Giavazzi, Alesina, Grilli: crisi del Paese e politica

In questa settimana ferragostana stanno venendo a bomba una serie di questioni da parte di pezzi da novanta in termini di analisi economica e finanza: entrambi sul Corriere. Il tredici trovato l’editoriale della coppia fissa Alberto Alesina e Francesco Gavazzi (VEDI, i cui interventi ogni volta stimolanti: per ogni persona di buon senso che si interessa a queste cose. Non per la partitocrazia, salvo qualche commento nei talk show con il trombone di turno che condivide, che il governo è proprio questo che vuol fare, ma…. Non ne fa nulla: vent’anni persi, dice l’editoriale.

Si aggiunge un contributo dell’ex ministro Vittorio Grilli (squadra Monti) intitolato: Tagliare spesa pubblica e tasse. La strada (complicata) ma possibile. Uscito per ferragosto. Cominciamo da quest’ultimo che nella faticosa internet del luogo di vacanza non siamo riusciti a rilevare nella rete. Riportiamo alcuni numeri dell’ex Ministro, perché è dalla conoscenza di questi che si deve partire.

La spesa pubblica primaria, cioè al netto degli interessi del debito pubblico, è circa il 45% del reddito nazionale (PIL). Si divide in (rapportati al PIL ndr): pensioni 20% stipendi pubblici 10%, sanità 7%, scuola e università 4%, pubblica sicurezza 2%.

A fronte di una popolazione adulta di 49milioni, contiamo 16,7 milioni di pensionati (inclusi assistenziali e invalidità); 3,3 milioni di dipendenti pubblici (cui va aggiunto un numero rilevante di dipendenti da società pubbliche)….

Gli studenti (da elementari a università) sono 10,5 milioni….. i soli ricoveri ospedalieri sono 8 milioni l’anno con una durata media di 7 giorni… ecc.

..la  spesa pubblica sul PIL è in linea con la media europea (46%)…. Non si tratta solo di lotta agli sprechi. Abbiamo anche un cattivo assetto del sistema pubblico. Tre i motivi: l’evasione fiscale, l’inefficienza dei servizi, le duplicazioni di amministrazioni e programmi di spesa.

Visti i numeri le considerazioni da cui partire per un intervento, che per Grilli vede come prioritaria l’evasione fiscale: occorre rafforzare i contrasto all’evasione.  Affermazione lasciata sulle generali riguardo alla modalità di intervento e gestione. Sui buchi al riguardo deve avere idee chiare. Gli altri punti sono qui di seguito descritti:

La qualità media dei nostri servizi pubblici non giustifica il suo costo. L’evidenza in questo campo è ampia. Bankitalia ha svolto numerose ricerche in questo campo da cui emergono notevoli ritardi in pressoché tutti i maggiori settori…. Mentre nel privato la concorrenza assicura l’allineamento fra qualità e costo, nel pubblico questa automaticità non esiste. Si  possono introdurre meccanismi che lo garantiscano. Il primo, insostituibile, è l’applicazione senza eccezioni del principio del merito. I meccanismi burocratici di reclutamento, le difficoltà nel disegnare progressioni di carriera legate a capacità e risultati alimentano nel settore pubblico una cultura autoreferenziale interessata più ai processi amministrativi che alla soddisfazione dell’utenza…. Terzo esistono duplicazioni e ridondanze che non hanno ragion d’essere…..

Difficile non condividere l’analisi dell’ex ministro delle finanze, già ragioniere generale dello Stato e poi direttore generale del tesoro. Dove la descrizione si ferma (data la sua funzione, forse non può dire di più) è nell’analisi sulla debolezza dello Stato rispetto alla partitocrazia. Questa ha occupato tutto e decide su tutto, dai concorsi alle assunzioni, alle nomine a tutti i livelli dall’usciere al presidente di Finmeccanica.

