Non vendete il futuro dei vostri figli per un tozzo di pane oggi.

Classe politica molto, troppo inferiore alle necessità del paese

La decisione del Sindaco di Roma di non far spendere al Paese 24 miliardi (budget iniziale, con quel che significa), per le olimpiadi a Roma, per la ragione economica, ragionieristica se si vuole, che il Comune non può metterci soldi, essendo quasi disastrato, inizialmente ha bruciato l’establishment e politica romana e nazionale.

Mai sentita una ragione di bilancio a motivare il diniego per una spesa qualsiasi, da esponenti della partitocrazia. La novità ha bruciato mettendo a nudo il malfare di un sistema. La notizia è stata coperta da subito attraverso l’occupazione dei media sparando contro Virginia Raggi, in tutti i modi possibili. Abbiamo personalmente sentito la radio pubblica trasmettere l’intera diretta di una penosa contro-conferenza stampa del presidente del Coni Malagò, per un’ora e mezza, e passa.

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STATUS QUO: passano anni e la spesa resta alta, anzi aumenta

Risale a Monti la nomina di un commissario avente il compito di razionalizzare la spesa pubblica. Spending review, detta all’inglese. Monti nomina Bondi: un manager dai precedenti di assoluta garanzia e competenza, reduce dal risanamento di Parmalat. In pochi anni rimessa in sesto, portata in borsa, rilanciata. Drastici i tagli, quasi brutali agli inizi, ma efficaci. Prima di essere messo via, costretto ad andarsene, parlò di risparmi possibili per oltre 200 miliardi.

Primo di una sequela di numeri uno costretti a abbandonare. Il più famoso Cottarelli: anch’egli di spessore notevole. Addirittura con lo spesso compito svolto nel Regno Unito, proveniente dal FMI, cui dopo essere messo da parte è tornato. Ecco la considerazione finale ricavabile dal suo sito, mentre se ne andava:

In fondo a tutte queste considerazioni di metodo, a mio avviso ne resta una cruciale, nel merito: se si utilizzano risorse provenienti da risparmi sulla spesa per aumentare la spesa stessa, il risparmio non potrà essere utilizzato per ridurre la tassazione su lavoro. Condizione, a mio giudizio, essenziale per una ripresa dell’occupazione in Italia.

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Cittadini per gestire la Comunità: l’attività e la partecipazione è un valore

Le modalità del far politica fino a ieri, a oggi, ci hanno condizionato e ci condizionano ancora oggi. La delega troppo ampia rende i Cittadini distaccati dalla vita della politica nazionale, ma soprattutto a livello della Comunità locale, che pure potrebbe e dovrebbe coinvolgere di più. Si è portati a essere distratti, quindi superficiali nel valutare ciò che funziona. Si adottano criteri personalistici nel valutare le cose comuni e i loro effetti.

Con l’attuale sistema i momenti di condivisione e partecipazione attiva sono praticamente nulli. Quando sono organizzati dagli amministratori/partiti locali, hanno un sapore di già deciso e organizzato. Sembra di assistere a un rito, nel quale gli officianti di turno danno la linea e questo e fatale che passi. Viene alla mente la serata di presentazione della revisione dello statuto comunale, con un paio di Cittadini che parlano fuori dal coro generando sorpresa e disappunto.

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Referendum e “dettagli”… cosa ne pensa Alessandro

Il contributo di Alessandro contiene aspetti ragionevoli che riteniamo di dover far conoscere. L’analisi delle singole questioni dobbiamo dire che non ci entusiasma, anzi ci annoia. Gli aspetti tecnici complessi quest’epoca di bizantinismi sottili promosso dal sistema dei partiti ci ha stancato, ha qualcosa di simile a una truffa.

Pure lo sforzo di chiarire, di spiegare, di confrontarsi che Alessandro porta avanti, è meritevole e degno di attenzione. Significa anche resistere alla facile tendenza a lasciar perdere, che è poi ciò che vogliono tutti. Portare i Cittadini al voto di pancia perché i media fanno una gran confusione, con il contributo dei professionisti della politica, pervicacemente incollati alla sedia, ai conseguenti benefici tratti dalle nostre tasse, a quelli che derivano dalla condivisione ripartita del potere. Un giochino che sa di melma indecorosa, altro che democrazia. Leggi il resto di questo articolo »

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Buccinasco: relazioni privilegiate per le persone che “contano”

Il familismo amorale ha una regola non scritta ma ferrea. Quanto si tratta di questioni che possono interessare l’antistato (la ‘ndrangheta), non si deve mai scriverne. Non si deve su di essere porre interrogazioni in Consiglio. Nulla sui giornali, sui blog, meno che mai su Buccinasco Informazioni. In cambio se ne deve parlare, se ne deve dire a parole.

Se ne parla in modo chiaro fra quelli che al momento contano, in modo generico e amplificato fra i comuni mortali (non considerati Cittadini ma massa di manovra). Su una questione di questo genere, che ha interessato il nostro PGT, che probabilmente ha coinvolto anche i nostri amministratori nelle inchieste poi conclusesi con l’archiviazione (i fatti non costituiscono reato).

