Buccinasco comune. Propaganda e realtà (Andrea D.)

Si assiste, dopo l’ultimo consiglio comunale, a autoincensanti dichiarazioni in merito ai presunti risparmi conseguiti grazie alla modifica dei regolamenti comunali e all’introduzione dell’uso della PEC (Posta Elettronica Certificata): si parla di 10.000 euro risparmiati all’anno! Su trenta milioni di bilancio non si tratta di un gran risparmio, ma, se fosse vero, sarebbe comunque una bella notizia.

E’ proprio così?  Purtroppo non risulta presentato alcun documento che attesti i risparmi e i costi derivanti dalla modifica, si tratta di pure e semplici affermazioni apodittiche. Vediamo un attimo in dettaglio di cosa si tratta: quando si riunisce il Consiglio o quando si riuniscono le Commissioni permanenti è obbligatorio effettuare la notifica ai Consiglieri.  Il vecchio testo dell’art. 21 del regolamento del Consiglio Comunale recitava:

Art. 21 – Notifica ai Consiglieri  L’avviso di convocazione deve essere notificato a ciascun Consigliere presso il suo domicilio, a mezzo di un messo comunale.

La notificazione può essere fatta, in assenza dell’interessato, a persona di famiglia, convivente o incaricata, o a persona addetta alla casa, con le modalità di cui all’art. 139 del Cod. Proc. Civile.

La notifica può essere fatta dal messo comunale in mani proprie del destinatario, ovunque lo stesso venga reperito, entro la circoscrizione territoriale del Comune, secondo quanto previsto dall’art. 138 del Cod. Proc. Civile.

Il messo deve rimettere alla Segreteria Comunale dichiarazione di avvenuta notifica, contenente l’indicazione del giorno ed ora in cui essa è avvenuta e la firma di ricevuta, da conservarsi a corredo degli atti della seduta consiliare. La dichiarazione di avvenuta notifica, certificata dalla firma del messo comunale, può avere forma di elenco – ricevuta, comprendente più Consiglieri.

I Consiglieri che non risiedono nel Comune possono designare un loro domiciliatario residente nel Comune indicando, per scritto, con lettera indirizzata al Sindaco, il nominativo e l’indirizzo della persona alla quale debbono essere consegnati gli avvisi di convocazione.

Mancando tale designazione il Sindaco provvede a far spedire l’avviso di convocazione dal messo comunale al domicilio anagrafico del Consigliere, a mezzo di raccomandata postale con avviso di ricevimento, senza bisogno di osservare altre particolari formalità.

Nei casi regolati dal precedente capoverso, con la spedizione dell’avviso di convocazione a mezzo di raccomandata postale con avviso di ricevimento si ritiene osservato, ad ogni effetto, l’obbligo di notifica sancito dalla legge.

 

Effettivamente la notifica tramite messo comunale risultava complicata e costosa, ma NON è un obbligo di legge. Si può anche, se il regolamento lo prevede, limitarsi a inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno. La conferma è contenuta sia nel vecchio testo che prevedeva l’invio della raccomandata per i Consiglieri non residenti, sia dal nuovo, dal momento che la PEC ha lo stesso valore di una raccomandata.

Ma quanto sarebbe costato inviare tutte quelle raccomandate? Facciamo due conti: negli ultimi nove mesi ci sono state 9 riunioni del Consiglio, mediamente una al mese e, se non ho contato male, 22 riunioni delle commissioni. In un anno possiamo quindi stimare circa 15 consigli comunali e circa 40 riunioni delle commissioni. Poiché i Consiglieri sono 16 e i membri delle Commissioni sono 6 in un anno si dovrebbero inviare 16 *15 = 240 raccomandate con ricevuta di ritorno per la convocazione del consiglio e 40*6 = 240 per quelle delle commissioni, per un totale di circa 480 raccomandate all’anno.

