Non vendete il futuro dei vostri figli per un tozzo di pane oggi.

Partitocrazia sprecona: le Regioni miliardi di nuovi debiti

Pagarli i debiti? Toccherà a noi Cittadini. Cittadini d’oggi e quelli di domani: i nostri figli e nipoti. L’amministrazione pubblica è troppo costosa e molto spesso inefficiente, in qualche caso solo poco efficiente, diciamo migliorabile. Far politica per questa congrega significa usare le nostre tasse per costruire consenso..

Ha bisogno di farne uso, per perpetuarsi, per continuare così. Incapace di farne a meno. Dovesse chiedere sacrifici, ha tanto scarsa credibilità che verrebbe presa a forconi. Il rischio di un assalto alla Bastiglia. Ogni giorno si scoprono nuovi buchi. Non vogliamo infierire circa il destino finale di questi nuovi debiti (ci sarebbe da dire); adesso intendiamo mettere a fuoco l’incapacità del sistema di far fronte a un indispensabile periodo di vacche magre.

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Buccinasco: stakeholders, elezioni e gestione del municipio

In democrazia uno vale uno: ogni Cittadino ha diritto a un voto, non di più; tutti i Cittadini maggiorenni hanno il diritto a votare. Se dovessimo approfondire il criterio su cui si fonda il principio; sui pro e i contro, sulle sue pratiche applicazioni, non basterebbero i volumi di una Treccani. Questione dibattuta, su cui ci sarà sempre da discutere.

Semplificando e arrivando al nocciolo, per Città Ideale sarebbe opportuno l’inserimento di un filtro che si interponga fra il diritto di voto e il suo esercizio. Qualcosa del genere succede negli USA, ad esempio: il Cittadino che intende votare deve recarsi agli uffici elettorali e manifestare la sua volontà, iscrivendosi.

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Cosa ci lascia il mandato Maiorano & Co.? L’esempio di come non fare

Maestri del nulla, così si sono caratterizzati i nostri amministratori. L’enorme somma di nostre risorse da gestire (135milioni nel quinquennio)  sono state spese tutte, impiegate tutte per la gestione ordinaria: tenere aperto il municipio, farlo funzionare alla meno peggio. Non un’opera è stata realizzata in cinque anni, neppure una.

Perfino la farmacia che adesso apre in via Don Minzoni è opera investita dalla amministrazione precedente. Hanno cercato di litigare con la proprietà sperando di risparmiare e alla fine ci hanno messo all’incirca 300mila euro in più. Quanto al resto…

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Usi, Costumi, Civiltà e Libertà: ci vuole la legge?

La questione del vestire come identità in un altro paese, oggi relativa all’islam, vede in Europa un dibattito impantanato sulla liceità di usi da portatori di valori che si propongono estranei alla cultura europea. Non è questione da poco.

Chiunque può avvertire la delicatezza del tema, per come oggi dibattuto. Non ci sembra sufficientemente approfondito; su di esso l’Europa, o forse meglio, la cultura moderna, deve trovare una risposta condivisa e convinta.

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Un grande italiano da non dimenticare: Paolo Baffi

Nacque a Broni il 4 Agosto 1911… centocinque anni fa. Entrato in Bankitalia nel 1936, nel 1945 fu nominato da Luigi Einaudi (allora Governatore) Capo dell’Ufficio Studi. Nel 1975 subentrò a Guido Carli  quale Governatore di Bankitalia. La conoscenza sui media viene da vicende politiche, raccontate in modo semplicistico. A Città Ideale piace ricordare ai lettori questo Italiano, un grande di cui andare fieri.

“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi” questo aforisma che Brecht fa dire a Galileo, di cui si intuisce la sostanziale profonda verità, si attaglia sempre di più all’Italia come è venuta deperendo fra i suoi rappresentanti in etica e morale. Paolo Baffi è stato un eroe nel suo ruolo; è stato un grande nel recuperare credibilità a Bankitalia, nella dirittura professionale e etica con cui ha condotto l’istituto di emissione.

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Ciclo dei rifiuti in Italia… e a Buccinasco: tutto da fare e rifare

Cominciamo con la situazione di Buccinasco. Questa amministrazione ha iniziato con un contratto che stava terminando (fornitore una società legata al mondo coop PD), costo 3,2milioni l’anno. Ha riproposto un contratto fotocopia con una gara che ha vinto l’AMSA. Costo praticamente invariato. Nessun risparmio, nessun ritorno dall’eventuale migliore quota di riciclo dei Cittadini. Contratto che è stato  rinnovato e probabilmente dovremo tenerci per i prossimi tre anni.

