Buccinasco: la proposta Jus soli: vediamo i contenuti

I lettori abbiano pazienza ma riteniamo necessario smontare i contenuti di una proposta che non è estemporanea, ma resta profondamente sbagliata. Non estemporanea non improvvisata perché un testo cosiffatto non nasce dalla sera alla mattina: viene proposto entro uno dei gruppi, poi se ne dibatte fra tutta la maggioranza, quindi si stende una bozza, se ne discute il contenuto. Si arriva alle possibili limature che l’uno o l’altro ritengono necessarie e quindi si stende la proposta. Adesso la si è fatta circolare (va rilevato: senza la firma di UDC)..

Che la stesura venga prodotta nel totale cerchio chiuso della maggioranza senza che nessuno ne parli all’esterno è indice di un agire sostanzialmente antidemocratico (anche se fosse formalmente corrispondente alla legge). Una iniziativa che esclude l’informazione ai Cittadini, che non raccoglie pareri, che non forma, non approfondisce, non insegna.  Senza far nulla di ciò, presenta il testo in Consiglio già pronto: la minoranza potrà proporre modifiche ma si tratta di un prendere o lasciare.

L’utilizzo”politico” di una iniziativa del genere, può solo congetturarsi (finora pensate che non ne hanno ancora pubblicamente parlato) : UNO far nascere una spaccatura fra i Cittadini, in modo che Buccinasco si divida fra i nobili sentimenti sostanziati nello jus soli e il razzismo vergognoso per chi è contrario. Un discorso semplicistico per una questione molto delicata e complessa, sulla quale invece sarebbe doverosa  l’informazione approfondita: Dovere di sentire la Comunità.

Il chiarimento e l’approfondimento di come e cosa i nostri Cittadini, viste le presenze (ed i numeri attesi, che la proposta non indica!) si può costruire un percorso che supporti l’integrazione, che faccia davvero dei potenziali nuovi Cittadini mettendo a disposizione strumenti e richiedendo loro risposte convinte negli obblighi che derivano. Primo grave errore della maggioranza che ha firmato.

DUE: l’intento è “politico ideologico” nel senso della non dimenticata proposizione del responsabile PD di Buccinasco che, papale papale, ha dichiarato essere l’intento di questa maggioranza  la costruzione di un blocco “progressista” (per modo di dire), che ribalti gli equilibri  negli orientamenti dei nostri Cittadini: ridurre in ogni modo e con ogni mezzo i “centri oscuri della conservazione e della reazione”. L’ha detto e scritto.  Ecco allora che il regalo della cittadinanza ai non europei può essere visto come una raccolta di voti nuovi a loro favorevoli (presumono).

Terminato l’ìncipit della nostra analisi, entriamo in qualche errore madornale delle motivazioni addotte. Cominciamo con l’asserzione dell’indirizzo europeo verso lo jus soli. Errore, o uso strumentalmente distorto di una affermazione che all’obbligo della cittadinanza si richiama. Andiamo a leggere ciò che la stessa proposta della maggioranza attribuisce all’Europa:

 ciascuno Stato faciliti l’acquisizione della cittadinanza “per le persone nate sul territorio ed ivi domiciliate regolarmente ed abitualmente”;

“Ivi domiciliate regolarmente ed abitualmente”: oltre alla nascita sono richieste condizioni temporali che vengono lasciate definire ai singoli stati, nonché la continuità della permanenza; che venga facilitata, non resa automatica. Prendiamo ora i diritti che dovrebbero coadiuvare l’integrazione: qui si rovescia il concetto. Il percorso di integrazione deve avere carattere reciproco di do ut des al termine del  quale l’integrazione si compie e la cittadinanza è giusto, dovuto riconoscimento. Ecco invece la premessa:

- questi giovani possano sentirsi pienamente parte della nostra Comunità solo attraverso il riconoscimento dei diritti e dei doveri di un cittadino italiano;

Stando alla maggioranza sarebbe un presupposto aprioristico, la cittadinanza… Come se fossimo nell’Ottocento della rivoluzione industriale con una necessità impellente di manodopera da accogliere comunque, formare e integrare. Siamo invece l’avamposto dell’Europa cui sono attratti i disperati che dispongono solo degli occhi per piangere, ai quali qui possiamo e potremo dar poco, soprattutto pochissime prospettive.

