Farmacia: conti che non sono chiari

Andrea Dalseno ha fatto miracoli di impegno e di analisi, in qualche ora dopo che i documenti sono stati resi disponibili.  Tutti noi gli dobbiamo essere grati: lettori e Cittadini.

Tuttavia: il tempo ristrettissimo, l’assenza di qualsiasi spiegazione ai Cittadini, la presentazione in delibera di una variazione di bilancio che non si è potuto seriamente esaminare… sono una patente denuncia di oscurità e fastidio verso gli elettori Cittadini. Ricordiamolo quando sarà il momento.

ANALISI DELLA PROPOSTA DI VARIAZIONE BILANCIO ASB

Nel Consiglio Comunale di questa sera (martedì 26 novembre 2013), si parlerà di ASB. La delibera si propone di verificare l’andamento della gestione della farmacia alla luce delle innovazioni introdotte ad aprile: applicazione, in via sperimentale, a partire dal 1° giugno, dell’orario esteso (apertura serale e festiva) e del pagamento da parte di ASB al Comune di determinate somme per il comodato dei locali e per i servizi resi.

In primo luogo ci duole constatare che tale delibera, che avrebbe, come vedrete, meritato serie e approfondite riflessioni, non sia mai passata dalla Commissione Bilancio, e, secondariamente, che i documenti siano stati pubblicati sul sito del Comune con gravissimo ritardo (poche ore prima del Consiglio stesso). Non è il modo di procedere! Siamo lontani anni luce dal concetto di trasparenza e si rende molto più impervia la discussione in Consiglio.

Il bilancio preventivo di ASB per il 2013 era stato presentato a gennaio e riportava i seguenti dati:

Vendite € 1.370.000 100,00 %
Costo del venduto € 1.000.000 72,99 %
Margine € 370.000 27,01 %
Costo del Personale € 247.000 18,03 %
Spese Amministrative € 30.000 2,19 %
Affitto € 24.000 1,75 %
Altri Costi € 48.500 3,54 %
Totale Costi € 1.349.500 98,50 %
Utile ante imposte € 20.500 1,50 %

Ad aprile venne presentata, insieme al bilancio 2012, la prima variazione del bilancio previsionale 2013 che teneva conto delle novità sopra citate. Vediamo in cosa consisteva la variazione proposta:

Voce Importo % vend. Variaz. %
Vendite

€ 1.570.000

100,00 %

+ 14,60 %

Costo del venduto

€ 1.140.000

72,61 %

+ 14,00 %

Margine

€ 430.000

27,39 %

+ 16,22 %

Costo del Personale

€ 272.000

17,32 %

+ 10,12 %

Spese Amministrative € 30.000 1,91 % 0,00 %
Corrisp. al Comune € 44.000 2,80 % + 83,33 %
Altri Costi € 48.500 3,54 % 0,00 %
Totale Costi € 1.534.500 97,74 % + 13,71 %
Utile ante imposte € 35.500 2,26 % + 73, 17 %

Analizziamo brevemente il contenuto della variazione: si ipotizzava, grazie al servizio sperimentale con apertura serale e festiva, un sensibile aumento dei ricavi (del 14,6 % pari a € 200.000), un conseguente aumento del costo del venduto con un leggero aumento del margine di gestione che passava dal 27,01 % al 27,39 % a fronte di un aumento delle spese per il personale (per garantire il servizio sperimentale) di € 25.000 (da 247.000 a 272.000). Il contributo a favore del Comune passava da € 24.000 (genericamente indicati come affitti) a € 44.000 che comprendono sia l’affitto che i servizi. L’utile (lordo) era previsto in aumento (+ 73,17%) per effetto dell’incremento delle vendite e del miglioramento del margine di gestione.

Fu immediatamente fatto notare che, visti i dati del bilancio 2012 che mostravano vendite in calo rispetto all’anno precedente, già il bilancio previsionale di gennaio sembrava alquanto ottimistico, con una previsione dell’inversione del trend e un leggero aumento delle vendite! Dopodiché, visto che si era alla fine di aprile, furono chiesti i dati di vendita dei primi tre mesi del 2013 così da poter esprimere una valutazione più ragionata: tali dati non furono forniti! Di fatto, grazie a “soli” 25.000 euro di costi aggiuntivi per il personale, si portavano a casa ben 200.000 euro in più di ricavi che, essendo il margine sul venduto stimato in 27,39%, rappresentavano circa 54.800 euro. Insomma un’operazione che ci permetteva di poter contare su quasi 30.000 euro in più!