Cifra che è uno sproposito; gestione standard, con criteri risalenti a vent’anni addietro. La gestione dei rifiuti e la pulizia delle strade è soggetta a una imposta specifica: con un contratto come quello in essere, i Cittadini pagano tutto con la tassa sui rifiuti (adesso si chiama TARI). Che sia giusto continuare così? No, è sbagliato, ce lo dice la legge, ce lo dice il rapporto CDP (VEDI alle pagine 41 – 50).

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Illuminazione negli enti locali: CDP illustra le inefficienze (anche di Buccinasco)

La situazione generale su scala nazionale, relativa all’argomento illuminazione pubblica, certifica inefficienza, incapacità, con lo spreco di risorse che ne conseguono. In definitiva un disastro al quale si deve mettere mano, farlo in tempi solleciti e con modalità il più possibile standardizzate. Buccinasco in questo contesto non si distingue, siamo immersi mani e piedi nel mare di inefficienza, che costa al paese 2miliardi l’anno.

Il rapporto di CDP dell’Agosto 2016, di cui abbiamo già accennato, va letto da tutti gli interessati e valiutato con grande attenzione (pagine 32 – 40: VEDI). Deve essere fatto proprio (metabolizzato) da amministratori e forze locali, fatto conoscere ai Cittadini perché partecipino, individuando il modo corretto e efficace di procedere perché si arrivi presto alla sua realizzazione.

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Finanza locale e società partecipate nella P.A.

CDP (Cassa Depositi e Prestiti) è un’istituzione particolare. Sempre esistita, sempre con due funzioni principali: gestire la raccolta di danari dalle poste (circa 200miliardi di euro), quindi il finanziamento a opere di enti pubblici, a cominciare dai comuni. Realtà dei comuni che, almeno sul piano finanziario, dovrebbe conoscere bene.

Come sempre nel sistema di finto mercato in cui si trova l’Italia, i controllati hanno meccanismi di condizionamento del controllore. In questo caso il legame si ottiene con le fondazioni che hanno il controllo delle banche, diventate azioniste di CDP, dopo che questa è stata trasformata in S.p.A. (l’80% è del Ministero delle Finanze). Le fondazioni sono controllate dal sistema dei partiti: quindi a decidere sui finanziamenti ai comuni; sul controllo dell’utilizzo dei prestiti, la regolarità del rientro, sono…. i partiti.

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LEGA COOP MPS, PARTITOCRAZIA FUORI MERCATO (e legge?)

Che il sistema Lega coop (più le altre di espressione sindacale), MPS, Unipol e politica (sinistra in grande prevalenza, ma non solo) sia un tutt’uno intorcicato, tale da rappresentare nella sostanza il nocciolo duro entro il quale si cuoce la ripartizione degli affari pubblici, delle migliaia di appalti, con il “morto” al tavolo: l’antistato. Entro questo insieme avviene la ripartizione e il condizionamento reciproco.

Questa è la “politica” nel nostro paese… quella concreta. Se si mettono in fila le coop e gli appalti, anche prendendo le notizie quando vengono sui giornali, che raccontano gli interventi della magistratura, la sequenza fa concludere che il sistema è fatto così.

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La storia nostra va conosciuta e preservata: a Buccinasco, e non solo

Questa riflessione prende le mosse da vicende di questi giorni, stimolate da un quadro (che non conoscevamo, neppure il pittore) riprodotto su fb da Flavio Turin. Qui ne abbiamo ripreso uno affine, per non ripeterci, l’immagine descrive le condizioni di lavoro a Boffalora Ticino nel 1828: una filanda che aveva 150 dipendenti. Quali fossero le condizioni di lavoro, ecco come sono descritte su Wikipedia:

Il lavoro della filanda era svolto principalmente da giovani donne e da bambine, che venivano chiamate filerine, filandere o filerande. I turni erano pesanti, potevano arrivare da 12 a 16 ore al giorno con durissimi controlli sulla quantità e qualità del prodotto lavorato; le filerine venivano multate se non rispettavano tali turni. Il lavoro faticoso e malsano (per via dei vapori delle vasche), le mani tenute nell’acqua calda (80 gradi), la polvere, i salari da fame: per aiutarsi a sopportare queste dure condizioni le filerine cantavano in coro.