Una tragedia della nostra epoca la cui soluzione è di una complessità  geopolitica straordinaria (e pressante), nella quale siamo in prima fila. Pensare di affrontarla regalando la cittadinanza europea a prescindere può solo accrescere gli ingressi quando invece tutto l’impegno dell’Europa e delle organizzazioni internazionali dovrebbe essere rivolto a supportare in ogni modo la soluzione dei problemi che oggi dilaniano quei paesi. Il lento ma continuo processo di crescita sul luogo.

Per finire, ma solo a causa dello spazio, perché molto ancora vi sarà da esprimere al riguardo, parliamo delle due, lasciateci dire barzellette, che formano il clou della proposta: l’istruzione ai nostri giovani sullo jus soli nell’ambito della educazione civica e il riconoscimento a prescindere della cittadinanza onoraria. Non mettiamo ulteriore aceto nella piaga: basta la citazione

 Di questi abbiamo già parlato. Umilmente consiglieremmo, in generale,  per i temi nuovi: dibatterli con i Cittadini, parlandone apertamente, formando, informando e discutendo. Solo dopo questo lavoro culturale di dissodamento e confronto i nostri gruppi consiliari saranno in grado di proporre meditate iniziative che abbiano il respiro e la partecipazione della Comunità. Diversamente lascino perdere perché rischiano solo errori madornali (oltre quelli già in precedenza combinati, da noi elencati).

Tag: , , ,

  1. #1 scritto da saccavini il 22 ottobre 2013 08:40

    Jus soli e il suo uso in Francia: un’esperienza personale.
    Un riflessione diretta che torna alla mente.

    Chi scrive è nato in Francia ed ha quindi una potenziale altra nazionalità, oltre l’italiana. All’età di 17 anni viveva in Italia con la famiglia.

    Ricevette allora dal dipartimento di nascita un avviso nel quale si ricordava il diritto a poter richiedere la nazionalità francese, con tutti i vantaggi del caso.
    Personalmente, non lo nascondo, la cosa fece piacere e lo dissi a mio padre che, smorzò i miei entusiasmi.

    “Non credere ai regali: se chiedi la cittadinanza riceverai una diversa lettera ove si chiederà di svolgere il servizio militare in Francia. Che non sarà un servizio militare, ma una guerra coloniale. Finirai in Indocina o Algeria: per questo che vieni invitato a diventare francese. Da me non avrai il permesso di finire in quei posti per un paese che non è il tuo”.

    Allora la maggiore età arrivava a 21 anni.
    Controvoglia, dovetti abbozzare: in fondo non mi sarebbe dispiaciuta l’esperienza di guerra in paesi lontani e sconosciuti.

    Fu ragione perché poi seguissi con maggior interesse le vicende di Dien Bien Phu e quelle d’Algeria.
    Capii allora, in seguito, le ragioni di mio padre.

    C’entra poco questo ricordo con lo jus soli che i nostri pro tempore stanno proponendo?
    Forse, ma fa capire le ragioni pratiche con cui questo principio francese veniva impiegato allora: molto pratiche e ben poco civili….
    Nulla di caritatevole o di apertura di civiltà delle frontiere.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 22 ottobre 2013 10:22

    Visto che nel concreto, al di là dei soliti proclami propagandistici e autocelebrativi della maggioranza, le cose non sembrano andare così bene, allora meglio lanciarsi nell’empireo dei massimi sistemi, nell’alta politica (e poi con tutti i media che parlano del terrible naufragio e di tutte quelle vittime, l’argomento è di primissimo piano, no?). In fondo, a Buccinasco, questa maggioranza ormai ha già sistemato tutto e non possono certo restare lì con le mani in mano per i prossimi quattro anni. Qualcosa dovranno pur fare.

