniziativa, si rassegni il nostro vicesindaco: quasi certamente è lui che sbaglia, non tutti gli altri; se proprio fosse convinto del contrario potrà farlo in prima persona e dimostrare al mondo che lui aveva ragione, coi soldi suoi, però!

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 21 febbraio 2014 10:03

    Lezioni semplici ma preziose di economia, di mercato, di impresa.

    L’ente pubblico non deve fare l’imprenditore.
    Ciò è successo nella prima metà del Novecento, quando il saggi odi profitto del fare impresa era molto maggiore e le tendenze socialistoidi portarono a iniziative “sociali” di enti pubblici, divenute subito monopolio, quindi in una condizione non soggetta al confronto del mercato.
    Quindi un buco, un pozzo profondo, in continuo approfondimento. Pensiamo all’ATM e ai 300milioni l’anno che costa ai MIlanesi (e ai comuni di cintura come Buccinasco, che si avventurano in un accordo).

    L’assenza di un costante raffronto con un competitor porta all’inefficienza.
    Che si tratti di monopolio pubblico o privato, sia ben chiaro.
    L’efficienza del mercato è data da poche regole, ma rigorose e certe; se vengono meno arrivano sovraccosti o danni.
    Non è colpa dle mercato ma della mancanza, dell’assenza o della non applicazione delle regole.

    Ad esempio la farmacia comunale: all’inizio l’assessore alla partita suggeriva la cessione, l’uscita dle Comune dal gestire la farmacia.
    Riflessione che merita attenzione: la farmacia, che in Italia per un secolo è stata una sorta di riserva indiana cui accedeva la categoria (l’ordine) con margini blindati di almeno il 30%, che quindi consentiva da un lato la gestibilità comunale, dall’altro la funzione sociale di proporre farmaci con uno sconto apprezzabile, questa situazione è già finita o sta finendo.
    Il settore è in piena evoluzione: con accorpamenti (consentono economie di scala) o diversificazioni di offerta (compensano marigni più ridotti).
    Più si tiene la gestione comunale, più si perde in valore di cessione, con il rischio di dover passare la mano a valore zero, fra qualche anno….

    Che poi il nostro comune si metta in iniziative del tipo descritto da Andrea, sembra assurdo solo a pensarlo.

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 21 febbraio 2014 11:15

    A proposito di farmacie, ecco un articolo fresco fresco nel quale si riporta il fallimento di ben due diverse farmacie in provincia di Parma in una settimana (VEDI).

    Il mercato delle farmacie resta interessante nel complesso, ma le dinamiche, con la crisi e, soprattutto, con le recenti modifiche normative, stanno rapidamente cambiando.

    Nel caso in esame, ad esempio, il fallimento è dovuto a scelte finanziarie (valutazione del prezzo di acquisizione errata, con un prezzo troppo elevato, anche se probabilmente ritenuto sopportabile al momento dell’acquisizione qualche anno fa, e eccessivo ricorso al debito), non di carattere gestionale (la farmacia, in sé, sembra che fosse ancora redditizia, ma non abbastanza da sopportare il peso del debito).

    Resta il fatto, però, che il mercato è cambiato molto in questi anni e le previsioni fatte qualche anno fa (con un mercato radicalmente diverso) oggi potrebbero non essere più valide: ecco perché prima di lanciarsi ad aprire una seconda e poi una terza farmacia comunale a Buccinasco, sarebbe stato opportuno, come più volte abbiamo segnalato, uno studio aggiornato di fattibilità!

    Purtroppo non ci hanno dato ascolto …
    tanto non sono soldi loro!

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 21 febbraio 2014 11:46

    Di farmacie private in crisi ce ne sono molte, sopratutto fra quelle che ono passate di mano negli ultimi due o tre anni.

