FARE per FERMAREILDECLINO : si riparte

Finita la traversata nel deserto dopo l”infortunio” mediatico di Oscar Giannino che ha portato ad un passaggio nella condizione, ormai da mesi il movimento è guidato da Michele Boldrin, con mano sempre più sicura. La comunicazione e le iniziative crescono, si sta consolidando ed è bene che se ne parli e  si faccia conoscere; soprattutto si partecipi.

L’impianto di partenza è rimasto invariato. I dieci punti di Giannino sono tuttora la bandiera di FARE: ciò dimostra quanto di semplicemente solido e coerente è stato il programma messo a punto. Giannino è fuori; comunica e scrive con la sua solita efficacia, così come si sta irrobustendo la presenza di Luigi Zingales. Non più interni a FARE, almeno in questo periodo, certamente paralleli e coerenti con il progetto di rilancio del paese.

Ricominciamo da quattro… ecco le risposte dottorali ma semplici e chiare che Bisin fornisce sui temi che ogni giorno ci poniamo, ai quali la partitocrazia è incapace di replicare. Perfetti nel loro specifico. Città Ideale aggiungerebbe un pizzico di verità sulla prima domanda. il taglio alla  spesa pubblica è impedito in particolare da ragioni di consenso elettorale, la stella polare per restare a galla (su un paese che stanno facendo affondare).

I diversi pezzi di società civile e competente che dice la verità amara, la terapia severa ma controllata che in poco tempo farebbe ripartire il paese ponendolo nel contesto globale ed europeo nel suo ruolo storicamente più consono, dovranno aggregarsi e contribuire a formare un gruppo coeso su un programma condiviso. La possibilità c’è: bisogna lavorarci. Articolo segnalato da Andrea D.

Alberto Bisin: quattro domande, quattro risposte chiare

13/01/2014 intervista di Gaetano Memmola di “Budrio Press” a Alberto Bisin. Il Prof. Alberto Bisin è una eccellenza del nostro Paese, un economista di notevole spessore , oggi in forza alla NY University. Scrive per Repubblica ed è uno dei pensatori del famoso blog  Noise from Amerika . Accetta di buon grado di rispondere a 4 domande. Credo valga la pena riflettere.

1) PERCHE’ IN ITALIA NESSUNO RIESCE A TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA?

La domanda e’ complessa. Innanzitutto  piu’ la spesa pubblica e’ larga ed inefficiente, piu’ la politica vive di spesa pubblica. Vi sono intere aree del paese, geografiche cosi’ come settoriali, in cui ii) la spesa pubblica e’ essenzialmente l’unica forma di reddito per la maggior parte di chi in queste aree vive, e inoltre ii) la sua inefficienza ne rende la distribuzione arbitraria. In questi contesti, la politica controlla la distribuzione della spesa e senza questo controllo non avrebbe ragione di esistere nelle forme e nelle persone in cui al momento esiste. Naturalmente questo meccanismo diventa estremo qualora esso si trasformi in illegalita’ e corruzione diffusa, ma funziona anche senza arrivare a questo.

 Ma non e’ solo questo, vi e’ anche una questione che non so quanto sia norma sociale o addirittura norma formale: i diritti acquisiti sono inviolabili, o difficilmente violabili – intendendo per diritti solo quelli derivanti dalla spesa pubblica. Non si considera diritto acquisito quello di essere tassato come in passato. Cioe’, le tasse si possono aumentare a piacimento – siamo addirittura arrivati ad aumenti retroattivi, credo – ma la spesa non si puo’ ridurre perche’ e’ stata “acquisita”. Non solo i politici ma credo tutti sembrano avere questa concezione. Forse e’ abitudine, non so. Ma e’ un fenomeno che ha effetti gravissimi.

 

2) PERCHE’ I PARTITI MOSTRANO MEDIOCRITA’ OPERATIVA FERMANDOSI AI PICCOLI NUMERI  SENZA MOSTRARE CORAGGIO VERSO UNA POLITICA CHE ABBIA VISIONE DEL FUTURO?