    Direi, però, che l’affermazione sulla scuola sia assolutamente indicativa e meriti qualche riflessione:

    - ad invitare i responsabili delle scuole pubbliche di Buccinasco ad inserire l’argomento dello ius soli nel programma didattico di Educazione Civica;

    Le scuole pubbliche? A Buccinasco esiste anche una scuola che non sia pubblica? Non mi risulta! Ma forse volevano dire scuole statali! Purtroppo per loro con l’autonomia scolastica possono solo invitare e non imporre (ma con pazienza ci arriveranno, abbiate fede). Vedremo se questo “invito” sarà raccolto dai Dirigenti delle scuole “pubbliche(?)” di Buccinasco. Ma a cosa si riferisce nello specifico? A parlare di cosa sia la cittadinanza, di quali diritti e quali doveri implichi tale istituto, quali siano le modalità per acquisirla, magari comparate tra varie realtà, in che cosa si differenziano tra di loro e via discorrendo? No, nulla di tutto questo: inserite lo ius soli (cosa voglia dire, poi) nel programma! Ma è un invito, non fraintendete!

    Spiegheranno anche che nessun paese europeo (VEDI) ha lo ius soli? Nemmeno la Francia (VEDI), spesso presa ad esempio, che lo applica solo in determinate circostanze, sicuramente molto più “accomodanti” di quelle presenti nella normativa nazionale (occorre tener presente, però, che in Francia, in generale, la cittadinanza può essere richiesta dopo 5 anni e non 10 come in Italia), né la Germania (VEDI) che, dal 2000, permette l’acquisizione della cittadinanza alla nascita solo se uno dei genitori risulta residente da almeno 8 anni e in possesso di regolare permesso di soggiorno (anche in questo caso 8 anni è il termine previsto per la possibilità di richiedere la cittadinanza).

    Racconteranno anche di cosa sia il “birth tourism” negli USA, unico paese progredito, insieme al Canada, che prevede l’applicazione dello ius soli? (VEDI)

    Ci diranno quanto questa “industria” possa esser florida e redditizia e ci spiegheranno come, da noi, le mafie potranno trarre lauti profitti da questa pratica?

    Ci spiegheranno che il fenomeno sta assumendo proporzioni tali che negli USA si sta pensando di modificare la legge, che per loro è di rango Costituzionale (il 14° emendamento)?

    Mi auguro che in Consiglio prevalga il buon senso e il ragionamento e che si decida, al limite, di affrontare la questione, tanto delicata e complessa, con un dibattito approfondito, magari in un Consiglio Comunale aperto, e non con vani e vacui proclami di pancia. Vedremo.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 22 ottobre 2013 18:00

    Siamo curiosissimi Andrea:

    circa il contenuto e la storia del diritto di cittadinanza, dello Jus soli, delle motivazioni storiche nei diversi paesi e nei diversi periodi storici, sarebbe anche interessante..
    Come declinare queste conoscenze a livello scolastico: dai bimbi di sei anni a quelli di tredici.
    Forse i firmatari forniranno materiale, che so?
    una dispensa?
    Oppure troveranno qualche dispensa sul tema, su internet?

    Siamo curiosissimi: come potranno spiegare ai nostri allievi la priorità dello Jus soli nel processo di integrazione dei non europei entro il nostro paese.
    Come sia possibile e giusto rilasciarlo a tutti, pronta cassa, con tanto di Cittadinanza Onoraria del nostro Comune.

    Hanno già pronto tutto non avendone parlato con nessuno dei Cittadini; tanto sono sicuri.
    Democratici progressisti, si professano.

    Come questa cittadinanza Jus soli diventi prerequisito automatico (venga prima) di: l’apprendimento della lingua, dei costumi, delle leggi, dei diritti, della civiltà del nostro paese e non viceversa….

    Impegno arduo, ma ce la faranno…..
    Ce la faranno?? Come potranno farcela?
    Ah, saperlo…

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth