Il lavoro a Buccinasco: se ne parla per come farlo crescere

Il tema lavoro è semplicissimo. Il lavoro vero, quello figlio della rivoluzione industriale, escludendo l’antecedente vita campestre e servile, da servi della gleba, c’è perché le imprese crescono e si ampliano. Tutti i discorsi che si fanno sul lavoro, sulla precarietà, sui diritti, sulla Costituzione sono discorsi sul vuoto. Il lavoro non si crea per decreto. O almeno, il lavoro per decreto è quello della pubblica amministrazione, ma questo è un non lavoro che non genera ricchezza di per sé.

Nel mondo globalizzato in cui viviamo, diventa ricchezza vera se la pubblica amministrazione è efficiente e competitiva rispetto agli altri paesi. Diversamente, la componente di sovraoccupazione, di inefficienza nei servizi non solo è un fardello per il Paese, ma uno spreco di risorse economiche che le imprese in questa fase non possono più coprire come in passato pagando più tasse.

La globalizzazione obbliga lo Stato all’efficienza della macchina organizzativa. L’altro lavoro, quello che deriva da prodotti, commercio e servizi, solo questo genera ricchezza (che non è una variabile, ma un obbligo primario oggi: dobbiamo pagare una montagna di debito pubblico).

Nel privato l’efficienza avviene autonomamente: lo stabilisce il mercato con la sua legge dura ed essenziale.  Vivi se puoi lavorare utilmente. Se sei in perdita e non ce la fai a vendere creando margine, si chiude l’azienda e il lavoro si riduce. Il discorso è un pochino più sofisticato, ma non poi troppo. Questa è la realtà con cui ciascuno di noi e la Comunità, anche a Buccinasco, deve misurarsi.

Con queste convinzioni Città Ideale viene invitata ed è andata Sabato mattina ad un evento promosso dalla associazione ApertaMente, con la presenza massiccia della amministrazione, il sindacato (Cgil, ça va sans dir), qualche cooperativa, di area. Visto il parterre, del lavoro si è parlato solo per quanto può venire dalle amministrazioni, dai comuni, che sono senza risorse perché il governo le ha tagliate, con gli effetti sulla società, sulle categorie più deboli, ecc.

Insomma una richiesta di sostegno che viene dal mondo associativo, comprensibile e giustificata. Allo stesso  tempo dall’indirizzo oggi superato, perché non è richiedendo danari che questi problemi potranno mai risolversi. E’ necessaria una visione diversa e dinamica della Casa Comune, non più e non solo per erogare più o meno piccoli contributi.  Non basta più, non basta l’attenzione, quasi una “carità”, l’atteggiamento compassionevole (che ci mette a posto la coscienza).

In un quadro un po’ noioso per la sua ripetitività poco concludente, si è accompagnato  qualche sprazzo di realtà concreta. Qualcuna delle cooperative ha posto un tema dei supporti e dei tempi: il tempo entro il quale intervenire per far fronte alle emergenze, che sono urgenti.   Non si capiva bene, oppure si capiva subito dove andava a parare questo discorso.  L’appalto dei rifiuti da 2 milioni l’anno che l’amministrazione sta facendo partire e che, così impostato non cambia nulla per il lavoro locale, non genera lavoro implementale.

Città Ideale batte senza sosta sul tema, insiste perché nella gestione del ciclo rifiuti si parta entro il progetto RIFIUTI ZERO, trasformando masse enormi di discarica che vanno all’inceneritore in componenti da riciclare, riutilizzare, monetizzare. Le  cooperative di tipo B da questo indirizzo possono trovare occasioni importanti di lavoro; anche le associazioni come ApertaMente che seguono il gruppo dei Sinti.

Infatti…. Seguendo il discorso era un po’ come un parlare fra conoscenti che fra loro si intendono. Mai che si sia anche solo pronunciato l’appalto rifiuti in corso, ma che questo fosse l’argomento del contendere fra le parti e verso il Comune si è reso evidente quando, “casualmente”…, il vicesindaco ha sostituito l’assessore (che ha dovuto lasciare  per impellenti ineludibili impegni), rispondendo alle richieste velate. Un riassunto a braccio di ciò che dice:

Sono deciso e sono sicuro io, delle decisioni che prendo e ho avuto cura di inserire nel contratto d’appalto (ha usato il plurale ma era evidente il riferimento) l’obbligo per l’appaltatore di assumere il personale già occupato nell’appalto precedente… In questo appalto abbiamo valutato e adesso abbiamo deciso che non ci sono le premesse giuste….  

Poi (nel 2020..) si vedrà. Questo per quanto riguarda le cooperative e le occupazioni da agevolarsi.  Dal poco sentito non è che sia emerso qualcosa d’altro in termini di progetti di sviluppo: di sostegno funzionale alle imprese, di studio e pianificazione di attività, di formazione dedicata ad un distretto per farlo divenire attrattivo, ecc.