Vediamo com’è andata e cosa contiene la variazione oggi in discussione:

Voce Importo % vend. Variaz. %
Vendite

€ 1.450.000

100,00 %

- 7,64 %

Costo del venduto

€ 1.020.800

70,40 %

- 10,46 %

Margine

€ 429.200

29,60 %

- 0,80 %

Costo del Personale/Prof.

€ 292.000

20,14 %

+ 7,35 %

Spese Amministrative

€ 26.000

1,79 %

- 13,33 %

Corrisp. al Comune

€ 44.000

3,03 %

0,00 %

Altri Costi

€ 58.000

4,00 %

+ 19,59 %

Totale Costi

€ 1.440.800

99,37 %

- 6,11 %

Utile ante prov. Straord.

€ 9.200

0,63 %

- 74,08 %

Proventi Straordinari

€ 10.407

Utile ante imposte

€ 19.607

Dunque, la previsione delle vendite è stata ridotta di  € 120.000 e il costo del Personale e/o Professionisti è aumentato di altri € 20.000!!!! Per cui, rispetto alla previsione di gennaio le vendite aumentano di soli € 80.000 (da 1,37 Mil. a 1,45 Mil.) e i costi del personale aumentano di € 45.000 (da 247.000 a 292.000). Si stima, però (ma, come vedremo più avanti, il dato è da sottoporre a verifica perché non risulta chiaro), che il margine del venduto presenti un sensibile aumento passando dal 27,01% previsto a gennaio al 29,60 % previsto a novembre! Quasi un miglioramento del 10% in termini relativi. Wow! O forse no? Vedremo. Per ora concentriamoci sull’apertura sperimentale: dunque rispetto a gennaio si hanno 80.000 in più di ricavi che, pur prendendo il nuovo generoso margine del venduto (miglioramento indipendente dal servizio sperimentale), producono un beneficio di € 23.680 a fronte di maggiori oneri per il personale di € 45.000!!! Una perdita secca di oltre 21.000 euro invece di un guadagno sperato di € 30.000!!!! Stando così le cose (perché questi sono i numeri che hanno presentato) il giudizio appare scontato!!!!!

Analizziamo un po’ più in dettaglio il prospetto della variazione e i numeri forniti (con il confronto dei primi nove mesi dell’anno corrente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il 2012).  Sarebbero opportuni dei chiarimenti in merito a:

1)    Perché l’analisi, mai passata in Commissione, arriva solo ora, a fine novembre, e non, come sarebbe stato logico e opportuno, visto che si riferisce alla chiusura del mese di settembre, a fine ottobre? Perché visto il ritardo non sono stati inseriti nel prospetto anche i dati relativi all’andamento di ottobre? Tali dati si sarebbero rivelati quanto mai utili al fine di poter esprimere un giudizio ponderato sulle previsioni effettuate! Perché il Consiglio è chiamato a votare, cioè a esprimere un parere (che deve essere fondato), sulla delibera presentata e non ad assistere a una semplice presentazione!

2)    Il bilancio previsionale mostra uno scollamento di 120.000 euro rispetto al preventivo approvato solo sette mesi fa! Una variazione del 7,6%!

  1. Come mai questa differenza così significativa in un lasso di tempo così breve? E’ l’iniziativa che si è rivelata un fiasco o era la previsione a essere inattendibile?
  2. Quali erano i dati delle vendite dei primi tre mesi del 2013 che in occasione della variazione di aprile non sono stati forniti?
  3. E quelli dei primi cinque mesi del 2013, cioè il periodo precedente la partenza dell’iniziativa sperimentale?
  4. Quali sono i dati relativi al mese di ottobre? Tali valori sono necessari per stimare l’attendibilità delle previsioni per l’anno in corso e per determinare con più precisione il differenziale di vendite medio derivante dall’apertura sperimentale, essendo il dato delle vendite di agosto sui generis.
  5. Come si può esprimere in giudizio in merito alla nuova iniziativa, se non si è in grado di stimare quale sia il reale apporto ai ricavi delle aperture sperimentali rispetto al trend atteso in assenza di tale apertura?
  6. Il dato previsionale di gennaio che stimava le vendite pari a € 1.370.000 era attendibile o era campato in aria?

