Comunicazione e fango: impariamo a discernere

Il meccanismo della comunicazione è infernale.  Non stiamo parlando della rete,  ove è vero che capita di leggere strafalcioni e bufale, la rete però è un mettersi in gioco aperti a tutti e le correzioni prima o poi arrivano. La rete è democratica: per questo entro la rete il “sistema di comunicazione” come concepito dal potere nel Novecento, non  incoraggia la rete, non la gradisce. Ne fa uso per distorcere, lanciare messaggi che sono ripresi e amplificati dal “sistema”.

La comunicazione dicevamo,  è strumento del potere: dai meccanismi consolidati. È possibile definire il tasso di democrazia in un paese dal controllo politico della comunicazione (giornali radio e tv). Nei paesi ove il “sistema” non è controllato (nel significato di compromesso),  la comunicazione si trova in condizioni più autonome (perché del controllo, indiretto, ce n’è sempre), la comunicazione della rete è più diffusa e praticata.

Non crediamo sia solo minor sviluppo, il tasso di diffusione della rete in Italia, in fondo alla classifica rispetto ai paesi europei; anche qui.  Diciamo che la partitocrazia ha interesse a che non si diffonda. Lascia che si spingano i socialnetwork: comunicazione informale, spesso poco informata e superficiale.  La partitocrazia sovvenziona e controlla la stampa; controlla direttamente radio e tv. Giornalisti trasformati in serventi.

Guarda un po’ cosa può capitare con questo “sistema di comunicazione”: volendo mettere fango su qualcuno, si prendono notizie, le di tolgono dal contesto, se ne fa un commento distorto e si lancia il messaggio sul “sistema della comunicazione”. Il risultato è assicurato: obiettivo colpito. La rete però ha ridotto il monopolio assoluto e rappresenta per i Cittadini la via d’uscita. Eccone un esempio d’uso:

 “13 anni fa frequentavo il “Centro Teatro Attivo” di Milano. In un corso di recitazione si sviluppò lo studio dei personaggi e a me fu affidata l’interpretazione di un personaggio snob, classista, xenofobo e omofobo. Per questa interpretazione, dovevo usare un linguaggio paradossale ed estremista. Per sbeffeggiare l’ipocrisia di molti personaggi pubblici, interpretai questo ruolo politicamente scorretto in una intervista alle “Iene“, utilizzando lo studio fatto nel corso di recitazione. Quindi riprendo dei luoghi comuni sul presunto odore della pelle di persone indigenti e di rumeni.

Cosa ancora più grottesca e assurda visto che all’ intervista era presente la mia compagna e convivente di allora, originaria di un Paese dell’Est Europa. Qualche giorno dopo, raccontai in un’intervista rilasciata a Maurizio Costanzo, con miei amici e parenti presenti a testimoniare la mia assoluta lontananza da idee razziste, classiste o xenofobe e mettendo quindi nel giusto contesto di recitazione le parole assurde e paradossali di quella intervista. Le posizioni razziste e xenofobe sono quanto di più lontanto dalla mia persona.

Ora è successo che, improvvisamente, i 30 secondi di quell’intervista alle “Ienesono stati riesumati e mi chiedo: che senso ha per il TG3 pagare i diritti Mediaset per estrapolare 30 secondi di una mia intervista di 13 anni fa? Che vantaggi ne hanno tratto? Dopo la lettera in cui esprimevo la mia opinione sulla scorrettezza del comportamento di Daria Bignardi nei confronti di Alessandro Di Battista, ero consapevole che una certa parte politica avrebbe subito utilizzato la macchina del fango. Forse la risposta alle mie domande è che l’obiettivo è cercare di infangare me, per colpire indirettamente il M5S?” Rocco Casalino.

 La schifezza strumentale (non trovo aggettivo più adatto) è completata dal meccanismo di rilancio sui giornali e nella rete: riprendendo la “notizia” riconfezionata, manipolata e lanciandola. Il lettore che voglia divertirsi, cerchi  Rocco Casalino su google….

