P.R.I.C., illuminazione, energia ed efficienza

Piano Regionale Illuminazione Comunale: basta questa definizione perché i Cittadini facciano fatica a capire, abbiano idee confuse. Perché mai occorre una legge regionale che stabilisca il piano di illuminazione del Comune? Non bastano delle norme generali dello Stato sui criteri entro cui ci si debba muovere? Autonomia regionale che non si sa bene a che serva. La Regione  emana una “legge” nel 2000 che riguarda la sola illuminazione. Che è solo una parte, e forse non la più importante dell’insieme energetico di cui ha bisogno un municipio per i servizi dedicati alla Comunità.

Basterebbe la autonomia amministrativa: sei inefficiente? I tuoi Cittadini pagano di più e si cambia Sindaco. Ti va bene così? te lo paghi.  Nessuna spesa per lo Stato. E invece,  dopo 14 anni ecco che, lamentandosi di scarsa manutenzione ed efficienza la giunta Maiorano , il vicesindaco se ne esce con un dictat: smettiamo di pagare l’Enel finché non ci mette a posto l’illuminazione (VEDI). Città Ideale  ricorda che ormai da un decennio i contratti di fornitura elettrica sono aperti a diversi soggetti fra loro in concorrenza e si può ricorrere ad arbitraggi.

Adesso viene fuori questa novità (a Buccinasco): il P.R.I.C., che non riguarda tutta l’energia ma la sola illuminazione pubblica. Settore di spesa rilevante, perché il nostro comune spende al riguardo quasi 600mila euro, e sta cercando di limare qualcosa. Quanta è la bolletta energetica del comune nel suo complesso?  Non lo sappiamo, sappiamo però che la spesa per la gestione dei beni comunali costa 1,2 milioni.

Dentro questi 1,2 milioni vi sono cifre sensibili relative all’energia (illuminazione, riscaldamento, condizionamento), relativa anche agli immobili del sistema scolastico. A spanna si può considerare una cifra almeno eguale, se non superiore. Dovendo progettare un intervento che riguardi i consumi energetici ci sono le ragioni per uno studio ed un progetto approfondito che riguardi l’intera area energia, non limitandosi alla sola illuminazione.

Le cifre relative all’energia dai prospetti di bilancio forniti ai capigruppo non fanno emergere gli elementi conoscitivi in modo completo e dettagliato come sarebbe necessario. È stato  ricavato un prospetto orientativo con qualche nota (VEDI). Da questo prospetto si capiscono alcune cose: la volontà di “investire” parecchio nel settore, o forse più esattamente di spendere.  Una spesa annua  intorno ai tre milioni, per i  prossimi tre anni.

Manca qualsiasi parametro di economicità: UNO quante sono le spese standard (almeno tre anni e analiticamente distinte per categoria); DUE il costo totale dell’investimento e il rientro sia in capitale che in minori canoni futuri. TRE Un prospetto delle alternative possibili in termini di costi: acquisto pali Enel o acquisto nuovi ? QUATTRO preventivi allargati a più soggetti, e quant’altro. CINQUE Tipologia di corpo illuminante, costo d’acquisto e risparmio energetico conseguibile.

Manca (non è conosciuta)   una analisi dell’operazione: che sia limitata alla sola illuminazione o che abbracci tutto il sistema energia consumata. SEI Uno studio su quali altre soluzioni di altri enti locali possano far da scuola ed essere selezionate o escluse. Sistemi alternativi che riguardano modalità innovative sui diversi metodi e strumenti per calore e raffrescamento.

SETTE Manca una analisi degli immobili dal punto di vista della capacità coibentante del perimetro esterno e un piano eventuale nella realizzazione e ammodernamento degli immobili, con gli effetti attesi di economicità conseguente. OTTO Uno studio che individui le tipologie di sistemi di produzione delle energie rinnovabili,  più validi per tenuta, durata, manutenzioni e resa.

Un progetto ben più efficace e logico del piano P.R.I.C.: un di cui parziale, affrontato sembra con una certa superficialità, almeno per le molto scarne,  generiche dichiarazioni finora addotte. Prima di individuare l’indirizzo su cui spendere occorre avere ben assodato il percorso più funzionale da percorrere.

Situazione complessa, molto complessa, dalle prospettive che possono essere anche interessanti ed utili. Non sono da escludersi però dei flop: in questo caso a pagare sarebbero i Cittadini? Non va bene.

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