3)    Costo del personale (dipendente e/o professionisti).

  1. Perché il costo del personale, nel complesso, è aumentato di 45.000 anziché dei 25.000 previsti? Stiamo parlando di un errore previsionale pari all’80%!!!
  2. Perché il costo del personale dipendente è diminuito, rispetto alla previsione di gennaio, di € 27.000?
  3. Perché, domanda strettamente correlata alle due precedenti, il costo dei professionisti ammonta a € 72.000 anziché a € 25.000 come previsto?

4)    Margine di gestione (vendite – costo del venduto):

  1. Positivo il miglioramento del margine di gestione (ammesso che sia reale, come evidenziato più avanti), ma qual è il benchmark di riferimento? Si può avere il dato scomposto tra vendite e margini SSN, vendite e margini dei prodotti non a carico del SSN, numero di ricette esitate, valore medio per ricetta, margine medio per ricetta con i rispettivi parametri di riferimento?
  2. Nel 2012 i ricavi annuali sono stati pari a € 1.297.612 e il costo del venduto è stato pari 947.277. Per i primi nove mesi si riporta che i ricavi 2012 sono stati pari a 981.562 e il costo del venduto è stato pari a 699.983 (714.668 – 14.685 di variazione delle rimanenze, che, stando ai dati sono aumentate! Giusto?). Infatti, correttamente, si riporta, a pagina 8 del prospetto, che la differenza dei ricavi per gli ultimi tre mesi è di € 316.050 (1.297.612 – 981.562), però per il costo del venduto si tiene conto del valore di € 714.668 (cioè il valore al netto della variazione delle rimanenze) e non del valore complessivo di € 699.983 usato per calcolare il margine medio! Perché questa dicotomia? Se si usa il valore del costo del venduto di € 714.668, allora il margine risulta pari al 27,2%, sostanzialmente il linea con l’anno precedente! Si richiede dettagliata spiegazione! Anche perché se il dato fosse di € 699.983 vorrebbe dire che negli ultimi tre mesi del 2012 il costo del venduto sarebbe stato pari a € 247.294 (947.277 – 699.983) con un margine di solo il 21,75% (essendo le vendite pari a € 316.050; 316.050 – 247.294 = 68.756 -> 68.756/316.050 = 21,75%) il che appare assurdo! Cosa c’è che non quadra?

5)    Nel bilancio ci sono 32.000 euro di servizi amministrativi del comune; 26.000 euro di spese amministrative; 15.000 euro di consulenze amministrative e paghe! In totale 73.000 euro di servizi! A cosa corrispondono queste voci? Si possono ridurre? Spese amministrative e consulenze per 41.000, cioè circa 3.500 euro al mese, non sembrano eccessive?

6)    Definire il servizio in attivo perché, giustamente e correttamente, paga per i beni e i servizi (affitti, utenze, etc.) di cui usufruisce non appare corretto! O tali voci sono impropriamente indicate a bilancio, e allora andrebbero rimosse, o corrispondono a servizi resi e allora è necessario tenerne conto, senza troppi giri di parole.

7)    Si potrebbe avere una spiegazione dei 15.000 euro di spese straordinarie?

8)     Si può dire che quest’anno si chiuderà, forse, in utile grazie al provento straordinario (e non ripetibile) di 10.407 euro? Si può avere una spiegazione dettagliata di questa voce?

9)    Essendo ormai a fine novembre non c’è una previsione per il 2014? Cosa dobbiamo attenderci per l’anno prossimo?

10)   Se e quando verrà presa la decisione definitiva sul prolungamento o la cessazione del servizio sperimentale?

Come si è potuto vedere, di argomenti degni di approfondimento ce ne sono parecchi (forse ora ci si rende conto di quanto sarebbe stato utile un passaggio in Commissione) e, in mancanza di precise e puntuali riposte e dati certi e chiari (che dubito possano essere presentati, puntualmente illustrati e compresi dai Consiglieri nel breve lasso di tempo della discussione sul punto), credo che l’unica possibilità sia quella del voto contrario o, al limite, dell’astensione!