Quanto costa inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno? Trattandosi di norma di un solo foglio si può tranquillamente utilizzare il servizio online di Poste Italiane  http://www.poste.it/postali/online/raccomandata.shtml ) il cui costo, omnicomprensivo, è pari a € 4,1 cadauna (http://www.poste.it/resources/editoriali/postali/pdf/listino-ROL.pdf ). Per cui il calcolo è presto fatto 480 * 4,1 = 1.968,00 euro all’anno con un dispendio di risorse umane del tutto sovrapponibile all’invio di una PEC.

Certo, la PEC consente di rendere il processo più rapido e non si spreca carta, ma costa davvero di meno dell’invio di una semplice raccomandata? Non siamo in grado di dirlo. Non è stato fornito alcun dato in merito al costo delle caselle, modesto presumo, e, soprattutto, dell’archiviazione sostitutiva, certamente più costosa, che si renderà necessaria, ma soprattutto non è stato allegato nessun preventivo per la fornitura di “eventuale dispositivo informatico” come previsto dal comma 2 del nuovo testo!

Quanto costerà fornire di un tablet e relativo piano dati, senza il quale il dispositivo è utile solo come cornice digitale per le fotografie, a tutti i consiglieri? Ci sarà davvero un risparmio o si tratta solo di un simpatico gadget, “per fini strettamente afferenti l’incarico ricoperto” per i consiglieri? Si sono resi conto i nostri consiglieri di cosa stavano votando o, offuscati dalle rivendicazioni di presunti risparmi di spesa, questo particolare gli è sfuggito?

Riteniamo che l’introduzione della PEC possa essere un aspetto positivo, ma è davvero indispensabile, all’alba del XXI secolo, dotare i consiglieri di tablet e connessione a spese della collettività?  Essendo denaro pubblico chiediamo che sia pubblicato l’elenco di consiglieri che faranno richiesta del dispositivo (con il costo relativo) e che sia pubblicato anche il costo complessivo sostenuto dal Comune per fornirlo.  E’ chiedere troppo?

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  1. #1 scritto da Saccavini il 16 marzo 2013 09:24

    Ecco come spiega il vicesindaco la “gratuità” dei tablet assegnati ai consiglieri: qui paiono consegnati a tutti, in comodato “gratuito…”

    …. Abbiamo pensato anche a favorire i Consiglieri comunali nella lettura di
    quelli che, poi, sono gli atti, ma anche della convocazione dell’ordine
    del giorno. Quindi stiamo, vedendo col nostro provider, la possibilità
    di acquistare, in comodato d’uso gratuito, dei tablet, che saranno poi
    consegnati ai Consiglieri, vincolati, naturalmente, all’attività
    istituzionale……

    (dal verbale del Consiglio)

    Una ventina di tablet gratis ai consiglieri!
    Da qui viene il risparmio… secondo il promotore.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 16 marzo 2013 09:25

    Ed ecco le analisi sulle gratuità offerte dal mercato (Andrea D.):

    qui c’è un articolo che spiega la cosa
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-04-16/gara-tariffe-mobili-tablet-064111.shtml?uuid=AbOiljOF
    Di fatto si sottoscrive un contratto per un tempo prolungato, circa 30
    mesi, con un fornitore che nella tariffa mensile comprende anche un
    tablet in comodato d’uso. Alla fine del periodo si sottoscrive un nuovo
    contratto e ci sono delle penali piuttosto salate in caso di recesso
    anticipato. Insomma, il tablet si paga, ma non con un esborso iniziale,
    un po’ alla volta inserito nell’abbonamento mensile.
    Qui c’è una tabella che analizza alcune offerte:
    http://www.freemania.it/offerte-ipad-mini-compreso/
    Il problema, da verificare, è che qui le offerte sono per i clienti
    privati, le offerte business, che teoricamente dovrebbero comprendere
    anche la PA (ma forse non è obbligatorio; per le aziende solo le offerte
    business sono deducibili) sono decisamente più costose.