Questioni che hanno il lavoro al centro ma lo colgono come derivato da attività reali.  Sembra che non si sia ancora diffuso il concetto che per il lavoro si debba supportare l’impresa. Di quanto le attività oggi abbiano bisogno di un terreno fertilizzato e favorevole; finita l’epoca della crescita come funghi, del boom. E’ la globalizzazione  bellezza: ci devi convivere o non puoi farci proprio niente.

AGEVOLARE E SOSTENERE L’IMPRESA

PER CONTRASTARE LA CRISI 

PER CREARE NUOVO LAVORO

RIFIUTI ZERO – RISORSA PER BUCCINASCO

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  1. #1 scritto da lettore costante il 12 giugno 2013 15:34

    Comunque la cucini il cuoco, la minestra ha sempre qualcosa che non va bene.
    Criticare l’amministrazione è anche un diritto, ma fare così la politica locale, muro contro muro, non è utile per nessuno.

    Da Città Ideale vengono idee anche valide ma arrivano tardi e dopo, sempre così.
    Non ditemi che così va bene, perché ai Cittadini, messa in questo modo, non importa.

    Tante idee, tante pagine e tutto rimane com’è.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 12 giugno 2013 16:35

    Lettore costante lei sta anticipando una riflessione che sul tema si sta facendo.
    Quello che dice riguardo ad una analisi quasi sempre critica, che sembra un muro contro muro, ci trova d’accordo.

    Fin dall’inizio abbiamo posto il tema e ci siamo proposti, senza pretese ma solo come collaboratori stando ben al di fuori da qualsiasi accordo, non confondendo maggioranza e opposizione.

    Se andiamo a rileggere quanto ci scrisse il Sindaco al riguardo, troveremo un bel NO.
    Ecco all’incirca la risposta:
    “Noi abbiamo il compito e il potere di amministrare e noi lo faremo, voi se volete suggerirete, ma la gestione è nostra e noi non dobbiamo spiegarvi niente.”

    Se questo è il principio, ogni volta che Città Ideale affronta un tema deve farlo al buio, con notizie o decisioni parziali, cercando di capire e facendosi domande, suggerendo un agire che può essere anche sbagliato, viste le notizie che mancano, che sembrano addirittura nascoste.

    Facciamo il possibile e ciò che ne esce è un contrasto, che non è rivolto all’amministrazione o alla coalizione se non indirettamente.
    È difesa dell’interesse della Comunità, è far vedere la proposta di un altro e diverso agire, e farla conoscere.

    Questo articolo crediamo sia un buon esempio del nostro atteggiamento.

    Vorremmo poter essere più utili, ma non ci è consentito, finora.

    Ove toccasse a noi il ruolo, il nostro agire sarebbe ben diverso.
    La richiesta di partecipare, la discussione su tutto, informare tutti perché si arrivi a decisioni condivise con una Comunità informata e partecipe.

    Grazie comunque per il suggerimento lettore costante

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 12 giugno 2013 16:44

    Ho l’impressione che il nostro “lettore costante” non segua assiduamente i consigli comunali, In caso contrario credo avrebbe un’opinione radicalmente diversa verso un’amministrazione che appare alquanto restia ad accettare critiche e/o proposte, si pensi ad esempio al caso emblematico della risoluzione unilaterale con la SUA (sulla scuola, ASB, TARES etc. etc.). In ogni caso è giusto che l’amministrazione, se crede, porti avanti le proprie proposte e che l’opposizione si attivi per dimostrare che ci possono essere strade alternative, smentendo il leitmotiv “non si poteva fare altro!”
    Da parte nostra abbiamo sempre chiesto e continuiamo a chiedere maggiore trasparenza e un percorso decisionale più aperto alla partecipazione che continuo a non vedere.
    Caro “lettore costante” faccia un salto sulla sezione del sito comunale dedicata alla valutazione, trasparenza e merito e mi dica se, secondo Lei, i dati presentati sono chiari, completi ed esaurienti: i dati relativi al 2012 sono stati aggiunti qualche giorno fa e risulta arduo fare un confronto con l’anno precedente! Non le pare?

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 12 giugno 2013 16:50

    Andrea, non vorrei mettere il coltello nella piaga, ma fra le decisioni scoperte a cose fatte c’è anche la delibera Parco agricolo su Vignate, … per non dimenticare il mega contratto con ATM…

    Tuttavia credo sia nostro compito sollecitare il confronto e dare la nostra disponibilità.. (sempre lasciando la decisione e responsabilità a chi ha il dovere e il diritto di amministrare).
    Trovino loro le forme, se vogliono.

    RE Q

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