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  1. #1 scritto da Dezio il 26 novembre 2013 17:12

    Annoso problema quello delle Farmacie Comunali, al punto che molti comuni – anche lombardi – hanno deciso di venderle al miglior offerente.

    La sensazione è che a capo di tali strutture vengano poste professionalità che con il mondo della salute hanno poco a che fare, ma politicamente ben messe.

    A parte le considerazioni sulla gestione dell’unica sede di Via Marzabotto, mi chiedo che fine hanno fatto le promesse sedi di Milano Più (in base all’accordo stipulato con i costruttori di Nova Terra) e quella in Via Don Minzoni.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 26 novembre 2013 17:23

    La faccina, in realtà, dovrebbe essere il punto 8 che wordpress ha interpretato come se fosse un emoticon.
    Nello specifico la delibera parla di (VEDI):

    figura, tra gli oneri straordinari, l’importo di € 10.407,00 per costi capitalizzati di anni precedenti e non completamente ammortizzati per dismissione attività (Orti, Musica, Inglese); tale voce è stata inserita nella proposta di variazione di bilancio alla voce “Recupero oneri straordinari per dismissione attività”.

    Solo che tale voce, nel prospetto di pagina 9, viene inserita tra i ricavi, che passano da € 1.450.000 a € 1.460.407 e non tra i costi! Si tratta di costi o di ricavi???

    C’è una bella differenza!

    Se quella voce viene spostata dai ricavi ai costi, il risultato di bilancio prima delle imposte chiude in perdita e non in utile (a meno che non sia già compresa tra i proventi straordinari).

    Per chi volesse consultare i prospetti dai quali i dati sono stati presi li trova qui:
    - ASB Bilancio previsionale gennaio 2013 (VEDI)
    - ASB Bilancio aggiornamento aprile 2013 (VEDI)

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 26 novembre 2013 17:32

    Per quanto riguarda l’ultima pagina del prospetto, che preannuncia l’apertura nel 2014 di una nuova farmacia, senza alcun dato e/o studio a supporto della decisione (nonostante il Consigliere Cortiana avesse suggerito di farlo già ad aprile!), mi preme far luce sulla seguente frase:

    Tutte queste spese (il costo del personale e degli arredi nda) saranno poste a carico dell’Azienda e saranno finanziate con i proventi derivanti dalla nuova attività.

    Sarebbe possibile sapere di quali proventi si parla?
    Sulla base di cosa si afferma che ci saranno dei proventi e non delle perdite?

    Visto che ad aprile si prospettava un utile di quasi 30.000 euro dall’apertura straordinaria e, invece, ora sembra che si debba registrare una perdita secca di 21.000 euro, qualche dubbio è lecito, o no?

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 26 novembre 2013 18:14

    Dezio buona sera,
    Città Ideale si è permessa di porre in evidenza una osservazione che troviamo appropriata.
    Quanto all’evoluzione del sistema farmaceutico, questo sta registrando una fase di contrazione sensibile nella marginalità e lo spazio per le gestioni comunali si contrae.
    Queste ultime hanno minori capacità reattive nell’individuare spazi complementari di business, che invece stanno attuando non poche strutture articolate sempre più vicine a sistemi da grande distribuzione).

    Quanto alla farmacia legata a Nova Terra, sono intervenuti cambiamenti gestionali riguardo alla proprietà ancora formalmente in capo a Unicredit Leasing. Ciò ha generato uno slittamento dell’operazione, che dovrebbe trovare la sua conclusione entro qualche mese (compresa quindi la realizzazione della farmacia).

    buona serata

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 26 novembre 2013 18:19

    Stasera riceveremo le spiegazioni dovute, Andrea?

    Auguriamoci di sì, speriamo che si possa averle…
    l’intenzione sembrerebbe quella di chiudere in fretta la partita andando al voto.

