Buccinasco e Nando Dalla Chiesa: un chiodo fisso

Fra le infinite barzellette sui Carabinieri (che velano la profonda stima, direi l’affetto verso la Benemerita) ricordo fin da piccolo la battuta: “l’esame principale per gli aspiranti  è la prova del chiodo: riuscire a ficcarlo nel legno a colpi di testa”.  Nando Dalla Chiesa è stimato professore universitario; non è carabiniere, ma riguardo a Buccinasco il chiodo sembra dimostrare d’averlo.

Se ne esce,  il professore,  con un articolo su  “I Siciliani giovani”  (VEDI) nel quale approfitta dell’avviso di garanzia giunto al Sindaco e suo vice per partire in quarta e mettere in un solo calderone tutte le amministrazioni succedutesi a Buccinasco.  Il lettore può arrivare a ritenere l’intera Buccinasco. Quasi trentamila abitanti. Cita cose corrispondenti al  vero (o quasi) , che qui riprendiamo:

Chi la governa oggi da “rinnovatore” l’ha già governata quando l’impresa del clan Barbaro veniva definita su carta intestata del Comune “ditta di fiducia”.

“Rino Pruiti … ha approfittato delle sentenze di cassazione per far sapere che quelle sentenze “mettono in mostra i limiti della magistratura milanese”. Che evidentemente ha preso lucciole per lanterne (la Magistratura, ndr).”

“..minacce di querele verso chi vede sul posto la presenza della ‘ndrangheta (compresa la commissione parlamentare d’inchiesta rifiuti) … sforzo quasi patetico di voler apparire alla testa della lotta alla mafia”

“..ultime incredibili minacce allusive dell’attuale giovane presidente del consiglio comunale, che fa sapere – a mo’ di rappresaglia -  che fra breve racconterà ciò che ha visto nei suoi anni di militanza (in Libera? Ndr) Come lo chiamereste questo tipo di linguaggio?”

Con le citazioni credo che può bastare. In premessa naturalmente la pasticciata comunicazione dell’avviso di garanzia. Per Città Ideale queste bordate sono del tutto fuori luogo. Mentre c’è del vero su un precedente apprendistato amministrativo in una non felice giunta “progressista” che ci ha lasciato un complesso residenziale carico di incongruità e problemi, descrivere gli  “avvisati” come contigui al sistema antistato è un errore serio, che non aiuta a chiarire ma anzi intorbida le acque.

Proviamo ancora a spiegare e cercare di far capire, al figlio del compianto Generale e allo stuolo di columnist della ‘ndrangheta, della malavita organizzata, ciò che non funziona. Dire che la ‘ndrangheta è a Buccinasco non significa nulla: vi risiedono personaggi storici dell’ondata anni sessanta e settanta. Qui come altrove, nel Nord come nel Sud, ove intendono risiedere. Se godono dei diritti civili possono risiedere dove vogliono: lo stabilisce la Costituzione. Non ci si può far nulla.

Quanto all’antistato come sistema, gli affari sono intervenuti alla grande negli anni settanta, ottanta e novanta, per la semplice ragione che con la crescita della città sono cresciuti gli imprenditori più o meno contigui, con amministrazioni più o meno contigue o succubi. Quel periodo massivo e pericoloso è andato scemando e può dirsi concluso all’inizio degli anni duemila.

A Buccinasco non si costruisce più. Non c’è più movimento terra, quale tipo di affari potranno mai trattare i “manager con la P38″ dell’antistato ?  E’ possibile che vengano trattate partite di stupefacenti all’ingrosso? Possibile, come in qualsiasi luogo, dall’Alpi al Lilibeo. Su cui le amministrazioni locali non possono far altro che vigilare sul sociale.  Il controllo del territorio è efficace; non vi sono aree di degrado. Prospera a Buccinasco una attività associativa intensa e partecipe. I Cittadini non sono soli.

Quale è mai lo scopo, l’utilità di una lotta all’antistato che vede in Buccinasco  “.. un grande, emblematico problema della politica nazionale” ?  Perché prendersela con due amministratori che, forse non saranno esempio specchiato di competenza e probità, forse. Ma certamente non fanno parte dell’antistato.  Al massimo, posto che fossero provate e sanzionate le illiceità per le quali sono oggi “avvisati”, nella peggiore delle ipotesi, farebbero la figura di  pasticcioni. 

Grave comunque,  per un pubblico amministratore di qualunque parte sia.  Ma la ‘ndrangheta cosa c’entra?  A meno che non ci si voglia mettere a litigare per ragioni personali…  Facendo uso dei giornali, potendo spendere un cognome che al solo leggerlo c’è da togliersi reverenti  il cappello. L’antistato, che non è il solo affare della ‘ndrangheta ma ne rappresenta la radice profonda da cui trae forza, a Buccinasco oggi non c’è.

Bisogna attrezzarsi perché stia fuori e fuori resti. Perché la gestione pubblica sia specchiata e controllata. Città ideale lo sostiene tutti i giorni: è il lato debole da cui la politica ha poi modo di divenire potere con quel che ne può seguire. Così riteniamo si debba tutelare la Comunità dall’antistato; così invitiamo a fare  i giornalisti.

La lotta all’antistato si combatte con le regole, con una politica che fa i necessari passi indietro dal potere, cominciando dalle regole. Che siano efficaci, monitorate e severe. La bandiera contro la mafia, se priva di questi contenuti, rischia di essere solo bandiera.  Città Ideale,  non può certo ascriversi fra gli estimatori di questa amministrazione. Considera queste bordate simili all’uso del cannone per uccidere un moscerino.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 22 novembre 2013 09:07

    Concordo Luigi, nel furore spesso si travisa e manca un minimo di equilibrio (da una parte e dall’altra, con esponenti di spicco dell’attuale maggioranza che sono passati, nel giro di qualche giorno, dal desiderio di invitare Nando Dalla Chiesa a Buccinasco, al mandarlo letteralmente a fanc….).

    Devo dire che non posso, però, non sottolineare il passaggio iniziale del suo articolo:

    Credo di non avere mai assistito in vita mia a una messinscena del genere. C’è chi lamenta che la notizia l’abbia­no avuta prima i giornali, c’è chi la­menta la giustizia a orologeria, chi rimprovera i magistrati di sostituirsi alla politica.

    Ma qualcuno che cambiasse nome all’avviso di garanzia per smentire di averlo ricevuto non l’ave­vamo ancora trovato.
    [...]

    Da questa presa di posizione, più che legittima e, a mio avviso, condivisibile, all’accostamento alla ‘ndrangheta, però, ce ne corre e giudico la cosa un salto logico non accettabile,
    anche se devo condividere le perplessità per:

    questo sforzo quasi patetico di volere apparire invece alla testa della lotta alla mafia.

    Non so, invece, a cosa si riferisca quando parla della Palone; messa così scatena l’ilarità, ma non avendo un riferimento preciso non mi pronuncio (anche se di esternazioni fuori luogo il Presidente del Consiglio Comunale ne ha, a mio avviso, fatta più d’una, dimostrando scarsa comprensione del ruolo che ricopre).

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 22 novembre 2013 11:57

    Ci siamo intesi in toto, Andrea,

    Opportune le tue osservazioni, che completano un articolo già abbastanza lungo.

    La faticosa e criptica comunicazione dei due “avvisati” è da rilevare nella sua stranezza, non solo ma anche e soprattutto per la conseguenza che ne deriva per la nostra Buccinasco.
    Comunque estranea a rapporti con la ‘ndrangheta.

    Così come risponde al vero l’iscrizione fra i fornitori del Comune di un pluri-pregiudicato…, con susseguenti incarichi e pagamenti, ripetuti, nell’arco di qualche giorno.
    Fatti comprovati. Restano vicende che ledono la credibilità dell’amministrazione pro tempore anche se, stranamente, per qualche misteriosa ragione, prive di effetti giudiziari nel processo Cerberus.
    (probabilmente dall’organo giudicante considerate come dimostrazione della capacità di controllo del territorio, di forza intimidatoria da parte della ‘ndrangheta).

    Come è vero che di quella amministrazione gli attuali “avvisati” erano pro tempore partecipi.

    Tutto vero, come detto.
    Non deve nascondersi, ma da qui alla denuncia di tutto, del tutto nero, senza alcuna indicazione sul che fare, salvo lo squalificare tutto e tutti. qui sta la differenza fra la nostra analisi e lo scritto del professor Nando Dalla Chiesa.

    Dobbiamo insistere sulle regole, su un codice etico che sia davvero da esempio e manifestazione di volontà nel voltare pagina.
    La politica il potere lo deve dimenticare: limitarsi agli indirizzi.

    RE Q
  3. #3 scritto da Loris Cereda il 22 novembre 2013 13:14

    Sì, d’accordo. Però vanno ricordate le gravissime responsabilità di Palone, Pruiti e C. nel cavalcare questi temi quando a loro faceva comodo politicamente.

    Non si può mettere sul palcoscenico gente come Ruben Oliva, Dalla Chiesa, l’altro che si gusta gli ingaggi da attore e da consigliere regionale di cui manco ricordo il nome, Saviano e la vasta schiera di professionisti dell’anti-mafia e poi dire che sono degli idioti perchè adesso sono loro a governare.

    Un minimo, poco poco, di dignità, suvvia.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 22 novembre 2013 14:05

    Circa la caratura dei nostri attuali reggitori la Comunità, viene facile Cereda..

