Case popolari e partitocrazia: si può dar di peggio?

Sulle case popolari chi scrive ha davanti un esempio, anzi due. Bene descriverli prima di rimarcare la situazione vergognosa in cui si trovano da decenni le case popolari lombarde. Cominciamo col primo esempio: Novate Milanese. Comune della cintura ha case Aler per 50 appartamenti. Qui però  nel 1901 i novatesi hanno costituito una cooperativa La Benefica, che esiste ancora oggi (VEDI il sito e la sua storia) ha 1.500 appartamenti in proprietà indivisa ai soci; tenuti con una perfezione da ammirare, in luoghi con spazi e verde che sono civiltà.

Gestiti da residenti: aderisce da tempo al mondo delle coop rosse, ed in questo contesto finirà con l’essere inglobata in consorzi regionali del mondo coop.  L’impressione (solo una ipotesi ma verosimile) è che ve ne sia di coop diverse in condizioni molto critiche: in questo modo quelle sane con la fusione compenseranno quelle che dovrebbero saltare.

Una cooperativa che per oltre 100 anni ha camminato con le sue gambe, che ha costruito e gestito gli immobili offrendo affitti inferiori del 30% rispetto al mercato. Non ha preso una lira di soldi pubblici, dai Cittadini. Ha svolto il suo ruolo solidaristico secolare, vero. Vero ed efficace, gestito da Cittadini di ogni colore e pensiero politico ma onesti e rispettosi della funzione cooperativa. Cosa succederà dopo la programmata fusione su scala regionale, fa paura. A gestire saranno gli apparati, di nomina partitica sovrastante.

Parliamo della Svizzera e delle case popolari? Due parole: i fondi pensione hanno patrimonializzato e investito; non hanno mai distribuito risorse incassate per pagare le pensioni di oggi. Una parte dei loro fondi sono investiti in case popolari residenziali che ai pensionati svizzeri costano anche qui un 25% in meno dell’affitto di mercato. Ottimamente tenute e amministrate.

Nessun pregiudizio politico o di colore: agire onestamente  e dare ottimi risultati possono farlo tutti. Non conta il colore, contano capacità, onestà e coerenza. Liberalismo significa efficienza, che può venire da un sistema che funziona, e se funziona benvenuto che sia. Se perde o spreca, che chiuda e tutti vadano  a trovarsi altra forma di sostentamento.

Andiamo giù di 30 kilometri e dal Ticino veniamo a Milano. Facciamo il raffronto con Aler, ente gestito dalla partitocrazia comunale o provinciale ? (VEDI l’articolo de ilgiorno). Uno schifo, un disastro da sempre, fonte di intrallazzi per assegnazioni pilotate, occupazioni abusive, affitti non pagati, manutenzioni da terzo mondo e via schifando. Quale differenza fra i Cittadini novatesi che si sono succeduti nei decenni e i politici e amministratori nell’ex IACP oggi Aler che si sono succeduti, da un partito all’altro, una coalizione all’altra!!

Ci aggiungiamo la perla del CIMEP il consorzio dei comuni per le case popolari cui è associato anche Buccinasco. In liquidazione dal 2010, si trova con un buco che sembra irrisolvibile ed i comuni saranno tutti a credito. Buccinasco deve incassare 650mila euro e in questi giorni ha passato la pratica al legale (per incassare da un consorzio pubblico!! VEDI). A coprire il buco, se non arriva il governo a CIMEP (sempre soldi nostri), finirà che dovremo pagare noi Cittadini di Buccinasco!

Solo incapacità? O forse è il cancro partitocratico del mercato dei posti, dei favori da fare e ricevere, delle assegnazioni per mercato di preferenze e via elencando? C’è bisogno di una dimostrazione plastica dello schifo di gestioni  che oggi fa la “politica”? Eccola: l’abbiamo davanti. Non è questione di persone (individualmente possono essercene di persone per bene) ma si tratta dell’istituzione “partito” (nella forma di oggi) , il vero cancro del Paese da cui assolutamente noi Cittadini se vogliamo guarire dobbiamo liberarci. 

  PARTITI MALATI – DEMOCRAZIA INFETTA

 VOGLIAMO LA DEMOCRAZIA DIRETTA

 

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  1. #1 scritto da Saccavini il 17 settembre 2013 11:19

    Riservatezza, silenzio o… trasparenza?

    Da questo articolo, Buccinasco ha in ballo un credito verso un Consorzio cui è partecipe, di cui non si sa nulla se non che questo credito: 650mila euro, il consorzio CIMEP non lo paga e si deve procedere per vie legali.

    TRASPARENZA (scritta in cima al programma con il quale si e’ presentato agli elettori) vorrebbe che della faccenduola, anche facendo uso degli strumenti informatici adeguati, ai Cittadini fosse resa cognita:

    l’origine delle operazioni che hanno portato a questa esposizione,
    la data, le date,
    da quando l’importo è scaduto,
    le motivazioni che adduce il debitore

    Sono per caso due domandine da portinaia o da comare, come dice il Sindaco?
    Si tratta di Casa Comune, cose nostre, danari di noi Cittadini, signor Sindaco.

    TRASPARENZA

    PARTECIPAZIONE INFORMATA

    RE Q

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