Renzi, la Leopolda, i 100 punti e l’Italia

Analisi dimenticata. Città Ideale è  stata colpevolmente assente sul manifesto – programma di Renzi.  Anche in questo caso si conferma la regola che occorre sempre andare alla fonte per capire il pensiero, ciò che sostiene colui di cui si parla. La inaffidabilità del sistema media in Italia è davvero elevata: qualcuno ne ha mai affrontato o dibattuto il contenuto?  mai che sui temi in discussione  il giornalista chieda a Renzi se ciò che fa Letta corrisponde la suo programma o meno.

Dobbiamo ringraziare Parmesani che ce lo segnala su FB (datato Ottobre 2011! ).  Anche il Cittadino informato e partecipe rischia di non avere i parametri per una valutazione concreta di una politica proposta e rimanere invischiato sull’incertezza, di un agire che diventa poco comprensibile, venendo a mancare la conoscenza dei fondamenti. Che vadano a nascondersi tutti gli attori del sistema media. I Cittadini vadano a prendersi i Cento punti, che se li stampino e li leggano (VEDI).

Un quadro generale del programma?  Organico e chiaro. Un programma che non è di destra né di sinistra, che si propone di affrontare i temi del paese, sempre più urgenti e indispensabili. Potrebbe firmarlo ogni politico italiano e credo che nessuno, su nessuno dei cento punti abbia da ridire. Magari mettere in fila le singole questioni con priorità diverse, aumentare o diminuire il peso e l’incidenza della singola proposta, ma queste dei 100 punti di Renzi sono le cose da fare.

In modo meno organico e categorico dei dieci punti di FARE per FERMAREILDECLINO, ma siamo su questi punti. Le cose che dobbiamo fare. Qui sta la forza di Renzi. La credibilità che palesemente gli accordano  economisti e grandi imprese, istituzioni di stato europee e internazionali. Tutta gente che tifa perché il suo programma possa diventare realtà.

Fra i politici potrebbe firmarlo Tremonti, come Brunetta, Quagliariello come Monti . Perfino Letta:  con i nomi non si finirebbe più. Perché è così ostico all’apparato del PD?  O forse, e meglio: cosa ci sta a fare Renzi entro il PD?   Domanda naturale, perché Renzi è avanti.  Più su di 100 scalini (uno per ogni punto) rispetto al partito che si ostina a considerare il suo. Comprensibile che la sua coerenza lo porti a continuare dove è nato e cresciuto, ma deve dire basta.

Far diventare i partiti poveri, come nel 1200 San Francesco chiedeva che così fosse la Chiesa d’allora. Renzi pensa forse di averne non diciamo l’approvazione e neppure la condivisione della chiesa PD, ma almeno che lo si lasci fare?  è quasi puerile. Semplicemente impossibile perché per loro sarebbe il suicidio. Non solo dovrebbero andare a casa tutti (e non solo quelli del PD). Non solo: non potrebbero più riempirsi le tasche con affari pubblici.

Un progetto, una lotta da disperati. A parere di Città Ideale dovrebbe cercarsi e trovare alleati fuori dai partiti, entro la società civile. Anche con il Movimento Cinque Stelle dovrebbe instaurare  un rapporto e individuare un terreno comune di intese sulle cose da fare. Egualmente verso il variegato mondo delle organizzazioni che portano avanti una visione simile se non identica: le alleanze esterne servirebbero a dargli forza nelle schermaglie interne.

Ma ha Renzi la stoffa sufficiente per fare credibilmente di queste scelte? Sta tentennando troppo e rimanere entro lo schema del PD rischia di portarlo alle calende greche. Lo stanno cucinando a fuoco lento. Non se ne rende conto?  L’Italia non ha molte alternative e la soluzione socialdemocratica di Renzi può essere uno dei pochi percorsi possibili.

Entro il PD:  potrà diventare Segretario o perfino premier, ma… l’apparato del PD (con l’aiuto di tutta la macchina pubblica dei ministeriali) lo terrà per i piedi, agirà per condizionarlo e tenerlo fermo. Lavoreranno su tutte le sue potenziali debolezze per inchiodarlo, perché nulla cambi: come il sistema ha  agito contro Berlusconi. Ne è cosciente Renzi?

Tenga alte le sue aspettative e non si accontenti della funzione formalmente conquistata. Quando sarà arrivato sappia che lì inizieranno i grandissimi problemi che dovrà affrontare. Il PD è il contenitore di partenza ma non limiti qui i suoi orizzonti: il suo teatro è il paese.  Dovrà aver l’appoggio della Comunità, in termini trasversali chiedere e conquistare l’assenso della società e dei Cittadini, delle persone per bene che pure ancora nel parlamento saranno presenti. L’esito è incerto ma ci si butti: il cuore oltre la siepe. Rischia di non riuscire, ma il Paese ha bisogno di uscire dalla melma attuale. Lo faccia per il suo Paese.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 8 settembre 2013 20:37

    Chissà perché le dichiarazioni di Renzi sono nello stesso tempo chiare e improbabili da realizzare.
    Proprio oggi ha posto una domanda retorica, tanto chiara da essere quasi ovvia:
    Citiamo a memoria:

    “il PD deve domandarsi se vuole andare a votare per ripetere le elezioni del passato, mettendo insieme un grumo di consensi, sempre quelli, oppure se si deve presentare un programma e cercare su questo i consensi nel paese,…”

    Come si fa a dire che sbaglia? E’ verissimo!

    Cosa c’è che rende questa affermazione improponibile?

    E’ il PD. Dal suo segretario a termine a tutto l’apparato che parla d’altro o non risponde ma sostiene il contrario.
    Dentro questo PD non avrà spazi per aggregare: non gli daranno la segreteria.

    Disposti a proporlo come premier solo avendo saldamente in mano tutte le leve del partito, a cominciare da quelle economiche.

    Se va alle elezioni come premier, ma uomo sotto tutela dell’apparato non sfonderà e il paese rimarrà spaccato.

    I Cittadini italiani, i moderati in particolare saranno anche superficiali, ma hanno un fiuto da terrier: sentono la puzza lontano miglia e lo lasciano nel suo brodo.

    RE Q

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