Non vendete il futuro dei vostri figli per un tozzo di pane oggi.

Assoluzione di amministratori = onestà e probità? Falso

Lo sappiamo e ne siamo convinti tutti in questo blog. La procedura giudiziaria può avere esiti sorprendenti:  in questa fase succede spesso che a scagionare sia il tempo (prescrizione); oppure comportamento border line imbarazzanti non siano considerate sufficienti per una sicura colpa, un reato penale. Per giungere a questo risultato poi la giustizia è capace di metterci otto, dieci anni e più.

Un sistema e un procedere che certamente è gravemente ingiusto, che dovrebbe essere ripensato totalmente o quasi. Chi dovrebeb farlo questo ripensamento? La Costituzione attribuisce questo potere esclusivo al Parlamento: Camera e Senato dovrebbero intervenire e se non viene fatto sono loro i responsabili.

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Parte l’anno scolastico e si comincia con le manutenzioni urgenti (e noi paghiamo)

Come è andato l’anno scorso lo sanno tutti a Buccinasco. In particolare le mamme e i bimbi per numerosissimi incagli cui si è intervenuti d’urgenza, spesso dopo giorni e giorni, ogni volta con assegnazioni spot. Inizia il nuovo anno, anzi in antemprima, a pochi giorni dalla partenza, ed ecco che nell’asilo Petrarca ci si accorge di un guasto al sistema di irrigazione per cui si deve intervenire d’urgenza (VEDI).

Una cosa da poco se si vuole ma indicativa di un modo di gestire le nostre cose, pagate da noi e da noi mantenute, con i nostri soldi, che fa venire un moto di stizza. Cos’è successo da quanto ci racconta la delibera di spesa (1.772,66 euro)?  Semplicemente si è scoperto che, attivando l’impianto di irrigazione, è venuto a galla un guasto con una perdita robusta.

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Bilancio a Buccinasco: trasparenza vo’ cercando

Fra gli atti pubblicati in questi giorni ve ne sono un paio che riguardano Buccinasco. Con qualche conferma di cosette che hanno generato proteste e accuse di falsità rivolte a BucciRinasco per aver fatto conoscere che nel 2016 l’amministrazione Maiorano ha perso 1,4 milioni, ad esempio. La conferma la troviamo papale papale e ratificata nel bilancio consolidato 2016 (VEDI). per la precisione la perdita è 1.439.067,54.

Quindi la rendicontazione semestrale di cui si è discusso e polemizzato in Consiglio, che riportava una riepilogazione di comodo da cui risultavano avanzi di gestione per oltre 3 milioni al 31 12 2016 era una foglia di fico che copriva la vergogna della perdita di gestione. La denuncia del Consigliere Caterina Romanello che chiedeva spiegazioni, risulta motivata e giustificata.

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Lavoro: contrattazione nazionale e crescita del Paese

Come sempre in economia, le spinte dirigistiche che impongono al mercato obiettivi che sono estranei all’efficienza, all’ottimizzazione dell’insieme mercato, si traducono in condizionamenti pesanti che frenano le legittime aspettative di crscita e si traducono in penalizzazioni per tutti. soprattutto dei meno fortunati. In chi parte svantaggiato.

Naturale che liberare dalla contrattazione nazionale l’area privata, poi farebbe emergere l’illogico privilegio dei dipendenti pubblici che, lavorino  Bolzano o a Scoglitti, percepiscono lo stesso stipendio nazionale, mentre il costo della vita è marcatamente diverso. I sindacati sono portati ad opporsi perché se la lor ofunzione rappresentativa nei contratti appare solo a livello aziendale, il peso e la funzione osciale rimangono ma il condizionamento politico si riduce.

Si prospetta da sempre uno scoglio forte da superare, ma che almeno si assumano la responsabilità, loro sindacati, della funzione di freno, di palla al piede che assumono tenendo ferma soprattutto la parte del paese meno fortunata che ne avrebbe bisogno. Leggiamo la bella riflessione di Lottieri

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Il Sud, il lavoro e la contrattazione nazionale

La questione non viene discussa dai media, per lo meno da quelli più diffusi e popolari. Siccome il tema è di rilevanza primaria (sia per l’origine: FMI il Fondo Monetario Internazionale che per gli effetti che si propone: il rilancio dell’economia in Italia, soprattutto nel Sud), ci sembra giusto sottoporlo.

Prendiamo lo spunto da una riflessione autorevole: Carlo Lottieri, docente in sociologia, filosofia e politica, fra i fondatori di IBL. La pubblicazione avviene in Tempi, settimanale di prestigio dichiaratamente espressione di Comunione e Liberazione.

Il tema riguarda la contrattazione nazionale dei contratti di lavoro, e delle conseguenze negative, che fanno perdurare lo svantaggio e penalizzano il Sud e le diverse aree di minor occupazione nel nostro paese. Lo pubblicheremo in due tempi, perché la lettura sia più agevole.

