Giannino parla: ed è la differenza rispetto a politici e guru della crisi

Eccolo Oscar Giannino che con la sua capacità di sintesi, con l’andare dritto ai nodi da affrontare, ci spiega la situazione ed il giudizio che ne esce, prima ancora che economico è politico. Affronta come lui dice “il toro per le corna” e indica la strada da percorrere per il paese. Semplicemente ed in modo chiaro, non ci sono fronzoli.

Quanto stia costando al Paese che Oscar Giannino  sia incappato nell’infortunio che così pesantemente ha colpito lui personalmente ed il movimento da lui promosso che stava prendendo radici… davvero un peccato. Costerà a tutti noi in tempi che si faranno più lunghi. Ineluttabile alla fine sarà il percorso da prendere, subendone i danni.

La strada è comunque questa, l’unica strada possibile che ha davanti il nostro Paese se vorrà FERMAREILDECLINO e ripartire. Unendo le forze esterne al sistema partitocratrico, mettendolo in minoranza. Dopo di che forse potrà rigenerarsi, rimettersi in gioco, applicando le nuove regole che oggi non applica. Perché la partitocrazia non taglia la spesa pubblica? Ecco che ci dice Giannino. Da ilsussidiario.net, intervistatore Gianluigi Da Rold.

 

DECRETO DEL FARE

Giannino: perché non taglia la spesa pubblica?

 

 

INT.Oscar Giannino ECONOMIA E FINANZA – domenica 16 giugno 2013 . Il governo tiene una riunione fiume e poi convoca a tarda sera una conferenza stampa a più voci, con in testa il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Difficile capire in questo momento la portata complessiva del cosiddetto “decreto del fare”. Balzano alle orecchie nelle  dichiarazioni e nei titoli dei telegiornali alcuni provvedimenti che paiono di buon senso. Equitalia appare più “umana”, così come era stato promesso.

C’è un taglio di un quarto sul totale sui vecchi contenziosi civili, sulla giustizia civile, che lascia un filo di speranza nell’oceano delle cause  arretrate; c’è un taglio di 500 milioni di euro sulle bollette; c’è un piano di credito di 5 miliardi di euro per le aziende che innovano e che si possono rivolgere alla Bei, la Banca europea degli investimenti. Ci sono altri titoli dell’intervento governativo che danno un senso di sollievo. Ma quello che ci si chiede, rispetto alle urgenze in cui vive il paese, è se questo intervento affronta veramente il “toro per le corna” e cerca di risolvere la crisi in cui si trova il Paese con scadenze sempre più ravvicinate.

Oscar Giannino, grande giornalista, fondatore di FERMAREILDECLINO, riesce a dare solo una lettura “che per il momento è grossier”. “Siamo ai titoli, poi domani vedremo con più calma quello che è stato deciso anche nei dettagli. Al momento posso dare più impressioni che sostanza ed entrare nel merito. La mia opinione è che questo intervento sia un bis di quelli del governo Monti, ma fatto con un po’ più di energia. Voglio dire che alcuni interventi, mi riferisco a Equitalia e alla giustizia civile sono indubbiamente di buon senso. Ma ancora una volta, da quanto mi sembra, il ‘toro per le corna’ non è stato ancora affrontato”. A che cosa si riferisce specificamente, Giannino

“A quello che sto dicendo da anni. Il problema italiano bisogna affrontarlo con l’abbattimento della spesa pubblica, con un piano programmato e quindi con una conseguente riduzione della pressione fiscale. Sono questi i due punti sui quali bisogna misurarsi, è questa la strada da percorrere. E bisognerebbe affrontarlo subito questo problema, quando, dopo due mesi di studi e attenzione, sei un governo nel pieno delle forze e quindi puoi presentarti con un provvedimento di grande portata. Non mi sembra che si stia battendo questa strada, almeno da quello che ho ascoltato nella conferenza stampa a più voci. Evidentemente la forza di resistenza della Stato italiano è superiore a qualsiasi prova.

Eppure lei dice che ha notato maggiore energia in questo provvedimento. È vero, e ripeto: alcune misure restano lodevoli, condivisibili. Ma il nodo centrale è quello che dicevo: come affrontare l’abbattimento della spesa pubblica e ridare fiducia alle imprese in tempi rapidi, abbattendo la pressione fiscale. Qui si corre sul filo dei giorni e delle settimane, tre o sei mesi per ridare un minimo di fiducia alle imprese. Difficile che in sei mesi imprese italiane che fanno innovazione possono ottenere dalla Bei un accesso al credito. Poi ci sarebbe da spiegare come si fanno alcune coperture per interventi. Sottolineiamo anche che i 500 milioni per alleggerire le bollette sono robetta.