    I tablet gratuiti a canoni gratuiti sembrano (ma a tutti è evidente) cosa diversa da ciò che nella veste di vicesindaco, in consiglio, viene dal medesimo affermato.

    I “regali della pubblicità”, lo sanno ormai anche i bambini, costano.
    Che abbia imparato dal Sindaco questa libertà di invenzione metalinguistica, parlando nella sua veste istituzionale ?

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 19 marzo 2013 19:48

    Ecco che arriva la risposta del nostro amato vicesindaco, che, tanto per cambiare, non riesce a entrare nel merito della questione nemmeno per sbaglio, ma si limita a fare sterile polemica.
    Il problema non è suo, che certamente farà del suo meglio, ma di chi si lascia infagottare dalle sue allegre e spensierate divagazioni.
    La questione è tanto semplice quanto NON affrontata dal nostro Vice Sindaco al quale cercherò di spiegare i concetti in maniera più semplice, perché forse non li ha capiti:
    1) Non si è contestata la PEC in sè, basta leggere,

    Riteniamo che l’introduzione della PEC possa essere un aspetto positivo

    2) Non è stato precisato quanto costerà la PEC (è stato detto? dove?) e questo sarebbe stato un elemento importante (soprattutto in merito all’archiviazione sostitutiva). Sarebbe buona norma, soprattutto quando si sbandierano fantomatici risparmi, evidenziarli. Basterebbe una tabellina con tre numeri in croce per rispondere a un’obiezione tanto elementare, ma evidentemente è più facile scrivere un’intera pagina per non dire nulla! Li avranno fatti i conti prima, o no? Sulla base di cosa hanno vantato 10.000 euro di risparmi? Si tratta di risparmi reali o si risparmiano, forse, 10.000 euro, calcolati come non si sa, e poi si scopre che se ne spendono 11.000 da un’altra parte? E sarebbe un risparmio?
    3) Futile fare il confronto con il regolamento che prevedeva l’invio del messo comunale: il confronto di costi andrebbe fatto con l’invio della semplice raccomandata

    Certo, la PEC consente di rendere il processo più rapido e non si spreca carta, ma costa davvero di meno dell’invio di una semplice raccomandata?

    Poi se il raffronto fosse vantaggioso o la differenza trascurabile rispetto ad altri vantaggi non monetari, la soluzione potrebbe anche andare, ma NON ci sarebbe un euro che uno di risparmio!
    4) Diamo per scontato che i messi comunali abbiano altri incarichi da svolgere, in caso contrario il risparmio sarà pari a zero, ma questo potrebbe essere un discorso troppo complicato, vero?
    5) Ma soprattutto ci vorrà dire il nostro amato Vice Sindaco, che finalmente ci proietterà nell’empireo dell’informatica, QUANTO COSTERA’ AL COMUNE DI BUCCINASCO, CIOE’ A TUTTI NOI, DOTARE TUTTI I CONSIGLIERI DI TABLET E RELATIVO PIANO DATI? Perché questo è il problema, non la PEC!

    Riteniamo che l’introduzione della PEC possa essere un aspetto positivo, ma è davvero indispensabile, all’alba del XXI secolo, dotare i consiglieri di tablet e connessione a spese della collettività?

    Vi sembrano domande difficili? Non vi sembra logico che chi amministra queste domande se le faccia prima e non dopo aver preso una decisione? Voi quando dovete scegliere tra due alternative non fate un confronto per capire quale sia la più conveniente? Lo fate prima o dopo aver scelto?

    Come diceva il buon Forrest Gump: “Stupid is as stupid does.”

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 19 marzo 2013 20:54

    Bisogna essere didattici per farsi capire, caro Andrea, come fossimo alla terza media (la capacità di comprendere media di un elettore in Italia…).
    Lavoro fatto in modo piano e chiaro, senza polemiche.
    Semplicemente perfetto.

