I sindaci PD del milanese si iscrivono a Città Ideale!

Batti oggi, batti domani, insisti e ripeti nel totale silenzio al riguardo da parte dei nostri politici, picchia e ripeti sulla Costituzione, sull’autonomia. Tutti in silenzio. Poi arriva una riunione dell’ANCI del Nord Italia, tenuta a Milano la settimana scorsa, che esce sui giornali con la proposta chock al governo: basta tagli. Dateci i soldi o diamo tutti le dimissioni in massa.

Vedere tutti i comuni commissariati sarebbe davvero una rivoluzione. Finalmente le spese sarebbero tagliate e probabilmente amministrate molto meglio come è successo a Buccinasco con Iacontini. Cittadini felici, meno deficit, meno tasse. Dopo una settimana i sindaci PD del milanese si accorgono di una proposta poco furba e ci fanno su un documento articolato che raddrizza il tiro (VEDI).

Da non credere! È la prima volta che si legge un documento del PD nel quale sono presenti la conferma dell’Imposta Municipale Unica (non chiamiamola IMU, però) rimodulata. L’aggiornamento del catasto, ecc. .., queste affermazioni:

 Una riforma che si ponga un solo obiettivo: l’autonomia impositiva locale completa.

Le imposte locali prelevate sul territorio rimangono sul territorio. Punto.

L’IMU è un’imposta locale costruita sul patrimonio: esiste in tutta Europa e va mantenuta. Va resa più equa: vanno tutelate le categorie più deboli per la prima casa e le imprese.

E va mantenuta tutta nelle casse dei Comuni, mentre oggi, per alcune categorie di immobile come la “D” – vale a dire capannoni, attività produttive, ecc. – il Comune ne trattiene una sola parte mentre la restante viene trasferita a Roma.

Un documento dei sindaci PD milanesi. Non è mica la Lega Nord degli anni novanta! Il lettore vada a bagnarsi la fronte e la nuca con acqua fredda e rilegga! Negli ultimi quindici anni dove sono stati costoro: i 44  sindaci (assente Milano!) che hanno firmato il documento? Dove vivevano? Dove erano? Ma non è finita. Perché sembra proprio che Città Ideale l’abbiano copiata tutta. Infatti guardiamo cosa dice il PD lombardo riguardo al patto di stabilità.

 Gli Enti Locali rappresentano il 16% della spesa complessiva che lo Stato sostiene per il suo funzionamento. Il 55% invece corrisponde al funzionamento dell’apparato centrale, Ministeri e non solo. I primi sono assoggettati a patto di stabilità interno. I secondi no.

Come è possibile che il saldo di “stabilità” grava (gravi, ndr)  sulle spalle di una minoranza? Proponiamo:

Þ      la riscrittura del Patto di Stabilità interno in modo che anche Ministeri e strutture Statali e para/statali sopportino, insieme agli Enti Locali, l’onere della “stabilità”;

Þ      spalmare, quindi, il peso del sacrificio su tutto l’apparato dello Stato;

Þ      liberare quindi risorse per investimenti sui bilanci degli Enti Locali, escludendone il computo dal calcolo del “patto di stabilità”;

Queste proposte hanno l’obiettivo di liberare risorse; ridistribuire il sacrificio su tutti i “veri” centri di spesa pubblici;  C’è in gioco non solo la tenuta economica degli Enti Locali ma il rapporto ultimo di credibilità tra i cittadini e le Istituzioni.

I lettori saranno frastornati: queste sono cose di FERMAREILDECLINO, le sostiene il Movimento Cinque Stelle. Il PD ha sempre sostenuto l’abbattimento del patto di stabilità ed adesso ne chiede l’attuazione equilibrata e ripartita. Sarà un errore, un colpo di sole estivo, effetto della calura tremenda di questi giorni. Cosa mai è successo? Vuoi vedere che li espellono tutti dal PD?  Non basta ancora, la ripresa di Città Ideale non è finita:

 Essere Amministratori locali oggi, in questo Paese, significa ancora di più “essere al servizio”.

Noi non lo temiamo. Riteniamo che le azioni eclatanti (come la minaccia di “dimissioni di massa”) devono oggi lasciare il posto a soluzioni rapide e concrete.

