Scuola italsoviet: una storia che non sembra vera, e lo è

In una regione di questo paese, che risale agli inizi del terzo millennio, la storia appare tanto incredibile da ritenerla frutto di un accumularsi di aggiunte che poco alla volta, col trascorrere dei secoli, sono pervenute a noi. Dicevamo la regione, una delle principali in termini economici e di efficienza, nel sistema istruzione statale e monopolistico, dove tutto è burocratico, e nessuno mai è responsabile di nulla. Bisogna integrare i presidi e come allora usa, si indìce un concorso ove si viene scelti per prove scritte, orari e punteggi di merito per supplenze svolte nell’incarico.

Per farla breve: lasciamo la cronistoria delle origini: dalla delibera ministeriale, l’indizione del concorso, l’effettuazione delle prove scritte, la valutazione degli elaborati e l’esclusione da 101 dei partecipanti dagli orali. Partiamo da qui.

2012 Febbraio – Aprile: si effettuano le prove scritte ed il relativo esame in commissione  degli elaborati. 101 partecipanti vengono esclusi dagli orali. Il concorso prosegue e dovrebbero risultare gli assegnatari dei posti vacanti (475).

2012 Aprile. gli esclusi dagli orali presentano ricorso al TAR denunciando la trasparenza delle buste che consente di leggere il nome del candidato posto all’interno, chiedendo la sospensione della procedura.

2012 Luglio. Sentenza del TAR che conferma la trasparenza delle buste e determina la sospensione del concorso.

2012 Novembre il Consiglio di Stato dispone una “indagine tecnica sulla composizione e sulle caratteristiche materiali delle buste” (non fidandosi della sentenza del TAR, evidentemente) ed allo scopo incarica il Direttore del Dipartimento di scienze merceologiche dell’Università la Sapienza di Roma.

2012 Dicembre. Si scopre che il Dipartimento individuato dal Consiglio di Stato non esiste trattandosi di una Sezione del Dipartimento di Management. Il nominato (di cui non facciamo nome per rispetto dell’istituzione) precisa al Consiglio di Stato: “… non avendo a disposizione le apparecchiature necessarie per svolgere la verifica tecnica richiesta, siamo costretti a rinunciare all’incarico”  e precisa: “Le attrezzature non sono idonee anche in riferimento ai tempi richiesti per svolgere la perizia” (esame della trasparenza delle buste…).

2013 15 Gennaio. Doveva tenersi la sentenza definitiva sulla questione. La mancanza del perito (dimissionario) fa slittare la assegnazione. 

2013 Luglio. Il Consiglio di Stato arriva alla decisione. Le prove scritte rimangono valide, deve essere rifatta la correzione dai commissari (presumibilmente avendo posto gli elaborati in buste non trasparenti): la settimana prossima arriveranno i Rappresentanti  del Ministero per procedere alla sostituzione delle buste. La nuova commissione sarà nominata entro il mese di Agosto. Che poi comincerà con le correzioni. “per 5/6 mesi del prossimo anno scolastico molte scuole rimarranno senza preside.” Dice il provveditore (dopo aver già perso due anni).

Dicano i lettori se mai si poteva avere una struttura cosiffatta in grado di funzionare. Altri tempi… diranno i lettori. No è successo adesso, in Lombardia. Si vadano a leggere gli articoli de ilgiorno sulla vicenda (VEDI, VEDI, VEDI, VEDI, VEDI). Prima di andare dentro il contenuto della funzione e delle selezioni, vediamo come potrebbe essere diverso il procedere.

In una struttura pubblica (o privata) moderna, ove si dovesse scegliere il dirigente di una unità produttiva complessa (ad esempio: 50 insegnanti 5 amministrativi 1.000 allievi), avendone un migliaio in Lombardia, si struttura un processo selettivo di graduale avvicinamento all’incarico per cui, ogni avvicendamento trova il suo naturale subentro, con continuità: senza concorsi, senza raccomadazioni, la selezione si incarica di estrarre il meglio.

Il meccanismo selettivo viene ottimizzato man mano nel suo svilupparsi: con approssimazione crescente l’uomo giusto arriva al posto giusto. La faccenda è gestita da una struttura dirigente che risponde agli amministratori. Gli errori nelle scelte sarebbero monitorati e, ove si superi un tasso di errore superiore al minimo naturale (il 2 o 3%), il responsabile viene individuato e cambia mansione o esce dall’azienda.