    Vi sono anche investitori che hanno fatto massa acquistando, forse su parametri di reddito oggi non più conseguibili.
    La crisi che si prolunga non aiuta, perché riduce i consumi, mentre l’area contigua: creme, parafarmaceutica ecc. vede una evoluzione verso superette, e catene marchiate, dirette o in franchising.
    Qualcuna ha cercato di andare in borsa per raccogliere danaro fresco, ma fa comunque fatica a mantenere fatturato e margini…

    Un mondo in evoluzione, che avrà ancora ferite da curare e qualche decesso.
    Si può prevedere una evoluzione di tipo “americano”, con la vendita di farmaci interna alla grande distribuzione…

    Che a Buccinasco il comune faccia due conti e si confronti col mercato…. ogni giorno che passa è probabile che porti ad una riduzione dei valori (questo lo sapremo dai bilanci che fra poco ci faranno conoscere)

    RE Q
  6. #6 scritto da Roberto il 21 febbraio 2014 13:37

    Mangiafuoco di Edoardo Bennato

    Non si scherza, non è un gioco
    sta arrivando Mangiafuoco
    lui comanda e muove i fili
    fa ballare i burattini

    State attenti tutti quanti
    non fa tanti complimenti
    chi non balla, o balla male
    lui lo manda all’ospedale

    Ma se scopre che tu i fili non ce l’hai
    se si accorge che tu il ballo non lo fai
    allora sono guai – e te ne accorgerai
    attento a quel che fai – attento ragazzo
    che chiama i suoi gendarmi
    e ti dichiara pazzo!…

    C’è un gran ballo, questa sera
    ed ognuno ha la bandiera
    marionette, commedianti
    balleranno tutti quanti

    Tutti i capi di partito
    e su in alto Mangiafuoco
    Mangiafuoco fa le scelte
    muove i fili e si diverte

    Ma se scopre….ecc.

    C’è una danza molto bella
    tra Arlecchino e Pulcinella
    si riempiono di calci
    si spaccano le ossa
    Mangiafuoco sta alla cassa

    Mangiafuoco fa i biglietti
    tiene i prezzi molto alti
    non c’è altro concorrente
    chi ci prova se ne pente!…

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 21 febbraio 2014 14:16

    Buon giorno Roberto,
    fa piacere che ogni tanto ci metta scritti di qualche canzone o altro…

    Intanto si scoprono riflessioni e accostamenti non banali.
    Anche versi zoppicanti, ma va bene.. basta che con la musica stia iin piedi.

    Mangiafuoco fai i biglietti – tiene i prezzi molto alti – non c’è altro concorrente – chi ci prova se ne pente!

    Per analogia viene alla mente un concorso recente nel quale di concorrenti ce n’era diversi ma chi conduce la danza avrebbe impostato tutto, non solo il primo e il secondo, ma anche il terzo. In modo da evitare che il quarto fosse nella condizione di fare ricorso al TAR. …..
    Sempre più sofisticati nelle combinazioni truffaldine, finché poi qualcuno dovesse accorgersene e trova che la pentola non ha il coperchio….

    RE Q
  8. #8 scritto da manolete il 21 febbraio 2014 19:29

    Saccavini
    Ma quali farmacie. La Farmacia dell’avvenire??… è il“Coffee-shop”!!
    Trasformando la farmacia comunale in tale “esercizio “Terapeutico,” sai i soldi che entrerebbero nelle casse comunali ?
    La liberalizzazione delle “Erbe” leggere è alle porte col nuovo governo Renzi.
    Anticipiamo i tempi.
    Titolone sui giornali
    “PRIMO COFFEE SHOP IN ITALIA” a Buccinasco
    “Fine dicitore”!! Ci sarà la coda!!
    Ma come fa…ma come fa…ma quante ne sa…ma quante ne sa..
    Mah!!
    Conpermesso

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 21 febbraio 2014 21:08

    Caro manolete qui si parla di cose serie, e lo si fa seriamente,

    la vendita oggi delle farmacie comunali (e le aperture di quelle in programma) quale importo cuba? min-med-max

    la capacità di reddito delle famracie quale è: fatt/ebitda: ultimi tre anni e prox tre

    la tendenza del settore Italia quale è: ultimi tre e prox tre in termini di 100 alla partenza

    le analisi del sud milano (50 farmacie) negli ultimi tre anni cosa cuba: fat/ebitda complessivo;
    quali le prospettive attese?

    avuti questi dati, diffusi e resi pubblici: si può esprimere la scelta in termini di opportunità.
    Ci si può dividere ciascuno con le proprie convinzioni e orientamenti.
    Su dati concreti….

    La maggioranza può decidere di perdere xx e di continuare a farlo per x tempo perché attribuisce valore prioritario ad una funzione sociale, che si dimostra essere meno supportata con una scelta alternativa.
    Anche viceversa:
    meglio che il comune non faccia il farmacista perdendo danari dei contribuenti ed ottimizzando dalla cessione.

    lo decide la maggioranza, su dati che oggi non ci sono, che non si fanno.
    La amministrazione del Comune oggi non sembra in grado di sviluppare elementi e dati che consentano decisioni che vengono prese partendo da dati oggettivi.

