Passaggio di mano a Palazzo Chigi: cosa ci aspetta?

Di preciso, se si vuol essere seri, non si può dire molto oggi; sia pro o contro.  Unico riferimento resta il programma della Leopolda (che ha quattro anni: VEDI): con parecchie cose che aspettano di essere fatte da tempo, mai affrontate finora. Contiene anche questioni rilevanti su cui è stata messa la sordina, ma sono impellenti: a cominciare dal lavoro e dai rapporti politica-sindacati-imprese. La concertazione è dura a morire.

Il teatrino in corso ha aspetti di vecchia politica che non depongono bene: il sistema partitocratrico con tutti i condizionamenti, le strizzatine d’occhio che già vengono di qui e di là. I piccoli che temono di essere spazzati via e dicono NI, né  sì né no: vogliono condizionare la nuova ipotesi di lavoro prima ancora che nasca, per mantenere il loro angolo di potere.

Il nuovo presidente del consiglio è ancora un punto di domanda sulle cose che lo aspettano: nella funzione è nuovo. Alla persona però si deve riconoscere di avere determinazione adeguata ed essere in grado di perseguirla. Sembra esserci riuscito all’interno del suo partito e per ciò che finora aveva da affrontare. Non è certezza per le decisioni future e per i condizionamenti ben più rilevanti che si troverà ad affrontare.

Ha un vantaggio: è forte nel Paese il bisogno di un dictator alla Teatcher, come nel Regno Unito post imperiale da risistemare. Nessuno che lo dica ma è questione nell’aria, che si respira. Clima che preso da solo non è sufficiente. Dovrà lottare duro e ha l’obbligo di vincere facendo le riforme. Perfino più importante, molto di più che stare in sella nel il percorso politico del governo. Le cose da fare sono i dieci punti di FARE per FERMAREILDECLINO: inutile che ci si giri intorno. Da qui si deve passare.

Questo può essere il percorso che lo attende, ma. C’è un ma grandissimo: ne ha la statura? Qualche dubbio è legittimo; non averne sarebbe un azardo. Per il Paese c’è da augurarsi che ce la faccia, anche se di limiti in termini di visione politica si avvertono e l’area da cui proviene non lascia tranquilli.  Nel suo interesse dovrebbe essere capace di liberarsene e, per una volta, porsi come il rappresentante di tutti gli italiani, al di sopra dei partiti. I dubbi restano.

Non ce la dovesse fare, è bene che crolli in fretta e si cambi lo scenario, individuando una alternativa. La cosa peggiore sarebbe un premier maggiordomo: ne abbiamo avuti troppi e non ne possiamo più. Il vivacchiare senza FARE sarebbe una tragedia. Si rischia il tracollo e sarà allora spazzato via da un ciclone più grande e generale: le esigenze del Paese che possono essere un suo atout, si rivelerebbero devastanti per l’uomo e il suo entourage se non ci mettesse mano in modo deciso.

Città Ideale non nutre simpatie, ma non è il momento di fare gli schizzinosi: le urgenze sono impellenti e chiunque le affronti va bene. Potrebbe anche dimostrare che l’insieme della partitocrazia che ha occupato tutto si riveli un sistema d’argilla e si sgretoli da solo, come la Serenissima di Venezia a fine Settecento. Crediamo sia più una speranza, un auspicio che viene dalla fretta del che fare. La realtà sarà dura, molto dura. Che Dio ce la mandi buona.

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 14 febbraio 2014 15:30

    Certo bisogna essere fiduciosi e soprattutto ottimisti.

    Se le parole hanno un senso e ricordando quanto quel giovincello ha ripetutamente detto per denigrare i dinosauri del suo partito e della politica in generale, la logica cosa da fare sarebbe di andare alle elezioni ed al momento non ci sarebbe neppure più la bufala (a quanto pare, artatamente a suo tempo messa in scena, ricordate ??) dello “spread”a giustificare il “colpo di mano” a cui siamo stati assoggettati come Paese.

