Buccinasco: il verde, lo smaltimento e gli alberi di Natale

Quando arriva l’anno nuovo si volta pagina: anno nuovo e vita nuova, si dice. Il nostro vicesindaco è attento al rispetto delle tradizioni. Fra una offesa e una minaccia velata su facebook, un proclama sul nulla e il panettone, lui pensa ai neonati di Buccinasco, ad un albero per ciascuno di loro. Una sorpresa con tanto di nome e cognome.

Una immagine ad un tempo agreste, bucolica, e tanto cara alle mamme, al clima natalizio alle tavolate serene ed allegre, perché non pensare agli alberelli di Natale che, giunti alla Befana non servono più e si buttano? Trovare per loro una soluzione  appropriata che unisca l’ecologia, salvi le piantine facendone abeti dritti e maestosi: dedicati ad ogni bambino che nasce a Buccinasco, a costruire il boscone di una volta.

La Buccinasco Boscone dei prossimi trent’anni portando via il secondo nome a Cesano. I nostri pargoli, nel frattempo cresciuti con gli abetini trasformati in abetoni (perché è da lì che vengono, gli alberelli di Natale: l’Abetone sulle sue balze vengono coltivati a migliaia). Riducendo anche lo smaltimento (il carburante che serve all’AMSA), ma non il costo. Fino al 2017 ci ha pensato lui a rendere fissa la spesa (salvi gli aumenti dell’ISTAT e di maggior lavoro).

Finiamola con le storielle e passiamo al sodo (VEDI). Fra una questioncella e l’altra delle sue funzioni che gli complicano un po’ la vita, ha pensano a noi Cittadini di Buccinasco ed è venuta la trovata di Natale, per concludere le feste in bellezza. Ed ecco l’idea degli alberelli di Natale. Non quelli  veri di alberi, quelli autoctoni (che significa del luogo) che garantiscono attecchimento e rispettano davvero l’ambiente.

Alberi  che non fanno estetica da parco secolare settecentesco, quando nelle ville nobili erano piantate e curate piante alloctone (da ambienti e climi estranei al luogo). Che i viaggi, le navigazioni intorno al pianeta, portavano con assiduità ed erano acquisiti insieme a giardinieri provetti capaci di individuarne la giusta collocazione, il terreno e le acque necessarie, l’esposizione, la potatura, la compatibilità con le piante prossime.

Questi però erano dei veri artisti e esperti che conoscevano tutto. Progettavano e realizzavano parchi numerosi di ville della Brianza e dei laghi. Da Como al Maggiore, dal Garda e nelle ville veneziane e di Treviso. Ma anche del parco di villa Reale Belgioso Bonaparte in via Palestro, con un parco realizzato da un famoso botanico: conte Ettore Silva. Il nostro vicesindaco forse non ne sa, o forse ne sa od ha dimenticato.

Ecco che il nostro vicesindaco, esperto per aver realizzato con i soldi venuti dalla Regione (cioè da quei Cittadini che pagano le tasse)  una quantità enorme di rimboschimenti, si sente sicuro e inventa un nuovo rimboschimento-buona-azione da boy scout. I pinetti di batteria (neanche fossero polli) destinati a durare un mese per finire al compostaggio (quando va bene), al termovalorizzatore (con l’AMSA è la fine quasi garantita). Lui li rivaluta e trasforma in alberi destinati a crescere con i neonati cui uno a uno vengono intestati, per divenire abeti da venti metri.

Siamo a Buccinasco e ai primi dell’anno il nostro vicesindaco ci fa sognare di essere in Toscana sull’Abetone. Oppure in Trentino  a Cavalese  a 1000 o più metri di altitudine, ci fa crescere rigogliosi gli abetini tagliati sulle cime privi di radici, senza il bisogno di coltivazioni con funghi micorrizici. Insomma non bisogna preoccuparsi.

Può essere l’effetto di qualche cenone abbondante con sogno profondo, aiutato da libagionein  leggero eccesso.  Poi il tutto tornerà normale e ci ritroveremo a 140mt sul livello del mare, nella pianura immersa nella marcita che consentiva tre o quattro tagli stagionali.  Terreni adatti a piante cedue bisognose d’acqua come i populus nigra. I pioppi naturali di cui è piena Buccinasco (se non abbattuti dalle costruzioni incombenti).

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  1. #1 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2014 11:37

    Triste avere un vicesindaco che fa il gioco delle tre carte in modo cosi demagogico.

    Il problema dei parchi non è politico, è questione botanica.
    Cioè tecnica. Scientifica, se si vuole.
    Gli elementi che rendono risibile la proposta sono descritti nell’articolo e non si risolvono con le battute da bar sport.

    Ragionare con le viscere, sul piano emozionale e cercare benevolenza da chi sarebbe felice di dare una vita prolungata agli alberelli di natale, che non fanno e non faranno parco, è demagogia.

    Si sprecheranno risorse; addirittura si rischia di incentivarne i futuri acquisti perché la mamma, innocente, sarà felice di acquistare l’alberello per il bambino sapendo che poi verrà piantato in un “parco” che mai diventerà parco.
    Quando invece gli alberi naturali non si dovrebbe usarli per tenerli in casa a Natale (in Italia ne importiamo milionate dall’Est Europa).

