ICI, IMU, Service Tax e la politica: ci prendono in giro

Non se ne può più di sentire stupidaggini dalla mattina alla sera, a leggere i titoli dei giornali che ripetono le stesse cose e non spiegano di che si sta parlando. L’imposta degli enti locali (che traggono direttamente le risorse dai propri residenti) è praticamente la norma in Europa e tutti i paesi devono adeguarsi. L’Italia si è impegnata a renderla operante.

Lo ripeteremo ancora, fino alla noia: non deve essere una nuova imposta, ma una modifica del sistema di tassazione. Lo Stato non deve più trasferire ai Comuni le risorse perché questi funzionino. Quindi le imposte complessive devono ridursi e questa riduzione viene sostituita dalle imposte che i comuni richiedono direttamente a tutti i Cittadini.

La logica di questo sistema è rendere più efficienti le amministrazioni locali facendo rispondere direttamente chi amministra verso i propri Cittadini. All’estero funziona. Da noi bisogna purtroppo prevedere un periodo (non breve) di compensazioni fra comuni meglio amministrati e altri spendaccioni, oppure che hanno minori risorse. Riforma indispensabile perché si cominci a sistemare la disastrata amministrazione dello Stato.

Quarantaquattro sindaci del PD milanese non più tardi del luglio scorso sono usciti con una dichiarazione che torna a loro merito (VEDI). Sostengono l’autonomia amministrativa e fiscale e pretendono che l’imposta comunale sia totalmente a loro lasciata. Non vogliono più trasferimenti dallo Stato. Notizia passata sotto silenzio, contrastata evidentemente dai livelli nazionali del PD. Questo manifesto per l’autonomia dei comuni sembra già finito. Non ha più avuto seguito.

La polemica che stanno facendo in questi giorni i partiti sulla faccenda, tutti i partiti, è stomachevole. Ci stanno tutti prendendo in giro e i media, praticamente tutti, non fanno altro che ripetere le polemiche fra i partiti. Nessuno che informi davvero, siamo un paese allo sbando, con questo sistema partitocratrico.

Ricominciamo dalle origini. Nel 1992 (vent’anni fa!) il governo Amato in emergenza lira, istituisce la tassa comunale chiamandola ICI. Imposta Comunale sugli Immobili. Una nuova imposta che, gradualmente, doveva sostituire i trasferimenti dallo Stato. Fin dalle origini la questione ha avuto un difetto funzionale: invece di un’imposta comunale sui servizi, basata sulla superficie occupata dal contribuente, si è fatta una imposta sugli immobili. Ecco l’iter come descritto da wikipedia:

 Il 21 dicembre 2007, il Governo Prodi, poco prima della propria caduta, approvò con la legge Finanziaria 2008 un provvedimento volto a ridurre l’ICI prima casa introducendo un’ulteriore detrazione della base imponibile dell’1,33 per mille (sino a un massimo di 200 euro).

Il successivo Governo Berlusconi con l’emanazione del decreto-legge n. 93/2008, entrato in vigore il 29 maggio 2008, poi convertito in legge n. 126/2008 pubblicata sulla G.U. 174 del 26 luglio 2008, abolì del tutto l’imposta ICI sulla prima casa. L’imposta rimase per intero sulle abitazioni signorili, sulle ville e sui castelli (Categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

Il quarto governo Berlusconi, con il d. lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 (articoli 7, 8 e 9) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 67 del 23 marzo 2011,[2] ha introdotto l’imposta municipale propria (l’IMU ndr) stabilendone la vigenza a partire dal 2014 limitatamente agli immobili diversi dall’abitazione principale (art. 8, comma 2, d. lgs. n. 23/2011)).

Il successivo Governo Monti, con decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011 (Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011, supplemento ordinario n. 251)[3] (noto come “manovra Salva Italia“) poi convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011 (G.U. n. 300 del 27 dicembre 2011, supplemento ordinario n. 276)[4], ne ha anticipato di due anni l’applicazione, estendendola anche alle abitazioni principali.

Le sottolineature sono di Città Ideale, si vuole render chiara la situazione. Ora: i Comuni sono in grado di emanare una tassa che serva alla gestione locale basata sulla dimensione occupata e l’attività svolta. Questi sono gli elementi che consentono localmente di distribuire una tassazione equilibrata. E’ così in tutta Europa; da noi abbiamo il catasto disastrato ma, pretendere di sistemarlo prima di applicare una vera service tax è solo un gioco al rinvio, per non applicarla.

Infatti…. Arriva la legge che abolisce l’IMU e il governo stanzia 2,5 miliardi da dare ai comuni perché coprano così le minori entrate. Quanto lo Stato ritorna ai Comuni (ciò che ci prende a noi Cittadini per ridistribuirlo ai Comuni, a sostituire l’IMU): lo si vede analiticamente da un documento ministeriale de ilsole24ore poi non più trovato ma fortunatamente salvato da Città Ideale (VEDI). Lo chiamano pudicamente “Incremento del limite massimo dell’anticipazione di tesoreria” diviso per ciascun comune. A Buccinasco piovono da Roma euro 1.318.560,45. Corsico 945mila, Assago 59mila, Cesano 656mila e via dilapidando dallo Stato.

Andiamo avanti a citare?  Milano 75milioni, ma Roma 291milioni, Napoli 37, Bologna 24 ma Torino 86, Genova 47, Bari 18. Palermo 11, come Cagliari.  Firenze 21. Stiamo sempre parlando di milioni, di euro. Tutto da leggere, l’elenco dei comuni italiani…. altro che riforma tax free…

 Si ritorna quindi ai trasferimenti dallo Stato, alla distribuzione a pioggia. Per la felicità degli amministratori che vogliono spendere senza rendere conto ai propri Cittadini. Una vergogna.  Una indecenza. Qualche lettore è già a conoscenza della notizia?  Ci informano i nostri comuni?  Zitti. Tutti  zitti:  il debito pubblico che continua a cresce:  l’unica tassa che tolgono la tappano con nuove spese!  Dicono solo per quest’anno, ma chi può crederci??  Non è più questione di Tizio o Caio, questo sistema non è rimediabile e dobbiamo mandarlo a casa, senza remissione.

INDIGNEZ VOUS!!

INDIGNAMOCI!!! 

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  1. #1 scritto da Flavio T. il 11 settembre 2013 21:17

    Dov’è,
    scusate,
    il religioso silenzio dell’Abbazia di E. Letta ?

    C’è un popolo “da cambiare” !

    Noi ..
    io,
    osservo una regola, quando scrivo:
    Antonio e Cleopatra
    - Sei tu, signore, che conosci le cose?
    - Nell’infinito libro dei segreti della natura so leggere un poco.

    Il matematico “fiorentino” nel Saggiatore aggiunge che quel libro è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure.

    Un dichiarazione di poetica,
    uno “stile”,
    umana “regula” benedettina.

    Bentornati, amici !!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 11 settembre 2013 21:54

    Buona sera e che piacere, Flavio.

    Ben tornato, riposato e pronto a rimboccarsi le maniche

    saluti cordiali

    RE Q

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