    Sapere d’impresa e di mercati fa parte delle qualità di chi fa impresa. E’ normale.
    Non è normale che ad assumere decisioni al riguardo siano poste persone che di questo sapere sono digiuni.

    Un altro mondo, manolete…

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 21 febbraio 2014 21:15

    Dopo l’ultimo commento di manolete l’ammazzasette di verde vestito

    tutto mi è molto più chiaro,

    prima avevo alcuni dubbi,

    ora sono svaniti.

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 21 febbraio 2014 21:30

    Fra le poche cose certe dell’universo del sapere, dal big bang fino alla più lontana galassia,

    una la abbiamo. la prevedibilità delle posizioni di manolete….

    tanto prevedibili da avvicinare l’identikit a personaggio sempre più preciso

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 22 febbraio 2014 12:50

    Andarsi a leggere, (ri)leggere l’articolo del vicesindaco sul tema, consente di meglio capire le ragioni/reazioni del nostro Andrea nella sua analisi.
    Questa analisi di Andrea si propone di richiamare il vicesindaco, riportandolo a mettere i piedi per terra, quando descrive ipotesi di lavoro/investimento.

    Se la prende con i funzionari del comune il vicesindaco, per una gestione che giudica burocratica, quasi un remare contro la sua proposta.

    Invece… la modestia, la carenza di partecipanti ad una gara per gestire il progetto “ecologico” del vicesindaco dovrebbe vederlo come un concreto ma severissimo campanello d’allarme.

    Sul piano imprenditoriale il progetto del vicesindaco non regge. Vi fossero state prospettive economiche ragionevoli, lagara avrebbe avuto senz’altro successo.

    Che non si permetta di metterci un euro dei nostri soldi, il nostro vicesindaco… non sono suoi, ma sono soldi nostri…

    RE Q
  13. #13 scritto da Loris Cereda il 22 febbraio 2014 21:51

    Mi permetto di commentare anche perchè l’intero progetto è stato semplicemente ereditato dall’attuale amministrazione ma tutto, dall’idea originale fino all’affidamento ai beneficiari di concessioni edilizie dell’onere della costruzione origina dal lavoro mio e della mia amministrazione.
    La nostra idea riuniva la necessità di dare un servizio alla città con la possibilità di otterne vantaggio economico, come? Ecco passo per passo:

    1-realizzare le strutture a costo zero (fatto)
    2-mettere in rete le tre strutture con le relative licenze
    3-mettere all’asta tra gli operatori privati la gestione del “gruppo farmacie buccinaschesi”

    La gara doveva prevedere:
    a) l’affitto degli immobili
    b) l’acquisto dell’avviamento (sicuro per una farmacia e alto per le altre due vista la possibilità di essere una “rete”)
    c) una partecipazione agli utili per il comune.

    avevamo già avuto degli incontri con lo studio che aveva gestito la privatizzazione delle farmacie milanesi ed io (a rischio di andare in carcere, oggi lo so) avevo anche contattato qualche amico nel gruppo Gehe per farmi dire, in modo informale, quale valore poteva avere il “sistema” che stavamo creando.

    Avevamo infine previsto di usare lo spazio sovrastante la farmacia di Via don Minzoni per ambulatori medici, in modo di aumentare il servizio ai cittadini e anche aumentare il valore della farmacia (per l’effetto prossimità con i medici).

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 22 febbraio 2014 23:21

    Grazie a Cereda per aver ricordato e le precisazioni,

    Una nota per i lettori:
    il progetto descritto dall’ex Sindaco è relativo al sistema farmacie e non dovrebbe riguardare il progetto del distributore “ecologico” da cui ha preso le mosse l’articolo.

    RE Q
  15. #15 scritto da Andrea D. il 23 febbraio 2014 11:59

    Ci sono alcuni punti interessanti nella rivendicazione della paternità del progetto (farmacie) da parte di Cereda:

    1) Realizzazione delle strutture a costo zero?
    Le strutture sono state realizzate da operatori privati a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti,giusto?
    Ergo, se è vero che il Comune non ha tirato direttamente fuori dei denari per realizzarle, è anche vero che le ha comunque pagate
    (se non avesse realizzato le strutture avrebbe molti più soldi in cassa).