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La sicurezza, i reati verso i Cittadini: l’Italia è fra le più alte d’Europa

Non lo dice Città Ideale ma l’ISTAT: abbiamo trovato la questione nel rapporto annuale 2015.  Bene dirlo subito perché in più di una occasione il sindaco ha raccontato di reati in costante diminuzione (avrà ricevuto notizie taroccate o false, oppure avrà sostenuto la tendenza per tranquillizzare). Il tema sicurezza a Buccinasco, come in altre località, è in crescita, non siamo all’allarme ma quasi.

Cominciamo con un dato che ha la sua importanza (forse l’origine interessata di comunicati tranquillizzanti): gli omicidi sono diminuiti in cinque anni di quasi il 15% e l’Italia è fra i paesi europei con i dati migliori. Fra le regioni italiane vi sono per altro differenze rilevanti (VEDI http://www.istat.it/it/files/2015/05/Rapporto-Annuale-2015.pdf, PAG 238). Per Milano 1.01 su 100mila; ma i tentati omicidi 2,94! I comuni della provincia, escluso il capoluogo rispettivamente 0,49 (la metà) e 2,01.

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Referendum SI o NO: la decisione riguarda il Paese

Se c’è una ragione che giustifica la riforma costituzionale, questa non viene indicata da nessuno. Siamo a una commedia nella quale manca il protagonista. Secondo l’ambasciatore USA, la faccenda è semplice. Dal 1948 a oggi, 70 governi in 70 anni. Come si direbbe al bar sport: un casino.  Da cui venirne fuori il prima possibile. L’ambasciatore Phillips lo dice adesso, ma già negli anni Cinquanta costituzionalisti di spessore sostenevano l’esigenza di rafforzare l’esecutivo.

Ci provò nel 1954 De Gasperi con una legge maggioritaria, a rafforzare l’esecutivo. Definita “legge truffa”, non passò allora. Troppo vicini gli anni del Ventennio senza elezioni, con il partito unico: il rafforzamento dell’esecutivo faceva ancora paura. Così anche in Francia: democrazia parlamentare inconcludente, incapace di chiudere il passato coloniale, protagonista di due guerre (Vietnam e Algeria) sanguinose quanto inutili.

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Elezioni si avvicinano a Buccinasco: molti si fanno notare in negativo

Vengono in mente le stampe delle elezioni del Settecento inglese, allora basate sul censo (chi non pagava tasse non aveva diritto al voto). Candidati allegrotti e alticci, elettori altrettanto sbragati, scambio di banconote, ecc. Già allora, la nascente democrazia moderna non si distingueva molto dagli oratori ateniesi del 550 A.C. che promettevano salsicce. Insomma è un difesso costitutivo del voto per delega, c’è sempre stato.

Ciò non vuol dire che nel terzo millennio si debba continuare facendo uso dei medesimi deplorevoli metodi. Oggi la democrazia ha la possibilità di superare queste miserie. Anzi, le deve superare se non vuole suicidarsi. Il far politica di mestiere, per farsi gli affari propri o manovrando per essere eletti al fine di eseguire affari altrui è giunto al suo traguardo, anzi al binario di testa. Deve alzare l’asticella e, grazie alla più elevata cultura media dei Cittadini, trasformasi in espressione reale della volontà popolare.

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MPS e lo statalismo italiano vetero comunista

Cominciamo con la struttura verticale di Unipol. La società di assicurazioni è quotata in borsa e ha sul mercato poco meno del 50% delle azioni. Sopra c’è una catena di finanziarie che risparmiamo ai lettori andando a quell che sta sopra di tutte: Holmo S.p.A. Finanziaria che è controllata all’80% da una quarantina di società cooperative, soprattutto della distribuzione.

Semplificando ma nella sostanza: Unipol è controllata da coop che per statuto hanno fini sociali e non fini di lucro (?!) e per questo pagano molto meno tasse e costi ridotti dei soci lavoratori. Cosa centra con MPS: Monte Paschi Siena? Non molto tempo fa abbiamo in un articolo messo a fuoco questo istituto, anch’esso quotato in bora, controllato da Fondazione Monte Paschi, che è controllata dal comune di Siena(da sempre PCI o nomi successivi della stessa cosa).

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Una lezione di libertà che viene dal libero mercato

Questione, se si vuole “minore”, ma indicativa di una concezione troppo pesante dello stato. Stato istituzione che si impanca a gestore diretto dei Cittadini e perfino dei loro sentimenti, che si sente obbligato a spendere danaro pubblico (prelevato dalle nostre tasche) per iniziative apparentemente “buoniste” di fatto invadenti. Danari mal riposti, che si traducono in spreco.

