Scuola statale e costosa: i nodi a Bologna vengono al pettine

Città Ideale si è proposta di illustrare temi relativi alla scuola statale e assurda, sprecona e inefficiente del nostro paese. Lo fa perché si diffonda un principio più aperto e moderno del fare scuola. Pubblico ma non statale. Autonomo non monopolistico. Presidi che diventano manager, non solo burocrati. Personale selezionato e assunto dalla scuola. Abolizione dei concorsi pubblici.

Abbiamo un mese fa esaminato l’inconcepibile, barocco e pasticciato concorso in Lombardia per l’assunzione di 400 presidi, che va avanti da due anni e dovrà mettercene un altro prima che sia assegnato.  Il preside che viene da Collesalvetti e prende in gestione una scuola a Sondrio e viceversa: non conoscendo ambiente, struttura territoriale, esigenze formative, ecc. d’altra parte deve fare il burocrate e applicare le circolari del ministero….

In questo bel pasticcio, la struttura statale è fatta di burocrati, personale non docente che viene dalla provincia secondo graduatorie più o meno logiche, insegnanti che si sentono numeri anche quando sono impegnati e capaci, un insieme timoroso dei cambiamenti, chiuso in difesa dello statu quo. È  al loro interno che si teme ogni apertura al confronto con una scuola aperta, multiforme.

Bologna è stata esperienza di un referendum senza precedenti. Illogico innanzitutto sul piano economico: proprio delle regole all’italiana. Battaglia di principio sulla statalizzazione della scuola, eliminando il contributo alle scuole parificate. Il presupposto? Lo stato non ha soldi e non può dare risorse alle scuole non statali. Chi ci vuole andare se le paghi.

Concetto ideologico di tipo statalista, da economia sovietica. Non conta l’economia ma il principio. Il comune investe un milione l’anno e finanzia le scuole private da sempre. L’alternativa statale porterebbe a spendere  sei milioni in più. Quindi a Bologna non vi sarebbe un milione in più disponibile ma sei in meno!

L’importante è che non si possa considerare parificate la scuola statale spesso inefficiente e la scuola a gestione non statale. L’obiettivo non è il principio, ma la paura che nella scuola statale si sia costretti a far uso migliore delle risorse, a rendere più efficace ed efficiente la scuola. Per fare ciò non ci vogliono soldi ma bisogna modificare la struttura incartapecorita del secolo scorso, facendo uso migliore delle risorse economiche e soprattutto umane.

A Bologna è andato a votare il 29% dei Cittadini, con un 60% scarso di voti favorevoli alla statalizzazione. Le cifre dicono tutto: di fronte alla alternativa la più parte ha preferito bocciare il referendum non andandoci. I voti dei sinistri extra, degli attivi laicisti che vivono di concetti superati da almeno un secolo, hanno ottenuto l’affermazione.

Il referendum è consultivo, il Comune non è obbligato a seguirlo e ripropone la convenzione dando disponibilità ai comitati promotori di discutere sul che fare (VEDI ilfattoquotidiano). Naturale la protesta  dei promotori, fra i  quali vi è anche il M5S locale (?). Il referendum va applicato, dicono. Della faccenda in termini di civiltà e di economia a loro non importa.

Perché allora non proporre ai Cittadini bolognesi di tassarsi e fornire allo stato i sei milioni l’anno necessari per la loro visione statalista?  Sarebbe comunque una oscenità nel terzo millennio, un passo indietro di decenni. Il rifiuto dell’Europa, del mondo pluriculturale, dalle offerte e progetti educativi diversi.

Siamo abbastanza maturi perché ad ogni famiglia venga riconosciuto un ticket scolastico da spendere nelle scuole che vogliono far frequentare ai figli. Risparmieremmo miliardi a decine ed avremmo una scuola molto, molto più efficiente. Soprattutto libera.

nb il consiglio comunale lunedì 29 luglio a Bologna ha votato a maggioranza (PD, PDL e Lega) per il mantenimento del sistema scolastico integrato pubblico e parificato, corrispondente e previsto dalla legge Luigi Berlinguer.

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  1. #1 scritto da i diritti di genitore il 8 agosto 2013 15:07

    Questa notizia me l’ero persa ed è un peccato che a Buccinasco di questa decisione del comune di Bologna non se ne parli.

    Qui da noi vi sono due scuole parificate fra la materna parrocchiale don Stefano Bianchi e Nova Terra.

    Oltretutto la scuola Nova Terra al Comune non costa nulla e fa risparmiare un sacco di soldi.

    Sono i genitori, le famiglie che finanziano in tutto la scuola: come se versassero tasse ulteriori (non bastano quelle salate al comune e l’Irpef).

    Se a Bologna gli amministratori applicano la legge, perché questo non dovrebbe succedere a Buccinasco?

    Sarebbe ora che noi genitori, famiglie che si servono di scuole pubbliche, perché le nostre sono scuole pubbliche anche se parificate, si faccia sentire la nostra voce.

    Abbiamo tutti i diritti come gli altri Cittadini: la scuola non è un lusso.
    Un po’ meno soldi dispersi in decine di iniziative di utilità sociale dubbia e si trovano facilmente.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 8 agosto 2013 15:18

    discorso molto diretto e semplice caro “I diritti di genitore”: qui sull’argomento trova porte aperte.

    Chi intende tenerle chiuse, chi ha paura di un sistema istruzione pubblico ma aperto e meritocratico sono coloro che vi fanno parte ed hanno paura di essere inadatti.
    Rischiare di essere messi da parte. Non tutti, saranno una minoranza perché come sempre, quelli che svolgono seriamente il loro mestiere sono la maggioranza, la grande maggioranza.

    A queste resistenze verso il nuovo, comprensibili forse ma che devono essere superate, si aggiungono e diventano prevalenti le scelte della statalista maggioranza che noi Cittadini abbiamo eletto l’anno scorso.
    I danni li abbiamo visti e dobbiamo temerne altri; che dio ce la mandi buona.

    Iniziative pubbliche crediamo che siano utili e vanno incoraggiate.
    L’attenzione che vorrebbe suggerire Città Ideale è una impostazione aperta. Non deve diventare un conflitto fra due sistemi scolastici, entrambi legittimi (anche se noi auspichiamo uno svecchiamento della struttura statalista che spreca risorse e in cambio fornisce poca e superata istruzione).
    Il rinnovamento della scuola crediamo debba interessare tutti i genitori, tutti i Cittadini di Buccinasco.

    RE Q

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