Il preside non è un insegnante, ha funzioni organizzative e gestionali importanti; dovrebbe dare una impronta che caratterizza il fare scuola, il corpo docente e la sua selezione. I risultati di quella scuola lo vedono come il principale fautore e responsabile. Insomma, il sistema di accesso alla carica è importantissimo per il risultato della istituzione. In una scuola pubblica non statale, non italsoviet. In Italia, in Lombardia, va bene così! Luglio 2013 A.D.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 16 luglio 2013 15:40

    Rivediamo in chiave che vuol essere seria (operazione impossibile) la situazione che descrive il corriere:

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_luglio_16/carenza-presidi-scuole-lombardia-2222178941556.shtml

    Naturale che il Sindacato, che l’assessore regionale, sostengano i candidati che erano già stati considerati validi e dovranno sottostare a nuovo esame delgi scritti, nuova votazione, quindi gli orali, poi il punteggio (compreso quello per titoli e agevolazioni varie) e alal fine: il ruolo!
    Il ruolo a vita, fino alla pensione….

    Sicura, intoccabile, perenne.
    Quali che siano i risultati…. intanto il sistema procede così… formato

    ITALSOVIET

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 18 luglio 2013 12:47

    Esami da preside: l’appassionante storia continua e viene monitorata dalla stampa (ovvero questa riceve comunicati, che poi pubblica).
    Siccome riguarda 350 scuole prive di preside (condizione che, lo ripetiamo, in un paese non statalizzato non dovrebbe neppure verificarsi) continueremo a seguire questa sarabanda di va e vieni, nomine, ricorsi, tecnici per asseverare la trasparenza delle buste, commissioni che esaminano di nuova nomina ecc. …
    Non è un teatrino ma una tragedia di sprechi ed inefficienze esemplare, non tanto per i valori in campo che pure non sono banali, ma come metodo, come sistema.

    Ecco cosa ci dice ilgiorno di oggi:
    http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2013/07/18/921407-concorso-presidi-rifare-scuola.shtml

    buona lettura.
    Ne abbiamo diritto, almeno a questo, visto che a pagare tutto questo teatrino tragico siamo noi con i nostri soldi, con le nostre tasse.

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 18 luglio 2013 14:34

    Utile ricordare che da settembre entrambi gli istituti comprensivi di Buccinasco rischieranno di non avere un dirigente designato, ma un reggente pro-tempore.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 18 luglio 2013 14:53

    Certamente entro settempre il procedere del concorso non sarà finito.

    La cosa tragica di tutte questa ministeriale gestione su tutto il territorio italiano della statalsovietica struttura è gestita attraverso meccanismi di cooptazione diffusi, nella funzione di presidi pro tempore o aiuto, da oliati meccanismi sindacali che si ripartiscono aree e scuole.
    Forse non dappertutto, forse.
    Ma a quanto viene raccontato il peso dei sindacati scolastici è determinante nel selezionare, quindi nel riconoscere punteggi che poi determinano le graduatorie, ecc.

    Per cui i concorsi pubblici sono poco diversi da una recita in cui tutti rappresentano nel canovaccio una parte già scritta, che tutti sanno quanto inutile.

    Tutto un macchinoso e inutile sistema per avere ad una posizione di responsabilità persone che riferiscono a strutture totalmente esterne ed estranee, che per questo bel poco hanno a che vedere con laefficiente gestione del sistema loro affidato.
    Del resto privo di effetti sui risultati della loro gestione: bene o male che agiscano, che arrivino i risultati, lo stipendio arriva attraverso il lungo percorso che va dalle nostre sudate tasche, al ministero delle finanze, alla scuola, al dipartimento, alla regione e giù giù fino alla busta paga del preside così selezionato.
    Remunerazione certa comunque, con in mezzo, ad ogni passaggio, la decisione intermedia che la partitocrazia presiede e determina.

    Con una variabile, che se il bilancio è in deficit, i soldini arrivano loro comunque e per la quota deficitaria vanno ad incrementare il nostro (di noi Cittadini) debito pubblico….

    Questo toale scollamento negli effetti economici che comprimono il tenore di vita dei Cittadini e l’efficienza del sistema dello Stato (scolastico in questo caso) è il cancro che sta uccidendo il Paese.

    Dobbiamo liberarci del cancro….. se vogliamo salvarci e l’antidoto certo lo abbiamo.
    Tutti noi Cittadini dobbiamo andare a votare: è l’unico pulito e corretto potere che abbiamo.
    Dobbiamo votare solo Cittadini che siano fuori dal sistema partitocratico, che mai abbiano di questo fatto parte, oppure che ne siano davvero totalmente fuori.

    RE Q

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