    Quindi: 3 mesi di Governo tecnico (col putto ed un gruppetto di Commissari ad acta ad interim) insediati dal sistema e poi, elezioni abbinate alle europee (ed Amministrative), come logica e rispetto della democrazia, vorrebbe.

    Vediamo se i tutori di questa saranno rispettosi della stessa o dimostreranno, ancora una volta, di usare le parole e gli aggettivi solo per nascondere meglio il loro vero pensiero e modo di essere.

    Il tutto avverrebbe prima della fine del Semestre greco alla guida dell’Europa e quindi un ottimo viatico per intraprendere con forze nuove e legittimate, il ns. turno, magari con idee chiare su cosa fare nel e del Consorzio che, al momento, sta diventando una gabbia sempre più stretta e scomoda.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2014 15:40

    Sorgenti: credo che per lo stesso tipo di proposta politica, il nuovo premier sia obbligato a comortamenti decisionisti ed in tempi brevi.

    Non riuscisse a realizzare cose concrete subito, per incapacità propria o perché soggetto ai poteri forti (sindacati e mondo PD) che bloccano le riforme: dovrebbe andarsene.
    le elezioni sarebbero inevitabili.
    Se si rivelerà una persona seria.

    Se invece il virus da vecchia consorteria non riesce a bloccarlo e si lasciasse convincere a fare il lavoro di Letta: traccheggiare, galleggiare e basta,….
    Che si prenda tutte le maledizioni degli italiani.
    Sarebbero meritate.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2014 18:15

    Un tempestivo ed efficace commento su ilsole, che sembra ricalcare le considerazioni del nostro post:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-14/la-rivoluzione-comincia-stato-064238.shtml?uuid=ABKwBVw

    L’autore Fabrizio Forquet è un columnist del giornale di Confindustria e sottolinea la prima urgenza per cambiare passo:

    Spazzar via i capi settore dei ministeri e fare di corsa un concorso, anche internazionale, su un progetto di ripartenza delle cose da fare…

    Bella idea, ottima proposta.
    Se riuscisse a farlo avrebbe il consenso degli italiani, indipendentmente da come la pensano.
    Il Paese deve ripartire subito…. subito!
    Ogni ora che passa diventa più debole e condizionabile…
    staremo a vedere

    RE Q
  4. #4 scritto da luca furegato il 14 febbraio 2014 18:18

    Visto come è stata gestista “la crisi”, che parte dalle primarie a ieri, all’interno del PD, se fossi un possibile futuro alleato di governo nutrirei una giustificata diffidenza.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2014 21:27

    Buona sera Luca e ben trovato,

    siamo messi in condizioni tali che, traducendo un sonetto del Porta sui “paracar che scapée de Lumbardia”…. diceva che eravamo messi così male da non essere neppure in grado “de scernì ed boja che ne strossa..”

    quello che in questa condizione passa il convento; diffidenza più che giustificata,…. Luca

    RE Q
  6. #6 scritto da Roberto il 16 febbraio 2014 11:03

    Dal blog di Beppe Grillo….