Al momento hanno cercato con tutta probabilità di tamponare una situazione. Ma non mi pare che sia la strada giusta. Il nodo della questione è dare una certa sicurezza alle imprese e che nel giro di qualche anno si arrivi all’abbattimento di tasse assurde. Invece non si vede il filo rosso che possa portare a questa scelta e nello stesso tempo, queste stesse imprese devono fare i conti con i credit crunch delle banche. Difficile essere ottimisti in una situazione come questa e con scelte di questo tipo. (Gianluigi Da Rold)

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  1. #1 scritto da Saccavini il 18 giugno 2013 17:42

    Giannino ritorna e lo si trova sul sito http://www.brunoleoni.it/default.aspx,

    riparte con una delle sue efficaci analisi, totalmente assenti dal dibattito economico e politico, di cui il paese avrebbe tanto bisogno. Invitiamo a leggere l’articolo (ma anche a seguire con assiduità il sito brunoleoni.it) c’è da fare cultura e far crescere la consapevolezza: finora diffusa ma non coalizzata in proposta politica consistente: Riportiamo il nocciolo dell’articolo:

    ………………… dovrebbe indurre a riporre lo champagne che con troppa frenesia tanti politici avevano stappato, immaginando che stampare moneta sia sostitutivo e gratis rispetto ai tagli di spesa per meno tasse e meno debito pubblico, e alla promozione di una più elevata produttività.

    La metto già piatta e tagliente:

    tanto più si vive e opera in un Paese ad alto debito pubblico da troppe tasse e bassa crescita da poco credito e bassa competitività, tanto meglio è se le illusioni dell’easy money svaniscono presto, o appaiono quanto meno agli occhi di tutti insieme alla portata devastante delle loro arcinote conseguenze negative.

    Condivisione convinta dell’analisi, da parte di Città Ideale.

    RE Q
  2. #2 scritto da Flavio T. il 18 giugno 2013 23:51

    Ce li siamo dimenticati
    i Professori della squadra di Giannino, eh ?

    Bravo, bravissimo Zingales !!
    Ho buttato tutti i centesimi che avevo ..

    Ma c’è solo un galileiano di Padova,
    il Prof. Michele Boldrin,
    che usa le iperboli come ai tempi di Keplero,
    a inseguire i fuochi.

    I dipendenti dello Stato,
    si,
    sono troppi,
    “ma non enormemente troppi” !!

    Come dire,
    gli oggetti, in un quadro di Guttuso,
    sono troppi,
    “ma non enormemente troppi” !!

    Rosso Guttuso !!

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 19 giugno 2013 08:33

    Buona giornata Flavio,

    Chi ha espresso la subordinata che attenua il problema (dell’occupazione pubblica) non ha ragionato da economista né da manager di Stato.

    L’economista, nella situazione data dell’Italia oggi, affronta il problema di quanto ridurre le spese e sa benissimo che al riguardo non esiste un limite minimo.

    Si vedono quali sono gli obiettivi di contenimento e poi si passa la mano agli organizzatori perché valutino dove e con quali passi si deve intervenire, considerando le problematiche sociali e le esigenze di medio e lungo termine (illogico tagliare oggi per dover riassumere domani, ecc.).

    Interviene poi la questione dell’efficienza: se lo Stato eroga servizi che incrementano efficienza alle imprese, qui si può investire.

    Un intervento su una tastiera lunga come quella di un pianoforte a coda, le scelte devono modularsi al meglio.
    La sintesi che cita lei è quindi, presa a sé, troppo asciutta, sostanzialmente sbagliata.

    In arte, fra gli infiniti “rossi”, a me viene in mente il Rosso pompeiano, Rosso Fiorentino (pittore del 400 di cui non ricordo il nome) e del suo sodale Pontormo, non ricordo un Rosso Guttuso, ma è senz’altro una mia lacuna.

    RE Q
  4. #4 scritto da giampiero il 20 giugno 2013 14:41

    ma scusate!! stiamo parlando del “laureato”, trovo che sia veramente credibile…complimenti…fare per fermare per truffare
    Giampiero Camito

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 20 giugno 2013 15:23

    Legga l’articolo e lo valuti per il suo contenuto, giampero.

    nei paesi anglosassoni il titolo dei Cittadini, di tutti i Cittadini, è mister.
    Che sia il presidente degli USA o il raccoglitore di noccioline in Georgia.