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Antiriciclaggio: cosa dice Bankitalia U.I.F. al nostro Municipio

Altro argomento stranamente assente dai media, dal dibattito politico, dai teatrini pre referendum. Non ne parla proprio nessuno; un pochino più avanti è la maggioranza Maiorano che ha proposto almeno un indirizzo in materia. Finto, che non serve a niente se non a far dire che se ne sono interessati a parole. Eppure se si va a leggere il rapporto annuale Bankitalia/U.I.F., la questione è molto seria… quasi drammatica.

Sulle metodiche del contrasto all’antiriciclaggio di capitali illeciti c’è non solo scarsa attenzione ma, ed è inevitabile, un’ignoranza diffusa, non solo fra i comuni Cittadini se manca esperienza operativa nel mondo della finanza, ma anche e, possiamo dire, nella totalità dei nostri amministratori locali, come del Consiglio. Non è una colpa; siamo tutti ignoranti sulle cose che ci mancano d’esperienza e conoscenza dagli studi. Questa una ragione importante per parlarne, per insistere su questo tema.

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Referendum Repubblica Presidenziale: Renzi non c’entra (e si può mandarlo a casa)

Un tema che certamente fa discutere; un tema che sta giocandosi su un equivoco perché tutti parlano d’altro. Tutti: governativi e minoranze. Si tratta di un cambiamento che fa tremare i polsi a parlamentari e partiti; l’insieme che si è spartito il potere reciprocamente condizionandosi, ciascuno con la sua fettina di torta. Un ente qui, una commissione là, un incarico sopra o sotto.

Quella che è stata e viene tuttora considerata la Costituzione più bella, nei decenni si è trasformata in un contenitore nel quale ci sta tutto e il contrario di tutto. Maggioranza e minoranza che si condizionano reciprocamente, base e presupposto di un potere decisionale fatto a spicchi. Non si potrà decidere nulla se non c’è qualcosa da cedere in cambio. Se una decisione viene vista male da un parte per le conseguenze elettorali che ne vengono non si fa nulla.

Parliamo delle infinite riforme mai passate? della scuola pubblica e della legge Giovanni Berlinguer; dell’articolo 18 sostenuto da Berlusconi che ha a questo scopo convinto anche la CISL, poi fermato. Le infinite leggi licenziate dal parlamento ma evirate, contenenti la clausola, l’appiglio per non applicarle, perché non si faccia danni ai tassisti, oppure ai postini, ovvero ai dipendenti ministeriali, ai titolari di bagni pubblici al mare, ecc.

Questo modo di far politica con la Costituzione c’entra poco, ma non vi è altro modo di cambiare questo sistema fatto di partiti portaerei di peso e di costi che bloccano tutto e tutti. Da Craxi a Prodi/Veltroni (poco) a Berlusconi (tantissimo). Sono trent’anni che siamo inchiodati dai veti contrapposti. Quante volte ci siamo sentiti dire e abbiamo letto che così non si può andare avanti, che il paese andrà a fondo…

Si dirà, e si dirà bene, che le riforme che stanno uscendo sono approssimative, che mancano di contrappesi utili, che si devono fare meglio. Vero: questa battaglia sarebbe stata più credibile in corso d’opera,entro il parlamento. Adesso, anche se le motivazioni sono le più logiche e giuste, si collocano come strumento perché tutto resti com’è.

Dopo il fallimento della commissione D’Alema, della riforma Berlusconi bocciata dal referendum, le opposizioni dure, decise, senza tentennamenti, quelle concrete, sono del sistema partitocratico che vede ridursi drasticamente la capacità di contrasto e di blocco (e il conseguente potere di condizionamento). L’obiettivo è che tutto resti com’è.

Certo, ci si deve turare il naso, per votare SI. Ma il si porta a un cambiamento forte della politica, che abbiamo sintetizzato nel titolo. Dal giorno dopo l’entrata in vigore cambia tutto. I partiti diventano finalmente solo comitati elettorali perché non avranno più molto da spartire (i 400mila italiani che vivono di politica, come dice Letta), dovranno trovarsi qualcos’altro da fare, se non tutti la maggior parte.

Il premier avrà un potere molto più forte, il che potrebbe far contento Renzi, essendo lui che spera di trarne beneficio. Questo però è tutt’altro che certo; probabile forse, ma la situazione cambia. Non si è finora notato che, con un assetto normativo che garantisce autentico potere di gestione, la società civile, finora estranea alle segreterie politiche, potrà esprimere  (o generare) una candidatura propria, esterna all’ambiente del palazzo.