    Anche Dalla Chiesa ha motivazioni al riguardo che è difficile non condividere.

    Credo che la cosa giusta sia: non sposare una categoria o un singolo scrittore o giornalista, così come non lo si deve squalificare sempre e comunque.

    Resta però una condizione di arretratezza, di strumentalità nella denuncia che è usuale arrivi da questi esperti. Ed è una descrizione allarmata, che denuncia la gravità, ma che rimane sulle generali.
    Quasi mai si legge circa il dettaglio socio-culturale dell’antistato. Ancora meno si parla della terapia: che non è unica e valida dovunque, che deve entrare nella fattispecie locale per individuare lì, concretamente e motivatamente chi e cosa non va bene, cosa manca, cosa si debba fare.

    Questo tipo di condanna, tanto assoluta quanto general generica, con riti ormai privi di coinvolgimento e attrattività della cittadinanza, è una specialità dei nostri “politici di mestiere”, oggi “avvisati” o loro contigui.

    Quasi una foglia di fico, un fare eventi o scrivere per farsi lustro, perché si parli di sé (se ne era stancato e lo denunciava già Leonardo Sciascia; notoriamente).

    RE Q
  5. #5 scritto da Camilla il 22 novembre 2013 19:47

    Ma il prof. Dalla Chiesa durante la campagna elettorale non aveva sostenuto la candidatura della giovane presidente del consiglio comunale, candidata nella lista Per Buccinasco, lista dei “rinnovatori” che avevano governato la città quando l’impresa del clan Barbaro era definita ditta di fiducia del comune? http://perbuccinasco.wordpress.com/2012/04/08/nando-dalla-chiesa-messaggio-x-rosa-palone-candidata-nella-lista-civica-per-buccinasco/

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 22 novembre 2013 21:09

    Accidenti, questa chicca era sfuggita:

    “Conosco Rosa Palone da diversi anni. Attraverso l’esperienza di ‘Libera‘ ne ho apprezzato l’ impegno per la legalità e la giustizia: sempre sincero, entusiasta e disinteressato. Ne ho conosciuto lo spirito di iniziativa e la capacità di unire i giovani in momenti di impegno comune. In un periodo in cui la politica non riesce a risollevare la propria credibilità davanti ai cittadini, la sua candidatura al Consiglio comunale di Buccinasco è una ragione di speranza”.
    NANDO DALLA CHIESA

    Non tanto per polemica politica, o altro.
    Conosciamo la Presidente del Consiglio Comunale ed un giudizio così sicuro sorprende.
    Ma nel giudicare le persone possiamo tutti commettere errori: serve però come monito, per tutti.

    Le situazioni mutano e valutare l’uomo è sempre situazione che comporta una quota di rischio.

    Non è errore da addebitare al professor Dalla Chiesa.

    L’esperienza a chi sta scrivendo fa dire che il passaggio da una attività ad una superiore dovrebbe sempre essere soggetto ad un periodo di test che richiede controllo assiduo.
    La proporzione dell’esito positivo dipende dalla capacità di chi fa la scelta; diciamo che in azienda uno su cinque può essere un flop (di cui si prende atto e si trova la soluzione che salvaguarda la dignità personale e l’azienda, mischiando un po’ le carte).

    In democrazia la percentuale è ben maggiore (anche superiore al 50%): basta aver raggiunto la maggiore età ed ottenere una stima generica (e inevitabilmente superficiale) per essere posti in un incarico (magari da qualche smagato cui va bene circondarsi di personalità controllabili), ed ecco cosa succede.

    Il trascorrere delle esperienze consente valutazioni deja vu magari sulla propria pelle.

    Così è Camilla; capita anche a docenti universitari, come a tutti.

    buona serata

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 24 novembre 2013 09:12

    Città Ideale non si cura di socialnetwork fatti di battute superficiali quanto vanesie.
    Siamo troppo abituati a cercare di cogliere le ragioni, nostre e altrui (sempreché vi siano).
    Del vuoto, dibattere è perdita di tempo; inutile.

    Ci andiamo perché la analisi del nostro commento #6 ci segnalano questa reazione, che merita pubblicità:

    Pazza d’amore per i blogger locali aggregati a casi umani di ogni specie e trombati dalla politica.#che spasso!

    la persona in questione, su una analisi che si propone riflessione, si mostra a corto di argomenti: dovrebbe invece motivare il suo comportamento nei confronti di Nando Dalla Chiesa…

    Ricopre un incarico pubblico: inoltre quindi, con il suo comportamento può rispondere nei fatti e dimostrare le sue competenze e capacità.

    Questo farebbe una personalità adeguata al ruolo…

    Le auguriamo le migliori fortune (meglio se esternamente a pubblico rappresentante di Cittadini)

    RE Q

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