Statuto a Buccinasco: le cose inutili le chiamano finalità

Torniamo sul tema della famigerata assemblea pubblica di 12 amministratori, due giornalisti e due Cittadini, tenutasi il nove Gennaio scorso. Faremo lo sforzo di riflettere, di capirci perché si giunga almeno a comprenderci sulle reciproche visioni. In quanto tali sono tutte legittime, quanto alla loro applicazione decidono i Cittadini.

Una questione preliminare, di grande peso, riguarda la approvazione dello Statuto. La legge ha modificato la rappresentanza divenuta maggioritaria. Lo Statuto, che prevedeva per la sua approvazione una maggioranza di due terzi, volendo in tal modo indirizzare verso una condivisione larga dei suoi contenuti, è diventato norma inutile. Ci dicono i politici: noi vogliamo la maggioranza più larga possibile, e questo basta.

Dovrebbero sapere che la benevola accondiscendenza e concessione, tenendo bene in mano il potere, non è Democrazia ma un sopruso travestito. Occorre quindi che, se non si intende dare allo Statuto un carattere di parte, e quindi a rinnovarlo ogni cambio di maggioranza,  è necessario stabilire il principio che preserva larghissime intese. Farlo prima che la discussione arrivi ai Cittadini, che diversamente saranno incentivati a non interessarsene. (ripetere aiuta)

Finalità dell’azione amministrativa: questo il titolo posto nella bozza all’art. 8. (VEDI) Si compone di ben 16 commi. Il più lungo  e complesso di tutti. Se si va a leggere, ciò che colpisce è da un lato l’inutilità. Dall’altro le finalità ideologiche che la attuale maggioranza intende metterci. Con un criterio di società spaccata in due, ove si vogliono ribadire presupposti socialisteggianti del secolo scorso. L’interpretazione di leggi e principi costituzionali, per i quali sarebbe sufficiente un semplice richiamo generale.

Perché li si intenda elencare così pedissequamente, con ripetizioni ridondanti è  inutile porselo. Dovrebbero ragionarci gli autori: riflettere sulla inutilità delle dichiarazioni di principio. Sono i contenuti pratici che lo Statuto esprime, che rendono applicato il principio. Scrivere il principio nelle norme statutarie e poi non renderlo possibile perché impedito dalle leggi o non applicarlo è appunto una inutile giaculatoria di principi (passatisti):

Su queste osservazioni nella ristretta e poco eletta “convenzione della Comunità”  del giorno 9, Città Ideale ha ribadito il concetto. Si  sono levati Fiorello Cortiana (ma questo, come dire, è di casa) e l’assessore Baldassarre, cogliendo il nesso logico e la funzione che divide, di un elenco di principi inj Statuto, ove deve riconoscersi l’intera Comunità. Si è aperta la discussione.  Pensate: quattro gatti “mal trà insemma” che sprecano la serata su questo che dovrebbe essere un presupposto pacifico.

Perché il breve invito a riflettere di Baldassarre ha innescato la reazione degli “apparati di maggioranza”. In ordine sparso Arboit, Benedetti, Pansini ed infine il Sindaco in persona, a ribadire l’essenzialità e priorità dei principi, anzi delle “finalità”.  Insomma un’incoerente e superflua elencazione in casa a convincere se stessi.  Mentre tutti i Cittadini restano a casa propria e come dire: lasciano perdere e non se ne interessano. Per Pansini sono assenti: hanno sempre torto.

Ci riflettano ancora i nostri concittadini che detengono il bastone di comando. Provino ad eliminare del tutto l’articolo 8, rileggendosi così lo Statuto. Quindi si pongano la domanda: cosa cambia nello Statuto ?   Proprio nulla, solo privo dei presupposti statalistici, di un egualitarismo supponente che spacca la Comunità.   Perché nella Comunità il diritto di pensare diversamente rimane e pretendere di condizionarlo con una filastrocca di banalità inutili quanto provocatorie, è destinato a lasciare il tempo che trova.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 27 gennaio 2014 11:15

    L’art. 8 va ben al di là della sterile quanto inutile ripetizione di quanto già ribadito a livelli sovraordinati e, pertanto, imperativo e inderogabile per il Comune!

    Ci mette del suo per permettere di “imporre” una visione della realtà che è e dovrebbe rimanere, invece, una visione “politica” e di parte!

    Un paio di esempi:

    5. Il Comune riconosce la famiglia, nelle sue diverse espressioni, come nucleo fondante della società.

    Un mix volutamente confuso dell’art. 2 e dell’art. 29 della Costituzione!

    6. Obiettivo dell’attività del Comune è il benessere dei propri cittadini attraverso l’affermazione dei diritti di cittadinanza [...]

    Lo vogliamo leggere nell’ottica della recente polemica che ha impegnato il Consiglio Comunale, con tutte le vere emergenze che Buccinasco avrebbe, nella concessione, in ossequio al principio dello ius soli, della cittadinanza onoraria ai nuovi nati?

    Qualche dubbio a riguardo? Bene, allora:

    10. Il Comune promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale di tutti i Cittadini regolarmente soggiornanti nel territorio comunale.

    Ancora qualche dubbio?

    13. Il Comune si attiva per favorire il riconoscimento dei diritti degli stranieri immigrati, di esuli, rifugiati politici e nomadi [...]

    C.V.D. (come volevasi dimostrare, ndr)
    E’ ovvio che se tali affermazioni si dovessero tradurre in una banale implicazione che il Comune deve attenersi all’applicazione delle leggi in materia, sarebbero totalmente inutili, se, invece, si prendono, nel loro complesso, come un impegno ulteriore ci si dovrebbe chiedere perché il Comune, quale Istituzione ed Ente, dovrebbe impegnarsi in una battaglia squisitamente politica?

    15. [...] Il Comune afferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato.

    Che dire?

    Perché non della proprietà e della gestione della rete elettrica, di quella telefonica, dei trasporti, dell’istruzione, delle farmacie e delle case, del lavoro e anche e soprattutto del pane?
    Manca solo il gemellaggio con la Corea del Nord!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 27 gennaio 2014 11:37

    Brillante l’idea del gemellaggio.

    Città Ideale proporrà il gemellaggio con la Corea del Nord, non appena lo Statuto fosse approvato con queste amenità.

    Delegheremo alla procedura e ai rapporti con il paese asiatico il nostro ANTIPRIVATISTA…
    (naturalmente ove Città Ideale trovasse la convergenza dei suoi membri e dei suoi estimatori…)

    Avanti con Maiorano, Arboit, Pruiti e compagni verso il luminoso sol dell’avvenire, statale e composto di eguali.
    Con il medesimo vestito approvato dal “politburo” di Buccinasco, in assemblea pubblica con cinque partecipanti: divisa approvata all’unanimità (dei presenti).

    Guarda un po’ in che insieme è finita con l’essere governata la nostra Città Ideale….

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 27 gennaio 2014 11:54

    Speriamo che non finisca con l’essere l’unico emendamento recepito!

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 27 gennaio 2014 12:43

    Speriamo invece che sì, Andrea,

    ecco già una prima bozza di stesura che, grazie alle nostre vicinanze con i servizi d’oltreoceano (Central Intelligence Administration, vulgo: CIA), ci è appena pervenuto, con modalità un po’ fortunose, dal “politburo” di Bucicnasco:

    ART 8 finalità dell’azione amministrativa

    1. il Comune di Buccinasco adotta ogni iniziativa volta a parificare la sua Comunità al paese della Repubblica Popolare Democratica di Corea , ai suoi indirizzi e finalità. Rafforza e rende concreta questa adesione attuando il gemellaggio ideologico, con il correlato scambio di simboli e bandiere.

    Si pensa anche di conferire la Cittadinanza Onoraria di Buccinasco all’extra comunitario Kim Il-Sung. Il Presidente Eterno che, deceduto vent’anni orsono, è tuttora investito del supremo titolo.
    Se tutto procede come dai loro intendimenti, verranno distribuite ad ogni famiglia bandierine della Popolare e Democratica Repubblica….
    ad majora!

    RE Q

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