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Azienda davvero pubblica?… dare le azioni ai Cittadini

Un’analisi e un consiglio al sindaco di Roma, dal carattere provocatorio, ma neanche poi tanto. Agire come si fece nelle economie post sovietiche privatizzando le aziende statali, con distribuzione di azioni ai Cittadini. In pochi anni diventate private (e purtroppo rimaste monopoli). Il discorso fila, se si facesse lo spezzatino mettendole in competizione fra loro.

Perdita di economie di scala? Forse, ma compensato da una gestione nella quale ci si deve misurare fra i diversi attori (controllando severamente perché non si formino i cartelli). Condizione in cui Roma non sarebbe la più indicata per un primo test, ma il rischio vale la candela. Una rivoluzione che bloccherebbe per mesi i trasporti pubblici; come la Thatcher all’epoca. Basta tenere duro e sarà una bella ripartenza.

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Acqua statale, disastro pubblico. Qual’è la situazione? Pagheremo noi

Sta piovendo e subito la notizia della scarsità d’acqua sparisce dai media. Tutto risolto? Macché! Tutto rimane fermo e gravemente precario, con sanzioni UE pesanti per i ritardi, gli avvisi lasciati perdere, le fognature da sistemare, le perdite d’acqua, metà paese con l’acqua razionata per tutta l’estate e via così… Conseguenza dell’infausto referendum di cui hanno la responsabilità i sindacati e i partiti che l’hanno promosso.

Ricordiamoli i partiti dell’abrogazione, perché non sia dimenticato il loro errore, il danno arrecato al sistema idrico del paese. Facile sostenere l’acqua gratis pubblica (che nel significato dei promotori non vuol dire di tutti ma intende dello Stato, delle società pubbliche gestite dai partiti). Sostenere la gestione pubblica significa promettere agli elettori costi bassi essendo le tariffe amministrate, lasciando deperire gli impianti, sempre più un colabrodo invece di mandare l’acqua ai rubinetti. Eccoli i responsabili del 2011:

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Istruzione permanente a Buccinasco: iniziative e loro ottimizzazione possibile

Uno degli attuali ministri, che non gode di buon gradimento sulla stampa e sui social: Valeria Fedeli, lei,  il tema dell’istruzione permanente lo ha affrontato e lo sostiene.  Non gode di grande stima il ministro, cui si addebita una formazione inadeguata (scuola magistrale) ma soprattutto un curriculum sindacale entro la CGIL,  alla segreteria nazionale della P.A. per ben 35 anni (1982).

Che un sindacalista di mestiere specializzato nell’istruzione, ove ha trascorso una vita, faccia il ministro della struttura statale dal maggior numero di dipendenti pubblici, è una delle curiosità che dimostrano il minestrone nel quale i poteri dello Stato convivono nella medesima scodella. Formano un impasto che rende tutto grigio (quando va bene). Non è questo il tema però. Partiamo da una sensibilità che il ministro ha espresso recentemente, su cui non si fa nulla; a nostro parere perché viene agitata per richiedere nuove assunzioni pubbliche. Del resto qual’è il sindacalista-politico che non reciti, giornalmente, il rosario della carenza di personale, chiedendo assunzioni ? dobbiamo ancora trovarlo.

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‘ndrangheta dei colletti bianchi e P.A. :il contrasto si può fare!

Naturale che la soluzione in tasca non c’è bella e confezionata. Nonostante il problema della malavita organizzata basata sull’uso spregiudicato della finanza (fuori legge, naturalmente) possa farsi risalire agli anni ottanta.  Affari e finanza anche internazionale, posta in essere senza un diretto impegno personale, valendosi di professionisti, parenti o amici più o meno prossimi, imprese acquistate o pilotate; di imprenditori  condizionati, sottoposti. Su tutti e sempre o quasi, il supporto di pezzi dello stato e della politica. Locale e non.

Investigatori e giudici si sono trovati spesso davanti a regole poco logiche, a buchi normativi per cui anche davanti a vicende esplicite, sono stati costretti a fermarsi, a ritirarsi in buon ordine, a non condannare. Le normative avanzate nella gestione d’impresa in Italia sono arrivate con grande ritardo e spesso depotenziate: facciamo l’esempio della 231, la legge che introduce la responsabilità penale delle società, emanata nel 2001, non poco illanguidita.

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Globalizzazione e l’Europa … siamo fermi e perdiamo terreno

Il mondo, la globalizzazione prosegue e le geografie dei mercati ne sono profondamente coinvolte. Ma anche le grandi aziende cambiano, anche settori economici e sistemi legati alle reti, oltre alla finanza, cambiano: si vedono proiettate su basi davvero globali. Non absta, perché la situazione non è solo economia e dei mercati (che pure sono rilevanti), anche la geopolitica e il peso militare tendono a diventare globali.

Pensiamo alla Cina, ad esempio: oggi il secondo centro per importanza economica, politica e militare. Cresciuta ininterrottamente ha assunto un peso e una veste di rilievo sopravvanzando la Russia. Il peso economico e l’avanzata scientifica, la collocano in condizioni impensabili. Il mondo è diventato trilaterale: USA, Cina, Russia. Le due ultime fra loro più consonanti.

