La società civile rinnova la sinistra: ora tocca ai moderati

Sulla personalizzazione della politica, sul ridurre ad una persona le pulsioni profonde dei mutamenti sociali, non è il caso di approfondire. A personalizzare, semplificando molto, ci stanno pensando tutti i media, con l’obiettivo di metabolizzare uno scossone che, in queste dimensioni nessuno poteva attendersi. La società civile nelle primarie per indicare il segretario del PD ha compiuto una rivoluzione.

Personificata da Renzi, che dell’ondata è stato l’interprete. Che il PD fosse un partito vetero socialista dalle forti venature comuniste, blindato da un apparato che nella cooptazione (nella scelta dall’alto dei nuovi inserimenti), era visibile a tutti. Con l’esclusione degli interessati (che ne erano parte ma dovevano negarlo).

Come sempre  in questo mondo la costruzione granitica, fino all’ultimo giorno indistruttibile in apparenza, si è scoperta un solo involucro pieno d’aria. La manifestazione più eclatante la danno le regioni storicamente composte di “comunisti fino al midollo”, ove il PD non ha mai raccolto meno della metà dei voti. Ebbene qui le percentuali di Renzi hanno sfiorato l’80 percento schiacciando il candidato dell’apparato a poche briciole (cominciando da Bologna).

Che altro vuol dire ciò se non che il popolo rosso così esaltato dai media a cominciare dai suoi: l’Unità e Rai3, è cambiato profondamente ed ha detto basta? la società civile di ogni colore vive già fuori dalle incrostazioni stataliste dirigistiche e rifiuta, manda al macero chi la ha rappresentata fino a ieri. Ci vorrà tempo per metabolizzare questo cambiamento, che in Italia, buon ultimo paese in Europa, arriva ad una vita sociale che se non supera, metabolizza le classi e allo stesso tempo ne riconosce i ruoli.

Una bella prova di maturità dei Cittadini votanti, anche attratti dal personaggio, ma soprattutto capaci di cogliere l’urgenza del cambiamento nonostante l’asfissiante controllo sui media e la solita melina. Questa volta gli italiani hanno dimostrato una maturità davvero grande, esprimendosi in modo massiccio perché si voltasse pagina. Possiamo esserne orgogliosi.

E’ presto per dire cosa succederà, quali saranno le reazioni di un apparato che ha tuttora in mano le leve del potere interno, la maggioranza fra i parlamentari, le aziende pubbliche e l’alta dirigenza centrale. Potranno frenare ma saranno sempre più rifiutati dalla società: dopo la presa di coscienza di ieri, l’Italia di sinistra non tornerà indietro.

Potranno costruire un ridotto socialcomunista oggi  mal rappresentato da Vendola, ma non avranno più il potere di blocco, i sindacati sono destinati anch’essi a cambiare profondamente (non solo pelle). Domani è davvero un altro giorno. Un segnale che va al paese, che non riguarda solo la sinistra, ma tutti. Un segnale della società civile che riguarda tutti, compresa la grande area dei moderati.

Le elezioni di ieri sono un segnale chiaro a tutta l’area del centro destra. Si richiede un cambiamento e un coagularsi intorno a valori e metodi nuovi: Renzi e il suo risultato dimostra che anche qui i blocchi di potere hanno finito di funzionare. Non c’è più spazio per chi intende condividere di fatto la gestione recitando la quotidiana reciproca delegittimazione.

Venuto meno il blocco, apertasi una sinistra che come un partito socialdemocratico si rivolge a tutta la società, che intende proporsi a tutti, anche qui a destra è venuta l’ora di un rimescolamento profondo e un richiamo ai valori autentici di libertà d’iniziativa, di libero mercato, di meritocrazia, di un indirizzo che si propone a tutti i Cittadini, alla società intera. Ieri è suonata una campana; la più grande. Ci dice che la società è cambiata e ci  si deve rinnovare. Una stagione di speranze si è aperta anche a destra. Per tutto il Paese.

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 9 dicembre 2013 20:39

    Indubbiamente, il cambiamento dovrebbe essere radicale.
    Infatti, sorprende e non poco che un giovane di matrice “democristiana” possa essere assurto alla segreteria dello storico Partito Comunista Italiano

    RE Q
  2. #2 scritto da Rinaldo Sorgenti il 9 dicembre 2013 20:48

    Indubbiamente, il cambiamento dovrebbe essere radicale.
    Infatti, sorprende e non poco che un giovane di chiara matrice “democristiana” possa essere assurto alla segreteria dello storico PCI – Partito Comunista Italiano. In passato (anche non troppo lontano) questo sarebbe stato neppure immaginabile.
    Certo, ci hanno varie volte dimostrato in passato di puntare per altre cariche a personaggi che con il PCI avevano certo ben poco a che fare, ma mai la cosa sarebbe stata immaginabile per la segreteria (il fulcro del partito).

    Se questo vorrà davvero dire “rinnovamento”, ben venga, ma cautela vuole che si debba attendere gli eventi e … stare a vedere.

    E’ altrettanto logico che anche dalle altre componenti ci si attende un cambiamento e questo era stato anche definito per poi vedere uno strano “distinguo” ed una “scomposizione” che appare alquanto assurda.
    Anche qui, staremo a vedere.

    Nel frattempo, sempre più difficile immaginare che la situazione possa essere tenuta ferma a “marcire”, quando la Consulta ha chiaramente detto che la legge è “incostituzionale” e logicamente i suoi effetti derivati! Certo, difficile non ammettere che tutto questo è quantomeno “strano” che lo abbia fatto solo ora, dopo così lungo tempo!!! Ma, purtroppo, siamo ormai quasi “abituati” allo stravolgimento delle regole.

    Se ci fosse un minimo di serietà e coerenza, l’unica soluzione immediata sarebbe la definizione di un ristretto gruppo di “Saggi” per definire le regole elettorali immediate e ritornare al voto entro 90 gg. massimo, altrimenti è il perpetuarsi del ribaltamento delle regole a … convenienza!

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 9 dicembre 2013 21:11

    Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e affrontare il cambiamento della società civile.

    I Cittadini di area progressista hanno dato una dimostrazione evidente di maggiore corrispondenza all’evoluzione della società, rispetto al tran tran dell’apparato.

    I Cittadini hanno un potere: il voto.
    Con il voto si capovolge una montagna; possiamo farlo.

    RE Q
  4. #4 scritto da Flavio T. il 9 dicembre 2013 21:20

    Un liberale è sempre un liberale.
    Ripartiamo da ALI Alleanza Liberaldemocratica,
    per chi c’era, 30 NOV.
    Due leader, a vostra discrezione, Alessandro De Nicola ed Enrico Zanetti:
    https://www.facebook.com/alessandro.denicola.5?fref=ts
    https://www.facebook.com/enrico.zanetti.104?fref=ts

    Non ci spaventano le tante maschere in fila per M. Renzi:
    troverete tante maschere, ma un solo volto, sempre:
    il Vostro !

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 9 dicembre 2013 23:54

    Buona notte Rinaldo,

    Renzi avrà il suo bel daffare, con l’apparato.
    Un apprendistato nel quale si dimostrerà la stoffa del leader; deve rivoltare come un calzino, prima il suo apparato, poi l’insieme degli alti burocrati, costruire intese molto larghe sul suo progetto, ecc. mamma mia.

    Scommettere oggi sulla sua riuscita è questione che può interessare gli scommettitori.

    Ciò che rileva però, e che rimane: la prova di maturità dei quasi tre milioni di votanti che ha letteralmente voltato le spalle al vecchio partito e al suo apparato.

    Questo fa ben sperare…

    RE Q

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