    Già l’inizio del Consiglio è previsto sul tardino rispetto al solito… (20.30.. con il solito quarto d’ora non accademico)

    staremo a vedere…

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 26 novembre 2013 19:03

    Sig. Dezio, il problema non è tanto delle “promesse” nuove farmacie, una delle quali, forse, di prossima apertura, come specificato nell’ultima pagina dell’allegato alla delibera e l’altra, come spiegato da Saccavini, in via di realizzazione, ma capire se l’apertura di due nuove sedi porterà dei benefici economici o si rivelerà un buco di bilancio!!!

    E’ ovvio che l’apertura di due nuovi punti vendita non sortirà l’effetto magico di aumentare il consumo di farmaci sul territorio (o lo farà in misura relativamente modesta) e occorre ponderare la capacità di attrarre clienti dai comuni limitrofi e metterla in relazione con la suddivisione del fatturato attuale (e di quello prospettico) su un più ampio numero di punti vendita, con conseguente diminuzione del fatturato medio per farmacia.

    Vista la presenza di costi fissi abbastanza marcata, i fatturati produrranno margini sufficienti a coprire i suddetti costi o le farmacie risulteranno in perdita?

    Tanto per chiarirci, stando ai margini storici (circa il 27%) e ai costi preventivati prima dell’ampliamento dell’orario (il bilancio preventivo di gennaio, per capirci, con l’aggiunta del contributo per i servizi comunali), la farmacia comunale di Via Marzabotto, aveva bisogno di un fatturato almeno pari a 1,37 milioni di euro per pareggiare i conti!

    Se il fatturato dovesse calare sotto tale soglia si andrebbe in perdita!
    Ad oggi non abbiamo avuto modo di visionare nessuno studio che suffragasse l’iniziativa!

    Quello che deve essere chiaro è che aprire una nuova farmacia (una comunale in particolare), oggi come oggi, non è affatto sinonimo di utili a pioggia!!!

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 26 novembre 2013 20:53

    Come d’uso, in questa fase di incertezza del mercato e di nuove aperture, gli obiettivi (i target) dovrebbero ancorarsi al primo margine più che al fatturato…

    Questa analisi di Andrea è insistentemente manageriale; diremmo cocciutaggine, ma sana, forte attenzione all’equilibrio di gestione.

    I nostri attuali amministratori hanno le basi per poter ragionare in termini di impresa, di gestione sana delle risorse (che sono le nostre tasse)?

    questa la domanda da porsi, a questa si deve rispondere…

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 27 novembre 2013 10:45

    L’Assessore Baldassarre ieri sera ha fatto una serie di interventi che mi hanno lasciato qualche perplessità:

    1) Ha parlato del senso della delibera che è stato frainteso. La delibera aveva l’obiettivo di approvare l’allegato aggiornamento del Piano di Programma e del Bilancio Preventivo 2013-2015 dell’Azienda Speciale di Buccinasco.
    Se intendeva solo fare una relazione sull’andamento della gestione poteva farla senza bisogno di presentare una delibera che poi andava votata!

    Se si deve procedere col voto su qualche argomento occorre farlo avendo chiaro cosa si sta votando, come e perché.

    Nel primo caso (una relazione) io racconto e tu ascolti, nel secondo ti sottopongo un testo e ti chiedo di approvarlo o rifiutarlo, ergo ti devo mettere in condizione di esprimere un parere motivato!

    2) Nello specifico mi rallegro del fatto che per l’Assessore le variazioni siano state di piccola entità e non tali da creare preoccupazioni.

    Certo, lo scostamento sul risultato è stato di un paio di decine di migliaia di euro, in fondo poca cosa; se non che il risultato finale di ASB è di un paio di decine di migliaia di euro per cui una tale variazione vuol dire passare da un utile pur modesto a un sostanziale pareggio o peggio a una perdita.

    Se questo poi, per l’imprenditore pubblico, non fa alcuna differenza è un altro discorso.
    3) Non ho capito il discorso degli oneri portati a ricavo perché il Comune li deve versare ad ASB, ma è stato un accenno.
    Spero verrà chiarito più avanti.

    4) Si è fatto riferimento in più di un’occasione ai dati a fine ottobre, senza presentarli chiaramente.
    Ascoltiamo con interesse, ma la chiarezza espositiva ne risente e non poco.
    Se l’obiettivo è quello di creare confusione ci può anche stare, ma se l’obiettivo è quello di migliorare la comprensione allora non ci siamo!