    2) Mettere all’asta tra i privati la gestione delle farmacie?
    E’ possibile?
    Perché a livello legislativo, a meno di recentissimi cambiamenti normativi sicuramente non vigenti all’epoca del progetto, non è sembra affatto scontato, dal momento che l’interpretazione, più restrittiva (che però sembra la preferita dalla Corte dei Conti),
    non ammette la scissione fra la titolarità del servizio e il suo concreto esercizio (VEDI).
    C’è stato un periodo, prima del 2009, in cui sembrava possibile, ma poi è stato vietato, o no?

    3) E’ confermato che il progetto originario ha qualche anno ed è stato “studiato” in un contesto radicalmente diverso dall’attuale (proprio come il prezzo delle due farmacie fallite di Parma è stato determinato in un contesto diverso dall’attuale e si è rivelato, oggi, non più sostenibile).
    Che la situazione sia profondamente mutata lo si vede immediatamente dalle difficoltà illustrate nel bilancio di ASB: fatturati in calo e margini che si assottigliano inesorabilmente!
    Inspiegabile, se non per il fatto che non sono soldi loro, che non si sia proceduto con una revisione del progetto.

    Via, avanti, col paraocchi come i cavalli sulla strada tracciata senza voler sentir ragioni di sorta …
    tanto non sono soldi loro!

    RE Q
  16. #16 scritto da manolete il 23 febbraio 2014 17:22

    Lorisigno, dimentica di dire che è un
    ”Pregiudicato”.
    Che di buone intenzioni è lastricata la strada per L’INFERNO

    RE Q
  17. #17 scritto da Saccavini il 23 febbraio 2014 20:30

    Non conoscevamo i blocchi statalisti in una gestione locale che non consentiva la cessione sul mercato di farmacie; sarà molto probabilmente vero, perché Andrea è solidamente documentato.
    Il che conferma una visione centralistica e statalistica da ultimo stato dei soviet…
    Non solo sembra incredibile, ma è assurdamente autolesionistico. Forse nella sua esemplare concezione, lascia comprendere la stagnazione ultradecennale del Paese che, come la vecchia URSS finirà per crollare su se stesso.
    Paese composto da partitocrazia burocratica autoreferenziale che rimane inamovibile, il saltuario cambiamento di nomi o schieramenti viene inserito un contenitore dalle caselle preordinate, contenitore e sistema che rimane eguale nel bloccare ogni cambiamento.

    buona serata Andrea

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 23 febbraio 2014 20:39

    Anziché storpiare i nomi, l’anonimo manolete farebbe bene a contestare in modo oggettivo le eventuali inesattezze dell’ex Sindaco, pubblicando i documenti del tempo che lo smenticono.

    così manolete trasmette il disappunto della sua maggioranza perché il progetto della seconda e terza farmacia, compreso il sovrastante servizio medico.
    Non era evidentemente farina del loro sacco, hanno ripreso un progettino su cui si era già lavorato.

    Nessun merito, nessun demerito.
    Bisogna avere un ben misero concetto di gestione, per appropriarsi delle idee altrui…

    RE Q
  19. #19 scritto da Loris Cereda il 23 febbraio 2014 22:08

    Il raglio di nanolete non sale al cielo… però, visto che una menzogna ripetuta in questo paese diventa una verità, è bene dire subito che non sono un pregiudicato, per altro, con la credibilità che ha la magistratura in Italia, non ci sarebbe nulla da vergognarsi, comunque non lo sono (per chi conosce cosa vuol dire).

    Interessanti sono gli appunti di Andrea:

    1) Non è vero, noi le due strutture le chiedemmo e le ottenemmo “extra oneri” . D’accordo, avremmo potuto chiedere “extra oneri” in moneta sonante e non in opere.
    Gli operatori però (almeno nel caso di Via dei Mille) sono più sensibili a realizzare opere (perchè il costo è per loro inferiore e le opere sono comunque vicine alle case da loro costruite) che non a dare denaro.

    2) E’ vero, c’era un labirinto amministrativo da superare, come ogni volta che si vuole fare qualcosa di minimamente innovativo in questo paese, però ce l’avremmo fatta, magari andando fino alla Corte Cosituzionale, ma non ci saremmo sicuramente fermati (certo potevano anche in questo caso venirci a prendere con gli elicotteri).