    Per amministrare si deve far uso del cranio e guardare all’utilità vera per la Comunità, non a scelte emozionali che captano consenso… e fanno spese e danni

    RE Q
  2. #2 scritto da alfonso il 7 gennaio 2014 11:40

    Città Ideale?
    Cosa c’è di ideale?

    Fare solo quello che si vuole e tutto quello che fanno gli altri non va bene?

    Chi amministra ha anche il diritto di sbagliare e fare contente le mamme.

    Può sostenere che la Terra è al centro e il Sole ci gira intorno.
    La democrazia da il potere a chi vince.

    Li lasci fare che arriveremo alla Terra che diventa piatta.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2014 12:26

    L’idea di una Terra centro dell’Universo è accattivante, alfonso.

    Anche vecchia di 2500 anni fa, durata fino a 300 anni fa.
    Tanto convincente che, anche contro l’evidenza ci fu chi continuò a sostenere la vecchia teoria.

    Il diritto di sbagliare preferiremmo che non ci fosse, soprattutto quando si amministrano soldi nostri.
    Purtroppo la possibilità di errore c’è sempre ed a quella si deve stare attenti cercando di correggersi.

    Quel che è certo è il diritto di critica e di replica, quello sì che è un diritto.
    Anzi un dovere!

    buona giornata

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 7 gennaio 2014 13:06

    Sarebbe stato utile un dibattito sul tema, con una replica nel merito che spiegasse come e perché l’idea avrebbe potuto funzionare contrariamente a quanto sostenuto da Saccavini (che, semplifico al massimo per chi ha, a quanto pare, difficoltà con la comprensione dell’Italiano, non è contro gli alberi in sé, ma contro lo spreco di denaro pubblico per un progetto che, secondo lui, ha scarse possibilità di riuscita).

    Questo se avessimo avuto un amministratore desideroso (e capace) di confrontarsi nel merito delle questioni; purtroppo il convento passa ben altro e allora ci dobbiamo accontentare di una sterile polemica basata sul nulla, perché quello che conta, alla fine, è solo l’effetto annuncio!

    Ci siamo già passati con la storia dei tablet e innumerevoli altre volte. Che dire …
    ha da passà ‘a nuttata

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2014 15:30

    Certo, rendere partecipi i Cittadini, far conoscere i perché delle scelte (o perché queste non devono essere fatte) è sempre utile e si può fare bene.
    Abbiamo i mezzi con la rete, che ci permettono di costruire una piazza virtuale, alla quale ancora oggi non sono molti i frequentatori abituali, ma certamente crescono.

    Invece si lavora ancora come cinquant’anni fa… le cose tenute nascoste, l’effetto annuncio guardando al risultato i ntermini di consenso….
    Ci vuole decisamente un cambio di marcia…. quando potremo partire sarà sempre buona cosa.
    Un passo avanti….

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2014 15:32

    Andrea,
    credo opportuno precisare che ciò che indica Saccavini non è un suo parere ma il risultato di un breve studio sul sistema “abetini di natale”, che a suo modo è una nicchia di mercato…

    RE Q
  7. #7 scritto da Flavio T. il 7 gennaio 2014 21:04

    Stia attento a farla troppo lunga,
    caro Saccavini,
    perchè gli studenti brillanti
    possono sempre dirle:
    “Si ricordi di spegnere la luce !”

    Salute, da Flavio !

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2014 21:17

    Buona sera e buon anno Flavio,

    Lo presa così sul sero che ho dato all’articolo un carattere lieve, direi gradevole.

    Una demagogia da dopo festività, quasi post prandiale.

    Se il pensiero viene stravolto è Città Ideale viene descritta come il desertificatore della pianura padana, i puntini sulle “i” diventa un atto di cortesia veso il lettore e chiarimento per i Citttadini.

    La luce, il ben dell’intelletto, cerchiamo di tenerlo acceso…. piuttosto che spento.

    non le pare?

    RE Q
  9. #9 scritto da Franco Gatti il 8 gennaio 2014 10:48

    Segnalo un interessante articolo sul sito della Provincia di Milano, nelle pagine dedicate al Parco Sud.

    Non è riferito specificatamente a Buccinasco, ma credo evidenzi alcuni aspetti importanti, ai quali forse la Amministrazione Comunale pro tempore potrebbe non avere rivolto la giusta attenzione.

    http://www.provincia.mi.it/parcosud/natura/carengione2.html

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 8 gennaio 2014 11:11

    Grazie Franco e molto interessante l’articoletto che propone,…

    ne riportiamo una parte per la sua attestazione che è coerente con l’articolo di Città Ideale (e viene dal sit odel parco sud!):

    Gli interventi di forestazione oggi vengono condotti, infatti, esclusivamente con specie autoctone e l’avanzare delle piante alloctone viene contrastato con speciali programmi di contenimento. La realizzazione di aree verdi con specie autoctone, oltre a favorire la biodiversità, facilita anche l’attecchimento e semplifica la manutenzione , abbassando i costi, in quanto la vegetazione autoctona si adatta meglio alla condizioni climatiche locali e tende a rinnovarsi e ad evolversi spontaneamente.

    Se si potesse parlarne prima, … prima degli annunci ad effetto….

    RE Q

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