Siamo convinti che da questa crisi profonda non se ne esca ognuno remando per i fatti suoi, ma solo coordinando e condividendo sacrifici e soluzioni.

C’è di che per  sentirsi ilari ed euforici. Dopo aver assaltato la Bastiglia dei Ministeri romani, viene da proporre una festa popolare intorno all’albero della libertà: “dansons  la carmagnole”, vive le son, vive le son” con libagioni estive di birra fresca, vista la stagione. Intanto prendiamo atto di questa tardiva resipiscenza, che se fosse di tutto il PD sarebbe rivoluzionaria. La battaglia delle idee va avanti, si diffonde, se ne sente il peso e ci si rende conto che non è possibile restarne fuori, pena l’uscita dal dibattito politico.

L’entusiasmo raffreddiamolo però. Queste sono reazioni che vengono dal territorio, perché qui si percepisce la spinta che viene dalla gente. Temono di perdere consenso, di essere mandati a casa.  E’ soprattutto un NO alle dimissioni di massa chieste dalla assemblea dell’ANCI.  L’assenza del partito come struttura, l’assenza di Milano capoluogo significa che il PD è ancora molto lontano da  questi elementi di democrazia diretta, addirittura di “politica di servizio”.

Trascorsi i bollori agostani, le esigenze romane del partito azienda saranno prevalenti. I quattro delegati che portassero alla segreteria romana o al governo questa cartellina, verrebbero trattati come giovani inesperti senza giudizio. Chiusa la cartellina, immediatamente restituita e messagli sotto il braccio, ecco un invito fermo. “Tornate al vostro paese, smettete con le cretinate e lasciateci lavorare in pace”. Noi di Città Ideale non abbiamo dubbi: questa è la direzione giusta su cui può incamminarsi il paese. Maiorano vada a vanti così, se ne è convinto e ci riesce con la scombinata maggioranza che amministra.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 5 agosto 2013 15:47

    La risposta della struttura partito del PD, ai quarantaquattro sindaci che sono usciti con il manifesto, che ci piace qui titolare

    Manifesto per l’Autonomia Amministrativa dei Comuni

    La risposta è visibile già nel quasi nullo riverbero sul sistema dei media.
    Lo troviamo (il Manifesto) sui siti Pdbuccinasco e Affaritaliani.it, dopo due giorni.
    Praticamente un flop.

    Del resto una iniziativa che si propone come esterna rispetto alla segreteria regionale PD (senza l’adesione di Milano; notiamo che neppure Rozzano ha aderito) è da attendersi non venga da questa lasciata fare.
    Una dimostrazione del sistema comunicazione ferreo nel quale viviamo, non solo interno al PD.

    E adesso?

    Non restano che due scelte:

    Perseverare e sostenere la richiesta, non contro ma certamente esterna al PD, movendosi a Roma, in delegazione.
    Indispensabile per dimostrare la serietà e la convinzione di scelte amministrative altrimenti indifferibili.

    I sindaci non sono sprovveduti e sanno che le proposte richiedono il superamento di barriere sui criteri generali di amministrazione centrale delle risorse.

    Hanno manifestato, non senza triboli e dibattiti interni, una scelta di campo.
    Che non riguarda il partito ma il futuro del Paese.

    Se questa è la scelta, Città Ideale si troverà con questo indirizzo: molto c’è da discutere, molto da chiarire, moltissime le questioni su cui la visione è diversa, ma la direzione è giusta.

    In alternativa:
    chinare il capo, il cappello in mano e recitare la giaculatoria: “scusateci, abbiamo sbagliato. Il partito ha sempre ragione”
    (vecchia di cinquant’anni ma tuttora càpita che venga praticata da quelle parti).

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 5 agosto 2013 16:06

    L’incontro ANCI con Fassino e Pisapia che chiedono di ridurre i tagli ai Comuni lombardi, è del 27 luglio…
    ecco la notizia ANSA.

    Sul corriere si sosteneva la minaccia di dimissioni in massa dei sindaci.

    la risposta dei sindaci di area PD è quella del 03 Agosto (come è costume si dice d’accordo con Fassino… ma ciò che i quarantaquattro sindaci propongono e cosa altra e ben diversa, indigesta per i ministeri e per l’apparato del PD)

    …………….

    RE Q

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