    Ci sono professori, giornalisti e ufficiali dell’esercito che non hanno lauree, ma stia sicuro che sono pesati bene per le capacità specifiche che hanno.

    Sì che lei dovrebbe ben apprezzare la promozione sociale, proprio per le categorie meno fortunate che partono dal basso e che si fanno da soli.
    Mi viene da ricordarle un nome che forse avrà sentito e che a lei dirà poco: Di Vittorio.
    Per chi scrive, che ha avuto modo di leggerlo e seguirlo nelle scelte, le garantisco che la grandissima umanità unita ad una cultura da autodidatta ma solida, ne fa tuttora il più grande rappresentante sindacale che mai abbia avuto l’Italia.
    Quelli d’oggi avranno lauree, magari multiple, ma non reggono il confronto.

    Legga, legga Giannino e non avrà di che pentirsene, ancor meno di cui vergognarsi.
    Chiamare truffa la sua superficiale gestione della faccenda è davvero fuori luogo.

    Si ricordi di Totò e della sua frase tranchant:

    Siamo UOMINI o caporali??

    RE Q
  6. #6 scritto da Giorgio Vismara il 20 giugno 2013 16:46

    L’unica cosa che accomuna Guttuso al rosso è la sua militanza politica….

    Direi rosso PCI, quella tonalità di rosso falsa ed intrigante che negli anni a tra i 60 e 70 del secolo scorso era in voga tra la borghesia e che per questo veniva definita radicalchic….
    Guttuso ne era buon esponente, assieme alla sua amica e, forse, musa Marta (Marzotto).

    Ancora oggi si vede qualche sopravissuto salottiero da Scalfari a Bertinotti… Pennivendoli, pantofolai o scalatori di assicurazioni e banche (a proposito, Mps?).

    Su Giannino invece si spande melma alla grande solo perché ha avuto il coraggio di ammettere un suo errore di vanità e conscio della cosa si è ritirato. Rimanendo, comunque, personaggio di prim’ordine ed ancor più stimabile in confronto ai “pescecani” che da ogni lato ci circondano e che, impuniti, continuano nelle loro malefatte.

    Vero Frau Idem?
    Mi verrebbe da dire 10, 100, 1000 Giannino! E anche più perché è di gente con idee chiare che abbiamo bisogno.

    I quaquaraquà amici di Guttuso lasciamoli nel loro rosso misterioso e profondo.
    Confidando che si imbattano nei “pescecani” che già intrallazzano con loro e si distruggano vicendevolmente (forse siamo all’inizio!)
    Noi, tirèmm innánz!

    giorgio vismara

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 20 giugno 2013 17:22

    Parliamo un po’ di estetica, Vismara?

    Guttuso sarà un rosso PCI, ma questa non è arte.
    Straordinari molti quadri fino agli anni Cinquanta, poi poca cosa, per quel poco che vale il mio parere.
    Ha seguito lo stile mercantile di altri, facendo molto, in molte copie.

    Quanto a Certo modo d’essere degli ambienti radicalchic, come lei li definisce: il fumo è parecchio superiore all’arrosto. Non farei però di tutta l’erba un fascio..

    Dei Giannino ne abbiamo davvero bisogno, nell’area autenticamente rinnovatrice del sistema.
    Ce ne vorrebbe molti entro il M5S, cresciuti forse troppo in fretta (ma è la storia che muove le cose e non si può pianifcare tutto). Si faranno, ma dovranno davvero impegnarsi a fondo.

    saluti cordiali

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 20 giugno 2013 17:40

    Certo l’articolo di Giannino è ben fatto e colpisce nel segno, ma personalmente sono poco incline al “perdonismo” all’italiana!

    Noi perdoniamo tutto a tutti, sempre e comunque! E chiunque si sente legittimato a fare quel che crede atteggiandosi a vittima se qualcuno osa ricordarglielo.

    Giannino ha commesso un errore, grave, gravissimo, perché si è giocato l’unica cosa che risulta davvero indispensabile quando si parla alla gente, in particolar modo di questioni estremamente complesse: la credibilità!

    E’ stata una sciocchezza, una leggerezza, un eccesso di edonismo? No, è stato imperdonabile! Ha rassegnato le dimissioni? Da che?
    Dal nulla che gli era rimasto dopo che l’ha affondato (e non solo con la sua frottola)?