    Piacerebbe poi sapere qualcosa d’altro, di molto, molto più importante riguardo alla PEC (che è obbligo di legge già da due anni e mezzo).
    Legge messa in atto dal terribile Brunetta, che in vari modi la macchina dello stato, dei burocrati e funzionari, soprattutto in un principio che sarebbe il più semplice e il più automatico.
    Che è il caso di descrivere nuovamente (ne avevamo già parlato quando la legge è partita e sindaco era allora Cereda.

    Si tratta delle comunicazioni interne agli uffici pubblici e entro uffici della pubblica amministrazione.
    Tutte queste comunicazioni sono obbligatorie da farsi con il PEC (dal primo luglio 2010!).
    Si pensi entro un ufficio come il nostro comune: un server con programma, la gestione degli archivi e la sicurezza, ecc.
    Fatto ciò, è finito e si può partire: diciamo 15 giorni, poi si parte con i test e in un mese è fatta.

    Ogni comunicazione interna deve essere registrata e non cancellabile, non modificabile.
    Può essere resa obbligatoria per ogni ordine che venga da funzione superiore o inferiore, per ogni comunicazione a salire.
    Rimane per tutte le comunicazioni la data e l’ora, chi spedisce e chi riceve.
    Fonte di prova perenne a fronte di qualsiasi accertamento futuro
    .

    Principio proposto da quell’impresentabile ministro dell’indecente PDL!!
    Che la struttura statale e pubblica non applica, che Buccinasco non applica e in sua vece fa partire una minuscola applicazione.
    Che il vicesindaco certifica essere gratuita.

    Si rende conto di cosa sta parlando?

    RE Q
  5. #5 scritto da Alessandro La Spada il 20 marzo 2013 12:21

    Bravi politici di maggioranza, coi nostri soldi si prendono il computerino.

    Ovviamente è “per fini istituzionali”, come Mastella quando andava al gran premio col volo di Stato.

    Quest’anno è iniziata la rivoluzione della politica italiana. Purtroppo a Buccinasco si votò l’anno scorso, quindi ci sono ancora quelli che ritengono accettabile farsi un prodotto da supermercato (il tablet) coi soldi dei cittadini e delle imprese in sofferenza.

    Spieghiamo a chi legge che un tablet nuovo si trova a 90 euro IVA inclusa. L’accesso illimitato a Internet con un fornitore primario come Wind costa una decina di euro al mese. Se il politico lo trova utile, fa come i suoi elettori: paga.

    L’unico argomento ragionevole sarebbe che tavolette e Internet arriveranno in Comune a titolo gratuito. Se e così, bene dare visibilità allo sponsor e darli subito ai lavoratori la cui produttività incide veramente sul servizio ai cittadini: vigili, insegnanti (anche se dovrebbe pensarci il ministero), funzionari, biblioteca, corsi.

    Sono molto favorevole a promuovere l’uso della PEC negli uffici pubblici.
    Quella è una buona decisione.
    Peccato rovinarla con questa piccola miseria dei tablet ai politici.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 20 marzo 2013 14:16

    Buon giorno Alex,
    certo che gli uffici pubblici devono adottare la PEC: lo dice la legge, entrata in vigore il primo luglio 2010.

    peccato che non sia in funzione, che gli uffici non la adottino al loro interno, che non integrino i regolamenti al riguardo.
    Senza bisogno di tablet…
    Questo. più semplice e meno costoso, dovrebbe essere il primo passo.

    Buccinasco la applica per i Consiglieri, con quel che giustamente specifichi.
    Anziché il l’ultimo, è il primo:
    comunque ben venga, a spese di chi ne fa uso, sperabilmente.

