Buccinasco Castello: la faccenda. Un’altra storia infinita?

Siamo venuti a sapere da un articolo di giornale (VEDI) che su Buccinasco Castello  stanno sorgendo problemi, piuttosto seri, che riguardano le parti in causa. Abbiamo cercato di capirne qualcosa, pur senza documenti alla mano (le cause civili fino alla sentenza non sono documenti pubblici). Con i non molti dati disponibili vediamo di informare i lettori e i Cittadini.

Il Castello è cosa nostra, di noi Cittadini, della Comunità. E’ giusto che di ciò che sta succedendo ne siano tenuti al corrente. Più le questioni sono trasparenti, più le decisioni sono partecipate e gli amministratori orientati a fare l’interesse della Comunità.  La storia è un po’ lunga;  vedremo di essere semplici e sintetici.

La faccenda inizia con un progetto Carbonera che non va in porto per cambio di amministrazione e viene ripreso da Cereda. La volumetria prevista dai due progetti aumenta dagli 89mila di Carbonera a 95mila (VEDI). Nel dopo estate 2011 sul progetto Cereda, ancora da perfezionare ma già definito, comincia a girare una voce che del Castello vi sarebbe un compratore: un operatore locale. La notizia, all’epoca, viene data per quasi sicura.

In quel torno di tempo la gestione del Comune è a mani del commissario Iacontini la quale si muove di suo: senza interpellare nessuno degli operatori locali  stipula un accordo con la proprietà (la chiameremo “Fondo Blu”). L’iter il commissario lo conclude a fine 2011 e il progetto è approvato nella primavera 2012. Progetto che riduce la volumetria esistente da 77mila  a 63mila mc; trasforma un PII (Piano di Intervento Integrato) in un restauro dell’esistente. La volumetria prevista scende dai 95mila di Cereda a 70mila.

Insomma è una rivoluzione concettuale: il progetto del commissario riduce di un terzo il costruito e lo trasforma in restauro, rispettando ambiente e il Castello (acquisito dal comune a costo zero). Chi si muove su questo progetto? Gli operatori si sentono poco, come sempre.  Mandano avanti a contestare i partiti, i politici locali. Finora silenti, si svegliano e protestano. Di fatto agiscono da serventi.  Che ne siano coscienti o meno.

La faccenda economica nel frattempo aveva camminato. Si era costituita una società veicolo, una scatola vuota che rappresenta interessi più o meno locali: la chiameremo “Veicolo Castello”. Una S.r.l. con 20mila euro di capitale, che stipula un contratto (promessa d’acquisto) con la proprietà, “Fondo Blu”. Non conosciamo le carte ma è presumibile che l’obbligo d’acquisto sia condizionato alla approvazione del piano da parte del Comune. “Veicolo Castello” versa alla proprietà una caparra: diciamo 3milioni o giù di lì.

Dove li prende i 3 milioni “Veicolo Castello”? Semplice: rivende a sua volta ad operatori locali parte della volumetria, che complessivamente arriverebbe a 25mila mc. Avrebbe incamerato da queste “prenotazioni” una cifra analoga a 3 milioni, girati a “Fondo Blu”. Tutto sarebbe stato fatto ragionando sul progetto Cereda, quindi sui 95mila mc. Almeno così sembra. Come e cosa abbiano sottoscritto le parti non è dato sapere.

Certo è che la gestione Maiorano riprende il progetto Iacontini, lo manipola e riduce ancora di 6mila mc. Si arriva all’oggi. Gli investitori che stanno dietro “Veicolo Castello” si troverebbero ad aver versato 3 milioni, aver ceduto del costruibile 25mila mc. A loro rimarrebbe da gestire poco più di 35mila mc contro l’aspettativa del doppio quando avevano sottoscritto l’accordo, oltretutto soggetti a vincoli e limiti propri di un recupero conservativo. Ecco allora che non ci stanno più: si va per vie legali chiedendo la restituzione della caparra, mentre la proprietà “Fondo Blu” pretende l’esecuzione dell’acquisto da parte di “Veicolo Castello”.