    Ragle, il protagonista del romanzo di Philip K. Dick: “Tempo fuori di sesto” si sente estraneo alla realtà che lo circonda. Separato dalle persone che vivono tranquillamente la loro vita senza porsi domande. Gli oggetti che lo circondano, di tanto in tanto spariscono e al loro posto rimane un biglietto. Ragle inizia a domandarsi se è diventato pazzo o se vive in un mondo rovesciato.
    Un Paese di sessanta milioni di abitanti, ricco di ogni tesoro naturale e culturale, con una storia unica, impressionante, che ha posto le fondamenta della civiltà, che ha avuto intelligenze strepitose, da Leonardo Da Vinci a Marconi e Fermi e artisti sublimi come Michelangelo e Raffaello è oggi impazzito e i suoi abitanti, almeno gran parte, non ne hanno più coscienza, si sentono apolidi, italiani per caso e pensano di essere loro inadeguati, incapaci, falliti. Molti emigrano, alcuni si impiccano, altri gettano la spugna e tirano a campare.
    La pazzia si è impossessata dell’Italia che si muove come un giocattolo rotto, a scatti, senza una direzione. Sono saltati tutti i meccanismi. Il presidente della Repubblica è diventato un monarca medioevale che nomina chi pare a lui. Il Parlamento non ha più significato, le leggi sono fatte con i decreti del Governo o da Berlusconi e Renzi in una stanza e la sfiducia al presidente del Consiglio è una fatwa dei segretari di partito, i parlamentari non hanno neppure diritto di parola. La Costituzione è una parola vuota, un pezzo di carta letto e mai applicato e quando lo è è sempre troppo tardi, gli effetti velenosi della legge, che sia la Fini-Giovanardi o il Porcellum si sono già manifestati, hanno impregnato il Paese con i loro miasmi. Sembra una fiaba gotica, con gli abitanti di una remota contea preda di un incantesimo che fa scomparire la democrazia sotto i loro occhi senza che se ne accorgano. La democrazia sostituita dai pizzini dei telegiornali. Chi protesta è messo alla berlina, alla gogna in piazza. E’ un sovversivo, uno che si vede troppo film, che soffre di allucinazioni. La democrazia esiste ed è in buona salute, chi dice il contrario è un malato di mente. Da curare. Oggi, un condannato in via definitiva per frode fiscale sale dal presidente della Repubblica per discutere il nuovo governo, lo chiamano Cavaliere, come nei tempi antichi. Incontrerà un signore novantenne e insieme, tra un caffè e un biscotto, parleranno del futuro. Il TUO futuro.
    “Il tempo è fuori di sesto. Oh quale dannata sorte essere nato per riconnetterlo!…” Amleto.

    RE Q
  7. #7 scritto da manolete il 16 febbraio 2014 11:05

    Saccavini
    Prima arrivò “Nerkia D’Acciaio” e L’Italicum lo prese In der Posto
    Poi arrivò “Palle D’Acciaio” e L’Italicum lo prese In der Posto
    Mò arriva “K…. D’Acciaio” (preso a prestito dalla Merkel), e dove lo prenderà L’Italicum??
    Allora sai che te dico??
    Acciaio per Acciaio, era mejo quando se stava peggio

    Arridatetecee er Baffone!!!

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 16 febbraio 2014 11:42

    Buona domenica Roberto, e grazie.

    Bisogna ogni tanto leggere il sito di Beppe Grillo: è quasi un obbligo, perché il sistema dei media del M5S dà una descrizione di ominidi incapaci di connettere un ragionamento sensato.
    Dedicati allo sfascio….

    Questo articolo dimostra quanto di saggio, di vera partecipazione alla situazione del Paese vi sia…
    Quanto faccia paura descrive quanto è nudo il Re…
    Anche Città Ideale, nel suo piccolo, è localmente simile a quanto descritto:

    “Chi protesta è messo alla berlina, alla gogna in piazza. E’ un sovversivo, uno che si vede troppo film, che soffre di allucinazioni.”

    Ci troviamo in buona compagnia, mi creda Roberto….

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 16 febbraio 2014 12:04

    Un insieme greve e sconcio…. non riesce a contenersi manolete…

    Del pochissimo, quasi nulla di parole e declinazioni delle “vergogne” ben poco velate, nelle quali persevera, viene una considerazione storica… che forse neppure manolete conoscere.

    Lo slogan da popolino romanesco, dialetto tanto spesso utilizzato nei film di infima categoria a descrivere “il popolo” secondo l’idea che amano farne certi politici per giustificare la presa del potere (il popolo è fatto di nullità incapaci di connettere), viene dall’immediato dopoguerra qualunquista:

    ARIDATECE ER PUZZONE

    ove l’aggettivo sostantivato indica Mussolini….

    Per grazia di Dio e volontà della Nazione ….. il baffone non ha mai avuto a che fare con l’Italia…
    (forse anche con il contributo dei suoi sodali italiani che ne furono ambasciatori di fatto).

    RE Q

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