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 21 marzo 2013 09:57

    Ciao Alex, concordo pienamente. Dal momento che come si suol dire “no lunch is free”, occorre capire cosa si intenda per titolo gratuito: “se sottoscrivi l’abbonamento da 30 euro al mese per 3 anni il tablet è incluso” significa a titolo gratuito o semplicemente che il prezzo del tablet è “compreso” nel servizio? Se avessero davvero trovato il modo di ottenere tablets completamente gratuiti, allora che ne ordinassero 2.000 per le scuole!

    Sulla fornitura dei tablets è bene sottolineare che la modifica recita testualmente:

    L’Ente fornisce ciascun Consigliere di una casella di Posta Elettronica Certificata ed eventuale dispositivo informatico …

    Per cui la fornitura del tablet NON ha carattere di obbligatorietà, ma solo di possibilità!
    Se il Consigliere lo richiedesse il Comune potrebbe anche fornirlo, ma chiediamo che questo fatto sia EVIDENZIATO nell’apposita sezione del Sito comunale riportando chiaramente il costo sostenuto per il servizio. E’ chiedere troppo?

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 21 marzo 2013 10:17

    Che bella cosa è la trasparenza,…. non è vero Alex e Andrea?

    RE Q
  9. #9 scritto da Alessandro La Spada il 21 marzo 2013 11:55

    Andrea, grazie per la spiegazione, sono d’accordo.

    Il Comune da gratis la casella PEC base, prezzo di mercato 10 euro l’anno (faccio riferimento al servizio che noi stessi offriamo ai clienti), che il Comune compensa con i risparmi postali e con lo scopo strategico di promuovere la PEC.

    Se il consigliere richiede anche un “dispositivo informatico” (“solo per fini istituzionali”, ne siamo tutti convinti), il Comune gli propone in comodato gratuito un desktop tra quelli ammortizzati e non più usati dall’ente.

    Il Comune potrebbe anche chiedere al fornitore comunale, per spirito di collaborazione e non per obbligo, un’offerta di tablet + Internet riservata ai consiglieri, che eventualmente acquisteranno a proprio nome.

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 21 marzo 2013 12:05

    Simpatico Alex, non essendo un semplice di spirito….

    il tablet… “solo per fini istituzionali”…. ne siamo tutti convinti..

    (o convitati?)

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 21 marzo 2013 14:22

    Ed ecco sciolto il mistero:
    comunicazione emanata dal nostro Presidente del Consiglio Comunale…. (testuale, italiano approssimativo compreso):

    Cari consiglieri,

    Al fine di facilitare la trasmissione e la consultazione degli atti consiliari il Comune di Buccinasco mette a disposizione dei consiglieri un tablet in comodato d’uso con connessione internet da utilizzare per finalità istituzionali. Il costo complessivo a carico dell’ente risulta inferiore a quello sostenuto attualemente per la notifica e la trasmissione cartacea.

    I consiglieri che accattano il tablet devono comunicarmelo rispondendo a questa mail e rinunciando alla riproduzione cartacea del materiale.

    Aspetto vostre notizie.
    Rosa PALONE

    L’amministrazione ha statuito che il costo del tablet (e dei canoni?):

    risulta inferiore a quello sostenuto attualemente per la notifica e la trasmissione cartacea.

    e tanto basta!

    Documentare ad esempio dai bilanci 2010 e 2012 (il 2011 c’era il commissario e non abbiamo avuto addebiti)?

    biogna aver fiducia… e, come dice Trilussa:

    Peggio pe’ voi che me ciavete messo!
    Silenzio! E rispettate er Presidente.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 21 marzo 2013 14:30

    Comunque sia, la comunicazione relativa al PEC per i consiglieri, gabbata per un risparmio di 10mila euro, tale non è.

    Posto che siano 10mila gli euro che si risparmiano (quando documentati, perchè le stime di Andrea D. dano cifre molto inferiori) in carta e consegne, questi “risparmi” sono comunque superiori al costo dei tablet assegnati ai consiglieri…

    abbiamo capito

    RE Q
  13. #13 scritto da Andrea D. il 21 marzo 2013 20:50

    Giusto per essere un po’ più tecnici:

    1) Non c’è nessuna quantificazione ufficiale che comprovi il risparmio di 10.000 euro, che pure viene sbandierato in un comunicato ufficiale (VEDI)!

