Buccinasco: vicesindaco. Il suo agire, il che fare

La vicenda potrebbe definirsi umana, come tale può scivolare nel compassionevole, nel cercare una comprensione dell’agire che tende ad alleggerirla, fino quasi ad una assoluzione. A Città Ideale è già capitato di cogliere ed esprimere la comprensione verso un nostro ex  amministratore che si è trovato a subire eventi che erano tutti contro di lui. Ci sentiamo del tutto estranei allo sciacallaggio, all’aggiungere il nostro “crucifige”, quando mille d’altri  si esprimono con il pollice verso.

E’ inutile e ha un che di Maramaldo: il coraggio vile di infilare la spada alla gola al nemico già morente. Sono segnato dall’esperienza familiare: così ha vissuto l’Italia il 10 Giugno 1941 che dichiara guerra alla Francia (e agli alleati)  il giorno in cui il residuo comando militare d’Oltralpe lascia Parigi per trasferirsi a Vichy. Ho quasi bevuto col latte materno questa vergogna e credo di esserne vaccinato. Credo di poter dire che mi è impossibile essere Maramaldo; odiare  colui o coloro con cui è in essere un confronto.

Ciò detto però la valutazione di una situazione amministrativa, di uno (o più) politici locali ha un carattere che vede come priorità la corrispondenza al ruolo: l’autorevolezza di chi gestisce. Dovrebbe essere principio assoluto di chi su sua richiesta è stato collocato dai Cittadini in una posizione di responsabilità nel gestire la Casa Comune. In certe situazioni deve avere il senso civico del ruolo e sospendersi (oppure lasciare). Non è un optional, è un dovere.

Nelle vicende che hanno riguardato questi ultimi giorni vi sono aspetti che imbarazzano non poco.  Nell’adunanza consiliare aperta vi è chi ha accennato ad un precedente articolo di Città Ideale (aprile 2013) per dimostrare chissà quali macchinazioni… non si sa bene cosa. Non emerge nulla se non il fatto che il comportamento ostativo del vicesindaco rispetto alla sistemazione delle opere in casa risale a molti mesi addietro. Si veda l’articolo (VEDI). 

La notizia sulla DIA (dichiarazione inizio lavori o che altro modulo) che metteva in difficoltà il vicesindaco girava tranquillamente: entro il Municipio e non solo; ed era cosa nota.  Presumibilmente sarà venuta alle orecchie anche di Segretario e quindi Sindaco e giunta. In ogni caso erano mesi che si doveva sistemare la faccenda e nessuno intervenne. Giudicata questione personale?

Trattandosi di sole voci,  pur confermate da fonti diverse, senza elementi che comprovassero la situazione, ritenemmo giusto far conoscere che le notizie giravano. Un avviso più che bonario a  chi era nel potere d’intervenire, perché lo facesse senza trascinare la cosa, mettendo a posto quanto di dovere. Di dovere. Ecco i motivi di una descrizione scherzosa che poteva intendere in modo chiaro solo colui o coloro  che la questione la conoscevano. Oggi, dopo quanto è sopravvenuto, il raccontino favolistico è per tutti trasparente (Aprile 2013).

Col senno di poi, cosa c’è di meno che corretto e rispettoso, di profondamente civico in quell’articolo di Città Ideale? Nulla. Mentre la posizione del vicesindaco risulta aggravata dal tempo trascorso:  pervicacemente si è messo di traverso lasciando passare otto mesi. Ha così  inteso trasmettere un segnale di “potere” a tutto il Municipio: qualcosa del tipo: “qui comando io la legge sono io: le droit c’est moi” ?

Tanto più che Sindaco e Segretario sono sembrati  disattenti o disinformati sul tema, un lasciar fare che nell’ambiente ha il significato di indifferenza ma tale da poter essere inteso: qui comanda il vicesindaco. Crediamo che con la calma dovuta e la serena capacità di giudizio, superate le troppo emotive reazioni, la questione possa e debba essere valutata da tutti con serenità e coscienza, avendo a cuore l’interesse della Comunità.

Buccinasco proprio non ha bisogno di vivere un periodo indeterminato ove i maggiorenti pro tempore sono condizionati da questi fattori, con le mani virtualmente legate, con una autorevolezza ferita, che non si può ricostruire finché non se ne verrà fuori definitivamente. Il comunicato emesso dal Comune è frettoloso e autolesionista.  Una riflessione che dal vicesindaco si trasferisce a tutta la gestione.

La trasparenza che Città Ideale cerca di rendere operante in condizioni di difficoltà che tutti possono vedere, inizia a dare i suoi frutti. Amari in questo caso perché nessuno ne può essere felice, ma certamente un passo avanti perché si cominci ad uscire dalla definizione di Buccinasco: “luogo ove tutti gli amministratori adottano comportamenti superficiali, e non solo, circa il rispetto sostanziale delle regole”.

 

 PARTECIPAZIONE INFORMATA 

 TRASPARENZA  

PER UNA  DEMOCRAZIA VERA

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  1. #1 scritto da Roberto il 3 dicembre 2013 14:26

    Vox populi….

    Il mio vice sindaco è diverso, a lui se lo chiami alle 6 del mattino e hai una buona ragione per farlo ti ascolta.

