Lo Statuto e la ‘ndrangheta: qualche osservazione

Ieri sono successe due cose a loro modo intersecate: le reazioni a stampa sulla ‘ndrangheta che interviene sul territorio chiedendo il pizzo su discoteche e night club (una decina; uno di questi a Buccinasco) ; si può leggere l’articolo di ieri. Una seconda: l’assemblea indetta dal comune sulla discussione che riguarda lo Statuto. Apparentemente distinte, di fatto correlate e interdipendenti.

La più grave è il comunicato uscito dall’ufficio stampa del Sindaco (VEDI). Contiene pensieri in libertà (vogliamo pensare solo all’incoscienza) del Presidente del Consiglio di una gravità assoluta, già evidenziate da Coalizione  Civica.  Comunicato a rischio di un esposto se non viene prontamente rettificato e precisato dal Sindaco. Si legge subito prima di questo articolo, con le osservazioni di Fiorello Cortiana.  Seguiremo con la attenzione massima che la questione merita.

Ieri sera la assemblea indetta sullo Statuto. Presenti una quindicina di Cittadini, la più parte Consiglieri o Assessori, Sindaco compreso. Un grave segnale di distacco dalle istituzioni, anche considerando che l’argomento, per come viene trattato, non attrae e non coinvolge.  Trattandosi della carta fondante della Comunità, il processo di coinvolgimento sui singoli punti è stato praticamente nullo, visti  i risultati. Ci rifletteremo e  faremo le nostre proposte.

Ci fa rendere interessante unire questo tema alla ‘ndrangheta, una succosa intervista di Francesca Santolini su ilGiorno (VEDI) a Davide Gentili, Presidente della commissione antimafia di Milano. Il tema è come e cosa fare per creare un sistema di contrasto all’antistato nel tessuto sociale, al fine di frenare, non diffondere il fenomeno. Un allarme ed una riflessione che può e deve permeare lo Statuto in tutte le sue parti.

Fra gli argomenti di ieri sera nel piccolo cenacolo dei presenti, Città Ideale ha battuto il tasto sulla trasparenza, la partecipazione informata, ma anche sui sistemi di partecipazione attiva dei Cittadini alle decisioni Le iniziative e gli strumenti che mirano a sviluppare un tessuto sociale coinvolto nella pratica della gestione amministrativa. La amministrazione deve rinunciare ad una parte del proprio potere per distribuirlo ai Cittadini, coinvolgendoli nelle decisioni in vario modo.

Città Ideale ritiene di avere assistito ad un confronto “alla politica” vecchia; modi che ormai tutti rifiutano. La tecnica del muro di gomma: siamo tutti d’accordo, è pacifico, figurati se non lo vogliamo.  Per poi riprendere con le eccezioni, le regole, il  ”adesso non è possibile”, ecc. Hanno davvero bisogno del bagno prolungato in un centro benessere di democrazia diretta e partecipata.

Il ritardo culturale che si è notato traccia addirittura un muro di incomprensione fra amministrazione e Cittadini. Si pensa di risolvere la questione sul piano colloquiale senza minimamente prenderne in considerazione i contenuti. Rischiano seriamente di essere definitivamente considerati partecipi e responsabili del disastro che ormai è imminente: potranno essere spazzati via.

In una Comunità non partecipata come l’attuale, fatta di tanti individui e poco coinvolgente, l’antistato può penetrare e gradualmente sfondare. Occorre uno sforzo serio di tutti perché si cerchi e individui ogni momento in cui i Cittadini interessati (o resi tali) su uno specifico argomento, siano chiamati a partecipare e decidere. Con l’assistenza della amministrazione, ma detentori del potere di decidere.

Quanto alle norme sui controlli, codice etico e quanto altro è necessario anche qui un processo attivo, non limitato al procedimento burocratico definito dalal recente legge: basato su un descrizione analitica delle obbligazioni di ciascuno, consegnate al singolo e firmate. Con obblighi e dichiarazioni aggiornate e ripetute. Con sanzioni dalla severità correlata all’importanza della norma (all’importanza, non solo alla dimensione economica). Il sistema deve essere ricco di antivirus che curano severamente o espellono le cellule malate

E’ nominata una commissione di accertamento sui potenziali buchi verificati nel passato che hanno consentito all’antistato di fare affari e condizionare gli amministratori. Lo scopo è guasrdare avanti perché si individuino le carenze e adottino le misure pertinenti a  che non si ripetano; perché siano resi più difficili in futuro, più costosi per chi traligna.

Come scritto ieri la funzione di controllo deve essere terza ed autonoma, centralizzata, con individuazione sempre certa della responsabilità.  In ogni caso, della maglia che ha ceduto e della sua riparazione o sostituzione. Non si deve vedere più la GdF che entra e trova situazioni di macroscopica incompatibilità, perché deve essere efficiente il sistema. Questi principi abbiamo cercato di suggerire nelle proposte di modifica, che abbiamo già inviato alla commissione (VEDI).

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