    2) Il risparmio, sempre leggendo il comunicato ufficiale, riguarderebbe il lavoro dei dipendenti.
    Licenzieranno qualcuno o ridurranno l’impiego di risorse esterne?

    Oppure le risorse esistenti, contratti permettendo, verranno impiegate per svolgere nuove funzioni (necessarie) che avrebbero richiesto nuovo personale?

    Non si sa! Non viene detto.
    Quello che deve essere assolutamente chiaro è che il risparmio potrebbe essere pari a zero!

    Magari lavoreranno meno, ma il costo resterà invariato.

    A questo NON risparmio si aggiungerà il costo per la fornitura dei tablets e dei relativi piani dati (oltre che delle caselle PEC, che come abbiamo già detto sono economiche, e dell’archiviazione sostitutiva, che potrebbe, invece, essere più cara, ma nessuno ha quantificato questi costi).

    3) Per ultimo il costo, e i conseguenti eventuali risparmi, andrebbe comparato con la soluzione dell’invio a mezzo raccomandata che, come evidenziato nell’articolo, in base allo storico reale degli ultimi 9 mesi, potrebbe ammontare a circa 2.000 euro l’anno!
    Il che esclude categoricamente che ci possa essere un risparmio di 10.000 euro!

    A meno che la fornitura dei tablets non solo sia totalmente gratuita, ma porti anche 12.000 euro di contributi al Comune.

    Ma è così difficile produrre un documento con tre numeri in croce?

    Qualcuno dei Consiglieri, prima di accettare, ha chiesto di conoscere nel dettaglio i risparmi?

    RE Q
  14. #14 scritto da Alessandro La Spada il 21 marzo 2013 20:56

    Non ci credo, chiede proprio quali consiglieri “accattano il tablet”?

    Ecco spiegato meglio di mille parole lo spirito dell’iniziativa.

    RE Q
  15. #15 scritto da Saccavini il 21 marzo 2013 21:10

    Si tratta di un’evidente svista.

    Come ci ha insegnato Freud ormai 130 anni fa, vi sono comportamenti umani che sono il risultato del contrasto fra il sè che si vuole rappresentare e la propria parte come si vive e che di solito per convenienza, o riservatezza o dissimulazione, non si vuole manifestare.
    Questa seconda parte interiore però, nel nostro agire, nel rapportarsi con gli altri, ha a volte una spinta forte a volersi manifestare e supera la “censura” dissimulante della nostra volontà.

    Si chiama lapsus freudiano e questo caso può esserne un esempio….

    buona serata Alex.

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 21 marzo 2013 21:20

    Città Ideale sta superando la fase della prima proposta, aggiusta e approfondisce i temi e crediamo riesca a dare corpo e chiarezza alla analisi critica della politica delegata cui abbiamo assistito e tuttora conviviamo.

    La trasparenza (che non è denuncia di ladrocinio o truffa ma pretesa di informazione puntuale e precisa) è una domanda cui i nostri amministratori fanno sempre più fatica a sottrarsi.
    E’ troppo evidente e chiaro il contendere: siamo Cittadini che pretendiamo di conoscere.
    Chiediamo ai nostri amministratori di essere precisi, traspaenti, documentati, e conseguenti.

    I comunicati pompieristici non ci soddisfano ed a questi non crede più nessuno.

    Li invitiamo a cambiare registro, a rispettare gli stakeholders, i Cittadini dei quali amministrano le risorse.

    Ecco perché queste noterelle su ciò che sembra poca cosa, sono invece importanti e devono continuare.
    E’ bene che gli amministratori ne tengono conto.

    RE Q

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