Come può la politica realizzare l’auto amputazione del suo potere, diventando solo indirizzo (CIO’ CHE DOVREBBE LIMITARSI AD ESSERE?) ?  Come potrà mai farlo la partitocrazia che ha, per il proprio perpetrarsi,  quale fine primario l’utilizzo del potere per garantirsi il consenso elettorale? Potrà mai privarsene?

Questo è il cancro che sta mandando alla rovina il paese: la struttura Stato è in Italia debolissima, quasi inesistente, essendo tutto in mano ai politici. Se non si smonta questa usurpazione del potere, se la politica non torna anche a livello nazionale ad essere SERVIZIO, il malessere della pubblica amministrazione non può essere sanato.

Rebus sic stantibus. Impossibile che l’occupazione del potere acquisita in tanti decenni dai politici trovi loro stessi come riformatori che riorganizzano la macchina dello Stato e riconsegnano agli apparati il potere di gestione, la ripartizione per unità coerenti delle responsabilità autonome. Nomine, carriere e compensi (e uscite) stabiliti dai risultati, con regole severe.  Città Ideale non vede altra possibile soluzione che un movimento dei Cittadini che, sostituendosi alla politica d’oggi,  prendano il potere per riformare, far rinascere lo Stato.

Tag: , , , ,

  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 19 agosto 2013 19:35

    Buonasera Luigi,

    Ottima come sempre questo promemoria che dovrebbe aiutare tutti a comprendere che è ora di agire e passare all’azione.

    Ieri su Libero c’era un’interessantissima analisi di merito su varie componenti del Settore SANITA’ ed i relativi costi che portano diverse Regioni ad avere un cronico debito e sbilancio tra entrate ed uscite.

    Nell’analisi dei vari segmenti, si evince che ci sono ben 12 miliardi che potrebbero facilmente essere economizzati, semplicemente riportando i costi dei vari comparti ai noti “COSTI STANDARD” che si continua a fare di tutto per NON applicarli.

    Se davvero si vuole cominciare, questo mi sembra l’esempio più macroscopico e sostanzioso per agire, per dimostrare che si vuole davvero fare qualcosa che consente di non rinunciare al servizio sanitario nazionale, ma si evitano sprechi e connivenze che non hanno letteralmente ragione di esistere.

    L’altro, che troppo spesso ricordo, è quello dell’elettricità, dove sempre a causa della demagogia e delle demenziali azioni di certe lobby pseudo-ambientaliste) che hanno ubriacato l’opinione pubblica con ideologie e concetti del tutto fuorvianti e dannosi.

    Qui il risparmio, semplicemente replicando il modo in cui la media dei Paesi Ue28 produce l’elettricità in casa propria (Germania in primis) vale “solo” 10 miliardi di Euro all’anno.

    Questo è il risparmio tra quanto si spende oggi in più e da almeno 20 anni, senza considerare i molteplici vantaggi per la competitività della ns. industria manifatturiera che questo consentirebbe, quindi con maggiore lavoro e reddito e quindi entrate per lo Stato.

    Necessiterebbe quindi che dei “veri saggi” elencassero le cose ovvie ed immediate da fare, altrimenti continuano a prenderci in giro.

    Su quest’ultimo argomento, il grillo straparla!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 19 agosto 2013 19:52

    Buona sera Sorgenti,

    I problemi sono questi che elenca, così come la meritocrazia che richiede Grilli nella pubblica amministrazione.

    Siamo messi così:
    Il Paese, nel senso proprio di Stato: entità che regge il paese intero, è privato del potere di decidere.
    Non è all’apice delle decisioni perché qualsiasi questione che abbia appena un minimo di rilievo e interesse, economico o di consenso, è in proprietaria gestione della partitocrazia.
    I partiti anziché limitarsi all’indirizzo, alle scelte di strategia hanno ficcato le mani in pasta, nel monte danari composto dalle nostre tasse e sono loro a deciderne.
    Non tanto gli orientamenti ma le minute specifiche destinazioni, la singola assunzione, lo spostamento delle commesse, i lavori da una regione all’altra a seconda di chi sta su al momento.