 Evidentemente non pensano che una tale politica sarebbe premiata nelle urne.  E forse hanno ragione. In Italia se sommiamo chi riceve sussidi dallo stato a chi non li riceve ma pensa che tutto cio’ che e’ statale e’ buono e giusto e a chi pensa che i problemi del nostro paese siano esterni (che sia la Germania, l’Euro, gli Stati Uniti, la Cina, o satana) abbiamo certamente la maggioranza. Lacrime e sangue non pagherebbero che nel medio lungo periodo, …. ma gli italiani si sono convinti che allora saremo tutti morti (dimenticandosi delle nuove generazioni, ndr).

 

3) LE TASSE NON SCENDONO, PERCHE’? SOLO UN LIVELLO DI TASSAZIONE DEL 30% PUO’ INDURRE SVILUPPO. E’ COSI’ DIFFICILE “CONTRATTARE” IL LIVELLO DI CONTRIBUZIONE CON LE SINGOLE IMPRESE AGENDO ALLA BASE DEL PROBLEMA ED EVITANDO DI RINCORRERE  L’EVASIONE?

 Non c’e’ un numero aureo, 30 o 40 o 20%. E’ difficile eccome “contrattare” il livello di contribuzione e nessuno garantisce che questo limiti in modo sostanziale l’evasione. Uno stato inefficiente e’ anche uno stato che non sa farsi pagare. Anche quella e’ spesa  pubblica distribuita dalla politica. I politici del Nord che urlano allo stato ladro, che promettono rivolte fiscali, e giustificano l’evasione fanno proprio questo, distribuiscono spesa ai propri elettori proteggendo la loro evasione politicamente, o promettendo di farlo.

 

4) CHE SENSO HA AVERE REGIONI ED ENTI A STATUTO AUTONOMO O SPECIALE ? E PERCHE’ IL LAVORO PUBBLICO IN ITALIA NON HA PARI DIRITTI E DOVERI DI QUELLO  PRIVATO? 

  Le regioni a statuto speciale non hanno nessun senso, sono spesa pubblica assistenziale, al Nord come al Sud. Il lavoro pubblico dovrebbe avere uguali diritti e doveri, certo. E’ di sua natura meno esposto alla competizione e di questo naturalmente approfitta. Non solo, ma e’ anche molto difficile misurarne la produttivita’. Li’ sta la chiave dell’inefficienza del sistema pubblico ed e’ per questo che ad esempio gli insegnanti stanno combattendo cosi’ strenuamente contro ogni misura di valutazione e i giudici fanno lo stesso  nascondendosi sotto un’interpretazione così estesa da essere assurda della loro sacrosanta indipendenza.

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  1. #1 scritto da Roberto il 21 gennaio 2014 13:56

    …”Vi sono intere aree del paese, geografiche così come settoriali in cui la spesa pubblica è essenzialmente l’unica forma di reddito per la maggior parte di chi in queste aree vive…”

    …”i politici del Nord che urlano allo Stato ladro ( Roma Ladrona…ndr ),che promettono rivolte fiscali e giustificano l’evasione
    ( Silvio Berlusconi …ndr ), fanno proprio questo, distribuiscono spesa ai propri elettori proteggendo la propria evasione politicamente, o promettendo di farlo.”

    Per chiarirsi le idee…..
    libro consigliato – IL SACCO DEL NORD – di Luca Ricolfi…
    “Saggio sulla giustizia territoriale”.

    “Come gli individui, anche i territori e le loro istituzioni devono meritare il sostegno che ricevono: l’eguaglianza senza il merito conduce all’opportunismo e all’irresponsabilità.”

    E’ di sinistra o di destra questa idea?

    Né l’uno né l’altro è semplicemente un’idea liberale.
    Perché l’essenza del liberalismo non è la venerazione del mercato, ma la fiducia nella società aperta, fatta di individui posti nelle condizioni di esercitare la loro libertà.”LUCA RICOLFI.

    Roberto De Micheli

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 21 gennaio 2014 17:01

    Complimenti Roberto, e grazie.

    Credo che più di un elettore abbia individuato in queste sue citazioni il filo che unisce e propone Città Ideale, da sempre.

    Si tratta di un docente di Torino, ascoltato e seguito per la linearità e logica delle sue affermazioni e analisi.
    eccone alcune altre, sempre sul tema, che bilanciano affermazioni diversamente ascrivibili all’antiberlusconismo di maniera.

