Costi comunali, asili e materne: i numeri hanno la testa dura

Certo, viene facile da dire:  decisione politica e ideologica, hanno il potere di farlo, non ci si può far niente.  sembra logica questa affermazione.  Se poi si va  a parlare con qualche genitore che deve mettere a spesa 300 o 400 euro l’anno, forse si capisce come per lui, per le 300 famiglie che devono subire l’aggravio di costo, la faccenda non vada giù, non sia chiusa. Si vuole anzi tutt’altro che chiusa, che si continui a prestare attenzione.

Crediamo quindi non solo giusto, ma sacrosanto che si continui a parlarne.  Anche se nel mondo vicino alla parrocchia girano anche posizioni corrive, non sfavorevoli verso la giunta Maiorano, che tutto sommato può andare così.  Si arriva a sostenere che, anche se la Materna dovesse chiudere perché non ce la fa più, troverà qualche modo per mettere a reddito le strutture, magari lucrandoci sopra.

No! Noi crediamo che questa esperienza di sussidiarietà positiva, cresciuta negli anni abbia molto dato e molto può dare. Ha fatto risparmiare alle casse Comunali (cioè a noi Cittadini) milioni di euro, fa anche ora risparmiare centinaia di migliaia di euro ogni anno. La chiusura sarebbe un vero peccato per tutta la Comunità di Buccinasco, la perdita di una esperienza aggregante importante, oltre che un danno economico e sociale molto grave.

Farebbe piacere al PD e alla maggioranza; renderebbe entusiasti e felici Sindaco, vicesindaco, presidente del consiglio e consiglieri vari, a brindare per la “vittoria contro le forze oscure della reazione” secondo lo schema stantio, profondamente sbagliato che adottano. I danni li pagheremmo tutti a Buccinasco. i genitori ma tutti i Cittadini, per un servizio comparativo che è apprezzato e si distingue, che stimola la struttura statale al confronto. Pagheremmo l’assenza di un servizio o a causa di un servizio simile molto più caro.

Vediamo ancora i numeri allora, spinti dal contratto asili nido di Buccinasco in corso (ottenuto dopo 4 mesi, ma ne riparleremo dopo). Il nido ha evidentemente un costo a bambino superiore rispetto alla materna; diciamo un 30% in più (andando a vedere costi comparabili di altri comuni). Ci sembra giusto prendere Buccinasco perché questi amministratori sparano paragoni e cifre in libertà. Questi invece sono certi e indiscutibili (VEDI).

Partiti dal contratto, si è poi andati a vedere il bilancio programmatico 2013 ed i numeri che risultano sono lì da vedere. Il comune spende 3.815,79 euro per ogni bimbo al nido (oltre a ciò: gli immobili, la manutenzione, l’energia, il riscaldamento, la mensa e la merenda). Quasi il 130% in più rispetto ad un bambino della Materna parrocchiale (su cui non ha nessun costo aggiuntivo). Se togliamo il 30% quale quota aggiuntiva per l’asilo nido, siamo al doppio!!

Il paragone con Reggio Emilia nella tabella viene posto a conferma, ben sapendo che quella è tutta un’altra faccenda: qui le Materne parificate, parrocchiali o cooperative laiche, sono trattate con equiparato criterio sociale. I servizi che riguardano la fase puerile della crescita sono di assoluto rilievo internazionale, citati da tutti come riferimento. Il “metodo reggiano” definisce gli asili di riferimento nel mondo.

A Reggio non passa  per la testa il  “punire” le materne a matrice cattolica. Questi amministratori saranno ancora comunisti ma l’anello dal naso è qualche decennio che se lo sono tolto, a differenza di casa nostra.  I genitori hanno quindi forti ragioni di protestare e non accettare una imposizione (forse nelle possibilità loro consentite: non andranno in galera per questo) certamente iniqua sul piano sociale e dalle venature anticlericali o politicamente targare come certifica il PD.