    Il mio vice sindaco non ha un carattere facile e se ti deve mandare a quel paese lo fa, però è democratico e tratta tutti allo stesso modo, che tu sia il presidente della repubblica o l’extra comunitario che ti lava i vetri puliti al semaforo.

    Il mio vice sindaco è venuto a trovare mio figlio in ospedale e ha pianto con me. il mio vice sindaco raramente sta zitto ma quando sta zitto sai che ti ascolta veramente.

    Il mio vice sindaco anche quando è malato non si mette in malattia.

    Il mio vice sindaco ha fatto imbiancare la scuola, che adesso sembra veramente una bella scuola anche se è vecchia.

    Il mio vice sindaco quando gli mandano le lettere anonime fa finta di scherzarci su ma poi gli fa male dentro.

    Fuori dalla porta del mio vice sindaco ci sono le iene, però ci siamo anche noi che siamo tanti e che gli vogliamo bene.

    “Una mamma che sa”. (messaggio firmato)

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 3 dicembre 2013 14:49

    Caro Roberto,
    pubblichiamo senza problemi ciò che appare una mozione degli affetti, intrisa di emozioni anche semplici.

    Crediamo che possano esserci mamme “che sanno”, che fanno perfino tenerezza quando danno il merito al vicesindaco perché (con i soldi di noi Cittadini) ha fatto il suo elementare dovere di imbiancare la scuola, e lo ascrive a suo merito.

    Vede Roberto, il meta messaggio dello scritto è abbastanza scoperto e lascia trasparire il probabile ispiratore quando si manifesta la sua personalità: il rapporto d’odio verso coloro che non sono con loro.

    Diciamo che una mamma (soprattutto una “mamma che sa”) è improbabile che faccia uso del termine iene. Ancor meno che utilizzi la chiamata a sostegno del vicensindaco con “noi siamo tanti e gli vogliamo bene”).

    Poniamo comunque che siamo di fronte ad una mamma autentica che lascia a lei Roberto (presumiamo manoscritto) il messagigo firmato.

    Il tema di questo articolo è un altro e ce lo dicono coloro che hanon il compito di far rispettare le regole:

    A BUCCINASCO BISOGNA CHE COLORO CHE GESTISCONO IL COMUNE RISPETTINO LE REGOLE, PER TUTTI, SENZA FAVORITISMI PER NESSUNO.
    SOPRATTUTTO E ANCOR DI PIU’ QUANDO SI TRATTA DI FARE UN FAVORE A SE STESSI.

    Questo è il problema: la funzione degli amministratori.
    I quali possono essere severi con se stessi e con gli altri ma integerrimi: non conta la simpatia o la lacrima che scorre facile.
    L’umanità di chi ci sta intorno la si riconosce nel tempo, con le scelte che si fanno.

    Analisi priva d’odio o animosità: solo di dovere e amore per la Comunità.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 3 dicembre 2013 15:09

    Commenti due, Roberto:

    La mentalità, l’atteggiamento che viene rappresentato dalla “mamma che sa”, è l’immagine di come certo modo di far politica intende la partecipazione dei Cittadini-elettori: emozionale, “di pancia” come si dice oggi.

    Trattati come sempliciotti che esprimono adesioni sull’onda di una emozione, di istintività.
    Non che questo aspetto sia da abolire, ma deve essere molto temperato, autocritico e critico verso chi ci amministra.

    Se la “mamma che sa”, posto che non sia virtuale, ci sta leggendo, speriamo che comprenda l’importanza di una scelta innanzitutto basata sui valori etici.

    Prima di tutto il nostro amministratore deve essere integerrimo; questa è una premessa e condizione assoluta.
    Non deve essere il tribunale a definire la condizione, ma la rettitudine dei comportamenti, la capacità di autocorreggersi quando necessario, la disponibilità in qualsiasi momento a ritornare alle proprie occupazioni al termine del mandato o quando questo nel suo esercizio mostrasse ombre…

    Solo nel nostro parlamento la perdita del ruolo è definita da una legge!!
    Cosa assurda perché ne discende: finché non giunto alla fine dell’iter legislativo, l’incarico diventa un diritto!!!
    Una delle nostre vergogne, fra le più madornali.

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 3 dicembre 2013 17:27

    Ma è tratto dal libro “Io speriamo che me la cavo”?

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 3 dicembre 2013 18:14

    Il paragone e simpatico, Andrea ma presta il fianco a critiche…

    “la mamma che sa”, oltre a conoscere nei dettagli personali la vita del vicesindaco ha anche un buon uso della lingua italiana.
    Ecco. questa è un’altra delle tipicità che rendono la lettera una probabile trascrizione (come all’epoca delle mamme analfabete diffuse che si rivolgevano agli scrivani per dettare le lettere da inviare al figlio in guerra), più che un autentico moto dal profondo del cuore.
    Trascrizione oppure la “mamma che sa” è un alias, come la divenuta famosa “casalinga di Voghera”, che inviò negli anni sessanta al Corriere una lettera, il cui autore era in mondo anche evidente, un letterato.

    Infatti si chiamava Alberto Arbasino (che infatti a Voghera è nato e forse ancora lì vive).

    Mentre la “casalinga di Voghera” è diventata una espressione idiomatica di persona semplice ma dalle convinzioni ricche di buon senso.

    RE Q

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