Se la riforma passa, non sarà più come oggi; verrà fuori una capacità di proposta molto più ampia di quella che ci ha stufato, ha ammorbato l’aria (non solo) alla politica e al potere. Renzi non è proprio detto che si trovi quale unico premier possibile; può trovarsi sorprese per lui non proprio gradite, né facili da contrastare. Partiti senza soldi, capacità di compravendita voti ancora possibile ma molto meno determinante; partiti leggeri che potranno credibilmente presentarsi agli elettori, per votare un premier con il suo programma.

Non riusciamo a capire perché M5S, con queste prospettive, quelle che concretamente consentono di voltare la frittata e ridimensionare il sistema partitocratico, si fermino alla lotta politica tradizionale contro il governo attuale, contro Renzi. Governo che non piace a nessuno, che molti vorrebbero mandare a casa; non si potrà farlo in modo efficace se non vengono superate le regole dell’inciucio permanente, del governare condiviso e  condizionato.

C’è ancora tempo, e c’è da riflettere davvero sul bisogno di cambiamento uscito dalla riforma parlamentare (pasticciata, ma votata da larga maggioranza). Questo è uno di quei casi in cui si deve prendere la palla al balzo perché domani, dopo che sarà passata la riforma costituzionale, davvero sia un altro giorno. Anche per Renzi… che potrà essere mandato a casa. Insieme a un modo del far politica divenuto finalmente decrepito; una maschera di cerone e belletto che si scioglie al sole  e mostra piaghe e magagne facendone un mostro (Morte a Venezia di Thomas Mann (e Visconti), …. remerber?).

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Buccinasco non era in regola sull’antiriciclaggio! Ci hanno messo una pezza

Le coincidenze sono uno degli aspetti speculativi che caratterizzano Città Ideale.  Non sono una certezza, bisogna ammetterlo ed anzi, ove non meditate adeguatamente, usate con cautela, possono essere causa di cantonate clamorose. Se ne vede anche in vicende giudiziarie.  Per chi ha dimestichezza con le attività investigative, una delle regole fondamentali è la cautela ma soprattutto: non accantonare nulla, non escludere nulla.

Che il Comune di Buccinasco fino a ieri non avesse adottato i principi di legge (che sono operanti, anche nella P.A., da 25 anni) riguardo al contrasto al riciclo del danaro, è una novità straordinaria, una disattenzione clamorosa. Che forse avrà qualche responsabile. Non unica, sia chiaro: perché il responsabile nazionale di UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) presso Bankitalia Claudio Clemente dice  quanto segue:

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Olimpiadi a Roma? Soldi buttati, parola di Financial Times

Non è la posizione politica di M5S. La considerazione/consiglio ai paesi che si candidano, viene dalla rivista economica che è quasi un’istituzione. Anche in questo caso lo studio pubblicato da FT non ha trovato interesse o riscontri sui nostri media; Città Ideale ritiene sia il caso di farlo conoscere. Autore Tim Harford: editorialista e columnist economico in BBC. Descrive una ricerca degli economisti Robert Baade e Victor Matheson.

Ospitare le olimpiadi è come costruire una chiesa per un unico, magnifico matrimonio. Le costose strutture saranno usate al massimo della loro capacità solo per un breve periodo. da Seoul 1988 a Rio 2016 le olimpiadi sono costate miliardi a chi le ha ospitate. Fa eccezione Atlanta 1996, costo 3,6 miliardi di dollari e Los Angeles 1984 (non a caso libere imprese, senza investimenti statali). L’esagerazione nelle spese è stata Pechino con 45 miliardi.

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Antiricilaggio a Buccinasco: siamo alla preistoria

L’argomento è di quelli tosti: rappresenta l’affare economico prevalente dell’antistato (‘ndrangheta) soprattutto nelle realtà del Nord Italia, meno assoggettabili all’antipotere che condiziona Cittadini e li sottomette. Questione di prevalenza, perché Cittadini più isolati, più timorosi, più deboli ve ne sono ovunque. Qui da noi però l’economia gira di più: quindi maggiori le possibilità di mettere in circolo danaro illegale (quello che l’antistato raccoglie).

L’argomento a Buccinasco è stato scoperto con una delibera improvvisa a metà Aprile, assunta dalla Giunta senza  neppure avvertire la costituita Commissione Speciale perché renda operante il Protocollo della Legalità. Dopo vent’anni di dimenticanza. Lavori fermi, per quanto è dato sapere, che la maggioranza cerca di compensare con un paio d’iniziative nell’ultimo Consiglio del 13 Luglio.

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