    Il cancro è lì e su questo cancro si deve agire per contrastarlo, far conoscere ai cittadini la gravità dell’esproprio dello Stato fatto dai partiti in tanti decenni di attività.

    Quanto al Movimento Cinque Stelle: ha nella sua componente di origine pezzi di populismo da cui si deve liberare.
    A cominciare dalla denuncia degli sprechi assurdi effettuati con lalegge che finanzia il fotovoltaico che ci costerà ancora per anni.

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 19 agosto 2013 21:10

    RE Q
  4. #4 scritto da Rinaldo Sorgenti il 20 agosto 2013 09:28

    Buongiorno Andrea D. Piacere di risentirti.

    Certo interessante l’analisi che fa Grilli della situazione. Peccato che poi, essendo al vertice dell’apparato ed avendo coperto ruoli importanti anche nel Governo, nulla di tutto quello che ha delineato è stato avviato e perseguito.

    Sembra di sentire la solita cantilena di certi (molti “democratici”) che dicono che la priorità nr. 1 è il lavoro e poi, … che fanno, come suggeriscono di agire, cosa mettono in pratica???

    Sentire le prediche di costoro e vedere qual’è lo stato di fatto è un’ulteriore vessazione e dimostrazione che loro stessi non credono in quello che dicono. Occorre una svolta, vera e concreta. Basta parole e concetti ideologici ormai triti.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 20 agosto 2013 10:57

    Salve Rinaldo, e buone vacanze…

    Grilli è stato ministro per sei mesi prendendo il ruolo che nella prima parte del suo Governo si era riservato.
    Cita dati e studi degli enti che in precedenza lo hanno visto dirigere, per questo i suoi dati crediamo siano da vedere con attenzione, così come la anamnesi (burocrazia autoreferenziale) e la terapia (meritocrazia)

    Non sappiamo quanto non abia fatto per renderli operanti.
    Nello stesso periodo è stato apicale alla “spending review” Bondi, cacciato dopo 4 mesi nei quali aveva proposto un taglio da 40 miliardi entro il 2014 per arrivare a 180 miliardi in cinque anni…

    Crediamo che siano coscienti di ciò che dicano e lo esprimano con convinzione. Sono altrettanto convinti che questo sistema è incapace di riformarsi.
    Lo siamo anche noi (convinti come loro).

    Questa è la compagnia che ci troviamo ad amministrare le risorse del Paese….

    La richeista del lavoro come panacea che fanno sindacati e politici (tutti o quasi): qui si che sanno benissimo di prenderci in giro.
    Il lavoro non lo si fa per decreto: bisogna investire e bisogna sbrogliare le pastoie che lo tengono fermo.
    Per investire è necessario che le imprese paghino meno tasse; cosa che non vogliono o non possono fare.
    Però sperano che i Cittadini grulli ci credano, agli appelli al lavoro (come se ci fosse qualcuno che al lavoro è contrario….)

    Buttiamo via le ideologie e badiamo alle esigenze concrete del paese; siamo d’accordo.

    RE Q
  6. #6 scritto da Rinaldo Sorgenti il 20 agosto 2013 11:39

    Caro Andrea D.,

    ma quali vacanze! Quest’anno cancellate, per tentare di far stare a galla la “barca”!

    Si, il periodo di Governo NON è stato lunghissimo, ma quanti decenni fa parte dei ruoli super apicali della struttura pubblica?
    Chi crede in quello che dice, dovrebbe per primo, avendone le funzioni e responsabilità, mettere in pratica quei concetti nella sfera in cui si trova ad operare.

    Studi di Banca d’Italia? A che servono, se rimangono nei loro cassetti e non vengono pubblicati ed enfatizzati nella comunicazione pubblica? Risulterebbero addirittura una beffa, perchè avrebbero giustificato il lavoro di tanti burocrati, inutile. O no?