    3) Su questo non ho argomenti, certo la crisi di queste dimensioni non era prevedibile e sappiamo bene che se la crisi mette in difficoltà le farmacie è perché è arrivata a un punto drammatico.

    RE Q
  20. #20 scritto da Saccavini il 23 febbraio 2014 22:27

    Cereda per Città Ideale è un Cittadino di Buccinasco, cui spetta la dignità conseguente e il diritto di dire la propria sulla Comunità.
    Non di più, se vogliamo, anche se reduce da un’esperienza apicale dalla quale quanto meno ha tratto conoscenze e competenze, quindi interessante.
    Neppure meno, per lui come per ogni altro, per tutti i Cittadini di Buccinasco, compresi naturalmente quelli di parte avversa.
    Quanto impareremo a rispettare la dignità e libertà di pensiero, di parola e di azione politica, come prescrive la costituzione, confrontandoci senza pre-giudizi, sarà sempre tardi.
    Chi vuole mantenerci nella divisione che non è più divergenza di pensiero ma rifiuto e condanna a chi la pensa diversamente, deve essere squalificato da tutti i Cittadini.

    Riguardo alle sue repliche a Andrea, interessanti per il suo punto di vista d’allora, vorremmo solo esprimere un pensiero del mercato chimico farmaceutico e sua distribuzione.
    La globalizzazione ha un effetto inevitabilmente di compressione del margine: per tutti i segmenti, non escluso quello della vendita al dettaglio (la farmacia).
    Non crediamo sia conseguenza di una crisi da cui possa riprendersi.
    Semplicemente si dovrà impostare una organizzazione dimensionale e distributiva che sfrutti al massimo le economie di scala.
    I margini grassi e facili non sono destinati a ritornare….

    Per cui sbrighiamoci a liberarci di un compito che non è più utile con la gestione sociale.
    le farmacie comunali sono destinate alla scomparsa, non per ragion ideologiche, semplicemente perché l’evoluzione del sistema economico non consente più la gestione sociale in equilibrio…

    RE Q
  21. #21 scritto da Andrea D. il 24 febbraio 2014 08:53

    Il solito manolete l’ammazzasette, un giorno fa il leghista, il giorno dopo fa il grillino e via così; tanto vociare senza mai dire nulla! Come diceva il Sommo, non ti curar di loro, ma guarda e passa e noi passiamo oltre.

    E’ vero, come osserva Cereda, che esiste un’asimmetria nella percezione dei valori tra il Comune e i costruttori, per cui il pagamento in “opere” consente a entrambi di fare un buon affare, ma non è che l’opera, per forza di cose, debba essere una farmacia: potrebbe essere un asilo nido, un cinema, un bar, quello che decide il Comune e che ritiene più opportuno.
    In questo senso la locuzione “a costo zero” è impropria!

    A titolo personale condivido pienamente che l’affidamento della gestione a dei privati sarebbe il modo migliore per valorizzare l’attività e proprio per questo motivo me ne ero interessato: una norma del 2009 rende impraticabile questa strada; se ne possono prendere altre, meno efficaci.
    Il problema è che la “licenza” per la farmacia è già concessa dal SSN al Comune e non avrebbe senso la sub-concessione (questo il senso del divieto).

    La realtà è che si tratta di un mercato molto regolamentato e (ancora) poco concorrenziale che andrà ulteriormente liberalizzato (peggiorando ulteriormente la situazione prospettica in termini di reddito, ndr)

    La crisi, che ha colpito tutti i settori, non ha risparmiato le farmacie, ma a questa si sono aggiunte delle norme (di parziale liberalizzazione) che hanno aggravato la situazione (nella remunerazione, la crescita dei generici, che ha un impatto di un certo rilievo sui fatturati, ma, per come vengono calcolati i margini, meno grave sugli utili, le parafarmacie, i corner nella grande distribuzione, l’aumento del numero di punti vendita etc.).
    In questo senso è emblematico il fallimento delle due farmacie di Parma: i tempi sono cambiati!

    Dato un tale stravolgimento rispetto a qualche anno fa, qualunque privato, mettendoci soldi propri, oggi procederebbe con un serio riesame del progetto; i nostri amministratori no! Tanto non sono soldi loro!!!

    RE Q
  22. #22 scritto da Saccavini il 24 febbraio 2014 09:14

    Quanto emerge da questa analisi di Andrea e nostra, fa emergere la urgente necessità che si ritorni alle origini.

    il Comune deve tornare ad essere quello che dice la parola: la gestione in comune delle regole e dei beni della Comunità, effettuata con “spirito di servizio”: gestendo i beni della Comunità e le tasse che i Cittadini versano con la cura del buon padre di famiglia.
    Quanto se ne sente ogni giorno la mancanza, di questo spirito….

    Riguardo agli “oneri di urbanizzazione”:
    è un valore prospettico dei maggiori oneri cui la Comunità dovrà far fronte per il mantenimento di opere e servizi connessi alla urbanizzazione (sistema fognario, acquedotto, linee elettriche, strade, illuminazione, ecc.).
    In Italia è invalsa da sempre l’abitudine a considerare questa entrata come fosse corrente, spendendola subito.
    Poteva andare in un paese che cresceva in termini di attività di ricchezza e di abitanti.
    Scenario che è venuto meno e difficilmente ritornerà nei termini avuti: sarà cara grazia riuscire a galleggiare ridimensionando il debito accumulato.

    Crediamo si debba ripensare il metodo individuando meccanismi di conservazione o messa a reddito di queste entrate (ad esempio acquisto o realizzazione abitazioni, ma c’è tutto da pensare al riguardo).

    buona giornata

    RE Q
  23. #23 scritto da manolete il 24 febbraio 2014 10:39

    Saccavini, La s…………. del “Fine dicitore” m’affascina, ma preferisco quella del nostro ex Alcalde.
    Loris…… non sono io che “raglio” ma la Magistratura .
    E’ Lei che t’ha condannato in primo grado, sarebbe Lei che mente?

    “Per altro, con la credibilità che ha la magistratura in Italia, non ci sarebbe nulla da vergognarsi, comunque.”

    Parole tue.
    La Magistratura non è credibile quindi, sono innocente . E’ questo il messaggio che vuoi far passare??
    Ma se passasse questo assioma cosa servirebbe fare processi?
    SIAMO TUTTI INNOCENTI!!! A prescindere
    E’ la Magistratura (Comunista) la vera criminale. Nevvero??

    E’ questo il messaggio che I Lor signori di “Città con tanti ideali” (meno questo) lascian trasparire senza una mera condanna??

    ……………………………………………………………………………..ooOoo……………………………………………………………………………

    “Fine dicitore”Io non sono leghista “tampoco” grillino. Non me lo posso permettere.
    Ad Maiora

    RE Q
  24. #24 scritto da Saccavini il 24 febbraio 2014 11:19

    Lasciamo perdere termini che hanno lo scopo di cambiare discorso andando sul personale, manolete.

    Così come lasciamo perdere affermazioni ed accuse a Città Ideale, strumentali ed esattamente contrarie a quanto sostenuto.

    Il rispetto e la dignità di Cittadino spettano ad ogni Cittadino, in Città Ideale. per dimostrare questo basti vedere che si pubblica (quasi tutto) manolete.

    Che la magistratura sia fra i principali delle centinaia di problemi in cui si trova l’attuale sistema partitocratico, non c’è neppure bisogno di dirlo, è nei fatti.

    RE Q
  25. #25 scritto da Loris Cereda il 24 febbraio 2014 11:27

    Manolete non conosce il significato di pregiudicato, è fermo al vecchio west, alla giustizia sommaria… inutile perdere tempo…

    RE Q
  26. #26 scritto da Loris Cereda il 24 febbraio 2014 11:32

    Per altro la credibilità della magistratura è così alta che anche il Presidente della Repubblica si premura di evitare che un PM possa fare il Ministro della Giustizia.

    Manolete forse è troppo occupato a preoccuparsi dei fatti miei per leggere qualcosa su Meredith, Chiara Poggi, Yara… cosucce…

    RE Q
  27. #27 scritto da Andrea D. il 24 febbraio 2014 11:41

    Povero manolete l’ammazzasette di verde vestito, volgare e ignorante fin dove pesta.
    L’affermazione di Cereda è, tecnicamente, vera, dal momento che pregiudicato è colui che ha riportato una condanna passata in giudicato, mentre la sua è ancora pendente. Cereda, quindi, non ha mentito né ha cercato di sviare l’attenzione, come hanno fatto Sindaco e vicesindaco quando hanno strombazzato di non aver ricevuto un avviso d garanzia, ben sapendo di essere indagati; sei tu che ti dimostri ignorante!

