Buccinasco: Sinti. Integrazione, assistenza e miserie

Può sembrare una pignoleria, l’andare a vedere perdite economiche della Comunità che non sono rilevanti, causate da autodichiarazioni di difficoltà da parte di alcune famiglie Sinti che la nostra Giunta prende per buone. Cose da poco ma neanche tanto poco poiché si rinuncia al rimborso (almeno così sembra) di metà del costo dei camper acquistati dal Commissario Iacontini.

Ricordiamo ai nostri amministratori che Iacontini era nettamente contraria all’acquisto da parte del Comune con un rimborso dilazionato. I nostri lettori ricorderanno come l’associazione Aperta Mente avesse richiesto il sostegno della parrocchia, del diaconato. Infatti al Commissario arrivò una lettera che suggeriva una composizione dando un equo sostegno perché non si degradasse la Comunità sinti, non si rischiasse la fine dell’esperienza di un decennio di stabilizzazione.

Il Commissario alla fine accondiscese, a fatica. Facendo sottoscrivere un contratto alle famiglie le quali si impegnarono alla intera restituzione dell’importo capitale, definendo una rata mensile di 250 euro (si badi, non un affitto, ma il rimborso: vera condizione di favore). Fino alla fine del mandato Iacontini i pagamenti furono regolari anche perché il ritardo non era tollerato, il Comune inviava una immediata diffida ad adempiere.

Con le elezioni cambiò subito musica, tanto che un mese dopo il comune cominciò a esprimere comprensione segnalando la difficoltà nel pagare. Con la amministrazione e la associazione Aperta Mente, a sostenere le ragioni dei Sinti. Si è arrivati a chiedere al PASM la trasformazione dell’area in cui sono sistemati in fondo a via dei Lavoratori, perché fosse resa costruibile con abitazioni stabili; richiesta che a quanto pare non è stata accolta.

Siamo a Luglio 2013 ed ecco cosa succede (VEDI). Le cinque famiglie sinti che fino a fine 2011  vivevano in costruzioni fisse abusive, per ciò abbattute dal commissario, che hanno chiesto e ottenuto al possibilità di mantenere il possesso dei materiali delle case a loro beneficio, che si sono impegnati a rimborsare l’intero importo delle case mobili in rate mensili da 250 euro. Questi stessi chiedono che le rate siano ridotte a 120 euro.

La delibera di Giunta è curiosamente poco chiara. parla di “rinegozizione”  e non si capisce se si tratta di uno sconto (per il quale si dovrebbe intervenire sul bilancio); non dice che si allungano le rate da pagare in modo da restituire comunque l’intero importo. Alla lettura l’impressione è che 130 euro mese per 5 famiglie (650 euro mese) siano perse e non saranno recuperate. Non dice neppure da quanto questi importi non sono versati. Insomma la delibera non illustra l’effetto economico per il Comune!

Vi sono al riguardo questioni non banali da considerare. Il primo è più importante riguarda il ghetto: così come sono assestati ed assemblati la Comunità sinti è esterna e preclusa alla integrazione. Su questo problema non vi è un progetto degno di questo nome che vada per passaggi successivi verso la qualificazione professionale su manodopera richiesta in città o nei comuni vicini e quindi un processo di integrazione.

Restano ai margini, formano appunto un ghetto separato, sono in condizioni tali da non provvedere a se stessi con un minimo di tranquillità. Vengono lasciati così, mantenuti così. In forma ricorrente sostenuti con una specie  di “carità” che tampona ma non è da società civile. Sono Cittadini e hanno diritto ad avere l’assistenza e il supporto organizzativo perché siano avviati a superare le presenti criticità.

Invece…. Li si lascia lì, la associazione che li assiste ne cura la permanenza e i suoi attori lavorano per ottenerne il consenso elettorale. Come è intuibile anche dagli ultimi risultati. In condizioni di questo genere, delibere di giunta che li favoriscono non sono proprio eleganti.  Non vogliamo chiamarlo “voto di scambio”?  vedano i lettori come giudicare questo modo di trascinare la situazione.

Lasciarli, gestirli in questo modo, può far pensare che, se le famiglie, uomini e donne in età da lavoro, fossero integrati, arrivassero a svolgere una professione non precaria e generica, non piacerebbe forse, a questa maggioranza dalla “sedicente diamantina coscienza etica” .  Si può dire?

Non sappiamo ma crediamo opportuno denunciare che tenendoli in quel modo, assistendoli con miserie che nulla risolvono, non si svolge nessuna opera di vera qualificazione e integrazione nella società. Così si amministra male, facendo danno alla Comunità, non risolvendo i problemi.

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  1. #1 scritto da fcoraz il 9 agosto 2013 15:42

    Per una volta, sono d’accordo al 100% con lei.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 9 agosto 2013 17:14

    Buon giorno e grazie fcoraz, ma…

    è naturale che Città Ideale cerchi di cogliere gli aspetti migliorabili che sono relativi alla nostra Comunità: lo fa sempre.

    Non che si debba sempre essere d’accordo, ma… ad esempio: la complicata e delicata faccenda di Buccinasco più descritta ancora con gli aggiornamenti del caso nell’articolo di ieri, non la fa riflettere almeno un po’?

    buon fine settimana

    RE Q
  3. #3 scritto da luisi augusto il 19 agosto 2013 08:17

    Egregio Saccavini,
    Ci è stato segnalato quanto postato negli scorsi giorni sul Blog di ” Città Ideale ”.
    Un “simpatico” pensiero feriale dedicato alla locale Comunità Sinta ed alla loro Associazione Apertamente, articolato in un post del 09.08.2013 così definito: “ Buccinasco: Sinti. Integrazione, assistenza e miserie”, ed in un altro post del 14.08.2013, “Delibere estive : non siamo amministrati come si dovrebbe”
    ……………………..

    per la lunghezza del contenuto l’intervento è stato postato come articolo.
    vedi:
    ApertaMente scrive a Città Ideale e spiega…

    RE Q

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