Questo è l’infernale “sistema di comunicazione”: un esempio che Città Ideale intende far conoscere perché di esso siamo tutti pervasi. Un invito a prendere con le molle le notizie, a frenare le reazioni emotive e distruttive che questo “sistema” lancia Come sonnifero, droga che vuol renderci teste omologate del sistema di Orwell.

Rocco Casalino  è persona a me sconosciuta fino alla lettura di questo articolo. Risultato vincitore del primo grande fratello televisivo, oggi ha funzioni di comunicazione entro il M5S. Daria Bignardi, forse ha costruito lei il boccone avvelenato o forse le è stato confezionato e lei c’è cascata senza approfondire e controllare: in ogni caso ne è responsabile.  Infatti dopo dieci giorni esce con  un’intervista che parla d’altro.

Rocco Casalino che pone in una intervista questioni di natura comunicativa, efficaci e puntuali; non accusando nessuno ma descrivendo una ipotesi del trattamento mediatico alternativa, a specchio, su quanto Bignardi ha preconfezionato nella sua trasmissione. La reazione è ancora strumentale: si difende da una non accusa piuttosto che entrare nel merito (VEDI).

La questione però, lo tengano ben presente i lettori, non è personale, non riguarda Tizio o Caio. È il “sistema di comunicazione”: è questo insieme finanziato dalla partitocrazia con i danari che vengono dalle nostre tasse, il motore di tutto.   Dobbiamo sempre fare la tara, non fermarci alla prima impressione che ci propinano nei media, nei titoli semplificanti ad effetto. Diffidare da giornalisti serventi; sono pagati, profumatamente, quali maggiordomi o camerieri di sala.

DEMOCRAZIA DIRETTA

 

ABBATTERE LA POLITICA DI POTERE

 

CON IL VOTO PER UNA POLITICA DI SERVIZIO

 

 

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  1. #1 scritto da fcoraz il 23 febbraio 2014 15:33

    Gli attivisti del MS5S, in particolare quelli lombardi, NON volevano Rocco Casalino candidato, come si può facilmente verificare http://tinyurl.com/lpk5jnr ed è stato “riciclato” quale comunicatore rinfocolando i malumori della base.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 23 febbraio 2014 20:33

    Cosa c’entra la storia di Casalino con il contenuto e la vicenda?

    Giustifica qualcosa nel comportamento dei media?

    Semmai peggiora: anziché cercare qualche posizione oggettivamente criticabile sulla quale basare una polemica teatrino, hanno combinato (consapevole o meno la Bignardi) una polpetta che ha avvelenato i media resisi partecipi e disponibili.

    RE Q
  3. #3 scritto da fcoraz il 24 febbraio 2014 16:47

    Stia calmo dott. Saccavini, visto che si parlava di Rocco Casalino mi sembrava corretto raccontare il pregresso della sua designazione a comunicatore pentastellato.

    Comunque tra Casalino e Bignardi non corre buon sangue sin da quell’edizione del Grande Fratello condotta dalla stessa e con Rocco quale concorrente.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 24 febbraio 2014 17:11

    Assumo dosi appropriate di camomilla prima di accedere al blog, assicuro calma e serenità, all’incognito fcoraz,

    Il quale intende tutelare il buon comportamento di un operatore dei media, non motivandolo, ma andando a cercare le pecche che può avere la vittima.

    Insiste:…. pace e tranquillità a lui, ma si faccia una ragione:

    come indicato stamani:
    qui tutti i Cittadini sono Cittadini ed hanno la loro dignità, che deve essere tutelata.
    Non esistono preclusioni e soprattutto:

    non si valuta il comportamento mediatico in base ad un pre-giudizio ma sul concreto di un comportamento.

    Lo stiamo dimostrando…

    RE Q

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