    Le affermazioni di Cereda sono le sue, proprio come le stranazzate di manolete. Ognuno dice la sua e se ne assume la responsabilità: Cereda, per lo meno, lo fa mettendoci la faccia, manolete l’ammazzasette di verde vestito non ha il coraggio di fare nemmeno quello.

    Entrare nel merito delle questioni, mai, eh?

    Tranquillo, lo sappiamo che non sei leghista, tu fai solo le ronde padane con la camicia verde o, forse, fucsia, né che tu sia un grillino, ti atteggi come tale, ma dubito che ti vorrebbero!

    Il bello è che certi atteggiamenti, qui, mostrano tutta la loro inconsistenza; altrove, magari, potrebbero apparire consoni!

    Una differenza non da poco che sta venendo fuori!
    Grazie manolete l’ammazzasette di verde vestito.

    RE Q
  28. #28 scritto da Saccavini il 24 febbraio 2014 11:55

    Presidente della Repubblica che ha brigato perché sue conversazioni private non finissero in tribunale (come invece capita ed è capitato a Berlusconi e cittadini vari, per lo più in coincidenza con una posizione di contrasto con il sovrapotere partitocratico…

    Non si contrasta un abuso sistematico della magistratura (poiché è strumento che può venir buono contro il rompiscatole di turno), si manovra perché venga tolto dal caso, non dal sistema….

    Queste cose ce le diciamo noi di Città Ideale… manolete alla fine se ne convincerà.

    RE Q
  29. #29 scritto da Andrea D. il 10 marzo 2014 12:08

    Il Giorno del 6 marzo ci annuncia che sono in procinto di partire le ronde padane, pardon, le passeggiate civiche

    Chi vorrà parteciparvi dovrà presentarsi lì, a piedi e senza simboli né divise

    Ma come niente Camice Verdi? Nemmeno fucsia? Che delusione …
    Comunque, adesso a Buccinasco si potranno fare sonni tranquilli: con le ronde padane (o piddine?) il controllo del territorio è assicurato.
    Va pensiero, sull’ali dorate …

    RE Q
  30. #30 scritto da Saccavini il 10 marzo 2014 12:22

    Caro Andrea buon giorno,

    stiamo sempre assistendo al far politica della partitocrazia che i nostri pro tempore cercano di applicare seguendo gli schemi:
    1. nasce un possibile problema di rilievo sociale (importante in funzione delle ricadute in consenso, per i politici)
    2. ci si deve domandare: quale è l’intervento più efficace (naturale che l’importanza veda il privilegio in termini di visibilità e di consenso)
    3. come reagire in termini pratici: intanto la comunicazione de ciò che si intende fare, che si farà;
    3.2 eseguirlo facendolo precedere da ulteriori commenti autocelebrativi;
    4. dare comunicazione degli effetti positivi ottenuti (quelli che fanno scena, se è il caso anche fornendo dati “ottimistici”)
    5. controllo degli effetti? verifica numerica ex quo ante e ex post? classificazione del tipo di microcriminalità? (non sono cose che recano risultati, che hanno impatto sugli elettori; lasciamo perdere.

    Sono anche sfortunati: due giorni fa siamo stati informati di una palazzina in cui, sistematicamente di giorno, diversi appartamenti sono stati “visitati”, entrando dalla porta o dalle finestre. Anche se in casa sono presenti persone.
    Agiscono in due: uno immobilizza il Cittadino malcapitato mentre l’altro rovista, prende portafogli, valori, carte di credito e che altro.
    In caso di emergenza si buttano dalla finestra (anche dal secondo piano!)
    la lingua sembra essere rumeno, ma la cosa è solo ipotetica.

    Ciò che fa sospettare le vittime è la coincidenza di un circo presente a Corsico.
    C’è chi pensa possano essere loro.

    Sicuramente la palazzina in questione non sarà l’unica.

    Domanda finale: le ronde di notte a che servono?

    RE Q
  31. #31 scritto da Andrea D. il 10 marzo 2014 12:35

    Risposta: terrorizzati dalle ronde piddine, si stanno dando da fare prima che inizino e in orari in cui le fantomatiche ronde non sono attive?

    Oppure non servono a nulla se non a fare sterile propaganda?

    RE Q

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