    5) Fiorello Cortiana ha giustamente ricordato all’Assessore che le legge permette l’apertura di una nuova farmacia NON che obbliga a farlo!

    Si tratta, quindi, di una scelta che andrebbe ponderata e, possibilmente, comparata con soluzioni alternative al fine di massimizzare il ritorno.

    Purtroppo, invece, mi pare si sia già entrati nel tunnel del “non si poteva fare altro!” per cui la farmacia si DEVE aprire!
    Si DEVE perché la consegnano!
    NO!!!

    Viene consegnato un locale che può essere utilizzato per la farmacia, ma che potrebbe anche avere altri impieghi!
    Si DEVE perché ci sono degli ambulatori medici … ma è la farmacia che trae beneficio dalla presenza degli studi medici o, come è sembrato, è il contrario, cioè la farmacia che deve fare da traino agli studi?

    Stiamo parlando di un’operazione commerciale (la farmacia) o di un’operazione immobiliare (affitto degli studi)?
    O di entrambi?
    Si DEVE aprire la farmacia perché la legge mi dice che posso farlo.
    Appunto che PUOI, non devi! Lo fai se ritieni che convenga.

    Per inciso, nessuno si attende che ci presenti dei conti che danno l’esercizio in utile fin dal primo anno, ma che venga fatto un business plan pluriennale che supporti la decisione e qui iniziano le perplessità!!!!

    Perché sette mesi fa ci hanno illustrato una previsione, collegata al prolungamento dell’orario della farmacia, che indicava maggiori ricavi per 200.000 euro a fronte di maggiori costi per 25.000.

    Oggi, solo sette mesi dopo, ci dicono che la previsione non si è rivelata attendibile e che i ricavi saranno di 120.000 euro più bassi (con un errore del 60%) e i costi saranno di 20.000 euro più alti (con un errore dell’80%).
    Su queste basi fidarsi di previsioni pluriennali appare assai arduo, o no?

    6) Sempre in tema di nuova farmacia è stato fatto un lungo preambolo per indicare la necessità di procedere, legge di stabilità permettendo, con una nuova assunzione per il direttore della nuova farmacia. Mi chiedo e chiedo all’assessore: ma uno dei farmacisti che sono già dipendenti della farmacia non può essere trasferito nella nuova con l’incarico di direttore?

    Magari non si potrà, non avrà le qualifiche e le competenze necessarie, ma questa dovrebbe essere la prima opzione da prendere in considerazione, a mio avviso!

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 27 novembre 2013 11:22

    Caro Andrea,
    la illustrazione dell’assessore, da camomilla tanto soporifero l’eloquio e i contenuti, denuncia la poco conciliabile visione dell’amministratore pubblico cui interessa innanzitutto e sopra tutto erogare servizi al Cittadino-Elettore, cui attribuisce il senso di “servizio sociale”.
    Priorità che è anche convenienza e mette in secondo piano l’effetto sull’uiso dei nostri danari a loro affidati (danari di noi Cittadini).

    Come può conciliarsi questa visione con quella di un delegato che deve rendicontare l’utilizzo e l’efficacia economica e prospettica della sua azione, che quando vede spese maggiori delle entrate. per definzione VEDE ROSSO… vede i danari dei Cittadini-contribuenti male impiegati?

    Da questa descrizione-rappresentazione di ieri sera, se si va a ben vedere, moltiplicata per centinaia di migliaia di altre decisioni prese per costruire consenso, per l’”utilità sociale” dei danari buttati letteralmente via (a coprire anche coloro che ne hanno tratto utilità personale), è da questo modo di pensare che si manifesta la montagna di debito pubblico (che vuole poi dire debito personale di ciascuno di noi Cittadini, neonati o centenari).

    Debito che ci sta mandando in rovina, mentre costoro (non il solo assessore, non i soli amministratori di Buccinasco) continuano soporificamente a insegnarci il loro intento “sociale”, la loro missione…

    Meriterebbero un monumento ciascuno di essi, ritengono loro (solo che ci hanno lasciato troppi debiti perché si possa realizzarlo).

