I ragazzi e il bullismo: Buccinasco è in Italia, ma si può educare

Una notizia di cronaca che non meriterebbe forse che qui a Città Ideale se ne parli. Facile venir fuori con il solito pezzo sui costumi e il civismo che si perde, o sugli extracomunitari, gli immigrati (nel dopoguerra questa disomogeneità era attribuita ai meridionali, chiamati “terroni”, ora integrati pienamente e termine infatti in disuso). Non è così, no è solo così.

Una riflessione però forse si può fare, partendo dalla cronaca (VEDI l’efficace articolo di Francesca Santolini su ilgiorno). Vicenda che non deve drammatizzarsi oltre misura. Casi del genere ve ne saranno altri, che non vanno sui giornali perché magari tutto finisce senza danni seri, tuttavia devono vedersi nel loro essere circoscritti a fenomeni minoritari.

Potrà succedere sempre e comunque. Buccinasco non è un’isola e vive in un paese con i suoi mezzi di comunicazione, con i modelli descritti dalla televisione, i suoi stili di vita ripresi e amplificati. Non si può far nulla allora? Basta un’alzata di spalle e tutto è come prima? certo che no, che chi ha competenza ed esperienza deve riflettere e individuare quali possono essere indirizzi ed inerventi possibili.

Non si tratta solo di una questione di controlli, di maggiore vigilanza, di una presenza diffusa e visibile della polizia locale, che pure, per esperienza diretta sembra attenuata e saltuaria nella sua presenza esterna. Saranno pochi, sotto organico o che altro, ma la funzione principale è la sua visibilità il suo presidiare il territorio, piuttosto che la vita d’ufficio. Forse qualcosa a questo riguardo si può fare.

In particolare però a livello delle nostre istituzioni locali e della scuola una riflessione crediamo possa essere utile. Entriamo in un contesto che è scolastico, comunicativo, familiare. Quel tema che si chiama “educazione civica”. L’insegnamento e l’attenzione che tutti devono darsi verso la civiltà dei comportamenti. Compito e attenzione che deve essere di tutti.

Non sta a Città Ideale esprimere indirizzi, ma chiedere attenzione, valutare le possibili aree di miglioramento nel rapporto scuola famiglia oltre che nel contenuto formativo della scuola, e nella interazione con la comunicazione locale, con eventi aggregativi che abbiano finalità od obbiettivi che esemplificano, che premio il buon comportamento, il vivere civile, il rispetto della cosa pubblica.

Uno sforzo e un impegno che certamente sarà già presente fra educatori e istituzioni, che queste vicende di cronaca rendono di attualità, indicando percorsi da perseguire e ottimizzare.

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  1. #1 scritto da Toti Licata il 6 giugno 2013 13:15

    Storie di ordinario bullismo. Molti rimangono stupiti.

    Ma il bullismo non è solo al maschile. E’ un comportamento che dipende da educazione e contesto di crescita.

    Per capire il fenomeno a livello generale ed a livello locale (Buccinasco) allego due articoli:

    http://psicologiainvestigativa.it/pdf/rassegna/riti_iniziazione_nel_gr_dei_pari_pdf_22.pdf

    http://psicologiainvestigativa.it/pdf/rassegna/articolo_politiche_giovanili_tra_legalit_e0_illegalit_e0_15.pdf

    Per le soluzioni al comportamento deviante serve agire in modo sinergico e condiviso da parte di tutti gli adulti: genitori, insegnanti ed altri significativi (ved. Mead).

    Se questa sinergia educativa non viene agita, ma al contrario gli “adulti” confliggono, insegneremo ed educheremo i minori, solo a confliggere e sopraffare gli altri.
    Più Dialogo, Più Rispetto, per una Comunità Dialogante ed EDUCATIVA. Auguri!
    Salvatore “Toti” Licata

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 6 giugno 2013 14:23

    Buon giorno dottor Licata,

    tanto più importante una azione coordinata che coinvolga tutti, se poi i nostri ragazzi vengono su affascinandosi agli stili di vita televisivi alla “grande Fratello”: confliggere e sgomitare per avere “successo” senza sforzi, vita facile, tanti soldi.

    la maggioranza non adotta queste rappresentazioni come propria vita, ma ciò induce a comprendere, a considerare normali comportamenti che poi sfociano nel bullismo.
    Bullismo che ha evidentemente superato la distinzione fra i generi, riguarda tutti.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 13 giugno 2013 12:33

    Passa qualche giorno e il bullismo si ripete, nello stesos luogo, questa volta ragazzi. Lo rendiconta sempre Francesca Santolini su ilgiorno:

    http://www.ilgiorno.it/sudmilano/cronaca/2013/06/13/903629-milano-buccinasco-rissa-strada-baby-gang.shtml

    una dichiarazione del sindaco, che da sola può fare e servire poco, tanto più che vengono segnalati altri episodi che esulano dalla cronaca giornalistica.

    Nel tessuto sociale di Buccinasco si sta rompendo qualcosa?

    Sarà il caso di rifletterci seriamente, sul piano educativo familiare, che deve essere rafforzato nella combinazione, nel supporto formativo e quanto ancora.

    Attenzione però in particolare alla criticità sociale che oscura se non addirittura chiude le possiiblità di un percorso chiaro successivo agli studi. c’è di mezzo il lavoro e le sue prospettive.
    Se mancano inevitabilmente si ricade sul sociale.

    L’attenzione e l’intervento della Comunità deve accentuarsi con proposte e progetti innovativi.
    Il lavoro non è una merce che si compra al mercatino… ma il riusltato di una complessa serie di interventi che tutti coordinagti portano ad avere più imprese, la crescita di quelle che sono presenti, e delle qualità e capacità che distinguono i giovani di Buccinasco.

    Un campanello d’allarme sociale, piuttosto che avvertimenti trasversali di natura “professionale” come qualcuno adombra, tra i nostri amministratori pubblici.

    RE Q

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