    Certo la “barzelletta” della spending review è stata l’ennesima beffa, visto che a proporla erano i “professori” e sembrerebbe anche incredibile che alcuni burocrati avessero proposto azioni addirittura maggiori di quanto ci si aspettava dal noto “super chirurgo” (E. Bondi).

    Il tutto fa il pari con la vergognosa azione dei 1.000 miliardi elargiti dalla BCE alle Banche italiane, che poi sono state indotte/invogliate (e lasciate fare !!!) di utilizzarli per comprare i Titoli di Stato e così aiutare a far scendere lo spread, perchè altri se ne attribuissero il “merito”, mentre il rubinetto del credito alle imprese è stato addirittura strozzato ben oltre quel poco che facevano prima del super prestito a condizioni super vantaggiose (per loro, le BANCHE)!

    Sono questi i saggi ed i professori con cui salvare il Paese???

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 20 agosto 2013 14:16

    Salve Rinaldo,

    Non si tratta più, ormai da tempo, di esprimere valutazioni sui singoli esponenti o personalità che raggiungono posizioni decisionali.
    Il probloema non è individuale: individualmente vi sono anche, e non credo siano pochi, persone competenti, preparate, e volonterose.
    Individualmente potrebbero far bene.

    Ciò che è marcio è il sistema: che ne lsuo insieme ha meccanismi che pilotano verso il binario morto le riforme che taglierebbero la spesa (ed ecco che noi italiani, piuttosto che tagliare la spesa, usiamo le banche come succursali improprie di bankitalia, facendo loro sottoscrivere bond europei per evitare il default. Poi non hanno danari per finanziare le imprese…)

    Un esempio di ieri, ancora dal corriere, dall’editoriale di Giavazzi che illustra la vicenda del ministro Severino che ha fatto approvare la legge che taglia di un 30% le sedi di tribunali e amministrative della giustizia.
    Legge approvata da Monti, che deve entrare in vigore il 20 settembre 2013 (data orientativa perchè citiamo a memoria).

    Bene.
    Il 19 settembre, il giorno prima, è prevista una seduta del consiglio dei ministri che ha all’odg: provvedimenti relativi alla organizzazione della giustizia.

    Il professor Giavazzi non ha dubbi: si delibererà di sterilizzare il taglio della spesa venendo incontro a lobby di giudici e ordini forensi (è così sicuro di ciò che dice che deve avere informazioni molto solide).

    Lo fa il governo Letta, con dentro tutti i partiti che contano, ciascuno dei quali avrà avuto i suoi magistrati e legali che hanno brigato perchè si arrivasse a questo risultato.
    I danari per coprire questo mancato taglio della spesa dove li troveranno?
    Nelle nostre tasche, caro Sorgenti.

    E’ il sistema che deve essere smantellato.

    RE Q
  8. #8 scritto da Rinaldo Sorgenti il 21 agosto 2013 13:27

    Caro Saccavini,

    Riprendo un tuo commento (post nr. 2 del 19/08) che rimaneva altrimenti … in sospeso:

    Tu dici: ” …Quanto al Movimento Cinque Stelle: ha nella sua componente di origine pezzi di populismo da cui si deve liberare. (N.D.R.: Ma se è il suo “guru” in prima persona a declamare quelle assurdità, in numerosi comizi/spettacoli in piazza???).

    A cominciare dalla denuncia degli sprechi assurdi effettuati con la legge che finanzia il fotovoltaico che ci costerà ancora per anni.

    (Già! Quest’anno si calcola, che gli incentivi alle Rinnovabili arriveranno a 13,5 miliardi di Euro (sempre poi garantiti per 20 anni successivi) e..

    “costoro” (ma non M5S, ndr) ci dicono che non ci sono i mezzi per evitare il taglio dell’aumento dell’IVA
    (che rappresenterebbe un beneficio, visto che all’aumento precedente dell’aliquota, le entrate fiscali anzichè aumentare parallelamente, sono invece calate!!!