Quindi? Come siamo messi a Buccinasco? Se non si dovesse giungere ad un compromesso fra le parti il tribunale può decidere ( molto semplificando e chissà in quanti anni)

a)      ha ragione “Fondo Blu”, che si intasca i 3 milioni. “Veicolo Castello”:  o esegue l’acquisto o perde i 3 milioni. Il suo business però è ridotto della metà. Se “Veicolo Castello” non acquista “Fondo Blu” è libera di tenersi gli immobili (oltre la caparra) o  di vendere ad altri (che però deve trovarli: non facile in questo periodo). Il piano Maiorano resta solo sulla carta e non si farà nulla.

b)      Ha ragione “Veicolo Castello”: che ottiene la restituzione dei 3 milioni e…  uno: può restituire gli importi agli operatori locali; due: non li restituisce rimanendo debitrice. Altra causa fra loro. Il piano Maiorano finisce in nulla.

c) il Comune non approva, subordinando a un accordo fra tutte le parti in causa.  Verrebbe meno l’obbligo di acquistare per “Veicolo Castello” . Forse può chiedere la restituzione della caparra. Il Comune può procedere in sicurezza. Rischia di non incassare 500mila entro il 31 12 2013 (può farlo oppure sono soldi che ha già speso e diverntano quindi indispensabili?)

Naturalmente gli operatori locali (che avrebbero sborsato i 3 milioni) da parte loro possono agire contro gli altri due per vie legali. Non si finirebbe più. Senza contare che qualcuno dei coinvolti può sempre saltar fuori per impugnare il progetto Maiorano approvato, coinvolgendo la Comunità e sperando di condizionare o addirittura ottenendo danni. O infine, in  qualche modo raggiungere con il Comune un compromesso. Che saremmo  noi  Cittadini a pagare.

Conclusione  di questo scenario: al Comune chi glielo fa fare di approvare un progetto la cui esecuzione è oggi problematica nei tempi e con i rischi che si prospettano? Nell’interesse della Comunità stiano fermi. Fino a che le parti private in gioco non sottoscrivano fra loro un accordo che supera gli attuali contrasti, ma tenendo fuori la Comunità.  A Buccinasco proprio  non ne va bene una,.  Cosa combinano le assemblee elettive dagli attuali politici-di-mestiere?

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  1. #1 scritto da Saccavini il 2 settembre 2013 17:27

    Buccinasco Castello: una iniziativa per valorizzare la Comunità o solo una occasione di affari per chi è del mestiere?

    Nessun commento a questo articolo, in cambio riceviamo una serie di e.mail sbilanciate; anche pesanti.
    Non è il caso di riportare alla lettera, bastano i concetti:

    Uno:
    a Buccinasco il Comune ha sempre fatto ciò che hanno voluto quelli che contano.
    Questi non sono diversi dagli altri: eseguono e cercano di non contrastare le pretese.
    Adesso quello che proporrà il comune è ciò che viene richiesto.

    Due:
    L’importante lo hanno già ottenuto gli interessati, mandando a monte il progetto Iacontini.
    Il comune proporrà la approvazione per poi, in corso d’opera, duplicare o triplicare il costruito, quatti quatti, cercando di fare il minor rumore possibile.
    Poi allargano strade e sfondano nel Parco Sud fino a Gambaredo.
    Sono disposto a scommetterci.

    Tre:
    Alla maggioranza interessano aumenti degli appartamenti a costo sociale, per il loro elettorato.
    Del castello non importa a loro nulla, anzi meno di nulla.
    Verrà poi fuori una sequenza di pastrocchi, ma a opere finite: chissenefrega.

    Ci fermiamo qui:
    la disistima verso i nostri amministratori sembra evidente, come anche, da parte di qualcuno, dare il segnale: QUI COMANDIAMO NOI.

    Quanto c’è da rimpiangere la serietà e l’efficienza del commissario Iacontini.
    L’unico che in questa storia si distingue per statura ed autonomia di decisione.

    Non perché non si debba ascoltare la ragione di chi a Buccinasco fa impresa.
    Ragioni che possono essere anche valide.
    Tutto però deve essere coordinato avendo un faro: l’interesse della Comunità prima di tutto.

    Gli unici che non se ne accorgono sembrano i nostri eroi del Manifesto politico contro chi informa…

    RE Q

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