Acqua: pubblica è acqua di tutti? Allora buttiamola che non vale niente

Qualcuno lo ricorderà il referendum sulla bufala acqua privata, acqua pubblica, con la “vittoria” dell’acqua gratis contro gli speculatori delle aziende private che avrebbero aumentato a dismisura i prezzi. Andiamo a raccontare lo stato dell’arte e qualcosa che ci riguarda a noi di Buccinasco.

Come è messa la gestione dell’acqua nella costituenda Città Metropolitana (che adesso i politici nazionali brigano perché non si faccia, perché almeno al Nord restino le province?). Esistono due società, anzi tre. Tutte pubbliche ma S.p.A. (che siccome sono pubbliche dovrebbero dare l’acqua gratis, o quasi).

Partiamo dalla più piccola: Brianza e il Lodigiano che gestiscono le loro acque. Questo non va bene al presidente di CAP Alessandro Ramazzotti: “è complicato gestire l’acqua in maniera industriale in un territorio disegnato dalle culture amministrative”. Insomma: la gestione monopolistica di CAP, come ogni monopolio, punta ad accrescersi, a fare economie di scala ulteriori e ridurre competitor.

CAP Holding che quest’anno ha fuso le sottostanti controllate, gestisce le acque e le fognature nelle province di Milano e Monza. Un monopolio pubblico con 133 comuni, che ha un solo competitor (si fa per dire). Il capoluogo.

MM S.p.A. Metropolitana Milanese, che dal 2003, non molti lo sanno, gestisce i sistema idrico e la depurazione delle acque per il capoluogo, la città di Milano. Società a controllo pubblico, comunale, che il Comune non intende dimettere. Forse perché non si fida del servizio di CAP, o perché verrebbero meno un po’ di posti ben remunerati.

Si parla da tempo di fare sinergia ma non se ne fa nulla. I bilanci sono in utile, le aziende non vanno male e tutto va bene? Ma… intanto la gestione delle acque è un problema perché in attuazione di una legge europea l’Italia dovrà investire per ridurre gli sprechi, le perdite degli acquedotti a livelli europei. E’ già stata stabilità l’entità di un investimento nazionale, si parla di  67miliardi.

Chi pagherà questi 67 miliardi? I Cittadini con le loro tasse o i consumatori d’acqua secondo quanto consumano o quanto vecchio è il loro impianto? Rispondano i lettori. Essendo le società pubbliche, gestite dai comuni, i consumatori Cittadini saranno apparentemente felici perché la politica locale mai e poi mai farà aumentare oltremisura il costo dell’acqua. Devono salvaguardare il consenso.

L’Italia continuerà ad avere i costi più bassi d’Europa, per l’acqua. Se ne sprecherà individualmente di più (tanto costa poco). Ma chi pagherà gli investimenti? I Cittadini naturalmente perché 67 miliardi non ce li regala nessuno. Come? Aumentando le tasse centrali (o regionali). Facile prevedere che i prelievi saranno centrali. Come saranno ripartiti i danari dal centro?

Già ed è qui che vengono fuori gli appalti, le distribuzioni pilotate verso i luoghi ove i già eletti difendono il loro voto di scambio, il loro consenso. Con appalti pubblici ove a vincere è più facilmente l’amico dell’amico (non ditelo però al Sindaco Maiorano se no pensa ad una calunnia), piuttosto che il più capace il più efficiente, il più economico. Anzi se il lavoro sarà fatto male. Tanto meglio: arriverà un nuovo appalto più presto.

Finiamo con un exempla della nostra Buccinasco. La amministrazione Cereda si era proposta una idea valida: creare nel comune una rete di superficie per l’uso non alimentare. Irrigazioni pubbliche ma anche private. In questo modo: non si utilizza l’acqua pregiata della falda profonda (che ci mette mille anni a ricrearsi); si fa uso di acqua  disponibile e facile da gestire. Miglior impiego delle risorse, conservazione dell’oro blu.

Non se ne è fatto nulla. I costi e i diritti pretesi da CAP holding (o come allora si chiamava) rendevano l’operazione antieconomica. CAP holding fattura al comune e ai Cittadini di Buccinasco tutta l’acqua pregiata anche per innaffiare le rotonde. In tal modo porta a livello strada acqua che si aggiunge a quella di prima falda, aumenta lo spreco e la rende inutilizzabile.

Tutto va bene per CAP holding: senza competitor, ha il monopolio, pratica i prezzi che concorda con i sindaci. Gli investimenti arrivano dallo stato (o dalla regione) e vai così che vai bene… quando fra venti o trent’anni l’oro blu sarà una risorsa come oggi il petrolio: la Germania e l’Europa lo venderanno ai paesi assetati…. L’Italia? Magari dovrà comprarlo da loro. però sarà pubblico, però sarà gratis.

LIBERIAMO I BENI PUBBLICI DAL MONOPOLIO STATALISTA

 

ECONOMIA DI MERCATO EFFICIENTE E CONTROLLATA

 

LIBERTA’  – STATO RESPONSABILE CHE HA IL CONTROLLO

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