    La manfrina sulla scuola e l’attenzione alle categorie da supportare: cosa davvero strategica e importantissima perché gli handicap non sono una condanna e possono davvero essere fortemente atteuati o superati del tutto.

    Non così come illustrato. Un vorrei ma non posso: spendere qualcosa ma poco, con una struttura che forse va bene, che farà del suo meglio ma è chiaramente insufficiente rispetto alle esigenze.

    Un’altra spesa della quale si misura concretamente il costo, con i dubbi ripetuti di insufficienza e modestia di risultati.
    Però è una “spesa sociale”, risorse destinate ad un struttura “sociale”.
    Questo tranquillizza la loro coscienza, conforta la loro decisione (sia pure coscienti della situazione che generano).
    Si aspettano consenso…. e via così….

    Che i nostri lettori ci riflettano, che si diffonda la cultura della serietà e dell’efficienza, del coinvolgimento e della partecipazione.

    Che questo vecchio mondo che sa di primo novecento o tardo ottocento deamicisiano (nella sua lettura gozzaniana), sia finalmente lasciato con le vecchie cose che non servono più e tanto male ci ha fatto, tanto ce ne sta facendo ancora oggi.

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 27 novembre 2013 15:31

    La questione non è essere favorevoli o contrari all’apertura di una nuova farmacia o al prolungamento dell’orario, ma capire se queste iniziative sono produttive o meno e in che misura!

    La farmacia comunale di Buccinasco ha un fatturato di 1,45 milioni (previsione 2013) e produrrà, forse, un utile netto, depurato delle poste straordinarie, di poche migliaia di euro.
    Posto che sul mercato la farmacia avrebbe un valore superiore al milione di euro, stiamo parlando di una redditività misurabile in qualche punto per mille, un valore risibile per un’attività imprenditoriale, cioè uno spreco di risorse.

    Se, come ha evidenziato Saccavini, moltiplichiamo questa logica, e questo spreco, per le molteplici iniziative realizzate dal Comune (e per le migliaia di comuni, province, regioni, stato etc. etc.), si capisce come sia possibile avere un paese in cui lo Stato pesa per il 50% del PIL, produce servizi mediocri e si trova sulle spalle un debito che non fa che gonfiarsi!

    RE Q
  11. #11 scritto da Andrea D. il 5 dicembre 2013 18:30

    Capolavoro di “comunicazione politica” nel numero di dicembre di Buccinasco Informazioni. In prima pagina un’articolo dedicato a ASB che inizia così (VEDI):

    Nel corso dell’anno l’amministrazione dell’Azienda Speciale Buccinasco, che gestisce la farmacia comunale di via Marzabotto, ha rispettato le previsioni iniziali sia nelle entrate che nelle spese per merito della capacità degli uffici di compiere stime numeriche su fatti amministrativi.

    Come abbiamo visto la previsione di maggior incassi derivanti dall’attivazione dell’orario esteso (stime fatte sette mesi fa!) è stata errata per 120.000 euro (in meno) sui 200.000 previsti, con un tasso di errore del 60%, mentre quella dei costi è stata sbagliata di 20.000 (in più) su una previsione di 25.000, con un tasso di errore di ben l’80%! Questo grazie alla capacità degli uffici di compiere stime numeriche sui fatti amministrativi.

    Non oso immaginare cosa sarebbe successo se fossero stati incompetenti!

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 5 dicembre 2013 21:13

    Dobbiamo essere calmi e didattici Andrea, scegliere la spiegazione piana e calma,

    perché le scelte prese e quelle in cantiere, trascorsi alcuni mesi, stanno manifestando la precaria capacità di analisi e di decisione.

    Siamo su ASB e parliamo di una causa promossa dal precedente dirigente contro il Comune (del quale non è allegato il contenuto) che però, solo per il costo di difesa costa per spese legali 12mila euro); speriamo che non si riesca soccombenti perché le spese sono robuste e certamente legate alla dimensione delle pretese del medesimo.
    Facciamo 100 mila o 150mila?

    Ecco: se il Comune finisse col dover pagare, non è il caso che la struttura faccia fare una bella indagine per capire chi ha sbagliato e dove, chi deve rispondere?
    C’è sempre una prima volta… vogliamo cominciare?

    RE Q

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