    Faccia altro nella vita!
    Si dedichi all’orto, all’allevamento degli ovini. Non si può perdonare sempre e comunque!
    E’ un peccato, ma è così!

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 20 giugno 2013 18:08

    Devo condividere Andrea, questo è l’atteggiamento che si deve assumere.
    Questo il metro da adottare in ogni caso, in tutti i casi.

    Il paese deve cambiare; deve cominciare a farlo anche nei comportamenti e nelle conseguenze.

    Resta comunque il fatto che, proprio per una valutazione dell’abito piuttosto che del monaco, noi siamo tutti cavalieri, dottori, e via citando titoli….
    Nell’azienda ho chiesto che dai biglietti da visita fossero eliminati i titoli e le funzioni, lasciando solo cognome e nome.
    Ciascuno vale per quello che riesce a rappresentare di sé e non ha bisogno del supporto scritto davanti al nome.Trascorso il trauma iniziale tutti hanno visto il lato positivo, che valorizza la persona (una goccia nel mare).

    RE Q
  10. #10 scritto da Flavio T. il 20 giugno 2013 19:35

    Non dico mai tutto,
    quando scrivo.

    Vorrei cercare le allusioni,
    e a volte sbaglio.

    Il rosso di Giannino,
    come il Rosso Guttuso:
    troppo legato a chi lo osannava,
    passa a un silenzio imbarazzato appena è scomparso.

    Ricordate la “sua” picassiana Crocefissione,
    esposta al Premio Bergamo del 1942 ?

    RE Q
  11. #11 scritto da Giorgio Vismara il 20 giugno 2013 19:44

    Nulla da dire sulla qualità artistica di Guttuso. E tantomeno sulla sua militanza nel PCI di cui, tra l’altro, pare ne abbia disegnato il simbolo.
    Anche sulla qualità di giornalista di Giannino non ho nulla da eccepire.
    Quanto alle dimissioni giustissime. E doveroso da parte sua dimettersi e non ricandidarsi mai più.
    Quindi, politicamente, nessun perdono.

    Ma mi pare ingiusto censurare il suo pensiero.
    Aiuta a far capire molte cose complicate, spiegandole con semplicità e chiarezza.
    Ribadisco quindi: centomila Giannino, senza vanità ma con tanta voglia di fare e divulgare.

    E se, per un caso fortuito, qualcuno dei nostri chiacchierati onorevoli dovesse seguirne l’esempio, dimettendosi, beh, allora si potremmo sperare che qualcosa sta veramente cambiando.

    Buona serata

    giorgio vismara

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 20 giugno 2013 20:12

    Credo necessaria una rettifica riguardo a Giannino.

    la sua attività attuale è la prosecuzione della professione precedente di direttore dell’istituto IBL ed in questo contesto deve vedersi il saggio, come altri articoli che verranno in seguito.
    Fino ad ora non ha posto questioni reltiva ad una sua presenza entro FERMAREILDECLINO… non sta facendo attività politica attiva.

    Giusto chiarire, crediamo.

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 20 giugno 2013 20:16

    Grazie Flavio per aver ricordato quel famosissimo quadro del primo periodo, uno dei suoi migliori.

    Ricordo fra gli altri La battaglia del ponte Ammiraglio (Garibaldi nella sua battaglia 1860 che gliconsente l’entrata a Palermo).
    Meno mi sembra un altro, spesso oggetto di lodi, relativo ai funerali di Togliatti..

    memoria la volo…
    grazie e buona sera

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 20 giugno 2013 20:17

    Mi ha anticipato, Vismara

    buona serata

    RE Q
  15. #15 scritto da Flavio T. il 20 giugno 2013 20:42

    Cordiale Vismara,

    non so se i politici
    sono tanto “liberi”
    da sceglier di essere
    - il reale Marconi voluto da qualcuno
    - l’accademico Fermi, Sua Eccellenza Fermi
    - D’Annunzio, il solo a permettersi ambiguo disprezzo ..

    RE Q
  16. #16 scritto da Giorgio Vismara il 20 giugno 2013 23:12

    Egregio Flavio,
    L’unica libertà che i politici, quelli veri,
    devono avere è quella di dimettersi
    qualora non mantengano gli impegni presi!

    Per il resto
    devono!
    essere al servizio degli elettori.

    Altrimenti facciano altro.

    Di ciarlatani ne abbiamo strapiene
    le tasche!

    Scusi la franchezza.
    Buonanotte.
    giorgio vismara

    RE Q

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