    « La sinistra perde non soltanto perché è arrogante, presuntuosa e insincera. Perde anche perché non capisce la società italiana, non è in grado di guardare il mondo senza filtri ideologici, non sa stare fra la gente, ha perso del tutto la capacità di ascoltare e la voglia di intendere”

    e ancora:

    l’apparato statale trasferisce ingiustificatamente ogni anno circa 50 miliardi di euro dalle regioni settentrionali a quelle meridionali (incluso il Lazio), a causa delle distorsioni dovute alla differenza di spesa pubblica, di efficienza della pubblica amministrazione e del tasso di evasione fiscale.
    Assegnando un appropriato valore monetario al tempo libero dei cittadini, queste disuguaglianze fanno sì che il tenore di vita medio dei cittadini sia più alto al Sud che al Nord

    ……… questo stato di cose, che poteva essere sostenibile nel periodo di sviluppo economico che si è protratto fino agli anni ottanta, sostenuto anche dalla crescita del debito pubblico, è diventato in seguito invece una delle principali cause della stagnazione economica e del declino italiano:

    il Nord non riesce più a crescere in quanto una tassazione eccessiva sottrae risorse per gli investimenti,

    il Sud non ha interesse a svilupparsi in quanto il trasferimento di risorse gli consente di vivere al di sopra dei propri mezzi e quindi disincentiva la spinta al cambiamento.

    In modo lineare e tranquillo ma proprio per questo drammatico nella sua analisi…

    Un impasto di problemi cui: o si mette mano in fretta o il paese rischia la disgregazione.

    buona serata Roberto

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 21 gennaio 2014 17:05

    Ciao Roberto, concordo con quanto esponi, tranne che per una cosa: l’idea non è certamente di sinistra o meglio non è compatibile con la sgangherata idea di egualitarismo che affligge la sinistra italiana.

    Premiare il merito, vuol dire accettare di differenziare e non può andare a braccetto con la filosofia per la quale dobbiamo essere tutti uguali.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 21 gennaio 2014 17:12

    Andiamo a spiegarlo ai nostri mestieranti della politica in Buccinasco, che scrivono uno Statuto con estratti autentici da dittatura del proletariato….

    Libertà di intraprendere e merito correlato in base ai risultati, con possibilità potenziali per tutti coloro che hanno volontà e idee, senza protezionismi, senza “santi in paradiso”….. (a Montecitorio…)

    Saluti cordiali

    RE Q
  5. #5 scritto da Flavio T. il 21 gennaio 2014 20:32

    Complimenti, Dr. De Micheli !!!

    Dove saranno i teppisti che fondarono in polverose strade di terra o in dimenticati villaggi
    la setta del coltello e del coraggio?

    Dove saranno quelli che passarono lasciando all’epopea
    un episodio, una favola al tempo,
    e che senza odio, senza guadagno o amore si assalirono?

    Li cerco nella leggenda,
    nell’ultima brace che a modo di una vaga rosa
    serba qualcosa di quei coraggiosi.

    Io, Dr. Roberto, in una cittadella vicino Padova, Campo San Piero, ho ancora i parenti che fanno il salame e la grappa.

    Nostrana, scusi, Roberto !!

    Mitologia del nostro passato !

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 21 gennaio 2014 23:31

    Grazie per il suo contributo Flavio…

    buona notte

    RE Q
  7. #7 scritto da Roberto il 22 gennaio 2014 12:45

    Ciao Flavio,
    lascia perdere il Dr. perché non sono laureato….ma vivo felice lo stesso…. !!

    RE Q
  8. #8 scritto da Flavio T. il 22 gennaio 2014 15:31

    Dice bene Saccavini, Roberto:
    tu sei uno di quelli che si sa esprimere con la parola,
    che può indossare il Gilet la Domenica, perchè sa insegnare e sa scolpire il marmo da Lunedì a Venerdì.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 22 gennaio 2014 17:04

    Che bello Roberto il giudizio di Flavio….

    complimenti; condivido e se lo merita..
    la semplicità a volte porta fuori strada ma più spesso consente di vedere in modo più chiaro le cose.

    RE Q

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