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Monopoli e inefficienza. Atac, esempio eclatante

Ne abbiamo parlato e lo ribadiamo frequentemente che la condizione di monopolio è generatrice di sprechi. Sempre: che sia pubblica o privata, globale o locale. O anche del territorio di una metropoli come Roma. In questo caso è l’Atac, equavelente romano di ATM. Che, in dieci anni ha consumato sette miliardi di nostre tasse! Sette miliardi.

L’editoriale di IBL (VEDI) ci trova concordi nella denuncia. Osservando che il settore del trasporto pubblico locale è settore difficile. Un conto però è perdere il 3% come avviene in Germania, un altro il pozzo senza fondo di ATM e Atac. La soluzione è certamente delegare la gestione a privati. Vogliamo però osservare che i gestori devono essere plurimi, come in Germani appunto sta avvenendo, da almeno dieci anni.

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Accoglienza, coop “sociali”, costi e ….. risultati (un caso istruttivo anche per Buccinasco)

La vicenda di Rimini è nota; non è il caso di spiegare ancora. Ciò che interessa di questo fatto di cronaca, sul piano sociale è l’accoglienza, come intesa finora dal sistema SPRAR: soldi che il ministero assegna a coop e ONLUS perché diano un tetto e un piatto a stranieri disperati che vengono da noi. Abbiamo già più volte motivato un giudizio negativo per l’assenza di un progetto di integrazione: così non faremo italiani ma solo disperati  estranei al nostro paese e alla nostra cultura.

Conosciamo la SPRAR perché il comune di Trezzano ha preso 300mila euro che eroga a una coop sociale Villa Amantea la quale ha chiesto e ottenuto accoglienza a Buccinasco per sei “minori non accompagnati”, a costo zero, a beneficio della coop sociale Villa Amantea. Si, fanno corsi di italiano, forse riescono a trovare loro un’occupzione temporanea basic. Poi, finito lo SPRAR, sono liberi di vivere nel nostro paese.

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La ‘ndrangheta degli affari: vediamo come funziona

Il tema che affrontiamo è certamente relativo a Buccinasco, perché questo è il nostro luogo, quindi l’interesse è acceso dall’attenzione che merita, la vicinanza e gli effetti che ciò può avere con la gestione della cosa pubblica. L’obiettivo che ci proponiamo è il mettere a punto un insieme di azioni che possano contrastare, ridurre, possibilmente eliminare  i problemi che andremo a descrivere.

La ‘ndrangheta al Nord, ormai da anni ha lasciato le attività storiche del Sud. Nel Sud, occupare il paese condizionando i Cittadini con varie vessazioni e avvertimenti che intimoriscono, ha una funzione consolidata: trattare con la politica per lo scambio voti-affari (pubblici in questo caso) o favori economici che generano reddito. Abbiamo raccolto tre descrizioni recenti, che rendono l’idea: VEDI1, VEDI2, VEDI3) Leggi il resto di questo articolo »

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Globalizzazione e monopolio: rischi che si stanno facendo seri

Torniamo sul monopolio: pubblico o privato, ripetiamo la stessa valenza negativa, nell’uno come nell’altro,  genera problemi seri che portano invitabilmente a stasi e inefficienza poiché viene a mancare la meritocrazia insista in un mercato ove agiscono dei competitor.  Il tema vale per qualsiasi dimensione: a Buccinasco se l’appalto del verde come quello dei rifiuti viene assegnato a un unico operatore, così pure a livello globale. Le dimensioni generano danni diversi, ma gli effetti sono identici: inefficienza.

Prendiamo in considerazione una vicenda di questi giorni, venuta a maturare in Europa: una proposta di fusione Monsanto- Bayer (acquirente l’azienda tedesca per un importo di 66 miliardi di euro o dollari (non cambia di molto). Il settore è la cosiddetta agro-chimica: la chimica dedicata all’agricoltura (sebbene Bayer  abbia posizioni di peso praticamente in tutta la chimica fine a cominciare dal farmaceutico).

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CNEL: è vivo e vegeto. E spende insieme a loro…

Una delle conseguenze non positive del No al referendum costituzionale, insieme alle Province che non sono abolite e si dovranno rifinanziare, c’è anche i CNEL (Consiglio Nazionale  dell’Economia e del Lavoro): ente previsto dalla Cotituzione per esprimere pareri, consigli e proposte di legge sulle materie che riguardano economia e lavoro. Un doppione delle analoghe commissioni in parlamento.

Legge istitutiva del 195. Ha quindi sessant’anni di vita. Non sappiamo quanti consigli gli siano stati chiesti dai governi. Certo è che in tutto questo periodo ha sfornato 14 (quattordici, non è un errore) proposte di legge, nessuna delle quali votata in Parlamento. Si vada a vederne la storia su wikipedia, con tanto di presidenti che si sono succeduti.

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