Ci segnala la notiziola l’IBL (Istituto Bruno Leoni): una fondazione che cerca di coprire il buco nero, drammatico, dell’incultura, diciamo pure dell’ignoranza del sistema scolastico e dei media sui principi economici e i loro effetti nella vita quotidiana. Siamo invasi da giornalisti e “dicitori” che sostengono posizioni economiche basic, che sarebbero buttate nel cestino di qualsiasi università.

L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”. L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta. L’IBL prende a modello i think tank anglosassoni: centri di ricerca non profit, indipendenti dai partiti politici, con lo scopo di offrire un contributo al dibattito pubblico.

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Scuola civica di musica e gara d’appalto: storia pasticciata

La gara per la scuola civica di musica indetta a Luglio, scaduta il 7 Settembre, è stata annullata perché il candidato vincitore, unico presentatosi, ha proposto una documentazione perfetta. Un po’ troppo perfetta perché, come nel palmer di una bici, la commissione ha rilevato un buco e la ruota si è sgonfiata: non ha rispettato il minimo di fatturato richiesto, 140 mila euro, mentre il bilancio presentato è risultato di 130.525 euro (VEDI).  Scorno e dispiacere comprensibili.

Quindi che succede? Dal 6 Settembre, quando la commissione si è riunita, al 12 Settembre non è successo nulla: l’esito non è stato pubblicato, fino al giorno 12 nel quale a tardo pomeriggio vanno In Albo Pretorio sia il verbale di gara e di seguito l’indizione della nuova gara, nella quale si riduce il fatturato richiesto a 100mila, per il resto sembra non essere cambiato nulla. Nuova scadenza il 12 Ottobre.

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Contrasto a illegalità e evasione fiscale: Maiorano batta un colpo

Legalità 100%: slogan usato a sproposito proponendosi consenso, senza effetti concreti che non sia autopubblicità. Legalità 100%  messa in naftalina dopo che Città Ideale li ha praticamente obbligati a adottare l’azione di contrasto al riciclaggio nel mese di Marzo scorso. Da allora silenzio: dovrebbero affrontare la questione riciclaggio (con vent’anni di ritardo). Cpstprp non sembrano averne l’intenzione.

Adesso emerge una questione altrettanto importante, relativa al sistema partiti e alle amministrazioni locali. Cominciamo dall’inizio: un decreto del 2005, che diventa operativo dal 2009 (!!) consente al comune di segnalare operazioni sospette di vario tipo, riciclaggio compreso. Le somme recuperate in questo modo, dal 2012 vengono interamente riconosciute al Comune.

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Società civile nei nostri comportamenti quotidiani

Ricevo da un amico caro la descrizione di un’esperienza personale di questi giorni, che con la sua trasparenza e onestà personale, riflettere e fa riflettere su aspetti della vita di Comunità che con crescente frequenza ci capitano davanti e lasciano l’amaro in bocca. Tanto da far dire a noi stessi:  ma è davvero questo il modo di vivere e comportarsi a Buccinasco?

Uno sfogo che ci sembra contenere componenti riservate. Per questa ragione, pur essendone autorizzati, preferiamo velare nomi e aspetti personali (VEDI). Fatto sta che i temi che sono proposti li crediamo tutt’altro che banali o di poco conto, anzi. Una riflessione crediamo sia opportuna per i nostri lettori, anche utile.

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Un fantasma si aggira per l’Italia: il Movimento Cinque Stelle

Sarà un paradosso il nostro, ma è l’impressione che stiamo ricavando dalla lotta all’ultimo sangue di tutta la partitocrazia nei confronti dell’amministrazione M5S di Roma; senza quartiere e facendo uso di tutti i mezzi disponibili (compresa l’”armonia” fra politica e magistratura), con la corale condivisione della quasi totalità dei media: l’effetto di dare a M5S una statura ingigantita dell’antisistema che rappresenta.

Sì, perché se dietro questa lotta partitocratica ci fosse l’egemonia culturale di un progetto alternativo, dei partiti, allora l’operazione avrebbe un senso. Ma la partitocrazia non si propone alternative; compie un atto semplice, come se M5S fosse facesse parte del sistema. E’ qualcosa di simile a far uso del cannone per sparare a una mosca. Con l’effetto di ingigantire ancora quella che viene ritenuta una mosca, farne un elefante.

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Gli obiettivi di una sana amministrazione: prevenire le crisi

Viene naturale essere didattici, prendere una bacchetta (vituale), andare alla lavagna e spiegare cosa si deve fare a coloro che rivestono l’incarico di amministratori nella nostra Buccinasco, a coloro che fra poco si apprestano a proporsi come tali. Amministrare significa letteralmente impiegare le risorse che la Comunità mette a disposizione pagando le tasse.

Prima ancora di un programma, un’amministrazione, in questo lunghissimo periodo di stasi produttiva ed economica dovrebbe, deve porsi un indirizzo di fondo: fare di tutto per promuovere le attività imprenditoriali nella cittadina. Fra questo anche le coop, ma soprattutto il fare impresa libera, quella che genera ricchezza e posti di lavoro.

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