Infine, vedendo i costi per alunno,  una gestione manageriale vedrebbe di allargare le occasioni di impiego del modello Materna parrocchiale, cercando di diffonderlo, di affiancare e supportarne le strutture, anche con componenti della amministrazione. Un lavoro ben fatto, diffuso, Un format di successo che  genera soddisfazione per i Cittadini.  Risparmi per un altro milione di euro da destinare a situazioni di crisi, familiari e sostegno alle imprese.  Un altro film. Che potrebbe aversi ad esempio con Città Ideale.

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  1. #1 scritto da parrocchia no il 14 marzo 2013 11:48

    ma allora come la vogliamo, Saccavini?

    Lo sa che il Comune non ha nessun obbligo di finanziare la materna?

    Perché allora continuare a piangere quando mette lì quasi mezzo milione alla parrocchia?

    Sarebbe ora di finirla, non le pare?

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 14 marzo 2013 12:53

    Certo “parrocchia no”, il Comune non ha obblighi di legge.

    Se è per questo, non ha obbligo di fare nulla o quasi: teniamo le luci al minimo. Lasciamo andare le strade, i giardini li lasciamo inselvatichire e via così. Risparmiamo un centinaio di dipendenti, abbiamo un consiglio di due persone e risparmiamo 25 milioni di tasse.
    Numeri a vanvera che però aiutano a capire quale sia la funzione pubblica e sociale del comune.
    E quali siano gli obblighi dei nostri amministratori.

    I quali “non finanziano la parrocchia”: pagano (molto poco) un servizio sociale a 300 famiglie (che devono versare di loro il doppio rispetto ai Cittadini che “hanno il merito” di iscriversi alle materne statali)….

    Provi a pensare se mai volessero farlo, di non finanziare la materna parificata: trecento bambini senza materna; altrettante mamme a casa dal lavoro!
    Non sono mamme di bambini che frequentano la materna parrocchiale, ma quelle che risulteranno ultime in graduatoria comunale!

    Immagini allora i problemi?

    Sa quante mamme in Italia hanno dovuto lasciare il lavoro per accudire i bimbi, costrette a farlo legalmente perché prive di soluzioni sociali di prossimità e di parenti prossimi ?
    solo quelle che hanno potuto (costrette) legalmente lasciare il lavoro? Nel 2012 sono quasi 20mila!!

    Per lei forse la parrocchia sarà luogo ove si pratica il lavaggio del cervello.
    Invece è fonte di un miracolo quotidiano che, senza proclami, fa del bene alla nostra Comunità.

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 14 marzo 2013 18:35

    Il Comune non ha nessun obbligo specifico di finanziare la scuola dell’infanzia e l’intervento in tale ambito si inserisce nello stesso identico filone normativo che porta alla realizzazione/contribuzione degli asili nido, cioè negli interventi e servizi sociali.
    Come sembra evidente dalla firma del commento #1, per non parlare di altri articoli di autorevoli e meno autorevoli esponenti politici, non è affatto un problema di normativa e probabilmente nemmeno di fondi, ma di chi gestisce il servizio.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 14 marzo 2013 21:41

    Già Andrea ma giova ripetere:

    la funzione del Comune, “lo dice la parola stessa: Comune” è di carattere sociale, quindi paritetico entro schemi di capacità reddituale eguali.
    Se per il medesimo servizio statuisce due classi distinte: ciò potrà essere consentito dalla normativa, ma non corrisponde allo spirito di una Casa Comune.

    Bisogna partire dai fruitori del servizio: per equità, per non costuire caste dalle condizioni diverse.

    RE Q
  5. #5 scritto da Alessandro il 15 marzo 2013 08:45

    Gentile “parrocchia no”, per capire perché il Comune “finanzia la materna” si legga il primo Allegato della Determina n.26 del 7/3/2013: http://www.comune.buccinasco.mi.it/openweb/web/pratiche/dett_registri.php?id=6640.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 15 marzo 2013 14:50

    Buon giorno Alessandro,

    provando sul link che ha messo, non viene preso e da errore.

    non vengono oggi rinviate al sito.
    L’albo pretorio a quel che pare non è oggi leggibile.

    saluti cordiali

    RE Q

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