    Quindi, se non aumentano l’aliquota al 22% lo Stato incasserà di più! Una scelta davvero “difficile” da fare.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 21 agosto 2013 18:31

    Sorgenti buona giornata.

    Qualche riflessione dalla sua nota:

    Il problema nel nostro paese, oggi, è l’assenza di una qualsiasi credibile (efficiente, che tagli le spese) ipotesi di combinazione politica fatta dei partiti oggi al governo.

    Obbligati a stare insieme per volontà del nostro Presidente della Repubblica, continuano a marcarsi stretto pur di non cambiare in nulla le criticità enormi del nostro sistema
    (guardi come continua a crescere il nostro debito pubblico).

    Si arrampicano sugli specchi per non prendere decisioni, le uniche che ridarebbero fiducia ai mercati ed ossigeno alle imprese, stringendo la cinghia al paese e smantellando la struttura politica che Letta ha quantificato in 500mila persone, giusto qualche giorno avanti aver ricevuto l’incarico.

    Il Movimento Cinque Stelle è fino ad ora l’unica alternativa alla partitocrazia.
    I suoi rappresentanti non hanno ritirato i rimborsi elettorali e prendono un compenso che è la metà di quello della partitocrazia (una cinquantina di milioni: dove mai s’è visto qualocsa del genere?).

    Questo marchia in modo evidente la differenza ed indica una traccia da percorrere alla partitocrazia.
    Questa è la differenza, l’unica novità di un sistema altrimenti autoreferenziale e incapace di decidere le riforme (perché privi di autorevolezza oltre che di volontà).

    Rimarcare questa differenza lo credo essenziale.
    Il che non significa che tutte le proposte del Movimento Cinque Stelle siano da sposare. C’è non poco da crescere in qualità e cultura di governo (oltre ad un modo di esprimersi che non è civile).

    Riguardo alle imposte e all’IVA riprendo di seguito.

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 21 agosto 2013 18:33

    L’imposta IVA e quanto raccolto dallo stato.

    La percentuale è una variabile: a parità di fatturato nazionale (e di evasione), la percentuale genera un incremento dell’imposizione e delle entrate.

    Se per il declino in essere, si determina una flessione del fatturato, l’incremento dell’IVA forse recupera in parte, oppure permette di non perdere troppe entrate.

    L’affermazione che un incremento di un punto dell’IVA viene evitata perché in tal modo si incassa di più, per le mie conoscenze la ritengo quanto meno dubbia.

    Il nostro problema non è evitare un aumento dell’imposizione ma agire con tempestività per ridurre la spesa pubblica e quindi le imposte: ridurle soprattutto alle imprese e al lavoro.

    RE Q
  11. #11 scritto da Rinaldo Sorgenti il 21 agosto 2013 20:02

    D’accordissimo sulla assoluta necessità di:
    - ridurre la spesa pubblica (a cominciare dall’applicazione dei costi standard, nella sanità ed in tutte le fornitre allo Stato ed alle Regioni);
    - ridurre le imposte, sia in termini di aliquote che di incidenza complessiva, soprattutto sulle attività produttive e sul lavoro. Dove l’hanno fatto, questo ha generato un maggiore gettito fiscale per lo Stato.

    Che l’aumento delle aliquote IVA abbia comportato un minore gettito complessivo per lo Stato è documentato e primariamente dovuto all’effetto deprimente della fiducia e quindi dei consumi da parte dei cittadini, soprattutto in un periodo di cresi e recessione che dura ormai da troppo tempo.

    In parte è come la questione degli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni. Certo lo Stato incassa meno dai contribuenti sui loro redditi, ma incassa molto di più per la creazione e l’emersione di nuovo lavoro (tutto fatturato e pagato in maniera tracciabile) e profitto per gli Operatori dei vari settori, generato proprio da questo meccanismo. Insomma, si aiuta il Paese a … sopravvivere e camminare.

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth